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ORIA, dopo tre anni di attesa il Mi.Se. mette il turbo. Ma è davvero giustificata tutta questa fretta? In evidenza

FRANCO DOMENICO STAGLIANO' FRANCO DOMENICO STAGLIANO'

 La frenetica attività ministeriale non conosce soste neppure nel periodo estivo e, facendo concorrenza all’inarrivabile Ivass in tema di astrusaggine nella scelta delle date per emanare regolamenti e provvedimenti, il 24 di agosto il Mi.Se. ha inviato alle associazioni di rappresentanza interessate la bozza del Decreto di attuazione per l’istituzione dell’Oria, l"organismo preposto alla gestione del Rui. L"obiettivo è raccogliere osservazioni sull’Analisi di Impatto Regolamentare (Air) del medesimo decreto e questo nel tempo definito di giorni dieci.
A nulla sono valse le richieste prontamente formulate da Sna e Acb, una delle rappresentanze dei broker, di prorogare tale termine temporale vista la complessità dell"argomento, che avrebbe richiesto un"analisi attenta e ponderata e di conseguenza la disponibilità di risorse forzatamente ridotta visto il particolare periodo da sempre dedicato alle ferie. Il risultato di questo diniego, giustificato con l"esigenza di arrivare speditamente alla conclusione del percorso per la definizione del provvedimento e comunicato con una lettera a firma del ministro Giancarlo Giorgetti, è stato che le associazioni interessate hanno avuto ben poco tempo per analizzare il testo senza la possibilità di poterlo approfondire come sarebbe stato utile e necessario: davvero una manovra che attende di essere attuata da tre anni non poteva aspettare un altro mese per la sua definizione?
Ma in Sna non siamo rimasti a guardare e il 31 agosto, a firma del Presidente nazionale Claudio Demozzi, è stata inviata al Ministero dello Sviluppo Economico e per conoscenza alle altre parti interessate, una lettera contenente le osservazioni richieste sull"Air. I rilievi mossi sono precisi e puntuali a partire dalla premessa quando al comma a) si afferma con decisione che l’assemblea degli associati all’Oria deve rispecchiare il criterio di proporzionalità rispetto al numero degli iscritti ai sindacati ed associazioni di categoria, non essendo neppure ipotizzabile che si attribuisca il medesimo peso decisionale ad organizzazioni alle quali aderiscono migliaia di intermediari, rispetto ad organizzazioni che contano un numero irrilevante di associati. Per Sna si tratta di un punto sul quale non si può transigere in quanto, così come posto, il testo è palesemente contrario ai principi della nostra Costituzione.
È questo un principio universale anche nelle trattative tra le parti: se il Presidente Demozzi si siede ad un tavolo (o si alza da un tavolo), con lui si siede (o si alza) un numero di associati che riempirebbe l’intero Forum di Assago o, se preferite, il Palasport di Roma. Altri avrebbero dalla loro qualche pullman (gran turismo, ovvio, magari con aria condizionata, tv satellitare e con hostess a bordo che servono tartine e champagne), ma sempre pullman, con l’esiguo numero di trasportati che ne derivano. Va da sé che il peso politico deve essere giustamente e costituzionalmente diverso.
Il rilievo mosso al comma b) dimostra, se mai ce ne fosse mai stato bisogno, quanto lontano sia certa politica (non tutta, lo sappiamo bene, per fortuna) dal nostro mondo e in realtà rispecchia il sentire comune dell"uomo della strada: non c’è sostanziale differenza tra un agente di assicurazioni e le compagnie che rappresenta. Infatti, nell’articolo 3 del decreto, si stabilisce che nell’Oria vengano rappresentate anche le imprese di assicurazione e riassicurazione operanti sul territorio italiano: niente di più aberrante! Su questo punto la posizione di Sna è tassativa e non modificabile: all"Oria devono partecipare soltanto associazioni e federazioni di soggetti iscritti al Rui e vanno pertanto escluse le imprese di assicurazione e riassicurazione e le loro associazioni di categoria che, oltre a non potersi iscrivere al registro, sono le naturali controparti, con chiari conflitti di interesse, degli intermediari assicurativi.
La premessa si chiude con il comma c), quello che forse ci sta più a cuore come professionisti e cioè la battaglia per l"autogoverno che ci porrebbe alla pari con la stragrande maggioranza degli organi professionali. Sna ritiene ingiusto escludere gli intermediari assicurativi dagli organi di gestione dell"Oria; in tutte le associazioni professionali ad occuparsi della gestione degli organismi di autogoverno sono principalmente i professionisti più esperti, quelli che, proprio in forza della loro esperienza, possono apportare competenza e professionalità ai fine di una migliore gestione dello stesso organismo. Per Sna va assolutamente eliminata la disposizione prevista dall"articolo 5 del decreto che rende incompatibile la partecipazione all’organo di gestione degli intermediari assicurativi stessi.
Che dire poi del compito che sarebbe attribuito all’Oria di redigere il Codice deontologico che dovrebbe essere adottato da tutti gli intermediari. Diciamolo subito con chiarezza, non ha nessun senso massificare le diverse figure di iscritti al Rui e pretendere che un venditore accessorio sia confuso dal punto di vista etico con un agente professionista. Inoltre, gli agenti non hanno nessun bisogno che un soggetto terzo stabilisca quali sono le loro coordinate deontologiche, in quanto la categoria è ampiamente in grado di predisporle in totale autonomia.
Franco Domenico Staglianò

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