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Commissione d'inchiesta sulle banche italiane, De Bertoldi (FdI): Perché gli istituti di credito vendono polizze assicurative? In evidenza

SEN. ANDREA DE BERTOLDI SEN. ANDREA DE BERTOLDI

MILANO - La Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario ha deliberato, a seguito della puntata della trasmissione "Report", trasmessa lunedì 13 dicembre 2021 su Rai3, di svolgere un approfondimento sulla vicenda della vendita di diamanti ai propri clienti da parte dei maggiori istituti di credito operanti sul territorio nazionale. In occasione dell’audizione del presidente della Consob prof. Paolo Savona, il senatore Andrea De Bertoldi ha posto alcune domande, contenenti alcuni passaggi che interessano da vicino gli agenti di assicurazione.
Il senatore trentino chiede testualmente “cosa ne pensate di questa tendenza - quando parliamo di prodotti finanziari atipici, o addirittura di prodotti che non sono neanche finanziari atipici ma addirittura commerciali - di questa tendenza del sistema bancario, anche comprensibile se guardiamo al periodo dei bassi tassi, quindi dei bassi guadagni eccetera, ma questa tendenza ad estendere la propria attività, non tanto a quello che dovrebbe essere il loro core business, quindi il rapporto con l'impresa, con il cittadino da finanziare, quindi comprendere e capire chi è meritevole di credito, o meno, ma di spostarsi spesso su prodotti finanziari, senza arrivare ai diamanti, ma su prodotti finanziari atipici. Penso, ad esempio, a tutto il settore delle assicurazioni. Le banche che diventano agenti di assicurazione facendo peraltro spesso anche concorrenza a quei brillanti agenti di assicurazione che abbiamo rappresentati in tutto il territorio nazionale".
Su questo punto, la risposta data in Commissione dal presidente Consob non si intravvede.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi ha evidenziato come “una parte della politica riesca finalmente a mettere a fuoco alcune criticità nel comportamento delle banche, che il Sindacato nazionale genti segnala da anni e che oltre a costituire molte volte una vera e propria concorrenza sleale per gli agenti, troppo spesso danneggia i consumatori e la credibilità dell’intero settore”.
La Redazione