Menu
NOTIZIARIO SNA

NOTIZIARIO SNA

Mandati di agenzia anomali, lo Sna e i Gruppi aziendali accreditati al Sindacato scrivono all'Ania. La nota ufficiale

MILANO - In una nota trasmessa all'Ania lo Sna ha stigmatizzato il comportamento anomalo adottato da alcune compagnie (una esigua minoranza, ndr) impegnate in un'opera di contrasto alle conquiste faticosamente raggiunte dalla categoria negli anni. La missiva è stata firmata dal Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, e dal Presidente dei Gruppi aziendali accreditati al Sindacato, Dario Piana. E' stata indirizzata a Stella Aiello, responsabile distribuzione Ania. 
"Il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione - si legge - è venuto a conoscenza della recente prassi di alcune Compagnie Vostre associate di proporre contratti di Agenzia contenenti clausole vessatorie e sfavorevoli all’Agente, in palese contrasto con l’Accordo Nazionale Agenti e con lo stesso Codice Civile. A titolo solo esemplificativo e non esaustivo citiamo alcune delle criticità segnalateci dai nostri uffici legali che riteniamo violino le regole fondamentali da rispettare nell’ambito dei mandati agenziali:
Nessun richiamo all’applicabilità dell’Accordo Nazionale 2003 che costituisce fonte primaria di regolazione dei rapporti;
Nessun richiamo, se non addirittura espressa rinuncia dell’Agente, all’applicazione della Cassa di Previdenza Agenti obbligatoria per legge e al Fondo Pensione Agenti;
Durata del contratto di Agenzia a tempo determinato;
Deroghe in pejus alle norme dell’ANA 2003, con particolare riguardo a quanto previsto in tema di cessazione del rapporto, somme aggiuntive, indennità di risoluzione e preavviso;
Previsione di recesso per giusta causa in caso di sole irregolarità sanabili con altri provvedimenti di carattere conservativo. Andrebbe, invece, riservato soltanto a gravi e comprovate ragioni tali da non consentire neppure in via provvisoria la prosecuzione del rapporto;
Facoltà di modifica unilaterale delle aliquote provvigionali da parte della preponente;
Previsione di attività ispettive immotivatamente senza preavviso, né contraddittorio, caratterizzate da ingerenza della mandante per quanto attiene i rapporti dell’Agente con altre imprese, anche con riferimento ai controlli sul conto separato;
Facoltà per la mandante di impedire la nomina di subagenti e collaboratori e senza motivazioni oggettive, non rispettando così l’autonomia organizzativa dell’Agente;
Ingerenza della società preponente per quanto attiene le collaborazioni ex Legge n.221/2012;
Previsione di attività, anche ispettive, che non tengono conto della titolarità autonoma dei dati dei clienti in capo all’Agente, né di un sistema informatico di gestione e raccolta dati autonomo rispetto a quello della mandante;
Previsione che allo scioglimento del rapporto i locali agenziali e le utenze passino all’impresa invece di restare come dovrebbero in capo all’Agente e, tanto, senza nemmeno la necessità di un specifico accordo.
Queste pratiche - aggiungono Demozzi e Piana - ci preoccupano enormemente, in quanto restituiscono un modello di Agente di fatto mutilato nei propri diritti e mortificato in dignità e prospettive, equiparato ad un semplice venditore a tempo determinato o a progetto, nulla di più distante dalla figura dell’Agente di Assicurazione italiano, risultato di decenni di affermazione professionale esercitata a garanzia del mercato e nell’interesse delle Compagnie, con un ruolo pienamente riconosciuto anche dalla legislazione nazionale e comunitaria.
In un momento in cui siamo entrambi impegnati a ritrovare la strada di un ampio e costruttivo confronto volto, almeno nelle nostre aspettative, a ridare competitività, equilibrio e serenità all’intero sistema Imprese-Agenzie valorizzandone la dimensione nazionale, comportamenti del genere paiono ancora più incomprensibili, rischiando di vanificare ogni sforzo di convergenza. Da parte nostra, porremo perciò in essere ogni azione utile a tutela della professione dell’AgenteIntermediario di Assicurazioni, tenendo sempre alta l’attenzione affinché lo spirito dell’ANA non venga incoscientemente smarrito. Da parte di Ania ci aspettiamo, parimenti, che usi la propria autorevolezza nell’interesse comune per indurre le imprese interessate a rivedere le proprie posizioni, tranquillizzandoci sulla bontà del percorso intrapreso".
Luigi Giorgetti

Leggi tutto...

Intervento del Presidente Claudio Demozzi: Più tecnologia per migliorare l’efficienza dell’agenzia, ma senza prenderci gioco del cliente

“La carta? Vince anche nell'epoca del web. L'avevano data per morta, invece vive una rinascita. Perché nell'era del sovraccarico informativo la pagina stampata dà chiarezza e aiuta a comprendere meglio la realtà. Così i manager della Silicon Valley mandano i figli in una scuola dove non entrano computer e tablet. E riviste che erano emigrate online tornano in tipografia”. E’ il titolo di copertina del noto periodico “L’Espresso”, tornato per l’occasione in edicola a febbraio di quest’anno, in formato cartaceo e con la testata storica, a dieci anni dalla nascita del suo sito web che ha ottenuto alterne fortune.
Tra lo stupore generale, leggendo l’articolo si apprende infatti che nonostante fossimo “già tutti lì, al capezzale della carta, con i nostri smartphone e tablet in mano. Pronti a tributarle tutti gli onori nella lunga processione di media strategist, analisti, giornalisti, editori, che officiavano i riti accompagnatori della sua inesorabile scomparsa”, la carta sta vivendo una nuova primavera. “Hanno cominciato gli editori di libri e alcuni piccoli librai indipendenti a rompere le righe, soprattutto negli Stati Uniti, rimettendo in moto tipografie e rialzando vecchie saracinesche, quando le vendite degli e-book cominciavano a registrare un piccolo segno meno e quelle dei vecchi tomi un piccolo segno più”, si legge. E come non condividere che “vorrà dire qualcosa se, a partire dagli Usa, alcune storiche testate dopo aver alzato bandiera bianca ritirandosi nell’online, sono tornate in edicola. E se alcune testate nate digitali stanno lanciando versioni cartacee”?
L’articolo ci suggerisce un interessante accostamento: “Alcuni osservatori vedono in questo fenomeno un legame di parentela con la decisione di grandi aziende digitali che aprono negozi fisici, come Google e Amazon”. Ed ecco il punto. Mentre ancora i super-esperti dell’Insurtech (la tecnologia utilizzata nell’assicurazione) suggeriscono alle grandi Imprese l’adozione di modelli total-digital, le più grandi realtà mondiali del digitale passano a modelli fisici, si riavvicinano al contatto di prossimità e alla fisicità delle relazioni commerciali e professionali per garantire un futuro al proprio business. “Perché può essere la carta, nell’era del sovraccarico informativo, a “metterci in pace” con il nostro cervello, come sembra ormai suggerire una mole considerevole di studi iniziati alla fine del secolo scorso. E che giungono, nella stragrande maggioranza dei casi, a una conclusione condivisa: la lettura su carta garantisce una migliore e più profonda comprensione del testo, oltre che una migliore memorizzazione”, evidenzia L’Espresso.
Se tutto ciò è vero, come confermano numerosi esperti e come intuiamo dalla semplice osservazione, anche senza “voler sposare le tesi radicali dello psichiatra e neuroscienziato tedesco Manfred Spitzer, che parla di “demenza digitale” (sostenendo le sue argomentazioni con studi di neuroimaging che “fotografano” le nostre aree cerebrali mentre leggiamo)”, il Legislatore dovrebbe farsi carico di tutelare il Consumatore dalla sottoscrizione, necessariamente frettolosa e talvolta inconsapevole, di contratti digitali e di clausole immaterialmente formalizzate ed accettate con un click anziché dopo un’attenta lettura, comprensione ed espressa accettazione. Nel mondo digitale, è veramente troppo facile incorrere nell’accettazione, inconsapevole quanto superficiale, di contenuti contrattuali dai quali potrà dipendere il risarcimento o meno di un evento potenzialmente in grado di compromettere irrimediabilmente il patrimonio familiare, o il futuro professionale di una persona. Non si tratta certo di acquisto consapevole, quando con un semplice click sulla tastiera si risponde positivamente, quasi automaticamente, a domande quali: accetti o meno il contratto? Confermi o meno il consenso privacy al trattamento e conservazione dei tuoi dati personali? Hai consapevolezza ed accetti i limiti di copertura, gli scoperti e le franchigie previste dal contratto? La firma autografa sul contratto cartaceo, complice anche la naturale diffidenza che ne deriva al consumatore medio, induce al contrario ad una riflessione, all’attenta lettura di tutte le clausole scritte e porta conseguentemente ad una sottoscrizione maggiormente soppesata e dunque consapevole. Queste considerazioni non sono state forse illustrate compiutamente al Legislatore, che non ha attuato fino ad oggi le dovute iniziative, anche inibitorie, a tutela dei consumatori “digitali”, il cui numero è certamente in crescita, come in crescita è il numero delle denunce e delle truffe originate proprio da tale metodologia di vendita.
E per quanto riguarda i ragazzi del millennio digitale, come qualcuno ama chiamare i giovani di oggi, l’autorevole rivista di inchiesta ci informa che “Il caso si presenta con particolare urgenza nella scuola, dove la spinta “ideologica” verso il modello digitale con lavagne interattive multimediali (Lim) e studenti con nello zaino solo il tablet, sta subendo i primi contraccolpi. Joe Heim del Washington Post ha raccontato di recente il “caso Finlandia”, il paese con il sistema scolastico più digitalizzato dove si è persino arrivati a mettere in agenda l’abolizione della scrittura calligrafica. ”Dopo l’introduzione di queste rivoluzionarie innovazioni, si è registrato un evidente “calo di rendimento degli studenti finlandesi nei test Pisa, dove erano tradizionalmente primi al mondo”. Ricordiamoci anche che “molti cervelloni dei giganti della Silicon Valley (da Google a Apple, da Yahoo a Hewlett-Packard) mandavano i loro figli alla steineriana Waldorf School di Los Altos, dove non entra nemmeno un computer o un tablet, ma una montagna di carta, penne e matite. Qualche anno dopo, sempre sul New York Times, Nick Bilton ricordava Steve Jobs come «un genitore a bassa tecnologia». Nel senso che i suoi figli avevano più dimestichezza con carta e penna piuttosto che con l’iPad. Seguiva un lungo elenco di tecnologi delle più importanti società hi-tech che con i figli si comportavano allo stesso modo.
Chi vi scrive, lo sta facendo seduto in soggiorno con il tablet sulle ginocchia e non pensa lontanamente di indurvi a non sfruttare appieno le potenzialità delle nuove tecnologie. Mi basterà condividere con voi un’ulteriore riflessione su atteggiamenti dei quali si sta discutendo in molti centri di ricerca e che ci ha messo in evidenza la nota testata italiana: “Una battaglia passatista contro il digitale per un’inversione a U verso la carta? Evidentemente no. Una salutare pausa di riflessione, più probabilmente. Sorretta da molti studi. Ma anche dalla spontanea richiesta di molti millennials che, come sanno altrettanti insegnanti, di fronte alle lezioni 2.0 spesso alzano la mano: Prof, ce lo stampa?”.
Verso un maggiore utilizzo di strumenti tecnologici, certo, per migliorare l’efficienza delle nostre agenzie, ma con la dovuta attenzione e soprattutto senza prenderci gioco del cliente, unica nostra vera ricchezza! L’adesione ad un contratto che non si vede, non si tocca e quasi sempre non si riesce a leggere, raramente è un’adesione convinta e consapevole, con tutte le conseguenze del caso che chi fa l’Agente da qualche anno conosce fin troppo bene.
Claudio Demozzi
Presidente nazionale Sna

Leggi tutto...

Conto corrente separato agenziale, l'Ivass in linea con le posizioni del Sindacato. Lettera aperta del Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi

MILANO - Il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, in una comunicazione ufficiale trasmessa a tutti gli agenti di assicurazioni, interviene per ribadire la posizione del Sindacato in ordine alla corretta intestazione del conto corrente separato agenziale, all’intestazione dei titoli di pagamento all’agenzia dei premi assicurativi, all’addebito di partite non assicurative da parte dell’Impresa sul foglio cassa e dunque sul conto corrente separato agenziale. "Dopo anni di contrapposizioni e di contenziosi, - scrive Demozzi - siamo lieti di informarti che l’Ivass si è finalmente espressa in proposito. Con la lettera al mercato, pubblicata ieri (6 novembre, ndr) sul sito istituzionale dell’Istituto di Vigilanza, le posizioni più volte espresse dal Sindacato Nazionale Agenti vengono ora ribadite formalmente e potranno così essere nuovamente opposte a quelle Imprese che tutt’ora reiterano comportamenti che vìolano le disposizioni normative vigenti ed ostacolano la corretta gestione delle Agenzie. Rinviando alla lettura della comunicazione allegata, prot. n.0200696/17 del 6/11/17 del Servizio Vigilanza Intermediari dell’Ivass, riteniamo utile evidenziarne alcuni passaggi:
• Viene chiarito come il conto corrente separato agenziale possa essere intestato semplicemente all’Agente/Agenzia con espresso richiamo all’art. 117 del D.Lgs. n. 209 del 7/9/2005 (Codice delle Assicurazioni), come ad esempio: “MARIO ROSSI SRL AGENZIA DI ASSICURAZIONE C/C EX ART. 117 C.A.P.”;
Viene confermata l’irregolarità di addebiti sul conto corrente separato agenziale che riguardino partite non assicurative, come rate di rivalsa, canoni di affitto dei locali, cassa di previdenza, quota di iscrizione al Gruppo Aziendale Agenti (queste spese gestionali vanno pagate con i fondi propri dell’Agente/Agenzia, cioè dal conto corrente gestionale o dal conto personale dell’Agente negli specifici casi ammessi dalla normativa fiscale, MAI dal conto corrente separato neppure indirettamente mediante addebito sul foglio giornale cassa della Compagnia);
• E' ribadito il diritto dell’Agente/Agenzia di far confluire i premi incassati per conto di più Compagnie sul medesimo conto corrente separato agenziale (intestato all’Agente/Agenzia), con la precisazione che non è possibile imporre all’Agente/Agenzia titolare di una pluralità di Mandati l’apertura di diversi conti correnti separati (l’Ivass richiama il noto provvedimento Antitrust n. 24935);
• Viene chiarito, speriamo definitivamente, quanto sostenuto da Sna e cioè che in caso di Agente plurimandatario, per determinare l’importo della fidejussione bancaria, il 4% previsto dall’art. 117, comma 3/bis del C.A.P., deve essere calcolato sul monte-premi netto complessivamente incassato dall’Agente/Agenzia risultante al 31/12 dell’anno precedente, indipendentemente dalla quota di portafoglio afferente ai singoli Mandati (l’importo minimo da garantire, di € 15.000, NON si riferisce dunque a ciascun singolo Mandato agenziale)".
Luigi Giorgetti

Leggi tutto...

Direttiva sulla Distribuzione Assicurativa: circolare del Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, a tutti gli agenti

MILANO - Il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, ha inoltrato una circolare a tutti gli agenti al fine di fare chiarezza sulla corretta interpretazione della Direttiva sulla Distribuzione Assicuirativa che entrerà in vigore a breve.
"Come noto - scrive Demozzi - tra pochi mesi, in Italia, entrerà in vigore la nuova Direttiva sulla Distribuzione Assicurativa (IDD), i cui scopi principali sono: garantire ai clienti lo stesso livello di tutela indipendentemente dal canale attraverso il quale acquistano un prodotto assicurativo, armonizzare la regolamentazione per creare condizioni di parità tra i distributori, garantire la coerenza tra il prodotto acquistato e l’evoluzione delle esigenze del cliente. Al fine di agevolare il percorso di avvicinamento alla completa applicazione della IDD, lo scorso 4 settembre 2017 l’Ivass ha pubblicato una lettera al mercato sui presìdi in materia di governo e controllo, il cui scopo è il rafforzamento della tutela del consumatore per le imprese di assicurazione e per i “distributori” di prodotti assicurativi. L’art. 25 della Direttiva UE n. 2016/97 sulla distribuzione assicurativa (Direttiva IDD) ha infatti introdotto una serie di requisiti organizzativi circa il “governo ed il controllo del prodotto” (c.d. Product Oversight and Governance arrangements – POG) in capo ai produttori (le Compagnie) e ai distributori che realizzino prodotti assicurativi da collocare sul mercato.
Poiché sul ruolo dei 'distributori' Agenti e Broker in materia di POG esistono diverse interpretazioni e poiché, secondo le nuove disposizioni, per 'produttore' si intende l’impresa di assicurazione, ma anche  l’intermediario assicurativo quando realizza prodotti assicurativi da sottoporre alla clientela, riteniamo utile evidenziare la posizione del Sindacato Nazionale Agenti al riguardo.
Sna ha formalmente richiamato l’attenzione del MI.SE. (Ministero per lo Sviluppo Economico), dell’Ivass e delle forze parlamentari sul fatto che l’Agente non sembra rientrare -in concreto- nella definizione di “produttore” ai sensi della IDD, neppure quando partecipi alla personalizzazione della polizza in base alle specifiche esigenze del cliente. Su quest’ultima precisazione, l’Ivass ha diramato una propria interpretazione che conferma la posizione del Sindacato Nazionale Agenti. Se questa interpretazione sarà confermata e dunque recepita a livello normativo, gli Agenti saranno esclusi da buona parte degli adempimenti obbligatori in materia di POG. Appare quantomeno singolare la posizione di alcuni Colleghi Agenti che, parlando a nome di altre Rappresentanze, hanno dichiarato di ritenere preferibile ricomprendere gli Agenti tra i “produttori di fatto”, come tali sottoposti agli obblighi di progettazione, realizzazione, conservazione, aggiornamento del “POG” (al pari dell’Impresa). Detti obblighi a carico degli Agenti risulterebbero particolarmente gravosi ed in molti casi insostenibili, soprattutto per le Agenzie poco organizzate o di modeste dimensioni.
E’ appena il caso di ricordare che attraverso specifiche disposizioni in materia di Product Oversight Governance (POG), l’IDD introduce nuovi requisiti relativi a procedure, funzioni e strategie che le compagnie dovranno elaborare per ideare e distribuire prodotti che: a) soddisfino i requisiti di appartenenza ad uno o più Target Market; b) offrano prestazioni adeguate rispetto ai bisogni del cliente. In particolare, è previsto l’obbligo di adottare un processo di ideazione, di gestione e di monitoraggio per ciascun prodotto assicurativo. Sna ritiene che tali obblighi competano esclusivamente al “produttore” propriamente detto, cioè alla/e Compagnia/e.
I presìdi di cui sopra, come detto, hanno il fine di elevare il livello di tutela dei clienti cui la polizza (“il prodotto”) è destinata, sin dal momento del design e del lancio della stessa estendendosi, poi, lungo tutta la vita del “prodotto”, prevedendone un monitoraggio anche successivo alla sua collocazione in modo che continui a rispondere agli interessi dei consumatori. Per questa attività di monitoraggio post-vendita, le Compagnie non potranno che fare riferimento agli Agenti. Sarà bene tenere presente che stiamo parlando di un obbligo in capo all’Impresa e che ogni nostra collaborazione in questo ambito dovrà necessariamente essere specificata nei Mandati agenziali ed essere adeguatamente remunerata. La raccomandazione è di non permettere che la IDD possa essere strumentalizzata e quindi trasformarsi nell’ennesima occasione, per le Compagnie, di addossarci nuovi gravosi oneri amministrativi ed operativi non remunerati, che rischierebbero di compromettere il già critico equilibrio economico della maggioranza delle Agenzie.
L’invito - conclude il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi - è quello di tenerti costantemente informato, anche su questo importante tema di attualità, prendendo visione delle circolari Sna, accedendo quotidianamente alla testata online www.snachannel.it , rivolgendoti ai colleghi Presidenti provinciali oppure alla sede del Sindacato per qualsiasi chiarimento".
La Redazione

Leggi tutto...

Demozzi (Sna): Non è cedendo alla paura verso il futuro generata dalle mandanti che si fanno gli interessi della categoria

MILANO - Da sindacalista, anziano anagraficamente e vecchio dal punto di vista dell’attività associativa, mi sento di dire che i congressi di Gruppo aziendale si risolvono spesso e comprensibilmente, nell’esame dei rapporti con la mandante, finendo per abbassare il livello di osservazione alle questioni interne piuttosto che allo scenario generale. Oggi (27 ottobre, ndr) a Trieste il vento spira in senso opposto e, sull’onda del disegno di fare a breve della galassia di Gruppi facenti riferimento alla Cattolica un unico Gaa, spinge la nave dei lavori verso orizzonti più elevati. Coinvolgenti in questo senso i passaggi del presidente Battaglia sulle motivazioni ideali che hanno indotto a muovere passi concreti verso l’unificazione, altrettanto quelli del presidente Zambelli sulle forze che sostengono l’attività dell’agente professionista: l’ascolto, la fiducia, l’etica del saper fare.
Su questa scia di superamento delle ottiche particolaristiche, la condivisione del processo unificatore pervenuta da Fabrizio Fabris presidente del Ga Cattolica, il quale propone alle altre rappresentanze la via maestra dell’unificazione per incorporazione nel suo Gruppo, allo scopo di superare la logica della divisione e di aumentare la forza d’impatto nei confronti della mandante. Una incorporazione che tenga conto della dignità riconosciuta a ciascuno dei Gaa che compongono la galassia Cattolica, di conservare i valori della propria identità e della propria storia di provenienza. In questo momento, secondo Fabris non è sufficiente fare appello all’intelligenza, ma anche e forse soprattutto, al coraggio di osare lasciandosi coinvolgere dall’incoscienza necessaria a sospingere le azioni collegiali ispirati dal sogno e dalla visione.
Tutti riuniti nel breve periodo, quindi, come auspica lo stesso Renato Sparti presidente del Ga UniOne che invita però a mantenere la necessaria freddezza nell’osservare l’evoluzione delle cose di casa Cattolica dopo il passaggio di proprietà che vede coinvolti il finanziere americano Warren Buffet e la banca norvegese Norges Bank.
Come sempre coinvolgete e insieme entusiasmante, l’intervento di Claudio Demozzi presidente nazionale del Sindacato Nazionale Agenti, secondo il quale il clima che si respira nei congressi dei Gaa è cambiato molto dal 2012 - anno nel quale è iniziato il processo di discontinuità del Sindacato - quando era possibile essere persino fischiati nel sostenere tesi che oggi sono entrate nel dna degli agenti e della maggioranza dei Gruppi agenti. La posizione di forte contrarietà da parte di Sna verso le decisioni adottate nei tavoli di trattativa dedicati al rinnovo degli integrativi come gli accordi di fedeltà, anzi di iper-fedeltà della rete agenziale alla mandante in cambio di premi di produttività (finalizzati piuttosto a spostare sul piano della variabilità la remunerazione della rete) i patti trilateri riguardanti la facoltà unilaterale della compagnia di utilizzare la sede agenziale, anche se di proprietà dell’agente, in caso di scioglimento del mandato, le intese sull’incasso diretto dei premi da parte delle compagnie, la rinuncia alla libera titolarità dei dati della clientela, non era vista di buon occhio dai partecipanti ai congressi in quanto possibile motivo di conflittualità con le rispettive mandanti. “Ora invece - ha detto Demozzi - gli agenti non accetterebbero più tesi spericolate come quelle che andavano di moda alcuni anni fa, secondo cui si sarebbe ottenuto di più con una partita a golf con i manager di compagnia che con qualsiasi picchetto sindacale. Gli agenti - ha aggiunto Demozzi - non si sentono deboli e sottomessi alle mandanti come nel passato e non considerano più vetero sindacalisti i rappresentanti sindacali, anzi hanno capito che esiste soltanto lo Sna per contrastare lo strapotere delle compagnie. … È pur vero che l’agente è una formica quando è solo, ma mille formiche insieme mettono in fuga l’elefante che li minaccia e il Sindacato, sostenuto dalle tante formichine che lo compongono” ha ottenuto giustizia dall’Antitrust quando nel 2014 ha posto fine alle azioni poste in essere dalle 7 sorelle in tema di restrizione delle libertà professionali previste dalle norme di settore… La nostra visione del plurimandato consiste nel trovare la soluzione giusta alle esigenze della clientela acquisendo più mandati diretti, o attraverso la collaborazione individuale con altri intermediari iscritti al Rui, o mediante la collaborazione mediata dal Gaa con altri intermediari”.
Gli agenti sono centrali nella distribuzione assicurativa italiana, tanto è vero che intermediano ancora il 74% del ramo danni e l’85% del ramo auto, nonostante la chiara volontà delle compagnie di disintermediare il mercato. “Dopo dieci di investimenti ingenti da parte dei marchi dominanti, ha proseguito il Presidente Demozzi - la quota delle dirette e dei comparatori non supera l’8% della raccolta e sempre più spesso le imprese sono costrette a lavorare al di sotto del margine industriale pur di frenare l’arretramento registrato nell’ultimo anno. Inoltre è ormai chiaro che attraverso Internet non si colloca una sola polizza e che il cliente cosiddetto ibrido è una invenzione delle compagnie praticamente non riscontrabile in natura”.
Il caso del Portogallo è emblematico laddove a fronte di una popolazione di 10 mln di abitanti, si contano ca. 20 mila agenti e Allianz a fronte di 16-17 mila agenti che operano in Italia che conta 60 mln di abitanti. Ne consegue che la moria profetizzata dai soliti pessimisti non ha alcuna motivazione “naturale” e rientra semplicemente nel perimetro delle strategie dell’industria assicurativa italiana. Inoltre Allianz non ha alcuna difficoltà nell’affermare che in Portogallo l’unico modo per fare polizze è passare attraverso l’intermediario professionale, cioè l’agente, mentre si vorrebbe che in Italia la scelta della multicanalità sia la derivazione diretta di una esigenza proveniente dal mercato. Un’esigenza fantasiosa che non trova riscontro nella realtà.
“Ma non è con la con la paura verso proprio futuro che si governano i nostri interessi - ha concluso Demozzi - quanto piuttosto con la consapevolezza che siamo indispensabili oggi e lo saremo anche domani. Il mercato è sì un mondo di lupi, ma i lupi sono le compagnie perché tentano in ogni modo di tagliare l’intermediazione, convinte come sono di poterne fare a meno. Dal momento che anche le formiche nel loro piccolo di incazzano, teniamo duro e riscopriamo l’orgoglio di essere incazzati”.
Roberto Bianchi

Leggi tutto...

Claudio Demozzi (Sna) al Congresso Galf e Magap: "Ricordatevi che siamo indispensabili e che dietro di voi avete un esercito"

MILANO - Claudio Demozzi, intervenendo per il saluto di rito al Congresso dei Gruppi Agenti Galf e Magap, lo scorso 21 ottobre, non ha ritenuto opportuno scendere nel merito rispetto alla trattativa con UnipolSai sul rinnovo dell’accordo integrativo noto come Patto 2.0. Ha commentato “Come Sindacato rispettiamo totalmente le decisioni che voi democraticamente, come Gruppo, prenderete”. Del resto, nell’articolo pubblicato qui il 19 ottobre Sna aveva già diffuso i risultati dell’analisi del Patto, sottolineandone le positività e negatività dal punto di vista dell’Esecutivo Nazionale.
Al di là della specifica e delicata situazione che stanno in questi giorni vivendo i colleghi con mandato UnipolSai, in questo particolare momento storico per la categoria nel quale le compagnie investono e sperimentano molto in strategie multicanali e processi digitalizzati cercando di comprimere all’estremo quelli che definiscono i “costi di distribuzione”, il presidente Demozzi ha richiamato l’attenzione su concetti che valgono per qualsiasi agente e per qualsiasi Gruppo.
Nonostante i tentativi delle imprese di fare a meno dell’intermediazione professionale, instaurando rapporti diretti con i clienti, i dati oggi parlano chiaro. Per ora i consumatori italiani continuano a preferire gli agenti, che infatti gestiscono l’84% dei rami Auto ed il 74% dei rami non Auto, laddove le compagnie dirette non riescono a superare l’8% delle quote di mercato nel comparto Rca. Le reti agenziali rappresentano un valore, un enorme valore che contribuisce in misura determinante agli eccezionali utili delle compagnie assicurative. Una forza di cui le reti stesse forse non riescono ancora a prendere sufficientemente coscienza, al contrario delle imprese. “Siamo indispensabili, e le compagnie lo sanno bene. È proprio per questo che in questa fase storica stanno concedendo qualcosa in termini di diritti, come dimostrano alcuni accordi sui dati” ha affermato Demozzi.
I Gruppi Agenti, quindi, allorché sono chiamati ad assumere decisioni tali da incidere in maniera significativa sulle remunerazioni dei colleghi hanno ogni diritto – oltre che il dovere – di prendersi tutto il tempo ed il supporto necessari per valutare l’accordo da sottoscrivere. Non è possibile valutare in poche ore impianti normativi che le compagnie elaborano in anni. E se, dopo lunghi mesi di trattativa, si hanno ancora perplessità sui contenuti degli accordi, vuol dire che qualcosa non ha funzionato durante la negoziazione. Gli integrativi non possono essere testi di oltre cinquanta pagine, basati su algoritmi impossibili da comprendere e passaggi tali da confondere anche gli stessi legali. “Come è possibile che un documento possa essere interpretato in maniera totalmente opposta da colleghi della stessa mandante?”, ha chiesto il Presidente.
La maggiore forza davanti alle compagnie – ha sottolineato Demozzi – è determinata dalla coesione. Trovare una sinergia quando si rappresentano migliaia di agenti è obbligatorio perché le imprese traggono vantaggio dalle divisioni interne alle reti. Ma – ha concluso il Presidente tra gli applausi – lo Sna c’è, e ci sarà “Qualunque decisione andrete a prendere siamo pronti a schierarci al vostro fianco, sempre e comunque, contro la compagnia. Ricordate che dietro di voi avete un esercito”.
Alessandra Schofield

Leggi tutto...

Lo Sna annuncia il corso di formazione "La compliance di agenzia", tenuto dal Presidente nazionale Claudio Demozzi (9 novembre)

MILANO - Il Sindacato nazionale agenti rende noto di aver programmato il corso di formazione "La compliance di agenzia" (Sesto Fiorentino, 9 novembre 2017 presso il The Gate Hotel). Otto le ore Ivass certificate. Il corso sarà tenuto dal Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, con i seguenti orari: 9.00-13.00 e 14.30-18.30 circa.
Il corso è gratuito per gli Iscritti Sna, per i propri collaboratori e dipendenti, mentre per i non Iscritti Sna e per i loro collaboratori e dipendenti, il costo è fissato in 100 euro (Iva inclusa) a persona. La suddetta quota dovrà essere versata utilizzando le coordinate bancarie sotto riportate, indicando come causale "Partecipazione corso Compliance di Agenzia Firenze 9 novembre":
SNAS - Sindacato Nazionale Agenti Servizi srl
c/o Banca Intesa Sanpaolo - filiale di Milano
Iban: IT85P 03069 09458 1000 00004866
Lo Sna informa, inoltre, che eventuali nuove iscrizioni allo Sna, effettuate contestualmente alla giornata formativa, godranno di una riduzione pari al 30% sulla quota nazionale.
La Redazione

 

LA LOCANDINA VALIDA PER LA REGISTRAZIONE AL CORSO

Leggi tutto...

Patto 2.0 UnipolSai, nota ufficiale dello Sna. Tutela a favore di tutti gli iscritti per eventuali conseguenze derivanti dalla firma o meno dell'accordo

MILANO - Il Sindacato Nazionale Agenti ha espresso in una nota la propria posizione in ordine al cosiddetto Patto 2.0 UnipolSai, oggetto di negoziazione tra la Compagnia e i relativi Gruppi aziendali agenti. 
"L’Esecutivo Nazionale nella seduta del 19 ottobre 2017 - si legge nel comunicato - ha rilevato quanto segue:
• L’accordo risulta pervenuto con insufficiente anticipo rispetto ai tempi di sottoposizione agli organi preposti dei vari Gruppi Aziendali Agenti; L’analisi dell’accordo viene, infatti, di conseguenza eseguita dopo l’avvenuta approvazione da parte del Congresso del gruppo IUS e la bocciatura da parte del Congresso del gruppo GAA SAI; Inoltre, il gruppo AAU risulta aver già espresso la propria disponibilità alla sottoscrizione dell’accordo;
• L’intero impianto del “Patto 2.0” risulta assai complesso ed eccessivamente articolato, tale da rendere particolarmente difficoltosa l’interpretazione di interi passaggi e il necessario collegamento tra norme, regole ed istituti nuovi e pregressi;
• E’ auspicabile per il futuro che gli accordi integrativi oggetto di contrattazione si limitino a integrazioni economiche e normative migliorative, di semplice comprensione e d’immediata fruibilità da parte degli interessati; la modifica delle condizioni economiche e normative introdotta attraverso un accordo integrativo aziendale non dovrebbe mai essere in pejus.
Nel merito dell’accordo, ha altresì deliberato di evidenziare quanto segue:
• Sistema di remunerazione RCA: si contesta il permanere di una componente variabile delle provvigioni, seppure ridimensionata rispetto a quella prevista dal Patto Unipol 1.0 e compensata dall’aumento dell’aliquota minima fissa; al riguardo, si evidenzia come lo spostamento di parte della remunerazione variabile verso quella fissa risulti coerente con le indicazioni del Sindacato e riduca, seppure solo parzialmente, una delle principali criticità  a suo tempo riscontrate da SNA nel Patto Unipol 1.0;
• Sistema di remunerazione RE: dalla documentazione prodotta non sembra rilevabile alcuna previsione di aliquote provvigionali variabili nella remunerazione  degli RE. Sembra, pertanto, scongiurato il rischio di ulteriore variabilità nel sistema provvigionale agenziale. Si deve, tuttavia, rilevare che il nuovo impianto provvigionale fisso appare, limitatamente ad alcune specifiche aree di business, modificato al ribasso. Come più volte ribadito, il Sindacato ritiene che l’attuale fase storica, caratterizzata da un’alta redditività dell’industria assicurativa, dovrebbe indurre i Gruppi Aziendali Agenti verso la rinegoziazione al rialzo delle tabelle provvigionali;
• Impianto remunerativo RE: sembra di poter rilevare come lo sviluppo del business sia indirizzato verso prodotti standardizzati a discapito di quelli tailor made a maggior contenuto consulenziale, penalizzati questi ultimi sotto l‘aspetto provvigionale. I contratti in portafoglio, provenienti dalle Compagnie acquisite, pare saranno anch’essi considerati “tailor made” ( “liberi”) e come tali penalizzati sotto l’aspetto provvigionale. E’ evidente l’intento dell’impresa di indurre la rete agenziale a rimpiazzare detti contratti con i corrispondenti prodotti standardizzati UnipolSai. Al riguardo, si raccomanda la massima attenzione circa il contenuto contrattuale dei suddetti prodotti anche in relazione all’adeguatezza ed alla specifica responsabilità professionale in capo all’intermediario;
• Accordo Dati: si ritiene inopportuna la sottoscrizione della Premessa riportata a pagina 2 “La condivisione dei dati tra Compagnia e Agenzie…anche in ottica di multicanalità..”; si ritiene, invece, coerente con la linea politico-sindacale Sna l’enunciazione di cui all’art.2 ed altri dell’accordo, secondo la quale “ la Compagnia e le Agenzie sono entrambe Titolari del trattamento dei dati finalizzati allo svolgimento di autonome attività di promozione e profilazione commerciale della clientela…”; analoga considerazione va espressa in merito a quanto previsto all’art.2 “..I dati.. possono essere utilizzati dalle Agenzie, quali Titolari, anche per autonome finalità di esercizio dell’attività di intermediazione assicurativa..”; si rileva pari enunciazione all’art.3 c.3 “..le Agenzie possono utilizzare i medesimi dati dei contraenti anche per attività autonome riferite all’esercizio dell’intermediazione assicurativa..”. Si ritiene opportuno evidenziare altresì come appaia coerente con la linea politico-sindacale Sna la previsione di cui all’art.3 c.4 secondo la quale “…alla cessazione del mandato i dati … potranno essere conservati dalla ex Agenzia che potrà utilizzarli a condizione di aver ricevuto autonomo e separato consenso conferito dalla clientela su modulistica propria delle Agenzie..”;
• Trasferimento dati alle Agenzie (art.6 Accordo Dati): le disposizioni di cui all’art.6 dell’accordo dati risultano coerenti con la linea politico-sindacale SNA; si evidenzia come “…i dati inseriti dall’Agenzia nei sistemi informatici di Compagnia e i dati che la Compagnia ha implementato… saranno messi a disposizione dell’Agenzia… per consentire la conservazione dei dati…. a cessazione del mandato la Compagnia entro 30 giorni….rilascerà un file contenente i dati…”;
• Richiamo espresso all’A.N.A. 2003: si sottolinea l’importanza dell’espresso riferimento all’A.N.A. 2003 contenuto al punto 4 dell’art.8 dell’accordo dati ed in più punti del “Patto“;
• Accordo Programmatico in materia di distribuzione multicanale: si ritiene inopportuna la sottoscrizione del punto in cui, tra le premesse, la Compagnia afferma l’intenzione di sviluppare una strategia Multicanale; analogamente si ritiene inopportuna la dichiarata condivisione in merito all’“..opportunità di definire un modello di distribuzione multicanale che consenta…e la conseguente attribuzione dei clienti ai canali che li hanno generati..”; quanto precede in assenza di una concreta priorità e salvaguardia riservata al canale agenziale.
Ferma la libertà di determinazione degli Agenti, - conclude lo Sna nella nota - anche attraverso la partecipazione democratica agli organi deliberanti dei Gruppi, il Sindacato ribadisce la massima vicinanza e tutela a tutti coloro che, individualmente o collettivamente, dovessero subire qualsiasi conseguenza derivante dalla libera espressione della propria volontà contrattuale".
La Redazione

Leggi tutto...

Riunito a Milano l'Esecutivo Nazionale Sna. Ben 14 punti all'ordine del giorno. Demozzi: noi sempre al fianco degli agenti

MILANO - Riunuone di due giorni Milano, presso la sede storica Sna, per l'Esecutivo Nazionale del Sindacato Nazionale Agenti. All'ordine del giorno ben 14 punti tra i quali i mandati agenziali anomali (definiti "mandati capestro" dal Presidente nazionale, Claudio Demozzi), il progetto formazione, il progetto nuovi iscritti, la titolarità dei dati dei clienti ed il progetto kit digital agency Sna, nonché il patto Unipol 2.0 che è al centro di un vivace confronto tra i vari Gruppi Aziendali Agenti della galassia UnipolSai.
Come abbiamo riferito nei giorni scorsi, il l Gaa IUS di Fabrizio Chiodini ha approvato a larga maggioranza (82%) il nuovo accordo integrativo, il GA SAI di Nicola Picaro lo ha invece respinto unanimemente. Il Gruppo Agenti presieduto da Enzo Sivori ha già sottoscritto l'accordo da tempo considerandolo un passo avanti verso una maggiore stabilità economica delle agenzie UnipolSai, grazie anche ad una riduzione della parte provvigionale variabile ed alla stabilizzazione in aumento della parte provvigionale fissa Rcauto, come più volte auspicato dal Sindacato. Il Presidente nazionale Claudio Demozzi, che ha partecipato ai lavori congressuali di IUS e del GA SAI, riferisce di un diffuso malcontento dei colleghi dovuto anche allo scarso preavviso con il quale hanno conosciuto il contenuto dell accordo integrativo ed all'apparente eccessiva fretta con la quale i Gruppi sarebbero stati indotti ad assumere una decisione definitiva sulla sottoscrizione o meno.
Demozzi tiene a ribadire come il Sindacato è e sarà in ogni caso al fianco degli Agenti UnipolSai, sia a quelli che decideranno di accettare il nuovo patto 2.0 sia a quelli che hanno deciso e decideranno di resistere non sottoscrivendolo, così come sarà al fianco dei vertici dei relativi GAA per qualsiasi supporto o necessità.
La Redazione

Leggi tutto...

Direttiva europea sulla distribuzione assicurativa, la Commissione chiede la proroga al 1° ottobre 2018. Accolte le richieste di Bipar e Sna

MILANO - La Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo (ECON) ha proposto una proroga al 1° ottobre 2018 del recepimento della Direttiva europea sulla distribuzione assicurativa, che dovrebbe essere discussa in seduta plenaria probabilmente a Strasburgo la prossima settimana. Nei giorni scorsi Sna aveva sensibilizzato, dando seguito ad una iniziativa proposta dal Bipar, i rappresentanti Italiani della Commissione Econ e le Istituzioni competenti sulla importanza di prorogare il termine di recepimento, considerato irrealistico a seguito dell’approvazione tardiva degli Atti delegati su importanti tematiche (Pog, IBIPs ecc).
Seguiremo con attenzione - si legge in una nota Sna - le evoluzioni dandone tempestiva comunicazione.
La Redazione

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /web/htdocs/www.snachannel.it/home/libraries/joomla/filter/input.php on line 697

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /web/htdocs/www.snachannel.it/home/libraries/joomla/filter/input.php on line 700