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54° Congresso Nazionale Sna tra vittorie sindacali, Carta dei Valori, Codice Deontologico, le incognite del Mistery Shopping e un granitico punto di non ritorno: l’accordo con Confconsumatori In evidenza

54° Congresso Nazionale Sna tra vittorie sindacali, Carta dei Valori, Codice Deontologico, le incognite del Mistery Shopping e un granitico punto di non ritorno: l’accordo con Confconsumatori

MILANO - Il Congresso Nazionale Sna che si svolge oggi, il 54° nella storia del nostro ultracentenario Sindacato, corona una due giorni di grande spessore che ha visto nella giornata di ieri (21 ottobre, ndr) lo svolgimento del convegno “Consumatori, polizze e intermediari: un difficile equilibrio”, inserito nel calendario della settimana dell’Educazione Finanziaria e organizzato in collaborazione con Confconsumatori, e la presentazione della Carta dei Valori, un documento che segna una svolta e un punto di sintesi nei rapporti tra i consumatori e gli agenti professionisti di assicurazione. Ed è proprio l’accordo sottoscritto da Sna con Confconsumatori che rappresenta quel punto di non ritorno che imprime un nuovo slancio nei rapporti tra gli agenti professionisti di assicurazione iscritti a Sna e i consumatori-clienti-assicurati: gli eventi organizzati in collaborazione, non ultimo l’interessante convegno di ieri, sono a dimostrare quanto questo rapporto sinergico sia vincente anche alla luce di un’interessante iniziativa da poco conclusasi, ma che certamente avrà un suo seguito, che ha visto i quadri di Confconsumatori approcciare i servizi assicurativi attraverso i canali di SnaForm, la nostra piattaforma dedicata.
Questo congresso, che ci auguriamo di cuore possa essere l’ultimo in modalità online, sarà davvero quello del cambiamento. Di mentalità, prima di tutto: non siamo più quelli che bussano alla porta con il cappello in mano, ma andiamo davanti al TAR  del Lazio con le nostre ragioni, reclamando contro la prepotenza dell’Ivass e quelle ragioni ci vengono riconosciute. Ci ricordiamo che anche i politici, di tutte le parti, sono nostri assicurati ed alcuni di loro anche nostri colleghi, li ettiamo a conoscenza dei nostri problemi e dei nostri disagi e ne otteniamo risposte positive con interpellanze e proposte di legge. E anche attraverso mille difficoltà e distinguo, ci accreditiamo anche con le nostre mandanti, rimettendo a sedere l’Ania attorno al tavolo per negoziare il nuovo accordo imprese agenti, in un gioco tra parti autorevoli, ma dove siamo consci di ricoprire un ruolo importante e allo stesso tempo delicato, di difesa degli interessi di un’intera categoria di professionisti. Ma il nostro deve essere un cambiamento anche nei rapporti con l’istituto di vigilanza: le rivendicazioni di un’ampia autonomia che porti all’autogoverno della categoria sono più che legittime e si basano su dati di fatto incontrovertibili e Sna non intende assistere passivamente alle iniziative e alle decisioni che Ivass intraprende nei confronti degli agenti, bensì auspica un coinvolgimento nei processi decisionali.
Un chiaro segno lo si è visto il 19 ottobre con l’evento “Mystery Shopping as support to supervision on market conduct in the insurance sector in Italy” organizzato dall’Istituto di vigilanza dove lo Sna è stato invitato quale sola associazione di categoria e che ha visto un duplice intervento del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, al quale, lo sappiamo, non difettano né chiarezza, né sincerità: se con il Mistery Shopping l’Ivass si prefigge di raccogliere informazioni, migliorare le pratiche, effettuare una valutazione statistica della qualità del servizio, Sna si dice pronto a collaborare ad ogni livello; se invece l’Ivass, ammettendo che i sistemi tradizionali non si sono rivelati abbastanza efficaci, ritiene necessario ricorrere ad un’attività in incognito ai fini di una maggiore vigilanza, ci troveremmo davanti ad una situazione nella quale un unico soggetto, l’Ivass, sarebbe accusatore e giudice in quanto parte in causa nella formazione della prova e poi soggetto giudicante nell’eventuale erogazione della sanzione. Si tratterebbe di un paradosso giuridico già evidenziato nel dibattito europeo.
Il programma del congresso mette al centro la presentazione del Codice Deontologico, quella sorta di vangelo laico nel quale tutti dobbiamo riconoscerci e al quale tutti dobbiamo fare riferimento: sarà sicuramente oggetto di valutazione e intervento da parte dei colleghi partecipanti. Intanto si parte con la relazione del Presidente nazionale Claudio Demozzi: lo abbiamo già visto aver recuperato la sua grinta negli eventi dei giorni scorsi e ne siamo felici, adesso lo abbiamo, anche se solo virtualmente, tutto per noi.
Franco Domenico Staglianò

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