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NEWS DALL'ITALIA E DAL MONDO
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NEWS DALL'ITALIA E DAL MONDO

Tim pronta ad entrare nel business dei prodotti assicurativi dopo l'accordo strategico con Banca Santander. Cross-selling su 29,5 milioni di clienti in Italia

MILANO - Dopo l'accordo con Banca Santander, Tim è pronta a fare il salto e ad entrare nel mercato dei prodotti assicurativi. Strategia ed obiettivi di medio termine sono stati illustrati in sede di approvazione di bilancio da parte di TimFin, la società del colosso telefonico incaricata delle attività di cross-selling nei confronti dei milioni di clienti in Italia. Entro il 2021 Tim potrà così proporre finanziamenti nell'ordine di qualche migliaio di euro finalizzati alla ristrutturazione della casa o alla copertura degli oneri universitari. La svolta avverrà però nel 2022 quando i clienti Tim potranno anche sottoscrivere contratti per una nuova carta di credito o per una polizza assicurativa, prodotti peraltro non necessariamente collegati ai beni acquistati.
Come si legge nella Relazione al bilancio 2020 di TimFin, la società si attiverà nella "distribuzione ai clienti Tim di
Prestiti finalizzati volti a finanziare l'acquisto di prodotti del mondo delle telecomunicazioni, incluse soluzioni integrate agli stessi, proposti da TIM, presso i punti vendita della rete Tim e tramite i canali in remoto. I prestiti finalizzati rappresentano prestiti concessi per finanziare l'acquisto di beni e/o servizi forniti da Tim. L'importo finanziato è riversato direttamente a TIM. Tutti i prestiti prevedono rate mensili pagate dai clienti con varie modalità (ad es., carta di credito, SEPA Direct Debit). La durata e l'importo medio accordato per prestiti di questa natura dipendono dai prodotti oggetto del finanziamento. Le eventuali offerte possono essere configurate a costo zero per il cliente (cioè Taeg 0%) o comprensive dei costi (interessi e/o commissioni) che il cliente dovrà sostenere.
Prodotti finanziari e/o soluzioni di cross-selling relativi a credito al consumo commercializzati inizialmente tramite i punti vendita di SCB (cioè le sue filiali e la rete di agenzie), fermo restando che, in futuro, questa distribuzione potrà avvenire tramite ogni possibile canale di distribuzione, con particolare riguardo ai prestiti personali, carte revolving e di credito. Questa attività di cross-selling sarà rivolta ai clienti che daranno il loro consenso per gli scopi dell'attività di commercializzazione.
Prodotti e servizi assicurativi tramite le attività di cross-selling e up-selling nel percorso del cliente, sia presso i punti vendita di SCB che nei canali da remoto. I prodotti assicurativi possono essere collegati ai beni acquistati dai clienti o non esservi collegati".
Dopo Poste Italiane, ecco dunque un altro gigante da 29,5 milioni di clienti affacciarsi sul mercato assicurativo italiano nel tentativo di diversificare il proprio business e conquistare nuovi margini operativi.
Luigi Giorgetti

 

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Parte l'indagine sulla distribuzione bancaria, al via i lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta per fare luce sulle procedure a danno dei consumatori

MILANO - La Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario dovrebbe avviare, in questi giorni, l’indagine sulle modalità di distribuzione dei prodotti finanziari agli sportelli. Da tempo il Sindacato maggioritario dei dipendenti bancari (Fabi) denuncia le gravi e ripetute “pressioni” che gli sportellisti subirebbero, finalizzate anche ad ottenere incrementi nei livelli produttivi nella vendita di prodotti assicurativi e finanziari. Fenomeno più volte evidenziato da Sna che, secondo il Presidente nazionale Claudio Demozzi, può portare a comportamenti inadeguati e non conformi alle disposizioni vigenti in materia di tutela del consumatore.
A quanto si apprende dalla stampa economica, la Presidente della commissione Carla Ruocco, avrebbe dichiarato che "occorre accendere un faro sui modelli distributivi e sulle pressioni commerciali inerenti la vendita dei prodotti finanziari. I modelli distributivi e le pressioni commerciali sulla vendita dei prodotti finanziari pongono rilevanti profili di criticità sia sulla tutela del risparmio sia sul corretto funzionamento del sistema bancario e finanziario".
Secondo il segretario della Fabi Lando Maria Sileoni, così come riporta ancora la stampa economica nazionale "in questi ultimi tre anni il settore bancario ha vissuto una vera e propria rivoluzione, legata a un cambiamento radicale, non solo di un nuovo modello di banca nel suo complesso, ma anche di un modello di agenzia bancaria. Sono radicalmente cambiati i rapporti con la clientela e la nostra recente ricerca ha certificato e portato alla luce il sorpasso, chiamiamolo così, dei ricavi, dei guadagni per le banche legati alla vendita di prodotti finanziari e assicurativi attraverso importanti guadagni di commissioni rispetto ai ricavi legati all’attività sui prestiti, che tradizionalmente erano i guadagni più consistenti per il settore. A livello di numeri la differenza in percentuale sembra minima: il 50,5% da commissione contro il 49,5% dai prestiti: vuol dire 39,4 miliardi contro 38,7 miliardi su un totale di 78,1 miliardi di euro. Le banche si sono trasformate – e si stanno trasformando sempre di più – in negozi finanziari: sono orientate maggiormente a vendere prodotti finanziari e assicurativi, perché alto è il guadagno in termini di commissioni e tendono meno ad assicurare prestiti a famiglie e imprese".
La Redazione

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Il Governo spinge ancora sui pagamenti elettronici, arriva il "Bonus Bancomat" per i titolari di Partita Iva. Nel dettaglio gli incentivi del Decreto 99/2021

MILANO - Incentivare i pagamenti elettronici, è questo il mantra dei Governi di tutta Europa. Tracciare i movimenti di denaro al fine di limitare l'evasione fiscale, è questa la finalità dichiarata. In Italia, dopo l'esperimento del cashback di Stato poco apprezzato dalla maggioranza presente nell'attuale Esecutivo, arriva il "Bonus Bancomat". Un ennesimo incentivo che questa volta coinvolge direttamente esercenti o attività d’impresa, arte o professioni. Il Decreto 99/2021 ha definito le modalità a disposizione delle Partite Iva per spingere i venditori a dotarsi di Pos.
L'art. 22-bis specifica: "Il credito d'imposta per l'acquisto, il noleggio o l'utilizzo di strumenti che consentono forme di pagamento elettronico e per il collegamento con i registratori telematici. Agli esercenti attività di impresa, arte o professioni che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizio nei confronti di consumatori finali e che, tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022, acquistano, noleggiano o utilizzano strumenti che consentono forme di pagamento elettronico collegati agli strumenti di cui all'articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, spetta un credito di imposta, parametrato al costo di acquisto, di noleggio, di utilizzo degli strumenti stessi, nonché delle spese di convenzionamento ovvero delle spese sostenute per il collegamento tecnico tra i predetti strumenti”.
In pratica, quanti acquisteranno o noleggeranno strumenti di pagamento elettronici nel corso del 2022 potranno beneficiare di un contributo pari a 320 euro. Chi decide di dotarsi di questi strumenti per la prima volta avrà anche diritto ad accedere a un ulteriore credito d’imposta di 160 euro, pur con alcune limitazioni in base al fatturato. La spesa sostenuta può essere raddoppiata se si acquistano strumenti evoluti di pagamento elettronico, ovvero quelli che consentono la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica delle operazioni.
Nel dettaglio: 1) coloro che registrano ricavi tra 1 e 5 milioni di euro potranno ricevere il 10% dell’importo speso per l’acquisto/noleggio di dispositivi elettronici; 2) coloro che registrano ricavi tra i 200mila e 1 milione di euro accederanno al bonus per il 40%; 3) coloro che registrano ricavi sotto i 200mila euro potranno contare su una percentuale pari al 70%. Infine, per quanto concerne le spese di acquisto/noleggio di strumenti di pagamento elettrici tecnologicamente evoluti, il rimborso raggiunge il 70% con ricavi tra i 200mila e 1 milione di euro e il 40% con ricavi tra 1 milione e 5 milioni. 
Luigi Giorgetti

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Nel mirino di Zurich Insurance Group la rete dei 1.100 promotori finanziari Deutsche Bank in Italia. Operazione complessiva da 350 milioni di euro

MILANO - Secondo quanto riporta Bloomberg, Zurich Insurance Group sarebbe ad un passo dall'accordo per l'acquisizione della rete commerciale di promotori finanziari Deutsche Bank (ex Finanza & Futuro). Il valore dell'operazione sarebbe stimato in oltre 350 milioni di euro. Si tratta in verità di semplici indiscrezioni. Interpellati, i rappresentanti delle due società si sono trincerati in un "no comment".
Non sono invece novità le mire espansionistiche dell'ad Mario Greco intenzionato da tempo a trasformare Zurich in uno dei più grandi poli assicurativi europei. Come si ricorderà, nel 2020 la compagnia elvetica aveva già concluso un accordo con Deutsche Bank per la distribuzione di prodotti assicurativi pensionistici ed infortunistici in Germania.
La rete di Deutsche Bank in Italia vanta un patrimonio in gestione di circa 16 miliardi di euro e conta 1.100 consulenti.
Luigi Giorgetti

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Scattano gli incentivi per l'acquisto di veicoli ecologici, prima le auto nuove poi i mezzi commerciali e speciali. Per l'usato occorrerà attendere

MILANO - Scattano dal 2 agosto i nuovi incentivi per l'acquisto di auto ecologiche previsti dal Decreto Sostegni bis. Il Ministero dello Sviluppo economico ha predisposto un'apposita piattaforma (ecobonus.mise.gov.it) attraverso la quale si possono prenotare i bonus per comperare un veicolo a basse emissioni di CO2 (fino a 135g/km), con o senza rottamazione.
Prendono il via invece dal 5 agosto le agevolazioni per i mezzi commerciali e speciali.
Per le auto usate si sta discutendo in sede parlamentare. Incentivi dovrebbero essere certi, ma occorreranno modifiche tecniche alla piattaforma delle prenotazioni. Un termine ragionevole - secondo alcuni - potrebbe essere la fine di settembre.
Luigi Giorgetti

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La società Tutela+ avvia una guerra campale contro la burocrazia. Il Presidente Giuseppe Altamura: Sosteniamo le iniziative dello Sna

MILANO - La lotta contro la burocrazia, contro la compilazione di inutili moduli che nessuno leggerà mai, contro l'esasperata proliferazione di norme cervellotiche, è appena iniziata. E probabilmente sarà lunga. Ne sanno qualche cosa gli agenti di assicurazione, i loro dipendenti e collaboratori, alle prese ogni giorno con una miriade di adempimenti. Scartoffie che forse, senza l'attività incessante di contrasto del Sindacato, sarebbero ancora maggiori.
Ma qualche cosa si sta muovendo nelle coscienze di chi lavora. Semplificare è la parola d'ordine. Il messaggio lanciato dal premier Draghi ha segnato una linea di demarcazione e difficilmente si potrà tornare indietro.
Il Presidente di Tutela+ Giuseppe Altamura ha voluto dire la sua. 
"Abbiamo seguito con attenzione le iniziative di questi mesi dello Sna e non possiamo che allinearci. Personalmente ho fatto della guerra alla burocrazia una ragione di vita. Come non possiamo sostenere quanti spingono per snellire le procedure e facilitare l'esistenza di tutti noi?".
La vostra è una società di servizi nel segmento della tutela dell'automobilista e più in generale del consumatore. Cosa avete pensato per ridurre la burocrazia?
"Intanto abbiamo pensato a come contrarre il più possibile la tempistica. La giornata è fatta di otto ore lavorative, perché dovremmo essere costretti a trascorrerne gran parte nelle attese? Così ho imposto ai miei collaboratori rigidi protocolli: in caso di necessità immediate si può chiamare il nostro numero verde attivo 24 ore su 24 e l'operatore risponderà subito, nel giro di pochi secondi; per l'invio di eventuale documentazione utilizziamo WathsApp anziché mail pesanti piene di foto o video, la tecnologia buona esiste; le risposte per le video-consulenze sono in tempo reale, vale a dire che il cliente o l'intermediario che ci chiama non deve restare in linea ore ed ore per ricevere ad esempio un parere legale".
Dunque, se ho ben capito, sfruttate la tecnologia per agevolare il cliente...
"Utilizziamo i più avanzati sistemi informatici oggi a nostra disposizione per ridurre i tempi dell'erogazione del servizio. Questa è una vera e propria missione della nostra società. Pensi quante cosa si potrebbero fare con tutto il tempo che ogni giorno perdiamo dietro agli adempimenti burocratici. Questi ultimi sono una forma di moderna schiavitù nella quale, passo dopo passo, senza neanche accorgerci, siamo finiti un po' tutti. C'è chi l'ha sfruttata per controllare il mercato ed acquisire poteri che nessuna legge o norma costituzionale ha mai attribuito loro".
Lei è stato nominato di recente Vice Presidente della Sezione Logistica Intermodale Trasporti presso Unione Industriali Napoli. Le sembra che anche le aziende che lei rappresenta siano sulla sua stessa lunghezza d'onda?
"Certamente. Tutte le imprese sono impegnate nella lotta alla burocrazia. Nessuna esclusa. E' una battaglia lunga, lo sappiamo. Ma alla fine vinceremo".
Luigi Giorgetti

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Covid-19, crescono ancora i contagi. Nello stesso periodo del 2020 erano il 90% in meno. Qualche cosa non va per il verso giusto, malgrado le vaccinazioni?

MILANO - Vacanze vicine, solleone e la tendenza tutta italiana di dimenticare quanto accaduto. Un mix micidiale che rischia seriamente di riportarci in autunno a restrizioni delle libertà personali e imprenditoriali. I dati che giungono dal Ministero della Salute parlano di oltre 4.000 casi accertati. Lo stesso giorno del 2020 erano stati appena 282. E tutti sappiamo cosa accadde lo scorso anno da ottobre in poi. Se le proiezioni statistiche formulate in queste ore dovessero trovare poi conferma matematica, entro la fine di agosto, potremmo trovarci con oltre 30.000 contagiati al giorno. E ciò malgrado la potente campagna di vaccinazione in corso. 
Molto dipenderà - è vero - dal livello di ospedalizzazione. Non è detto, infatti, che all'aumentare dei casi debba necessariamente corrispondere un incremento significativo di ricoveri e di accessi alle terapie intensive. Ma il rischio esiste e non a caso il premier Draghi sembra intenzionato a prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre prossimo.
Sta di fatto che qualche cosa non va per il verso giusto. Forse l'aggressività delle varianti, forse i tanti italiani che ancora non si sono registrati per vaccinarsi (17 milioni), forse la titubanza del Governo nell'adottare misure drastiche come l'obbligatorietà dell'immunizzazione per alcune categorie come gli insegnanti, i sanitari e le forze dell'ordine, forse il fatto che non tutti i vaccini risulterebbero davvero efficaci (vedi il caso di quelli cinesi, con nazioni come il Marocco costretto a reiniziare daccapo l'intera campagna di somministrazione)... Tant'è che si stanno pericolosamente allontanando i tempi per un vero ritorno alla normalità.
Luigi Giorgetti

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Assicurazioni, on. Mario Morgoni (PD): Significativa risoluzione parlamentare a tutela del cittadino e salvaguardia del patrimonio professionale degli agenti

MILANO - ''Ritengo assolutamente significativo che il Parlamento si occupi di un settore dove i cambiamenti tumultuosi degli ultimi anni hanno prodotto grandi innovazioni ma anche problemi rilevanti: non solo in termini di moltiplicazione di adempimenti burocratici che rischiano di soffocare l’attività di micro e piccole imprese come le agenzie di assicurazione, ma anche per la crescita preoccupante di truffe e illegalità che accompagna l’affermarsi di nuovi canali di vendita, molto tecnologici ma molto impersonali". Lo afferma, in una nota, il parlamentare del Pd Mario Morgoni a proposito della risoluzione presentata questi giorni in commissione Attività Produttive sulla situazione normativa e legislativa riguardo le agenzie di assicurazione in cui si chiede al Governo ''una reale semplificazione delle incombenze a carico degli agenti di assicurazione per garantire l'operatività, la funzionalità e la professionalità delle agenzie" nonché una autentica tutela assoluta degli interessi del cliente consumatore'.
"In Italia - spiega Morgoni che è anche un assicuratore - le agenzie di assicurazione in meno di 10 anni hanno ridotto il loro numero di circa il 25 per cento: dal 2012 al 2019 sono spariti dalle nostre città oltre 10.000 agenti e la pandemia potrebbe rafforzare una tendenza già presente. Infatti, la crisi causata dall'emergenza epidemiologica Covid-19 ha colpito in modo particolare i settori del commercio, della ricezione e della ristorazione, tutti settori in cui è presente l'attività delle agenzie di assicurazione e per i quali esse rappresentano una leva fondamentale per la futura ripartenza'".
Nella risoluzione si sottolinea come ''i dati presentati in diversi studi evidenziano che alcune cause possono essere individuate nelle politiche di «accorpamento» delle compagnie che lasciano intravedere l'intento di scoraggiare i piccoli intermediari per realizzare realtà più concentrate, nonché nella digitalizzazione, sempre più utilizzata dalle compagnie per promuovere prodotti altamente digitalizzati e standardizzati. A concorrere all'indebolimento delle agenzie ha indubbiamente concorso una regolamentazione dell'Autorità di controllo che moltiplica gli adempimenti burocratici a carico degli agenti e degli utenti''.
Per l'on. Mario Morgoni ''occorre intervenire con urgenza per tutelare adeguatamente il cliente e nello stesso tempo per salvaguardare il patrimonio professionale, etico e di servizio rappresentato dagli agenti di assicurazione, che nella relazione diretta con il cliente danno vita non solo ad un rapporto contrattuale ma ad un legame di fiducia indispensabile in una attività di servizio''.
La Redazione

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La "Variante Delta" del Covid spaventa i mercati finanziari di mezzo mondo. Per i grandi investitori si allontana il giorno dell'uscita definitiva dalla crisi

MILANO - Quando il clima generale post-lockdown sembrava volgere al bello, ecco spuntare la variante Delta del Covid e una nuova impennata di casi di contagio in mezzo mondo. Allarme preso in seria considerazione dai mercati finanziari che perdono ovunque terreno. A Milano la Borsa scende sensibilmente, trainata soprattutto dai bancari.
Come si sa gli investitori istituzionali giocano d'anticipo e le prospettive di medio termine non sembrano rassicuranti. Il rischio di nuove restrizioni a partire da ottobre prossimo - malgrado le vaccinazioni proseguano a ritmo serrato - viene confermato da quanto sta accadendo in Australia dove (siamo in inverno, ndr) le Autorità locali hanno deciso di annullare i Gran Premi di Formula 1 e di MotoGp e di estendere il lockdown. Medesime criticità si registrano in Russia e in Israele (Paese quest'ultimo che era partito fin da subito con una massiccia campagna di vaccinazione); preoccupa soprattutto il continente africano nel quale l'indice di contagio è oggi prossimo al 40% (rispetto allo 0,8% dell'Italia, tanto per fare un confronto). Ma i dati ufficiosi parlano già di un'ecatombe in corso e di milioni di persone pronte a lasciare l'area in direzione nord.
Luigi Giorgetti

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Rcauto, il Presidente dell'Ivass Federico Signorini alle compagnie: Nel 2020 risparmi per oltre 2 miliardi di euro ma ai clienti ristori per soli 800 milioni

MILANO - Si tratta di un j'accuse fortissimo quello mosso dal Presidente dell'Ivass Federico Signorini alle compagnie di assicurazioni italiane. Secondo l'Istituto di vigilanza, nel corso del 2020, con la pandemia, sul versante dell'Rcauto "alcune compagnie hanno riconosciuto, su base volontaria, forme di ristoro ai propri assicurati. Ma non tutte, e non tutte allo stesso modo o nella stessa misura. Ora che le limitazioni alla mobilità sono quasi del tutto rientrate - sottolinea Signorini - i ritardatari dovrebbero riesaminare urgentemente la questione. I consumatori - ha aggiunto - potranno intanto informarsi e valutare i comportamenti delle compagnie".
Signorini, nel fare il punto della situazione del settore, ha affermato che "i profitti delle assicurazioni italiane sono rimasti pressoché stabili. Nel settore Danni - ha aggiunto - i risultati sono cresciuti del 45%, grazie al comparto della Responsabilità civile auto. Nei rami diversi dalla Rcauto, premi, oneri per sinistri e utili sono rimasti nel complesso in linea con quelli dell’anno precedente. Nel ramo auto i premi sono sì diminuiti del 5,5% ma gli oneri relativi ai sinistri sono calati quasi del 20%, riflettendo la riduzione degli incidenti stradali determinata dalle restrizioni alla circolazione".
Luigi Giorgetti

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