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NOTIZIARIO SNA

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Dlgs "ammazza-agenti", lo Sna invita la Categoria a inondare di note di protesta l'Ivass e il Mi.Se. Il testo della lettera da inviare

MILANO - Con una nota, il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, scrive agli agenti di assicurazioni per sollecitare la categoria ad una prima mobilitazione: un massiccio invio di lettere indirizzate a Ivass e Ministero dello Sviluppo Economico al fine di manifestare il dissenso nei confronti del famigerato Dlgs approvato dal Governo lo scorso 8 Febbraio.
"In parziale contrasto con la Direttiva europea - scrive Demozzi - e a nostro parere in evidente eccesso di delega, la norma potrà introdurre nella legislazione italiana (qualora il Dlgs venga firmato dal Presidente della Repubblica senza modifiche) alcune norme gravemente lesive degli interessi degli Agenti assicurativi. Le conseguenze di alcune di queste norme sono potenzialmente devastanti per la Categoria agenziale e ne compromettono irrimediabilmente la centralità nel rapporto con la clientela, mettendo a rischio la sopravvivenza di ventimila Agenti professionisti, trentamila lavoratori dipendenti delle agenzie e duecentomila liberi imprenditori (partite Iva) subagenti e produttori.
In particolare:
-   L’art. 19 del Decreto introduce il comma 1/bis dell’art. 117 C.A.P. e cioè l’obbligo per i clienti di Agenti e Subagenti/produttori di versare i premi direttamente all’impresa assicuratrice, vietando cioè agli agenti di gestire i flussi finanziari dei premi pagati dai clienti mediante il conto corrente separato agenziale; in questo modo gli Agenti sono privati di una delle prerogative professionali fondamentali che ne caratterizzano la figura, l’autonomia e l’imprenditorialità, col rischio che le imprese interrompano il consolidato rapporto di lavoro tra agenti, subagenti e produttori.
-   L’art. 19 suddetto abroga altresì l’ultimo comma dell’art. 117 C.A.P. e dunque la possibilità per l’Agente di garantire la propria capacità patrimoniale mediante una fidejussione bancaria (pari al 4% del portafoglio incassi) essendo così esonerato dall’obbligo di tenuta del conto separato agenziale;
-   Gli artt. 43 e 54 introducono nuovi limiti per le sanzioni che, indistintamente per Agenti ed Imprese, sono fissati ad € 700.000 per le persone fisiche e ad € 5 Milioni per le società (s.n.c., s.a.s., srl, ecc.); viene cioè attribuita, ad Agenti ed Imprese assicurative, medesima capacità contributiva contravvenendo al principio di proporzionalità più volte richiamato dalla Costituzione italiana e dalla Direttiva UE che il Decreto intende recepire".
"Il Sindacato nazionale agenti - prosegue il Presidente Demozzi - aveva più volte intrattenuto il MI.SE e l’Ivass al riguardo, anche producendo documenti ed indicazioni. In nessun documento ufficiale, neppure nella comunicazione A.I.R. (Analisi di Impatto Regolamentare) diramata dal Ministero dello Sviluppo Economico qualche settimana fa, si è mai fatto riferimento alle norme riguardanti la modifica dell’Art. 117 C.A.P. per cui esse risultano estranee anche al procedimento di Analisi di Impatto Regolamentare messo in atto dal Ministero competente. Poiché il Decreto, nonostante il pronto intervento del Sindacato anche nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri On. Gentiloni, ha proseguito il suo iter senza alcun confronto parlamentare, ci siamo visti costretti ad attivarci su ogni fronte possibile".
Come noto lo Sna ha chiesto ed ottenuto il diretto interessamento di numerosi esponenti politici nazionali, intrattenendo al contempo i presidenti delle Commissioni parlamentari interessate e l’ufficio di presidenza del Consiglio dei Ministri.
"Abbiamo contemporaneamente dichiarato - scrive ancora il Presidente Demozzi - lo stato di agitazione della Categoria, con voto unanime dell’82° Comitato Centrale Sna, riunitosi a Roma lo scorso 23 febbraio. E’ stata data informazione alle Autorità Pubbliche ed alla stampa che, in deprecabile e non creduta ipotesi di emanazione del Decreto senza che siano apportate le modifiche richieste, ricorreremo ad ogni strumento di lotta sindacale ivi inclusa qualsiasi forma lecita di disobbedienza civile".
Come si ricorderà, in questi giorni, con una nota ufficiale pubblicata su www.snachannel.it è scesa in campo anche l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust), su segnalazione del Sindacato nazionale agenti, per la verifica degli aspetti anti-concorrenziali contenuti nel Decreto Legislativo emanato dal Governo. Infatti, poiché tale nuova disposizione viene riservata esclusivamente agli intermediari in sez. A (Agenti) ed agli intermediari in sez. E (Subagenti e produttori), determina di fatto un diverso trattamento tra le fattispecie di Intermediari a favore tutti gli altri soggetti iscritti al R.U.I. (broker, sportelli bancari e postali e intermediari accessori).
"Sottolineo inoltre - prosegue Demozzi - che i collaboratori iscritti alla sezione E del RUI che operano contemporaneamente per conto di iscritti alla sezione A ed iscritti alla sezione B del RUI sono tenuti ad una doppia disciplina, certamente generatrice di disservizio e difficoltà applicative. Inoltre, sempre sotto l'aspetto degli ostacoli alla concorrenza nel nostro mercato assicurativo, appare evidente come le norme riguardanti la modifica dell’Art. 117 C.A.P. siano potenzialmente in grado di impedire l'operatività in regime di plurimandato, con ciò ingessando la concorrenza ed inducendo gli Agenti ad operare in esclusiva per una sola compagnia, comportamento questo più volte condannato sia dal Legislatore che dall'Autorità Garante della Concorrenza. Chi opera in plurimandato, infatti, è solito  incassare normalmente dai propri clienti un unico pagamento a fronte di più contratti assicurativi sottoscritti con più compagnie: la conseguenza dell’attuazione pratica di quanto previsto dal Decreto in oggetto è che gli Agenti saranno costretti ad incassare, per le diverse polizze di un medesimo Cliente, una pluralità di pagamenti e cioè un pagamento per ogni compagnia con cui il medesimo cliente abbia sottoscritto ciascuna singola polizza. Lo svantaggio operativo e dunque concorrenziale per gli agenti, specie quelli plurimandatari, è palese e discriminatorio".
Da ultimo una riflessione sulla diffusione nelle agenzie di sistemi di pagamento diretto all’impresa (come i POS direzionali, la mensilizzazione con accredito diretto alla compagnia, ecc.). Tutte soluzioni che probabilmente "hanno favorito, se non indotto, l’inserimento nel Decreto della disposizione che vieta il conto corrente separato agenziale intestato all’agente".
La posizione del Sindacato nei confronti di tali strumenti di disintermediazione, rimane fortemente negativa.
"E’ nostra intenzione - conclude il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi - coinvolgere l’intera Categoria nello stato di agitazione e dare a tutti i colleghi una sufficiente informazione sulla gravità del momento. Anche con la collaborazione dei Gruppi Aziendali Agenti, il cui Comitato ha condiviso la mozione conclusiva del Comitato Centrale Sna e dunque la dichiarazione dello stato di agitazione".
A supporto delle iniziative sindacali messe in atto da Sna, il Presidente Demozzi invita tutti gli agenti a inviare agli indirizzi di Ivass e MI.SE. il documento allegato. La battaglia è appena iniziata.
Luigi Giorgetti


SCARICA IL TESTO DELLA LETTERA DA INVIARE A IVASS E MI.SE.

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Stato di agitazione della categoria agenziale, nota congiunta del leader Sna, Claudio Demozzi, e del Presidente del Comitato Gaa, Dario Piana

MILANO - Con una nota ufficiale lo Sna ha voluto trasmettere ai componenti il Comitato dei Gaa aderenti al Sindacato lo stato di forte preoccupazione a seguito dell'approvazione del recente Dlgs che di fatto vieta agli agenti ed ai subagenti l'incasso diretto dei premi delle polizze a tutto vantaggio delle compagnie. "La posizione del Sindacato nei confronti di tali strumenti di disintermediazione - scrivono il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, e il Presidente del Comitato Gaa, Dario Piana - rimane fortemente critica ed oggi, alla luce di questa iniziativa legislativa, ne sarà a tutti più chiaro il motivo".
"Le conseguenze di alcune di queste norme - si legge ancora nella comunicazione - sono potenzialmente devastanti per la categoria agenziale e ne compromettono irrimediabilmente la centralità nel rapporto con la clientela, mettendo a rischio la sopravvivenza di ventimila Agenti professionisti, trentamila lavoratori dipendenti delle Agenzie e duecentomila liberi imprenditori (partite Iva) Subagenti. Nello specifico:
1) L’art. 19 del Decreto introduce il comma 1/bis dell’art. 117 C.A.P. e cioè l’obbligo per i clienti di agenti e subagenti di versare i premi direttamente all’impresa assicuratrice, vietando cioè agli Agenti di gestire i flussi finanziari dei premi pagati dai clienti mediante il conto corrente separato agenziale; in questo modo gli agenti sono privati di una delle prerogative professionali fondamentali che ne caratterizzano la figura, l’autonomia e l’imprenditorialità;
2) L’art. 19 suddetto abroga altresì l’ultimo comma dell’art. 117 C.A.P. e dunque la possibilità per l’agente di garantire la propria capacità patrimoniale mediante una fidejussione bancaria (pari al 4% del portafoglio incassi) essendo così esonerato dall’obbligo di tenuta del conto separato agenziale;
3) Gli artt. 43 e 54 introducono nuovi limiti per le sanzioni che, indistintamente per Agenti ed Imprese, sono fissati ad euro 750.000 per le persone fisiche e ad euro 5 milioni per le società (s.n.c., s.a.s., srl, ecc.); viene cioè attribuita, ad agenti ed imprese assicurative, medesima capacità contributiva contravvenendo al principio di proporzionalità più volte richiamato dalla Costituzione italiana e dalla Direttiva UE che il Decreto intende recepire.
Il Sindacato nazionale agenti aveva più volte intrattenuto il MI.SE. e l’Ivass al riguardo, anche producendo documenti ed indicazioni. In nessun documento ufficiale, neppure nella comunicazione A.I.R. (Analisi di Impatto Regolamentare) diramata dal Ministero dello Sviluppo Economico qualche settimana fa, si è mai fatto riferimento alle norme riguardanti la modifica dell’Art. 117 C.A.P. per cui esse risultano estranee anche al procedimento di Analisi di Impatto Regolamentare messo in atto dal Ministero competente".
"Abbiamo dichiarato lo stato di agitazione della categoria - scrivono Demozzi e Piana -, con voto unanime dell’82° Comitato Centrale Sna, riunitosi a Roma lo scorso 23 febbraio. E’ stata data informazione alle Autorità Pubbliche ed alla stampa che, in deprecabile e non creduta ipotesi di emanazione del Decreto senza che siano apportate le modifiche richieste, ricorreremo ad ogni strumento di lotta sindacale, ivi inclusa qualsiasi forma lecita di disobbedienza civile".
In questi giorni - come si ricorderà - con una nota ufficiale pubblicata su www.snachannel.it, è scesa in campo persino l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust), su segnalazione del Sindacato nazionale agenti, per la verifica di eventuali aspetti anti-concorrenziali contenuti nel Decreto Legislativo emanato dal Governo.
"Appare evidente - prosegue la nota - come le norme riguardanti la modifica dell’Art. 117 C.A.P. siano potenzialmente in grado di impedire l'operatività in regime di plurimandato, con ciò ingessando la concorrenza ed inducendo gli Agenti ad operare in esclusiva per una sola compagnia, comportamento questo più volte condannato sia dal Legislatore che dall'Autorità Garante della Concorrenza. Così come appare evidente quanto la diffusione presso le nostre agenzie di sistemi di pagamento diretto all’impresa (come i POS direzionali, la mensilizzazione con accredito diretto alla compagnia, ecc.) abbiano potuto favorire, se non indurre, l’inserimento nel Decreto della disposizione che vieta il conto corrente separato agenziale intestato all’agente".
Luigi Giorgetti



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Dlgs "ammazza-agenti", anche la sen. Anna Maria Bernini e il candidato di Forza Italia Galeazzo Bignami raccolgono le preoccupazioni dello Sna

MILANO - “Il provvedimento ministeriale di modifica del Codice delle Assicurazioni rischia seriamente di minare l’autonomia di agenti e subagenti assicurativi, un mondo che, già di per sé, non ha mai goduto di grandi tutele e che adesso viene colpito senza alcuna attenzione alle conseguenze”. Così Galeazzo Bignami e Anna Maria Bernini, candidati per Forza Italia rispettivamente alla Camera e al Senato in Emilia-Romagna, intervengono sulla modifica dell’art. 117 del Codice delle Assicurazioni che introduce il divieto d’incasso dei premi dei clienti per agenti e subagenti professionisti.
“Raccogliamo e condividiamo le perplessità e le preoccupazioni del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi – affermano – e ribadiamo l’assoluta necessità di garantire autonomia imprenditoriale a una categoria che in Italia conta ventimila agenti, duecentomila collaboratori e più di ventimila dipendenti di agenzia. Numeri occupazionali estremamente importanti, imprenditori, professionisti che vivono dell’autonomia di azione e della libertà operativa. Concordiamo sull’urgenza di mettere mano a una modifica del Decreto legislativo e di avviare un confronto sul tema con le sigle sindacali affinché si intraprenda un percorso condiviso volto alla tutela e alla salvaguardia dei tanti posti di lavoro del mondo delle assicurazioni”.
La Redazione

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L'on. Nunzia De Girolamo scende in campo e chiede al Governo di ritirare immediatamente il famigerato DLgs "ammazza-agenti"

ROMA - L’on. Nunzia De Girolamo prende carta e penna ed esprime la propria vicinanza alle tesi della maggiore rappresentanza sindacale degli agenti di assicurazione italiani, Sna, a proposito del Decreto Legislativo definito, dal Presidente nazionale Claudio Demozzi, “ammazza agenti”.
"Ritengo condivisibili le motivazioni che hanno portato il Sindacato nazionale agenti a dichiarare lo stato di agitazione contro alcuni passaggi del D.Lgs. di recepimento della IDD", scrive la De Girolamo, già membro del Consiglio Direttivo del PdL alla Camera, durante il Governo Berlusconi e membro della Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni e membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari. Si schiera dunque con le rivendicazioni Sna e contro quanto approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 8 febbraio in materia di obbligo di versamento dei premi delle polizze sui conti delle compagnie anziché - come avveniva finora - su quelli di agenti e subagenti.
"Il testo di Decreto che mi è stato sottoposto dal Sindacato nazionale agenti, approvato in Consiglio dei Ministri, appare viziato da un eccesso di delega - prosegue l’on. De Girolamo - e mette a rischio il lavoro di oltre 250.000 persone fra agenti, produttori, collaboratori e subagenti. L’auspicio è che il Governo accolga le richieste della categoria e modifichi sostanzialmente il Decreto, o lo ritiri per elaborarne con la dovuta attenzione un nuovo testo".
La Redazione


CHI E' NUNZIA DE GIROLAMO
Nunzia De Girolamo nasce il 10 ottobre 1975 a Benevento. Diplomatasi nella sua città al liceo classico "Pietro Giannone", si trasferisce a Roma per frequentare l'università: dopo essersi laureata alla Sapienza in Giurisprudenza, consegue un dottorato all'Università di Campobasso e intraprende la carriera forense dedicandosi al diritto commerciale, al diritto del lavoro, al diritto bancario e al diritto civile, avviando nel frattempo collaborazioni con l'Università del Molise e l'Università degli Studi del Sannio. Entrata in politica, nell'ottobre del 2007 diventa coordinatrice di Forza Italia per la città di Benevento, mentre l'anno successivo viene eletta deputata nelle liste del Popolo della Libertà. Entrata a far parte della Commissione Agricoltura nel 2009, al posto di Michela Vittoria Brambilla, Nunzia De Girolamo è stata Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nel Governo Letta. Si è sposata il 23 dicembre del 2011 con Francesco Boccia, parlamentare del Partito Democratico.

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Dichiarato lo stato d’agitazione degli agenti di assicurazione a salvaguardia della categoria. Lo Sna entra in battaglia

ROMA - Dopo un appassionato dibattito durante il quale la platea ha rivendicato il riconoscimento della dignità personale e professionale della categoria, oltreché delle prerogative imprenditoriali degli agenti, i partecipanti all’82° Comitato Centrale del Sindacato nazionale agenti ha approvato il seguente Documento finale.
"Il Comitato Centrale del Sindacato nazionale agenti di assicurazione riunito in Roma il 23 Febbraio 2018, dopo ampio e approfondito dibattito, approva e fa propria la Relazione dell’Esecutivo Nazionale. Con riguardo allo Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva UE 2016/97 sulla distribuzione assicurativa approvato dal Consiglio dei Ministri in data 8.2.2018, con la condivisione del Comitato dei GAA valuta lo stesso come atto normativo ostile, persecutorio e discriminante nei confronti degli Agenti di Assicurazione italiani, che in più non aggiunge nulla a favore dei Consumatori.
Il Provvedimento legislativo, con particolare riguardo ai temi del 'conto separato' delle 'sanzioni amministrative pecuniarie', contiene, norme viziate da palese eccesso di delega e come tali incostituzionali che, se attuate, produrrebbero effetti intollerabili per la categoria, determinando lo stravolgimento dell’attività agenziale, sia nel rapporto coi Consumatori che con le Imprese. Il predetto schema, in aperto contrasto con gli obiettivi perseguiti dalla Direttiva Comunitaria, avrebbe l’effetto di minare profondamente il rapporto di fiducia tra Agente e Assicurato, annientando l’intermediazione professionale.
Inoltre, l’attuazione di tale disposizione avrebbe effetti depressivi sulla libera concorrenza che si attua attraverso l’attività consulenziale degli Agenti. Ciò, in contrasto coi principi comunitari e nazionali.
Infine, le gravissime conseguenze economiche e occupazionali di una norma concepita frettolosamente, disorganica e disarticolata dal sistema dell’intermediazione assicurativa, elaborata in totale assenza di confronto con le categorie interessate, non appaiono in alcun modo tollerabili.
Pertanto - si legge ancora - approva e fa propria la Dichiarazione dello Stato di Agitazione della Categoria proclamato in via d’urgenza dall’Esecutivo Nazionale che prevede il ricorso ad ogni strumento di lotta sindacale, ivi inclusa qualsiasi forma lecita di disobbedienza civile. Oltre alle misure proposte dall’Esecutivo Nazionale nella sua Relazione, invita e conferisce mandato all’Esecutivo Nazionale a porre in essere ogni ulteriore iniziativa, finalizzata alla non approvazione o modifica del Provvedimento, a salvaguardia della sopravvivenza della categoria, attingendo per questo ai fondi disponibili.
Pertanto, indica le seguenti iniziative con carattere di urgenza:
Istanza al Presidente della Repubblica affinché non sottoscriva il decreto legislativo nello schema attuale;
 Ricorso alla Corte Costituzionale per annullamento del provvedimento per eccesso di delega, contrarietà alla Direttiva UE 2016/97 e contrarietà alla Legge delega del Governo di recepimento della Direttiva;
 Capillare informativa a tutti gli Agenti sulle conseguenze operative e successiva Mobilitazione della categoria;
 Adozione di qualsiasi iniziativa  necessaria nei confronti di Ivass, Mise, Commissioni Parlamentari, stampa, etc..;
 Sensibilizzazione della classe politica e associazioni dei consumatori;
 Iniziative nei confronti delle imprese a tutela del portafoglio clienti e dei diritti acquisiti dalla categoria".
Le aspettative della vigilia si sono dimostrate quindi realistiche e la volontà espressa dai partecipanti al comitato Centrale coerente con le indicazioni contenute nel documento dell’Esecutivo Nazionale. Si preannuncia quindi un periodo di forte turbolenza ampiamente giustificato dai rischi che il decreto riguardante il versamento diretto dei premi della clientela sui conti correnti delle compagnie comporta per gli agenti di assicurazione e per i loro collaboratori commerciali., chiaramente espressi nel documento finale.
Roberto Bianchi

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CCNL dei dipendenti delle agenzie di assicurazioni, l'82° Comitato Centrale Sna approva il rinnovo all'unanimità

ROMA - Gli iscritti Sna, riuniti nell’82° Comitato Centrale, hanno approvato all’unanimità il rinnovo del Ccnl sottoscritto con le Oo.Ss dei lavoratori dipendenti di agenzia Fesica/Confsal e Confsal/Fisals. Il rinnovo ha apportato alcune variazioni
normative rispetto al precedente Contratto collettivo nazionale dipendenti scaduto nel novembre 2017, disponendo inoltre l’inserimento di uno strumento di welfare e l’aumento - seppur necessariamente ancora contenuto - delle tabelle retributive per tutte le Categorie di lavoratori agenziali Il nuovo Ccnl resterà in vigore per il prossimo quinquennio e scadrà dunque il 1 aprile 2023: si tratta della prima volta che un Contratto Collettivo Nazionale viene rinnovato per un periodo così lungo. La significativa novità dell’impianto contrattuale consiste nell’iscrizione dei lavoratori dipendenti ad Assicurmed, Fondo di assistenza sanitaria integrativa rispetto alle prestazioni erogate dal SSN.
Per quanto riguarda l’aspetto economico, dopo un’estenuante trattativa con le Oo.Ss. dei Lavoratori agenziali, riconoscendo l’apporto fondamentale dell’opera dei nostri Dipendenti nel mantenimento degli standard qualitativi e quantitativi delle nostre Imprese agenziali, SNA ha acconsentito al miglioramento del trattamento retributivo rispetto al precedente contratto collettivo.
Nella consapevolezza che, perdurando la grave crisi reddituale degli Agenti di assicurazione italiani, qualsiasi aumento del costo del personale, non adeguatamente compensato da un concreto aumento della produttività o da una revisione generalizzata delle tabelle provvigionali concordate con le mandanti, rischia di compromettere ulteriormente gli equilibri bilancistici agenziali faticosamente raggiunti o mantenuti, è stato comunque considerato opportuno dare un contributo forte al rafforzamento del potere d’acquisto dei Dipendenti, anche attraverso lo strumento del Fondo Sanitario Integrativo al Servizio Sanitario Nazionale, il cui controvalore – per ciascun singolo Lavoratore - supera abbondantemente l’esborso economico a carico degli agenti.
”Come in occasione della prima stesura del Ccnl Sna, che è diventato il contratto di riferimento della categoria – dichiara il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi – abbiamo privilegiato la stabilità dei posti di lavoro, la regolarizzazione dei lavoratori “atipici” ed “anomali” (cioè non regolari), l’equilibrio economico delle nostre Agenzie che continua a costituire, per tutti noi, la conditio sine qua non per l’apertura ed il mantenimento di qualsiasi tavolo di trattativa. Auspichiamo, per il bene di tutti, che in futuro la redditività agenziale possa migliorare a tal punto da permetterci di impostare una nuova trattativa con le Oo.Ss. dei nostri Dipendenti, potendo contare su una maggiore disponibilità di risorse”.
Alessandra Schofield

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82° Comitato Centrale Sna, la categoria degli agenti di assicurazione dichiara lo stato di agitazione?

ROMA - L’82° Comitato Centrale del Sindacato nazionale agenti si annuncia come memorabile in quanto al di là del passaggio istituzionale, reso obbligatorio dallo statuto associativo, riguardante il rinnovo del contratto nazionale di lavoro per i dipendenti delle agenzie, l’attenzione dei partecipanti sarà incentrata anche e soprattutto sulla questione dell’incasso dei premi direttamente sui conti correnti delle imprese. Chiusa quindi la “formalità” del rinnovo contrattuale, per la prima volta nella storia sindacale rinnovato alla sua naturale scadenza e senza traumi negoziali, i Presidenti Provinciali che sono l’asse portante dello Sna e i Presidenti di Gruppo i quali, ha detto il Presidente nazionale Claudio Demozzi, partecipano alla vita associativa facendo “parte del nostro patrimonio umano, politico e organizzativo”, saranno chiamati a prendere una posizione forte chiara sul decreto che sottrae agli agenti l’intermediazione finanziaria dei premi incassati dalla clientela.
Una scelta di questo tipo, effettuata dal Consiglio dei Ministri in fase di sciogliete le file, con la testa alla campagna elettorale in atto e quindi probabilmente poco attenta all’impatto provocato sulle parti sociali e in particolare sugli agenti, rischia infatti di azzerare la categoria e le sottoreti commerciali. Chiunque faccia finta di niente o cerchi di minimizzare le conseguenze della disintermediazione finanziaria, non ha la capacità di leggere la realtà, o, peggio, sono in mala fede.
La “titolarità dei dati dei nostri clienti, l’autonoma organizzazione gestionale e produttiva, l’intermediazione dei flussi finanziari (premi e sinistri)” sono “i tre pilastri sui quali si basa la nostra centralità distributiva”, continua Demozzi nella Relazione dell’Esecutivo Nazionale. Mettere in discussione anche una sola di queste colonne significa minare alle base la solidità l’edificio agenziale.
I rappresentanti della categoria dichiareranno nel corso della giornata lo stato di agitazione? Si dichiareranno favorevoli a mettere in atto una escalation di azioni indicate nella Relazione: “astensione dall’utilizzo dei POS-direzionali… ; interruzione immediata della mensilizzazione direzionale dei premi; SSD e RID … utilizzati solo se indirizzati al conto agenziale; interruzione immediata della diffusione presso la clientela delle APP di compagnia… ; astensione dal fornire alla compagnia i dati personali e di contatto con la clientela…”?
Sì, penso che la platea si farà carico delle proprie responsabilità politiche rendendosi disponibile a intraprendere la strada della protesta finanche alla disobbedienza civile verso norme che segnano l’annientamento della categoria degli agenti professionisti e dei loro subagenti. Duecentomila famiglie che prima di finire sul lastrico sono intenzionate a vendere cara la pelle. Staremo a vedere, ma è probabile che l’82° Comitato Centrale passerà alla storia perché “tutti insieme saremo in grado di sorreggere la linea del fronte, tanto faticosamente, ma tanto caparbiamente, schierata dal Sindacato Nazionale Agenti e pronta a respingere qualsiasi offensiva” ha concluso il Presidente Demozzi.
Roberto Bianchi

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Sna a tutto campo per fermare la norma che vieta agli agenti l'incasso delle polizze. Incontro con il Capo di Gabinetto del Mise, Ernesto Somma

ROMA - Prosegue senza sosta l'attività del Sindacato nazionale agenti volta a tentar di scongiurare la definitiva approvazione della scellerata modifica all'art. 117 del Codice delle Assicurazioni introdotta all’ art. 1 comma 19 dello schema di D.Lgs già approvato dal Consiglio dei Ministri e teso a recepire la IDD, in base alla quale agenti e subagenti sarebbero obbligati a versare i premi incassati direttamente sul conto delle compagnie, di fatto annullando la loro funzione professionale e privando i clienti del loro insostituibile servizio di prossimità.
Dopo le lettere inviate, tra gli altri, alle Commissioni Parlamentari della Camera per le Attività Produttive e per gli Affari Costituzionali, al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, all'Antitrust ed all'Ivass, ieri [19 febbraio 2018 ndr] il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, ed il collega Salvo Lisi hanno incontrato il Capo Gabinetto del Mise Ernesto Somma, sottoponendo alla sua diretta attenzione non solo le nefaste ripercussioni della modifica normativa sulle economie e sull'operatività di un'intera categoria professionale, ma anche le incongruenze della norma rispetto a quanto già previsto dal Codice delle Assicurazioni e l'anomalia insita nel proditorio inserimento di un elemento così dirompente nel decreto legislativo senza che ne fosse stato preventivamente valutato l'impatto dal Ministero dello Sviluppo Economico ai fini AIR.
"Nel documento di Analisi dell'Impatto Regolamentazione sulla Direttiva Ue 2016/97 inviato lo scorso gennaio dal Mise a Sna, rispetto al quale abbiamo prontamente esposto le nostre osservazioni" ha infatti fatto presente Claudio Demozzi al Capo Gabinetto Somma "non vi era alcun riferimento a modifiche nelle modalità di versamento dei premi da parte di agenti, subagenti o produttori rispetto a quanto oggi previsto, ovvero l'obbligo per gli iscritti nella Sez. A del RUI di dedicare un apposito conto separato, salvo fideiussione del 4% del portafoglio intermediato. Il comma 1 bis, che si vorrebbe introdurre in fase di recepimento della IDD, non andrebbe a derogare a questi due elementi, ma vi si aggiungerebbe, annullandoli di fatto".
L'obbligo di versare i premi direttamente alle imprese, oltretutto comprensivi delle provvigioni previste dai mandati agenziali, ha evidenziato Demozzi, renderebbe praticamente impossibile a tutti gli agenti plurimandatari ed all'intera rete subagenziale continuare ad esercitare il proprio ruolo professionale nei confronti della clientela. "Stiamo parlando di circa 20.000 intermediari assicurativi agenziali, con un indotto di 30.000 dipendenti e 200.000 subagenti. 220.000 micro-imprese che non sarebbero più in condizioni di lavorare" ha spiegato il Presidente Nazionale Sna. Ernesto Somma ha mostrato un forte interessamento alla questione, comprendendone tutta la gravità.
Alessandra Schofield

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Divieto di incasso dei premi agli agenti, interviene la sen. Laura Puppato (PD): Condivido le motivazioni addotte da Sna

MILANO - Mentre proseguono le iniziative parlamentari e di protesta del Sindacato nazionale agenti a seguito dell’approvazione in Consiglio dei Ministri, la scorsa settimana, del Decreto Legislativo di recepimento in Italia della IDD, con modifiche inattese quanto dannose per gli agenti assicurativi italiani, scende in campo la sen. Laura Puppato (PD), da sempre vicina alla categoria agenziale e allo Sna.
“Ho ricevuto - precisa la sen. Puppato - una lunga telefonata del Presidente del Sindacato nazionale agenti Claudio Demozzi, che mi pare motivatamente preoccupato per il destino a cui affidiamo il lavoro delle agenzie siano esse monomandatarie sia (ancor peggio) plurimandatarie del comparto assicurativo. Vi è stato indubbiamente un eccesso di zelo e quindi di garanzie da presentare per una categoria che in sé e per sé vedeva con favore la IDD Europea sul settore, e che oggi si vede discriminata anche rispetto al comparto broker ai quali, incredibilmente, è stato risparmiato lo stesso trattamento. Condivido certamente le motivazioni addotte da Sna e la farraginosità e burocrazia che si attiva con le modalità prescelte nel Decreto appena approvato, oltreché una garanzia da prestare non già sul monte provvigioni ma sul monte incassi che prevede un settore, il Vita, dove le aliquote provvigionali sono lo zero-virgola”.
Il Presidente Demozzi conta di far comprendere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la gravità di quanto accaduto e l’inadeguatezza della normativa appena approvata, soprattutto per il divieto di incasso dei premi ad agenti e subagenti e per i nuovi limiti sanzionatori elevati oltre ogni ragionevole previsione, in grado di risultare mortali per gli agenti professionisti italiani.
La Redazione

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Sna all'attacco contro il divieto di incasso dei premi dei clienti per agenti e subagenti: 20.000 professionisti a rischio chiusura

MILANO - Non si placa la protesta del Sindacato nazionale agenti contro il provvedimento recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri che, tra altre cose, introduce in Italia il divieto di incasso dei premi dei clienti per agenti e subagenti professionisti. Il nuovo comma 1/bis dell’art. 117 CAP, prevede infatti testualmente che i premi incassati dagli intermediari agenti e subagenti, analogamente ai produttori diretti delle compagnie, debbano essere versati direttamente all’impresa, anche in presenza della fidejussione bancaria prevista dall’ultimo comma dello stesso articolo e dalla Direttiva europea.
“Si tratta chiaramente di un attacco senza precedenti all’operatività degli agenti e dei subagenti, alla loro autonomia imprenditoriale – sottolinea il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi - con il rischio di sancirne la chiusura definitiva. Il destino di ventimila agenti, duecentomila collaboratori e più di ventimila dipendenti agenziali è legato all’abrogazione di questa nuova norma, mortale per la categoria!”.
Dopo i documenti dei giorni precedenti, il Sindacato ha inoltrato oggi un’ulteriore comunicazione (in allegato in calce all'articolo, ndr) con espresso invito alla riformulazione del Decreto Legislativo. Nel frattempo, si stanno approntando altri interventi, senza escludere forme di protesta più plateali, che per il Presidente Demozzi “possono arrivare alla disobbedienza civile! Prima di essere costretti a chiudere le nostre agenzie, licenziando il personale e cambiando mestiere, ci appelleremo al diritto di disobbedienza verso una norma nei fatti inapplicabile”.
Dalla lettura del nuovo articolo di Legge sembrano esclusi dal divieto i broker, gli sportelli bancari e quelli postali. Una formulazione normativa che è subito apparsa ai più ingiustificabile, anche perché tali soggetti non sono legati da rapporti contrattuali con le imprese come nel caso degli agenti. Sono questi ultimi, infatti, che invece rappresentano le compagnie sul territorio e dunque dovrebbero essere gli unici soggetti abilitati agli incassi.
La Redazione

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