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Anapa contesta ufficialmente il provvedimento dell'Antitrust e scrive: la libertà professionale degli agenti produrrà solo effetti perniciosi In evidenza

GIOVANNI PITRUZZELLA, PRESIDENTE AGCM GIOVANNI PITRUZZELLA, PRESIDENTE AGCM

MILANO - E' noto a tutti il provvedimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con il quale viene ribadito il principio della "libertà professionale degli agenti di assicurazioni" e al contempo il divieto assoluto per le Compagnie di attuare misure che in qualche modo possano ostacolare il processo di modernizzazione del mercato. Un successo senza precedenti del Sindacato Nazionale Agenti e della Presidenza Demozzi che per lunghi anni - contro tutti e contro tutto - si sono battuti per il riconoscimento ufficiale del cosiddetto plurimandato. E' altrettanto nota a tutti la dura reazione dell'ANIA che, per bocca del proprio Presidente, si è detta contraria al provvedimento dell'Authority, auspicando addirittura la trasformazione degli addetti ai call center in intermediari assicurativi.
Ma, se per l'Associazione delle Imprese la presa di posizione in tal senso può essere considerata ovvia (a nessuno piace perdere il controllo ed il potere acquisito nel tempo), non altrettanto deve dirsi per quanto concerne Anapa, l'associazione guidata da Vincenzo Cirasola, che ha sentito il dovere di scrivere una nota per commentare la conclusione dell'indagine dell'AGCM nei confronti di otto gruppi assicurativi. Occorrono - si legge - "serie riflessioni, soprattutto in relazione all'impatto che avrà (la decisione dell'Authority, ndr) sia sul mercato sia sull’ANA 2003". "Ci preme sottolineare - scrive Anapa - la nostra distanza dal presupposto assunto con il quale è partita l’indagine dell’Antitrust, secondo il quale in Italia sarebbe in vigore una sorta di plurimandato obbligatorio (vale a dire il conferimento del mandato su richiesta dell’agente), e in forza del quale l’Autorità reputa che la rimozione delle restrizioni verticali rilevate sia in grado di consentire la diffusione del plurimandato tra le reti agenziali e favorire uno scenario più competitivo tra le compagnie, in particolare nel segmento della RcAuto. Noi pensiamo che non sia così, e siamo rincuorati - scrive ancora l'associazione - dal fatto che lo stesso Presidente di Ivass, Salvatore Rossi, nel corso della relazione annuale, ha dichiarato che il mercato è dominato da cinque gruppi che detengono circa il 70% del mercato. Ora se i gruppi assicurativi che dominano il mercato RcAuto sono solo 5 e se essi nei fatti non consentono il reciproco plurimandato ai rispettivi agenti (rientra nella loro libertà farlo, visto che, come già sopra riferito, in Italia non vige una legge che “impone” il plurimandato obbligatorio), com'è possibile che si diffonda il plurimandato nella RcAuto anche a seguito dell’indagine svolta?".
Secondo Anapa "non sarà certo la rimozione dell’obbligo della preventiva comunicazione dell’assunzione di un secondo o più mandati a far sviluppare il plurimandato e tantomeno a far diminuire le tariffe RcAuto. Peraltro, la comunicazione, prima o poi, sarebbe comunque dovuta, in forza dell’iscrizione al Fondo Pensione Agenti. Non saranno certo la rimozione di una clausola trilatere nel contratto di locazione dei locali agenziali, la cui abolizione è comunque positiva, o la condivisione dell’utilizzo di hardware/software di più compagnie a consentire l’ampliamento dei portafogli e/o l’incremento della redditività agenziale. Tanto più che anche queste misure sembrano essere svilite, per non dire annullate, dalla stessa giurisprudenza. Si prenda, ad esempio, - scrive ancora Anapa - la recente sentenza n. 875/2014 del Tribunale di Milano che afferma che “tutta la clientela che viene, così procurata, è da considerare patrimonio esclusivo dell’assicuratore per cui essa è stata procurata e, dopo la cessazione dei rapporti, l’Agente non può tentare di distrarla a favore di altri assicuratori concorrenti”.
La nota di Anapa sembra voler sminuire il grande successo del Sindacato Nazionale Agenti che - non a caso - aveva a sua volta definito il principio sancito dall'Antitrust come una vera e propria "svolta epocale”. Anapa, poi, allude a presunte non dichiarazioni confermative da parte dell'Ivass o del Ministro allo Sviluppo Economico, dimenticando forse che fin dalla sua creazione l'Autorità Garante della Libertà e del Mercato venne svincolata da qualsiasi interferenza di natura politica o lobbystica. Per sua natura, infatti, l'AGCM è un'autorità amministrativa indipendente, istituita con la legge 287/1990, approvata esattamente un secolo dopo il celeberrimo Sherman Antitrust Act americano. Dunque, l'Antitrust italiana emette provvedimenti (e sanzioni) a prescindere da prese di posizione di ministri, presidenti di associazioni, direttori generali, ecc., avendo come funzione specifica unicamente l'interpretazione della normativa secondo i principi dell'ordinamento comunitario.
A parere di Anapa "immaginare che il plurimandato sia oggi e in futuro la panacea per gli Agenti significa essere stati superati dal tempo. Noi riteniamo che in futuro, proprio grazie alla delibera dell’Antitrust, gli agenti monomandatari aumenteranno e i pluri diminuiranno". Il sodalizio guidato da Cirasola termina la nota con un passaggio profetico alla Nostradamus: "Il rischio concreto è quello di assistere a una drammatica riduzione degli agenti". 
Luigi Giorgetti

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