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Regole e Statuto sono vincolanti per tutti gli iscritti, a maggior ragione se questi rivestono cariche all’interno di Sna In evidenza

FRANCO DOMENICO STAGLIANO' FRANCO DOMENICO STAGLIANO'

♦ Nella sua Relazione al 54° Congresso Nazionale Sna il Presidente Claudio Demozzi tocca un punto nevralgico della nostra vita associativa, che sta proprio nel rispetto delle regole istituzionali che tutti coloro che liberamente scelgono di appartenere al Sindacato sono tenuti a seguire. Mosso dal fervore che lo contraddistingue, Demozzi si dice costretto a richiamare tutti gli iscritti, e in particolar modo coloro che rivestono cariche elettive, alla “giusta disciplina sindacale”: come è giusto pretendere il massimo impegno dai vertici associativi, allo stesso modo i vertici associativi hanno il diritto di pretendere il pieno rispetto delle regole dello Statuto, senza eccezioni: sono regole che ci siamo dati democraticamente, vincolanti per tutti e non sono soggette ad arbitrarie interpretazioni.
Mossiere nonché padrone di casa squisito, il Presidente nazionale, nella sua Relazione mette all’indice quei colleghi che hanno ripetutamente violato queste regole, oltrepassando, in alcuni casi, il “limite della diffamazione nei confronti di altri colleghi, iscritti al Sindacato” pubblicando notizie imprecise, quando non scopertamente false, su chat pubbliche e i principali social network. Certi interventi, scomposti, a volte addirittura anonimi, “lasciano una scia di malsana insoddisfazione” tra i colleghi spesso meno informati e pertanto più influenzabili così da determinare “insofferenza per la disciplina sindacale, infondato malcontento” che portano alla formulazione di richieste pretestuose che nulla hanno a che fare con gli interessi della categoria. Mosse scomposte messe in atto da “alcuni personaggi che, malgrado l’apparente vernice collaborazionista e sindacale, non perdono occasione per insinuare nelle loro parole” accuse, insinuazioni, sospetti, anche feroci, contro i vertici Sna e il Sindacato stesso, danneggiando autorevolezza e credibilità di un’associazione che ha passato il secolo di storia e che in meno di un decennio, grazie a questa presidenza e ai vertici che si sono succeduti, hanno colto dei successi e raggiunto dei traguardi impensabili. Non è ammissibile che qualche sbandato danneggi l’immagine del sindacato,”tanto meno se si tratta di iscritti che a volte usano tali sfoghi per poi negoziare incarichi o riconoscimenti personali”.
Demozzi esprime piena vicinanza ai colleghi componenti il Collegio dei Probiviri e la Commissione Nazionale di Deontologia, posti sotto attacco da soggetti iscritti a Sna che dimostrano di non conoscere lo Statuto ed esibiscono insofferenza nei confronti della vita associativa e che dovrebbero interrogarsi “sul loro reale interesse a fare ancora parte della nostra comunità”.
Il Presidente nazionale ammonisce infine i cosiddetti leoni da tastiera: l’immagine pubblica di Sna, la sua credibilità, l’autorevolezza conquistata in anni di battaglie sindacali, saranno difese con ogni mezzo, così come l’utilizzo del nostro marchio, che deve essere riservato esclusivamente per gli scopi previsti dallo Statuto. Non c’è che dire. Mossa vincente.
Franco Domenico Staglianò

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