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Rcauto, utili record per le compagnie italiane. Nel 2020 i profitti hanno superato 1,5 mld/€. Demozzi (Sna): Urge la revisione delle tabelle provvigionali di mandato In evidenza

Rcauto, utili record per le compagnie italiane. Nel 2020 i profitti hanno superato 1,5 mld/€. Demozzi (Sna): Urge la revisione delle tabelle provvigionali di mandato

MILANO - Tra il 20 ed il 29 dicembre, l’Ivass ha pubblicato i seguenti Bollettini statistici: “Bollettino Statistico Anno VIII - n. 18 - dicembre 2021 - Ramo Rcauto: dati tecnici 2020; Bollettino Statistico Anno VIII - n. 17 - dicembre 2021 - Il contenzioso assicurativo nel comparto Rcauto e Natanti (2010-2020); Bollettino Statistico Anno VIII - n. 16 - dicembre 2021 - L'attività assicurativa nel comparto auto (2015 - 2020); Bollettino Statistico Anno VIII - n. 15 - Dicembre 2021 - L'andamento dei prezzi effettivi per la garanzia Rcauto nel terzo trimestre 2021”.
I dati si riferiscono al ramo Rcauto in Italia, per l’esercizio 2020 e per il terzo trimestre dell’anno 2021. Dalla lettura si apprende che le imprese che operano nel comparto, in Italia, assicurano poco più di 42 milioni di autoveicoli, di cui 32,4 milioni sono autovetture. Complessivamente, le compagnie soggette al controllo dell’Ivass hanno raccolto premi Rcauto per quasi 13 miliardi di euro (12,4 mld). il decremento rispetto all’anno precedente è stato del 5,7%. Il premio medio netto per le autovetture è stato di 315 euro, per gli autocarri di 527 euro. La frequenza sinistri è stata del 4,4%, inferiore di circa due punti percentuali rispetto all’anno precedente (2019). La frequenza per gli autocarri è stata più elevata, pari al 5,5%, in riduzione rispetto al dato dell’anno precedente (6,9% nel 2019). Il numero dei sinistri risulta in calo del 30% circa, rispetto all’anno 2019 e gli oneri per i sinistri sono risultati inferiori del 18,7% rispetto al periodo precedente. Il ramo Rcauto ha permesso, nel 2020, la realizzazione di un utile, per le imprese assicuratrici, di circa 1,5 miliardi di euro, in crescita del 134% rispetto al 2019.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, commentando a caldo questi dati, ha ribadito che “le compagnie non possono continuare ad ignorare la richiesta proveniente dalle reti agenziali di una revisione sostanziale, in aumento, delle tabelle provvigionali di mandato, soprattutto in questo periodo storico e soprattutto alla luce di numeri così eloquenti! La situazione degli agenti è altresì aggravata dal mancato rinnovo dell’Accordo Nazionale Agenti Imprese, scaduto ormai da più di dieci anni, che costituisce l’unica vera piattaforma sulla quale si basano i principali diritti e le tutele fondamentali degli agenti di assicurazione. Vista la scarsa sensibilità delle imprese sul fronte economico, ci auguriamo che almeno la loro rappresentanza, l’Ania, si dimostri più aperta al confronto e capace di ristabilire il giusto equilibrio tra l’industria assicurativa ed il principale canale distributivo professionale in Italia, le agenzie”.
La Redazione

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