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La Nazionale e Mancini seguono i social, ci vogliono far credere si tratti di coincidenze, ma noi non ci caschiamo In evidenza

GIACOMO ANEDDA GIACOMO ANEDDA

♦ Se me lo consentite – anche a rischio di andare contro corrente - vorrei spezzare una lancia a favore delle chat e dei social nati più o meno spontaneamente, parlando di uno che penso possiate apprezzare anche voi. Mi riferisco alla nota chat “Amici di Mancini”, il gruppo social creato per sostenere il Mister della nostra amata Nazionale di calcio la quale, a detta di molti, nonostante i successi recentemente ottenuti, potrebbe certamente fare di più e meglio. Non è un pourparler fine a se stesso, tra gli Amici aderenti al social, spiccano infatti personaggi di indubbia competenza: calciatori in attività ed ex calciatori, allenatori di tutte le categorie anche trombati, procuratori, arbitri e guardalinee di ogni genere (anche chiacchierati), medici sportivi, raccattapalle, bibitari, tifosi, teppisti, campioni di fantacalcio e pure un abile haker in grado di decriptare qualsiasi trasmissione televisiva.
La mission di “amici di Mancini” è nota. Si prefigge il compito di stimolare, approfondire, discutere e analizzare tutto quanto giri intorno al mondo del pallone e non soltanto sul ruolo del Mister. Per dare maggiore forza alla comunicazione, il gruppo si avvale di un sito web e di una accattivante pagina Facebook, attraverso cui veicolare i documenti del MOSN – Movimento di Opinione a Sostegno della Nazionale – che un ex artificiere si occupa poi di rilanciare a tutte le ore del giorno e della notte. Il social raccoglie milioni di voci rappresentate da un autorevole portavoce: Oronzo Canà.
È tuttavia necessario precisare che nonostante il Mister Mancini, la Figc e il Coni, non abbiano mai riconosciuto ufficialmente il Movimento, si sa per certo che esso venga costantemente monitorato dalle autorità sportive, le quali poi, stimolate dalle campagne di opinione intraprese dagli “Amici”, finisce per dare ragione al movimento, come recentemente accaduto per la capienza degli stadi, elevata sino all’80%, esattamente come da tempo invocato da Oronzo Canà.
Naturalmente gli interessati non lo ammetteranno mai, ma solo gli ingenui possono davvero credere che l’avvenuto cambio del modulo di gioco nell’ultima partita della Nazionale, sia solo il frutto di una coincidenza e non invece il riconoscimento delle tesi tecnico-tattico più volte invocate dal MOSN. Ove mai ce ne fosse stato la necessità, bisogna riconoscere che “Amici di Mancini” e “MOSN” sono la dimostrazione più luminosa dell’utilità di alcuni social.
Giacomo Anedda

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