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Una sentenza che può cambiare la storia se amministrata bene da tutti gli attori in campo In evidenza

ANDREA PIERI ANDREA PIERI

 Dalla Conferenza online sulla sentenza del Tar del Lazio conseguente al ricorso inoltrato dallo Sna contro il Provvedimento Ivass 97, sono emerse importanti ed utili considerazioni che vanno al di là del risultato giuridico, comunque positivo, della sentenza stessa. Si è infatti parlato dei nuovi scenari che si sono venuti inevitabilmente e fortunatamente a creare, grazie alla perseveranza di chi, come lo Sna, dal primo minuto ha creduto di intraprendere, per il bene della categoria, questa importante battaglia. Innanzitutto, la coesione ed unione di intenti comuni tra il Sindacato, il Comitato dei Gruppi Aziendali e l’Associazione di Categoria Brokers, che in tale occasione hanno saputo fare squadra e fronte comune nei confronti dell’Ivass, al fine di perseguire una vera semplificazione amministrativa utile per la categoria degli intermediari, ponendosi quest’ultimi, indipendentemente se agenti o broker, quali unici ed uniti interlocutori nei confronti dell’Istituto di vigilanza.
In futuro così Ivass dovrà prendere coscienza che si troverà di fronte ad una sola categoria di intermediari e non più categorie, che pur mantenendo i propri specifici ruoli, parleranno ad un unico tavolo di confronto con lei, evitando così poco efficaci e potenzialmente dannosi tavoli separati.
Durante il dibattito poi sono stati, inizialmente affrontati da Roberto Bianchi, direttore di SnaChannel e L’Agente di Assicurazione, poi divenuti denominatore comune a tutti i relatori intervenuti, i concetti di essenzialità e proporzionalità, che dovranno riguardare l’intero impatto normativo vigente, perché solo attraverso una loro corretta interpretazione e più idonea realizzazione, si potrà dire di aver ottenuto un risultato ancora più ampio. Il raggiungimento di una maggiore essenzialità ridurrà sempre più al minimo gli adempimenti burocratici non necessari, che attualmente sono estremamente dispendiosi in termini di tempo e risorse economiche per le agenzie. Del resto, anche lo stesso presidente dell’Ivass Luigi Federico Signorini, nella sua introduzione alla Relazione annuale sulle attività 2020 dell’Ivass, ha affermato che si impegnerà a far ridurre al minimo gli adempimenti burocratici non strettamente necessari, ammettendo che ce ne sono alcuni da abolire in quanto non essenziali.
Il rischio infatti è che l’eccessiva mole di informazioni rivolte al cliente producono poi, come dagli stessi consumatori affermato, un effetto contrario rispetto agli obiettivi che si era posta la normativa, generando così minor chiarezza e maggior confusione nei suoi confronti. Da tutto ciò poi discende il concetto di proporzionalità, rispetto anche alla complessità del prodotto intermediato, dato che per collocare un prodotto, ad esempio del settore Rcauto, è evidentemente sproporzionato dover consegnare centinaia di fogli di condizioni contrattuali e relativi documenti integrativi di polizza, anche perché vi sono ormai dei prodotti che sono entrati a far parte della conoscenza personale dei clienti, che non hanno certamente la necessità di ricevere sproporzionate informazioni.
Tornando al risultato ottenuto, è stato importante rilevare anche che senza l’adeguato studio normativo che il Sindacato ha fornito ai suoi legali, che hanno poi discusso le tematiche oggetto del ricorso, probabilmente non si sarebbe potuto ottenere tale esito positivo. Anche da parte degli intervenuti alla Conferenza si è potuto apprezzare il livello molto alto di preparazione, dimostrazione del fatto che i risultati si ottengono soltanto attraverso lo studio e la preparazione, trovando così la forza e la convinzione delle proprie idee, per portale avanti fino in fondo. Anche questo è stato un forte messaggio inviato alle istituzioni, alla politica e alle parti sociali, che certamente durante questo evento avranno avuto modo di verificare l’alto profilo di preparazione dei relatori.
Del resto, quello della preparazione tecnico normativa è un tema più volte, anche nel recente passato, ripreso dal Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, il quale sostiene che solo con un adeguato studio dei temi da trattare, unita alla profonda conoscenza della materia assicurativa, si può essere vincenti a qualunque livello di confronto e qualsiasi controparte si debba affrontare. Da questo punto di vista è stato inevitabile, da parte sua, dover richiamare alcuni colleghi che anche in questo caso non hanno perso l’occasione per dimostrare di non essere preparati, diffondendo informazioni errate e certamente non da amici del Sindacato, come invece incoerentemente ed ipocritamente essi dicono di essere.
Un altro spunto di riflessione è stato quello introdotto dal consulente Sna Domenico Fumagalli quando, nell’auspicare che si possa giungere quanto prima ad un’ottimizzazione delle semplificazioni burocratiche, si dovrà però allo stesso tempo affrontare, a livello sindacale, il tema della coerenza. A partire dall’adeguatezza, mutuando ciò che era già presente nel canale bancario, si è giunti all’attuale concetto di coerenza che così come è definita però può essere vista come maggior aggravio di responsabilità ed onere di prova da parte del distributore, diventando così rilevante in termini di responsabilità anche da parte dell’intermediario. Pertanto, dovrà essere affrontata tale criticità anche sul piano sindacale, per riparametrare meglio pesi e misure della responsabilità rispetto alla fabbrica prodotto.
La strada insomma è ancora molto lunga, ma quella intrapresa sembra essere veramente giusta sotto molti punti di vista, uno su tutti la rinnovata ed aumentata coesione della categoria che è riuscita, anche grazie ai numerosi incontri con i vari rappresentanti della politica nazionale, a riportare sul giusto equilibrio i rapporti di forza tra le istituzioni ed il Sindacato, con quest’ultimo che ha raggiunto un livello di credibilità ed autorevolezza mai avuta prima. In tale contesto sarà importante, come affermato dal Presidente del Comitato dei Presidenti di Gruppo Dario Piana, sfruttare tale forza acquisita di credibilità in questo momento storico, rimanendo uniti e coesi con Sna, stando attenti però a ciò che andremo come Gruppi Aziendali a discutere con le nostre compagnie. Come? Lasciando la trattiva di primo livello al Sindacato, fermandosi solo a quella di secondo livello con le compagnie, collaborando però anche in tal caso con il Sindacato, per evitare, ha aggiunto Piana, il rischio di generare anche in tale ambito pericolosi precedenti, facilmente clonabili dalle compagnie.
In conclusione, è molto probabile che il riesame di tutto l’impatto normativo prenderà spunto dalla sentenza del Tar del Lazio e che la strada maestra dovrà essere quella di seguire la normativa europea al riguardo, sensibilizzando la politica nazionale al fine che la faccia sempre più propria, così come in materia di Idd, lasciando solo l’essenziale rimuovendo l’inutile. Questo è ciò che chiedono anche le associazioni di consumatori, che hanno capito l’importante ruolo che il Sindacato può avere a tutela dei loro interessi, stringendo con esso una nuova ed importante collaborazione. È chiaro che, arrivati a questo punto e visto lo scenario creatosi, il Sindacato non consentirà più di essere relegato ad un ruolo marginale, perché tale sentenza e l’impatto mediatico che ha avuto la protesta che l’ha preceduta, ha fatto capire alle istituzioni, alla politica nazionale in maniera peraltro trasversale ed ai consumatori, che senza un ruolo determinante ed autorevole che il Sindacato sa esprimere, non si potranno mai raggiungere elevati e migliori livelli normativi, indispensabili proprio per difendere il consumatore che tanto vorrebbe tutelare l’Istituto di vigilanza con le sue regole. Il Sindacato e i suoi agenti di assicurazione sono pronti a portare avanti questa sfida verso un miglioramento normativo e burocratico del mercato assicurativo italiano, per lasciare più spazio alla consulenza professionale di noi Agenti, solo così i nostri clienti, che incontriamo quotidianamente, potranno veramente beneficiarne.
Andrea Pieri

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