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I numeri del CNEL certificano che il CCNL Sna / Confsal è quello di riferimento per la categoria e l’Ebisep è in salute (nonostante le critiche dei soliti noti) In evidenza

ELENA DRAGONI E CLAUDIO DEMOZZI ELENA DRAGONI E CLAUDIO DEMOZZI

MILANO - Se le sentenze emesse dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Udine il 14 marzo 2021 e dalla Corte d’Appello del Tribunale di Trieste il 24 marzo 2022, hanno messo un punto fermo per quanto concerne la rappresentatività comparata delle organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti delle agenzie di assicurazione riconoscendola alla Confsal e indicando implicitamente nel nostro CCNL quello di riferimento del settore, adesso anche il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro attesta con i numeri il primato del CCNL Sna/Fesica Confsal-Confsal Fisals. Dai dati del CNEL (anno 2020, cod. J154) si rileva che il nostro CCNL viene applicato a 16.854 lavoratori dipendenti agenziali, mentre il contratto antagonista (che nella sua relazione al Comitato Centrale il Presidente Demozzi definisce “pirata” così restituendo pan per focaccia ai signori della Triplice) è applicato a 12.688 lavoratori, cioè ad una quota minoritaria di dipendenti agenziali: i numeri dimostrano ancora una volta, se mai ce ne fosse davvero stato bisogno, che il CCNL applicato dagli iscritti Sna ai propri dipendenti, è quello leader del settore.
Nella sua relazione Claudio Demozzi fa un excursus storico del CCNL, di come si è arrivati alla sua sottoscrizione grazie all’impegno e alla caparbietà di Francesco Libutti, allora componente dell’Esecutivo Nazionale, ed Elena Dragoni, Vicepresidente di Sna: la loro “abnegazione, il costante concreto impegno su questo fronte ci ha permesso di vincere tutte le sfide e di supportare i colleghi fin dentro i Tribunali, affinché le intimidazioni, i ricatti, le pretestuose prese di posizione di alcuni, non potessero compromettere questa fondamentale conquista del Sindacato!”.
Arriva poi un accalorato invito a tutti i colleghi affinché verifichino con attenzione l’esatta applicazione del CCNL: dall’esame dei numeri declinati dal CNEL in rapporto con le evidenze risultanti allo Sna, che stima circa 20.000 contratti applicati, dice il Presidente Demozzi, “appare evidente che una quota di colleghi iscritti Sna continuino erroneamente ad applicare il vecchio Contratto  (Sna / Unapass del 2005), oppure che i loro consulenti abbiano aderito (involontariamente?) al CCNL Anapa, oppure -come probabile- riportino il codice sbagliato sui flussi Uniemens. E' importante che tutti riportino nei documenti e nei flussi Uniemens il corretto codice contratto, corrispondente al CCNL Sna / Confsal. Vi prego di memorizzare questa raccomandazione, di farla vostra e di divulgarla a tutti i colleghi sul territorio. Oltre agli aspetti normativi ed ai vantaggi derivanti dall’operatività dell’Ebisep, in minor costo del lavoro, questo risultato, da difendere con ogni mezzo, vale, per la categoria, circa 45 milioni di euro all’anno ai quali vanno aggiunti gli arretrati, che la “Triplice” pretendeva e che gli Agenti non hanno pagato, per un importo richiesto di circa 160 milioni di euro (per la verità, le OO.SS. confederali avevano all’epoca offerto uno sconto del 27,95% per cui l’esborso complessivo a carico degli Agenti sarebbe stato ridimensionato a 116 milioni di euro circa)".
La corretta applicazione del CCNL Sna sposterebbe circa 3.200 contratti, attualmente (ed erroneamente) appoggiati sul CCNL antagonista: in tal modo il nostro CCNL sarebbe applicato al 70% dei dipendenti delle agenzie di assicurazione, una percentuale che non ammetterebbe alcuna discussione circa una maggiore rappresentatività comunque già certificata dai numeri del CNEL oltre che riconosciuta nelle aule di giustizia. Ma il Presidente Demozzi si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe e punta il dito su “alcuni iscritti, che (…) hanno cercato di creare confusione informativa e di individuare qualcosa “fuori posto” al fine, si presume, di indebolire la struttura portante dell’Ebisep e quindi, conseguentemente, dell’intero impianto contrattuale del nostro CCNL, arrivando perfino a mettere in dubbio l’attendibilità dei bilanci di un Ente che, come noto, percepisce i propri ricavi direttamente dall’Agenzia delle Entrate e si è volontariamente assoggettato al controllo del Collegio dei Revisori”. Questi colleghi, tra i quali anche un presidente provinciale, adombrando sospetti sulla puntuale e trasparente gestione dell’Ebisep, si sono recarti presso la sede dell’Ente, per effettuare direttamente non si sa bene quali verifiche, hanno delegittimato o, meglio, hanno cercato di delegittimare, i colleghi impegnati a rappresentare la categoria, su delega Sna, dentro gli Organi statutari dell’Ente bilaterale e cioè la presidente dell’Ente Elena Dragoni, Pietro Marano, Sergio Sterbini, Angela Occhipinti e Roberto Pisano, che si sono esposti in prima persona per difendere questo patrimonio collettivo.
Naturalmente i “colleghi verificatori” non hanno potuto fare altro che prendere atto della correttezza gestionale dell’Ebisep, ma, continua Demozzi, “viene da chiedersi: se i ventimila soggetti rappresentati si comportassero allo stesso modo, che fine farebbe l’Ente? Chi più lo potrebbe amministrare? Le regole della democrazia rappresentativa vanno rispettate, a maggior ragione da chi a sua volta riveste cariche elettive, cioè di rappresentanza, in qualsiasi ambito ed a ogni livello".
Franco Domenico Staglianò