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NEWS DALL'ITALIA E DAL MONDO

NEWS DALL'ITALIA E DAL MONDO

Cresce il numero dei contratti collettivi sottoscritti con sigle diverse da Cgil, Cisl e Uil. Demozzi (Sna): Nel 2014 fummo lungimiranti

MILANO - Prosegue senza sosta la crescita del numero dei contratti collettivi sottoscritti con sigle sindacali diverse da Cgil, Cisl e Uil. E’ la volta dell’associazione datoriale Assodelivery, l'associazione che rappresenta praticamente tutti i gruppi del settore come Deliveroo, Glovo, Just Eat, Social Food e Uber Eats, che ha firmato il CCNL dei riders con Ugl
Al di là delle singole misure su paga e incentivi, quello che conta di più è la cornice generale del contratto: i rider non vengono inquadrati come lavoratori dipendenti, cosa che invece chiedono Cgil, Cisl e Uil, con i quali la stessa AssoDelivery ha avuto a suo tempo un primo incontro che però non ha portato a nulla. Ma restano lavoratori autonomi, quindi niente ferie o malattia pagate. Viene però introdotta una serie di diritti aggiuntivi come la formazione e la fornitura gratuita delle dotazioni di sicurezza. "ll contratto che abbiamo firmato è aperto alle adesioni anche degli altri sindacati e di aziende che non fanno parte della nostra associazione", dice Matteo Sarzana, presidente di Assodelivery, che rappresenta il 90% del mercato, e general manager in Italia di Deliveroo. "Abbiamo dato il via a un cambiamento epocale — aggiunge Paolo Capone, segretario Ugl — perché per la prima volta un'organizzazione datoriale riconosce i diritti sindacali ai lavoratori autonomi. E un primo esempio di come regolare il lavoro che cambia". In questi giorni è stato firmato anche il nuovo contratto nazionale Metalmeccanica Pmi di Cifa e Confsal che per bocca dei vertici delle Associazioni viene definito "estremamente innovativo" perché prevede "classificazione per competenze, aumenti retributivi per il lavoratore che si forma, misure di welfare estese ai familiari".
Secondo dati CNEL, oltre due terzi dei CCNL sono firmati da sigle associative estranee a Confindustria/Confcommercio ed alla “Triplice” (Cgil, Cils e Uil).
Per il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi “i numeri ci danno ragione anche sulla strategia da noi adottata per il CCNL del settore assicurativo agenziale; nel 2014 siamo stati tra i primi a prendere in considerazione nuove sigle sindacali per confrontarci e per negoziare il contratto collettivo del personale dipendente agenziale; oggi i sindacati confederali rimangono legati a vecchie logiche e sembrano destinati ad essere minoritari almeno per numero di contratti vigenti”.
La Redazione

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Rimini, controlli e quarantena dopo un convegno a Rimini. Demozzi (Sna): Il nostro Congresso nazionale online è scelta di responsabilità

MILANO - Ha partecipato al convegno dell'Associazione dei medici cardiologi ospedalieri a Rimini. Alla sera in hotel ha accusato i primi sintomi ed il giorno dopo, rientrato a Bari in auto, si è sottoposto al tampone. Risultato positivo: è rimasto contagiato dal Covid-19. Come conseguenza inevitabile, trecento persone stanno ricevendo in questi giorni una comunicazione da parte degli organizzatori del congresso, con l'invito espresso a sottoporsi a loro volta al tampone.
I fatti risalgono a qualche giorno fa e l'ASL Romagna, insieme alla struttura convegnistica ed all’associazione che ha organizzato il convegno, hanno avviato tutte le procedure del caso. E’ stata redatta la lista completa di chi si trovava al Palas il 27 agosto, giorno inaugurale del congresso, l’unico a cui ha partecipato il medico. L'organizzazione ha tenuto a chiarire che "le misure di controllo, la sanificazione e le distanze sono state pienamente rispettate".
A quanto si legge dalla stampa, il medico non aveva la febbre quando è entrato al Palacongressi. Diversamente gli addetti alla sicurezza non l’avrebbero fatto entrare, dato che misurano la temperatura a chiunque entri. Si tratta del primo convegno svoltosi al Palas dopo il lockdown.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, appresa la notizia, si è detto "dispiaciuto per quanto accaduto al convegno dei medici; qualcuno nei giorni scorsi aveva ironizzato sulla cosa, sostenendo che se i medici avessero celebrato il loro convegno di persona, avrebbe potuto farlo anche il Sindacato degli agenti. I fatti parlano da soli e non credo serva commentare. Abbiamo fatto una scelta di responsabilità evitando l'assembramento. lo stato emergenziale non è ingiustificato e di questo spero siamo tutti consapevoli. Ogni polemica al riguardo è davvero fuori luogo."
La Redazione

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Dopo lo Sna anche Inercassa sceglie la piattaforma SkyVote per l'elezione online del proprio Comitato Nazionale dei Delegati

MILANO - "Come già ampiamente comunicato, le prossime elezioni per il rinnovo del Comitato Nazionale dei Delegati di Inarcassa per il quinquennio 2020-2025 si svolgeranno esclusivamente online. Questo migliorerà l’accessibilità al voto oltre a consentire un sensibile risparmio economico. Pertanto sarà possibile esprimere il proprio voto esclusivamente tramite la piattaforma SkyVote accessibile dalla propria Area Riservata su Inarcassa online nei giorni di votazione".
Con questa breve e incisiva comunicazione apparsa sul sito degli iscritti, anche i dirigenti della Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti, hanno dovuto cedere all'emergenza coronavirus e indire elezioni online, per rinnovare i quadri dirigenziali per il quinquennio 2020-2025.
Per il sistema, l'operatività, la gestione e la verifica del voto, Inarcassa si è affidata alla piattaforma SkyVote, la stessa che verrà utilizzata da Sna per le prossime elezioni di settembre.
La Redazione

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L'Ivass pubblica il calendario delle prove di idoneità per l’iscrizione nel RUI. Tutti in aula a Roma, rispettando i protocolli anti-Covid

MILANO - L'Ivass ha pubblicato il calendario delle prove di idoneità - sessione 2019 - per l’iscrizione nel RUI. Gli appuntamenti sono stati programmati presso la Sala N Olimpia dell'Ergife Palace Hotel, a Roma, via Aurelia 619, nelle seguenti date:
1. Lunedì 19 ottobre 2020 (candidati del Modulo Assicurativo - cognomi da ABB a CES);
2. Martedì 20 ottobre 2020 (candidati del Modulo Assicurativo – cognomi da CHE a GAL);
3. Mercoledì 21 ottobre 2020 (candidati del Modulo Assicurativo – cognomi da GAM a MIO);
4. Giovedì 22 ottobre 2020 (candidati del Modulo Assicurativo – cognomi da MIR a SBR);
5. Venerdì 23 ottobre 2020 (candidati del Modulo Assicurativo – cognomi da SCA a ZUS).
L'Istituto di vigilanza comunica che i candidati ammessi alla prova dovranno presentarsi il giorno dell’esame alle ore 8.30 muniti dei seguenti documenti:
a) copia del proprio documento di identità;
b) dichiarazione sostitutiva relativa alla domanda di partecipazione (inviata con l’email di conferma della domanda di partecipazione presentata online o recuperabile dalla pagina personale di ciascun candidato presente nell’applicazione a ciò dedicata), debitamente compilata e firmata;
c) autodichiarazione Covid-19 debitamente compilata e firmata.
All’accesso sarà misurata la temperatura ai candidati; a quanti verrà registrata una temperatura superiore ai 37,5° non sarà consentito l'ingresso in aula. Tutti dovranno indossare la mascherina; rispettare la distanza di sicurezza di almeno 1 metro dalle altre persone e seguire scrupolosamente le indicazioni presenti nella struttura, nonché quelle fornite dal personale preposto sia all’esterno che in sala.
Luigi Giorgetti

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Cattolica Assicurazioni, 34 soci chiedono la sospensione dell'aumento di capitale da 500 milioni di euro. Udienza al Tribunale di Venezia

MILANO - Secondo quanto si apprende da fonti giudiziarie, si è tenuta presso il Tribunale delle Imprese di Venezia, l’udienza avente come oggetto il ricorso presentato da alcuni soci minoritari di Cattolica Assicurazioni i quali - come si ricorderà - chiedono la sospensiva della delibera dell’assemblea straordinaria della compagnia del 27 giugno scorso con la quale si stabiliva la delega per l’aumento di capitale di 500 milioni di euro. L'iniziativa è promossa da 34 soci in rappresentanza dello 0,03% del capitale. 
Nel frattempo, i titolari della delega hanno esercitato la stessa, deliberando la ricapitalizzazione della compagnie e la trasformazione in Spa di Cattolica. Operazione complessiva portata a termine con il placet di Ivass.
Ieri (17 agosto, ndr) i legali di Cattolica Assicurazioni hanno dal canto loro presentato in Tribunale a Venezia la memoria con la quale si contesta in toto il ricorso. Il giudice si è riservato qualche giorno per decidere.
Luigi Giorgetti

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Questionari, dalle imprese ancora luci e ombre. Demozzi (Sna): Le compagnie rispettino l'autonomia professionale degli agenti

MILANO - Sembra una storia senza fine, quella del “Questionario di adeguatezza”, documento obbligatorio che permette all’Intermediario di acquisire le informazioni necessarie alla valutazione delle esigenze del cliente.
Per il Sindacato, fin dalla nascita di tale obbligo, il questionario è un documento che va predisposto a cura dell’Intermediario medesimo, che lo farà sottoscrivere al cliente e lo conserverà per eventuali controlli. Per molte mandanti, al contrario, l’Intermediario sarebbe “costretto” ad utilizzare il questionario predisposto dal sistema informatico di compagnia, che viene spesso emesso addirittura precompliato, dovendolo poi inviare in originale alla mandante, conservandone altresì copia nel fascicolo agenziale.
Eppure la lettura della norma non lascia spazio a simili interpretazioni e propende per la soluzione indicata dal Sindacato. Tuttavia pochi Gruppi aziendali si sono opposti alle interpretazioni distorte delle imprese e per la verità gli stessi agenti, in buona parte, hanno preferito la comodità del questionario “automatico” rispetto alla laboriosa compilazione di un vero e proprio questionario di adeguatezza, di esame delle specifiche esigenze del contraente. Così le indicazioni sindacali, sono rimaste prerogativa di un numero ristretto di agenti, che hanno da subito sposato la via dell’autonomia professionale, fino in fondo. Alcune imprese, come Tua Assicurazioni del Gruppo Cattolica, in questi giorni hanno diramato nuove disposizioni al riguardo. Nel caso di Tua, proseguendo nell’esempio, la compagnia lascia all’agente la scelta di optare per il questionario di propria produzione o per quello automatizzato dell’impresa. Di per sé, questo riconoscimento di autonomia imprenditoriale in capo all’agente, fa certo onore alla direzione di Tua. Peccato che la circolare prosegua indicando che, nel caso di questionario dell’agente, questo documento vada sottoposto alle verifiche della mandante e vada inoltrato, con la documentazione contrattuale di polizza, alla direzione, disposizione quest’ultima che la quasi totalità degli esperti ritiene incoerente con la normativa.
Inoltre, lo spirito della parte conclusiva della disposizione aziendale Tua, lascia sconcertati. Il rifiuto del cliente a rispondere al Questionario IDD dell’impresa, “deve risultare evento eccezionale e statisticamente irrilevante. Allo scopo precisiamo che verranno monitorati i casi di rifiuto alla risposta da parte del cliente e se gli stessi saranno superiori al 5% verranno definiti dei percorsi di verifica delle motivazioni”. Come dire: se i clienti decideranno di avvalersi del diritto di non rispondere, la compagnia sottoporrà l’agente a verifica?!
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi ha fatto sapere che “il Sindacato ritiene inaccettabile un approccio di questo tipo, molto simile a quello contestato ad altra compagnia (Axa, ndr) nei giorni scorsi. Le imprese devono rispettare la piena autonomia imprenditoriale e professionale degli agenti. Purtroppo le imprese, così come talvolta l’Ivass, dimenticano troppo spesso che l’agente agisce a proprio rischio e spese e pertanto ha diritto alla piena autodeterminazione lavorativa”.
La Redazione

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Un Fondo sociale per l'emersione dell'evasione assicurativa Rcauto, arriva la proposta Sna per mutualizzare il risparmio delle imprese sui sinistri durante il lockdown

MILANO - La pubblicazione della relazione del Centro Studi Sna sull’andamento della Rcauto durante il periodo del lockdown ha avuto un’importante eco, con diversi passaggi sulla stampa economica nazionale, oltre che su quella specializzata di settore. In effetti, appare clamorosa la cifra di un miliardo e mezzo di euro risparmiata dalle compagnie in conseguenza della diminuzione dei sinistri procurata dalla riduzione della circolazione stradale, stimata in circa l’80% in meno.
Alcune compagnie hanno avviato iniziative unilaterali finalizzate a far beneficiare anche i loro clienti di questo risparmio, con la concessione di voucher di rimborso o di sconti da applicare in occasione del rinnovo delle polizze. Alcune di queste iniziative, come è noto, hanno suscitato la perplessità di alcuni osservatori, fra i quali diverse associazioni di consumatori, alcuni parlamentari e lo stesso Sindacato Nazionale Agenti, fino a determinare interrogazioni parlamentari e, nel caso dell’UnipolSai, l’apertura di un’istruttoria da parte dell’Antitrust.
Il Centro Studi Sna, andando oltre la rilevazione dei numeri, ha approfondito il tema del possibile utilizzo del tesoretto accumulato dalle imprese, sviluppando una proposta di costituzione di un Fondo pubblico, il cui utilizzo “potrebbe contribuire alla soluzione di un problema della collettività, mutualizzandone le risorse e favorendo la crescita della cultura assicurativa nel Paese”. L’attenzione è focalizzata sulla lotta al fenomeno dell’evasione assicurativa, che riguarda oggi ben 2,7 milioni di veicoli, con ricadute sociali di grande importanza, anche in termini di costo indirettamente sostenuto dalla collettività. Attraverso il Fondo si potrebbe creare una tariffa di accesso socialmente sostenibile riservata a quegli utenti che possano dimostrare di rientrare in specifici parametri che saranno individuati (ad es. quelli ISEE). Il recupero dei rischi assicurativi è stimato in circa 500mila veicoli all’anno.
L’operazione avrebbe durata temporanea, ad esempio un anno, offrendo il vantaggio – secondo il Centro Studi Sna – di garantire una maggiore sicurezza nella circolazione per ogni cittadino e per la collettività in generale, ma anche di acquisire nuovi clienti per il comparto assicurativo, di ridurre i sinistri a carico del Fondo vittime della strada, di garantire un aumento del gettito fiscale per lo Stato e le Province, oltre a costituire un concreto aiuto a chi si trova in difficoltà a pagare polizze auto per i costi socialmente insostenibili.
L’obiezione che si possa trattare, di fatto, di una sorta di condono verso chi ha evaso l’obbligo assicurativo trova una risposta negli innegabili vantaggi per la collettività e nell’individuazione, come destinatari dell’iniziativa, di persone che versano realmente in situazioni economiche di svantaggio, perché è evidente che non tutti gli evasori assicurativi sono classificabili come “furbetti”.
Il Lavoro del Centro Studi Sna sull’andamento della Rcauto nel periodo del lockdown è stato pubblicato sul numero 131 de L’Agente di Assicurazione, distribuito nelle scorse settimane nelle agenzie e disponibile, in versione online sfogliabile, a questo link.
La Redazione

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Accordo dati Gaz-Zurich, il Sindacato ne contesta numerosi passaggi. Demozzi (Sna): Urgenti modifiche sostanziali

MILANO - Con una dettagliata lettera, oggi il Sindacato ha sciolto la riserva circa l’accordo dati sottoscritto dal GAZ di Enrico Ulivieri con la compagnia Zurich. Dopo approfondite valutazioni, elaborate con il supporto dei massimi esperti del settore, la Commissione Accordi Sna guidata dal membro di Esecutivo Nazionale Andrea Lucarelli, esaminata la documentazione trasmessa dal Gaz e preso atto della lettera trasmessa alla rete dal Presidente e dal Consiglio Direttivo del Gruppo agenti Zurich del 26 giugno 2020, ascoltato altresì in audizione informale il presidente Enrico Ulivieri il giorno 6 luglio 2020, il Sindacato ha puntualizzato le criticità rilevate. Il Sindacato ha espresso la propria contrarietà sulla prescrizione che il Protocollo (l’accordo dati, ndr), rientri nella sfera di applicazione del mandato agenziale, per i potenziali effetti negativi o distorsivi sul mandato medesimo. Pertanto, non sono condivisibili i punti del protocollo d’intesa, là dove si pongono limiti al libero esercizio imprenditoriale e professionale dell’Agente di assicurazioni nel trattamento dei dati dei clienti. In proposito, dunque, si richiama l’esigenza di modifica delle definizioni per quanto attiene ai dati, nonché ai limiti contenuti: nel punto 3, art.2; punti: 3, 4, 5, 6, 7, art. 3; punto 3, art.5; punto 1, art. 6, lesivi dei diritti -non alienabili- degli agenti.
Ciò premesso, per Sna non è condivisibile neppure la prescrizione secondo cui i dati dei clienti, entrati a far parte nella titolarità della compagnia di assicurazioni nell’ambito della gestione del contratto di assicurazione, possa definirsi un “dato industriale di Zurich”. Ma, conformemente alla legge, l’agente, su “incarico” di fatto del cliente, dovendo -anche ai sensi della IDD- servire al meglio il cliente eventualmente ricorrendo alle collaborazioni (Legge 221/2012), è indubbio che riceva e tratti una serie di dati personali funzionali alla già menzionata attività di intermediazione assicurativa. Ne consegue che l’Agente determina le finalità e le modalità di trattamento di tali dati e pertanto, non può che assumere la qualifica di “Titolare del trattamento dei dati personali”, oltreché di proprietario, autonomo gestore, della relativa banca dati agenziale; e ciò indipendentemente dal fatto che l’Agente rivesta al contempo la figura di “Responsabile” dei dati per conto della compagnia di assicurazione.
Così il presidente nazionale Sna Claudio Demozzi: “La posizione del Sindacato sull’accordo dati Zurich è stata soppesata parola per parola, per evitare sfumature ed incertezze, trattandosi di argomento assai complesso che implica gravi conseguenze per gli interessi degli agenti. Oggettivamente, anche secondo gli esperti, il protocollo contiene dei passaggi critici che non possono essere accettati e che richiedono un immediato intervento di modifica. Comprendiamo gli sforzi fatti dal vertice del Gruppo Agenti, ma l’esperienza ci insegna che quando una compagnia ha troppa fretta per chiudere un accordo, raramente si tratta di un buon accordo per gli agenti".
La Redazione

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Rcauto familiare, il Sottosegretario all'Economia Alessio Villarosa annuncia nuove iniziative governative a favore dei neopatentati

MILANO - Dopo l'entrata in vigore della cosiddetta Rcauto familiare lo scorso febbraio e dopo il lockdown imposto dal Covid-19, sono in arrivo alcune importanti novità in materia. Come noto, l'attuale normativa prevede la possibilità di assicurare un mezzo con la classe di merito più bassa, purché ovviamente all’interno dello stesso nucleo familiare. Il Sottosegretario all'Economia Alessio Villarosa ha annunciato in queste ore che a breve "con una iniziativa governativa, verrà chiarito che la Rcauto familiare è da applicarsi anche a chi abbia un attestato di rischio inferiore a cinque anni". Tale misura si è resa necessaria, secondo fonti ministeriali, in quanto numerose compagnie di assicurazione, mal interpretando la norma, starebbero nei fatti ancora escludendo i neopatentati.
Luigi Giorgetti

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Per Axa la firma OTP è obbligatoria? Demozzi (Sna): Informeremo le Autorità competenti e non subiremo nessuna coercizione

MILANO - Incredibile ma vero! Con una lettera indirizzata individualmente a numerosi agenti Axa, la compagnia informa che "le periodiche analisi condotte sull'espletamento del mandato agenziale hanno evidenziato un esiguo numero di contratti sottoscritti dall'agenzia con firma digitale, attraverso la procedura OTP o firma grafometrica".
Ma la comunicazione non si ferma ad informare sul fallimento della strategia digitale, aggiungendo che "pur nella consapevolezza che l'utilizzo di tale strumento prevede necessariamente il consenso del cliente (fortunatamente la compagnia pare esserne consapevole, ndr), riteniamo difficilmente comprensibile il rifiuto opposto da parte della quasi totalità dei clienti intermediati dall'agenzia verso detto sistema di sottoscrizione del contratto e, più in generale, della digitalizzazione del rapporto contrattuale".Nella lettera Axa espone la percentuale del 54% di nuovi contratti emessi, su base nazionale, in forma digitale, dato sul quale ci permettiamo nutrire più di un dubbio. Ma il passaggio più inquietante è il seguente: "Riteniamo che il deludente esito dell'analisi effettuata sia riconducibile all'operato di Agenzia e al rifiuto nel proporre la modalità di firma digitale in maniera strutturata ai clienti. Tale atteggiamento: inibisce indubbi vantaggi al cliente (?), circoscrive la possibilità per l'agenzia e per l'impresa di affermarsi sul mercato in termini di capacità innovativa nel servizio". Ma non è finita. "Alla luce di tutto quanto emerso -continua la lettera AXA- stigmatizziamo il risultato dell'analisi effettuata e vi trasmettiamo la nostra insoddisfazione. Vogliate relazionarci entro e non oltre il... circa le azioni che l'agenzia intende attuare al fine di porre completo rimedio alla situazione esistente".
Il tono ed il contenuto di questa comunicazione lasciano sconcertati, commenta il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi che si chiede dove sia andata a finire la libertà imprenditoriale, l'autonomia degli agenti Axa. La situazione è resa ancora più preoccupante dal parere legale dell'avv. Bullo, che il Gruppo Agenti Axa pare abbia assunto recentemente e che nella sostanza inviterebbe gli agenti a seguire pedissequamente le disposizioni della mandante, chiarendo che "In un siffatto quadro, reputo che, nell’ambito del rapporto di mandato, Axa possa legittimamente pretendere che i propri mandatari ottemperino all’obbligo esistente a loro carico di favorire l’utilizzo della firma digitale avanzata (e nelle ulteriori declinazioni di cui alla normativa di settore) da parte della clientela, tanto più laddove la stessa Axa abbia fornito loro gli strumenti tecnici ed informativi per adempiervi".
Il Sindacato ha chiesto un confronto con il Gruppo Agenti Axa, per concordare eventuali azioni di tutela dei colleghi sottoposti a questo genere di pressioni. Il Presidente Demozzi si è riservato di informare le Autorità competenti per quella che sembrerebbe avere caratteristiche di azione coercitiva messa in atto da Axa nei confronti degli agenti professionisti, "che devono rimanere liberi di interpretare con professionalità e piena libertà operativa il loro ruolo consulenziale a favore dei clienti".
La Redazione

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