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La proliferazione burocratica non giova al Paese e mette a rischio migliaia di agenzie di assicurazioni. Intervista all’On. Galeazzo Bignami (Fdl) In evidenza

ON. GALEAZZO BIGNAMI ON. GALEAZZO BIGNAMI

MILANO - Il 16 aprile scorso l’On. Galeazzo Bignami (Fdl) ha presentato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta al Ministro per lo Sviluppo Economico On. Giancarlo Giorgetti riguardante le modifiche al Regolamento Ivass n. 40, introdotte con il Provvedimento Ivass n. 97 del 4 agosto 2020 che prevedono, tra l’altro, l’obbligo imposto agli agenti di comunicare le collaborazioni orizzontali alle imprese mandanti, di provvedere alla pubblicità dell’elenco delle imprese con le quali essi operano e di rilasciare al cliente una dichiarazione di coerenza della polizza rispetto alle sue esigenze.
Durante l’ultimo incontro avuto con il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi su questi temi, l’On. Bignami ha condiviso la preoccupazione dello Sna per la proliferazione burocratica che la regolamentazione Ivass ha posto a carico degli agenti di assicurazione e dei loro collaboratori, tanto da pregiudicarne, in molti casi, la stessa sopravvivenza professionale. Il Presidente Demozzi in quell’occasione ebbe a dichiarare che “La nostra è una categoria di professionisti che rispettano la Legge e vogliono lavorare in piena legittimità e per questo respingiamo al mittente norme a volte arbitrarie, incomprensibili e in parte persino inapplicabili!".
Onorevole Bignami, il suo interessamento alle problematiche che riguardano gli agenti di assicurazione è certamente lodevole, ma l’Ivass mostra di essere arroccata su posizioni di assoluta intransigenza, questo giova in qualche modo ai consumatori?
Evidentemente no, anche perché Ivass nasce per tutelare consumatori e utenti e non rendite di posizione alimentate da richieste non sempre comprensibili che si sommano a intrecci e sovrapposizioni di ruoli di dubbia opportunità. Quello che Ivass dovrebbe fare è contribuire ad assicurare la massima possibilità di scelta in relazione all'offerta dei prodotti in questione, a tutela degli utenti, non a generare inutili aggravi che comportano costi che solo grazie agli assicuratori non si ribaltano sull'utenza.
Quanto vale secondo lei la consulenza professionale prestata dagli agenti nella risposta al bisogno di sicurezza proveniente dalle famiglie, dalle imprese italiane?
E' fondamentale. Per gli agenti l'assicurato non è un numero, ma un partner mediante il quale far crescere la propria azienda. La soddisfazione del cliente è il migliore strumento di pubblicità e di promozione per chi abbia una partita Iva, agenti compresi quindi. E la soddisfazione del cliente è anche per questo il principale obiettivo degli agenti.
La sua posizione personale e quella del suo partito a proposito della tutela delle professioni è nota e quindi non le sembra che il Parlamento dovrebbe fare di più per svolgere al meglio il proprio compito nel formulare e aggiornare le fonti primarie che regolano il settore assicurativo?
Assolutamente si, anche perché la tutela del settore si traduce in tutela dei consumatori. Ma vediamo che verso tutte le partite Iva continua a esistere una ostilità neppure troppo nascosta. Forse i burocrati ministeriali, oggi lasciati liberi di furoreggiare a causa di una politica assente, dovrebbe ricordare che senza le partite Iva non ci sarebbero le risorse per pagare stipendi, welfare, pensioni.
Considera anche lei poco comprensibile che il Presidente dell’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni sia di diritto il Direttore Generale della Banca d’Italia e che questo dipenda dal collegamento istituzionale tra i vertici dell’Ivass e quelli della Banca Centrale?
Sono le rendite di posizione gli intrecci di cui parlavo prima. Un Istituto per la vigilanza assicurativa deve operare nella massima trasparenza, ponendosi al di fuori di qualsiasi traiettoria e dinamica che possa anche solo generare dubbi sulla sua terzietà. Questo anche perché non sempre esiste una cesura netta tra mondo bancario e assicurativo. E' necessario che quindi l'utenza comprenda che la tutela della figura dell'agente significa tutela del consumatore perché l'agente diventa il primo controllore delle proposte assicurative, dotato di competenza e qualità tecniche che diversamente non è scontato l'utente possa avere.
Roberto Bianchi

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