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Rapporto 2020 Confcommercio, 22.000 ristoranti e bar chiusi definitivamente. Persi 243.000 posti di lavoro a tempo indeterminato, malgrado il blocco dei licenziamenti In evidenza

Rapporto 2020 Confcommercio, 22.000 ristoranti e bar chiusi definitivamente. Persi 243.000 posti di lavoro a tempo indeterminato, malgrado il blocco dei licenziamenti

MILANO - Vicini oramai al post-pandemia (o almeno così si spera), si inizia a fare i conti della catastrofe economica che ha colpito l'Italia. Secondo il Rapporto Ristorazione 2020 di Confcommercio lo scorso anno hanno chiuso definitivamente i battenti oltre 22.000 bar e ristoranti. Lockdown e timori del contagio sembrano aver modificato le abitudini dei consumatori: "Se a luglio 2020, periodo nel quale i locali sono tornati a lavorare a buoni ritmi - si legge nello studio - la colazione rappresentava il 28% delle occasioni di consumo complessive, a febbraio 2021 la percentuale risultava del 33%. L’esatto contrario di quanto accaduto con le cene, passate dal 19% a meno dell’11%. A conti fatti, a febbraio di quest’anno colazioni, pranzi e pause di metà mattina hanno costituito l’87% delle occasioni di consumo fuori casa. Mentre è completamente scomparsa l’attività serale".
Conseguenza diretta, la "perdita di 243mila lavoratori a tempo indeterminato, in larga parte giovani e donne, malgrado il blocco dei licenziamenti".
Se non bastessa, va detto che nel primo trimestre 2021 si registra il crollo verticale dell’indice di fiducia degli imprenditori della ristorazione rispetto allo stesso periodo del 2020 (-68,3%). Secondo la Confcommercio il 2021 sarà dunque un anno di fatturati ancora in calo.
Luigi Giorgetti