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NOTIZIARIO SNA
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NOTIZIARIO SNA

Forzatura A.N.A., Vittoria Assicurazioni esclude le gare dal portafoglio dell'agente. Demozzi (Sna) La reazione del Sindacato non si farà attendere

MILANO - “A partire dal 1° gennaio 2022, il portafoglio generato dalla partecipazione a Bandi di Gara o a procedure negoziate di rilevanza pubblica, non viene considerato ai fini del calcolo di trattamento di fine mandato agenziale”. Inizia con questa asserzione la recente circolare nr. 01/2022 di Vittoria Assicurazioni, nota compagnia italiana che ha sempre basato il proprio business sulla solida relazione con gli agenti.
Da un lato si deve dare atto che Vittoria, come si legge nella circolare, “a differenza di altre compagnie del mercato e in coerenza con l’attenzione dedicata alla rete agenziale, la compagnia ha deciso di non procedere direttamente e in via esclusiva all’acquisizione di tali rischi, lasciando che tali opportunità venissero intermediate tramite la rete agenziale, disciplinando nel tempo le modalità di assegnazione dell’affare proposto”.
Dall’altro però si deve contestare che “l’A.N.A. (Accordo Nazionale Agenti) non prevede alcuna distinzione tra affari procurati dall’agente tramite gara pubblica e affari procurati tramite trattativa privata”, come ha confermato l’avv. Paolo Martinello di Milano su richiesta del Sindacato nazionale agenti. Lo stesso legale, tra i massimi esperti della materia in Italia, chiarisce altresì che “ancor meno una tale distinzione è possibile con riferimento alle indennità di cessazione del rapporto, le quali si basano su montepremi, provvigioni e incassi, indipendentemente dalla procedura (privata o di evidenza pubblica) attraverso la quale l’affare è stato acquisito dall’agenzia. Va quindi escluso che l’A.N.A. consenta, ad esempio con riferimento all’indennità di cui all’art. 27 (provvigioni), di escludere dal loro calcolo determinati incassi e provvigioni per il fatto che esse sono relative ad affari conclusi per il tramite di una procedura di evidenza pubblica. Lo stesso vale per i premi da incassare in relazione al calcolo del montepremi finale (indennità art. 25) e per gli incassi (indennità art. 26)".
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, interpellato al riguardo, commenta così la notizia: “E’ appena il caso di aggiungere che il fatto che i contratti acquisiti tramite gara pubblica sarebbero privi di possibile fidelizzazione essendo acquisiti tramite procedura pubblica non pare di alcun rilievo, trattandosi di circostanze estranee e avulse dal sistema di calcolo delle indennità previsto dall’A.N.A. e dai loro presupposti. Le motivazioni addotte dalla Direzione della compagnia per giustificare questa forzatura, lasciano esterrefatti. A quanto sembra, Vittoria potrebbe essere la prima compagnia che tenta palesemente di forzare l’Accordo Nazionale Agenti, disconoscendo un diritto degli agenti che è ben consolidato e disconoscendo, di fatto, la validità erga omnes dell’A.N.A. Ci aspettiamo una reazione energica del Gruppo Aziendale Agenti Vittoria (GAV, presidente Giuseppe Muollo, 47 anni, agente ad Avellino, ndr). La reazione del Sindacato, ovviamente, non mancherà”.
La Redazione

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Rielezione di Sergio Mattarella a Capo dello Stato, gli auguri sinceri di buon lavoro da parte del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi

MILANO - Il Presidente Claudio Demozzi rivolge a nome del Sindacato Nazionale Agenti di assicurazione professionisti, i migliori auguri di buon lavoro al Capo dello Stato Sergio Mattarella.
Sna e gli agenti assicurativi sono e saranno sempre al fianco degli italiani e delle Istituzioni della Repubblica, per contribuire alla crescita e allo sviluppo del Paese.
La Redazione

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Mariagrazia Musto (Unat) e Antonio Canu (Gaag) incontrano lo Sna per un confronto costruttivo sull’accordo dati con Generali Italia

MILANO - La vicenda dell’accordo dati che interessa tre Gruppi agenti di Generali Italia Spa ha fatto registrare nel pomeriggio di ieri un passo in avanti significativo, dal momento che Mariagrazia Musto e Antonio Canu, Presidenti rispettivamente di Unat e Gaag, hanno riscontrato con immediatezza la comunicazione inoltrata loro da Betty Ferraro, componente dell’Esecutivo Nazionale Sna e Responsabile della Commissione Accordi e Mandati e dal Vicepresidente Sergio Sterbini.
“Ci scusiamo - si legge nella nota inviata anche alla mia attenzione - innanzi tutto per i tempi troppo brevi con i quali vi abbiamo chiesto di visionare il nostro Accordo Dati. La copia dell’Accordo da voi analizzata è frutto di un lunghissimo lavoro fatto dalle nostre Commissioni con la supervisione il coinvolgimento dei nostri Esecutivi e soprattutto con la consulenza di due autorevoli studi legali specializzati nella materia… che ha poi portato ad una complessa trattativa con la compagnia. Come sapete il confronto con la compagnia sul tema è iniziato alcuni anni fa e il lungo percorso ci ha visto partecipare al confronto ma non firmare gli "accordi dati" che Generali ha firmato con altri Gruppi agenti. All’ennesima riapertura del confronto con i Gruppi agenti che rappresentano il modello di agenzia professionale in Generali Italia, i nostri Unat e Gaag e il Gaat di Roberto Salvi, c’è stata una accelerazione che è andata nella direzione sperata cosa che ci ha costretto a correre contro il tempo”.
I firmatari proseguono inoltre con un’affermazione che considero molto significativa: “crediamo che l’unico modo per spiegare, capire ed eventualmente condividere sia confrontarci direttamente con la Commissione Sna insieme ai nostri consulenti legali in un confronto schietto e aperto senza pregiudizi e retro-pensieri con l’obiettivo di procedere, come i nostri Gruppi hanno sempre fatto, in armonia e senza mai violare le regole generali di Sna pur nelle differenza di pratiche, posizioni e idee”.
Nessun termine perentorio di due giorni per l’elaborazione delle valutazioni da parte dello Sna simile a quello che Salvi ha fissato come ultimatum nell’accompagnatoria al testo dell’accordo dati inoltrato a sua volta nei giorni scorsi al Sindacato.
In attesa dell’incontro, Musto e Canu proseguono precisando che “la ontitolarità, come disciplinata dal Gdpr e come recepita dal nostro accordo è l’atto potestativo col quale due o più 'Titolari Autonomi' decidono di determinare congiuntamente le finalità e i mezzi del trattamento dei dati”. E aggiungono che “la Titolarità Autonoma del trattamento dei dati dei clienti è, per gli Agenti di Assicurazione, un dato di fatto connaturato allo svolgimento della loro attività e quasi, saremmo tentati di dire, uno “stato di natura”. L’accordo di contitolarità deve solo disciplinare e prendere atto delle Titolarità Autonome che concorrono congiuntamente a determinare le finalità ed i mezzi del trattamento”.
Infine i Presidenti di Unat e Gaag tengono a sgomberare il campo da ogni fraintendimento e riportano un breve stralcio della delle informative che recepiscono i contenuti dell’accordo secondo cui i dati “sono trattati da Generali Italia Spa … e dall’agente… anche disgiuntamente, in relazione alle diverse attività che i due contitolari possono svolgere ciascuno nel proprio ambito sia per legge che per accordi e convenzioni tra gli stessi… In caso di risoluzione del rapporto tra Generali Italia Spa e l’agente, i suoi dati personali potranno continuare ad essere utilizzati dalla compagnia e dall’agente, quali Titolari Autonomi, disgiuntamente, per le finalità indicate nell’informativa”.
Posto che la missiva non chiarisce il motivo per il quale Roberto Salvi non abbia sottoscritto la risposta indirizzata al Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, auspichiamo che quantomeno con Unat e Gaag sia possibile fare chiarezza sulle riserve espresse dallo Sna che ha posto lo "Stop" alla firma dell’Accordo dati in discussione, dal cui primo esame sono comunque emerse gravi criticità.
Roberto Bianchi

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Accordo dati Generali Italia, stop del Sindacato nazionale agenti. Demozzi (Sna): Preoccupato per le strategie messe in atto da alcune compagnie

MILANO - Lunedì 24 gennaio il GAAT di Roberto Salvi, UNAT di Maria Grazia Musto e GAAG di Antonio Canu hanno trasmesso al Sindacato, ai sensi dell’art. 16 Statuto, la proposta di accordo-dati avanzata da Generali Italia. Il Gruppo Agenti Generali ex Toro (GAAT), in particolare, nella lettera accompagnatoria ha precisato la necessità di massima urgenza in quanto “detto Accordo sarà sottoposto all’approvazione del Consiglio Nazionale del GAAT in data 27 c.m. Se approvato, la sottoscrizione con il ceo di Generali Italia Marco Sesana, il General Counsel Cristina Rustignoli ed il CM&DO Marco Oddone è prevista per il giorno 1° Febbraio”.
Immediato il riscontro del Sindacato che, con una lettera a firma di Betty Ferraro (membro dell’Esecutivo Nazionale Sna e responsabile della Commissione accordi e mandati) e Sergio Sterbini (Vicepresidente nazionale, responsabile rapporti con i Gaa), ha contestato la tempistica che riserva a Sna due soli giorni lavorativi per l’analisi e la valutazione di un corposo dossier tecnico-giuridico, avvertendo inoltre delle gravi criticità già emerse in sede di primo esame.
Giovedi 27 gennaio si è dunque riunita, con procedura d’urgenza, la Commissione competente che ha riscontrato una serie di fondate ragioni per intimare lo "Stop" all’ipotesi di sottoscrizione dell’Accordo, nella versione inviata al Sindacato. Nello specifico, insieme a varie indicazioni, il Sindacato ha stigmatizzato come “l’Accordo, infatti, risulta oltremodo lesivo della posizione della figura dell’agente non soltanto per la nomina a contitolare, che sempre abbiamo ribadito sia da rifuggire, ma soprattutto perché la compagnia fa un salto di qualità ribadendo la proprietà del dato alla compagnia (utilizzo del know how della compagnia)”.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi si è detto preoccupato per la strategia messa in atto da alcune compagnie sul fronte della proprietà dei dati dei clienti, anche per le possibili conseguenze estremamente dannose per gli interessi degli agenti e per il valore economico delle agenzie. Il Presidente Demozzi si è augurato che “i Gruppi Aziendali Agenti sappiano contrastare con la dovuta determinazione questa deriva e mantenere ferme le posizioni fin qui bene illustrate ed argomentate dal Sindacato. Confido nella collaborazione dei Gaa affinché le compagnie nel sollecitare le risposte sugli accordi possano prevedere tempi congrui, adeguati alla complessità del caso”.
Per il presidente del Comitato Gaa Dario Piana,l’argomento è estremamente delicato anche perché “al Tavolo Ania per il rinnovo dell’Accordo Nazionale Agenti il tema dei dati dei clienti è tuttora oggetto di confronto. Qualsiasi cedimento a livello aziendale, rischia di indebolire l’azione del Sindacato e di compromettere i risultati del Tavolo a livello nazionale”.
La Redazione

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Emergenza Covid-19, Sna ed Ebisep al lavoro per far giungere alle agenzie nuovi kit con tamponi rapidi e mascherine FFP2

MILANO - La diffusione delle varianti del Covid-19 non sembra dare tregua. E' di queste ore la missiva a firma del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi a tutta la categoria agenziale con la quale si sottolinea come "nonostante le procedure di sicurezza adottate e le norme obbligatorie vigenti, anche nelle agenzie si stiano diffondendo le conseguenze in termini di decessi e di assenze dal posto di lavoro. L'Esecutivo Nazionale - si legge ancora - ha quindi deciso, prima delle festività natalizie, di provvedere all'invio (a tutte le agenzie iscritte al Sindacato) di un congruo quantitativo di presidi di protezione per i titolari ed il personale dipendente (flaconi di igienizzante alcoolico; flaconi di antisettico spray per la disinfezione di superfici e attrezzature; mascherine chirurgiche). A seguito dei ritardi connessi alla disponibilità delle materie prime ed all'operatività dei corrieri, la consegna dei presidi è slittata di alcune settimane e sarà effettuata nei prossimi giorni".
Un ulteriore kit di presidi di protezione verranno inoltre forniti dall'Ente bilaterale del settore Ebisep (tamponi rapidi per l'autodiagnosi; mascherine FFP2, ndr).
"Sono certo - conclude Demozzi - che da parte tua e dei tuoi collaboratori, queste nuove iniziative di Sna e di Ebisep saranno particolarmente apprezzate".
Luigi Giorgetti

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Via libera al "Preventivatore Ivass", il Sindacato sottolinea tutte le criticità di una norma non adeguata ai tempi. Demozzi (Sna): La disposizione va modificata o abrogata

MILANO - L'esigenza di una maggiore tutela dei consumatori all'atto della sottoscrizione di una polizza Rcauto è tornata sul tavolo dell'Istituto di vigilanza e del Ministero dello sviluppo economico. In particolare, l'attenzione è stata puntata sulle procedure attuative dell'art. 132 bis, comma 3, del Codice delle Assicurazioni Private. Il cosiddetto "Preventivatore Ivass" dovrebbe in teoria mettere il cliente nelle condizioni di verificare i migliori prodotti assicurativi Rcauto del mercato e scegliere la compagnia più adatta alle proprie esigenze. In capo agli intermediari l'obbligo di “informare il consumatore in modo corretto, trasparente ed esaustivo sui premi offerti da tutte le imprese di assicurazione di cui sono mandatari".
Il Sindacato nazionale agenti ha inviato in queste ore una missiva ufficiale, a firma del proprio Presidente nazionale Claudio Demozzi, sia all'Istituto di vigilanza, sia al Mi.SE. con tutta una serie di rilievi di non poco conto."Durante il recente incontro del 13 gennaio 2022, - scrive Demozzi - l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) ha illustrato sinteticamente le principali caratteristiche del Regolamento attuativo dell’Art. 132/bis del D.lgs. 209/2005, che intende emanare nelle prossime settimane. Si tratta nello specifico delle nuove procedure attuative di quanto previsto dall’ art. 132 bis, comma 3, del Codice delle Assicurazioni Private".
"Come evidente, - prosegue il Presidente nazionale Sna - si tratta di una disposizione che trae origine dall’art. 22 del D.L. 18/10/2012 cioè da una norma risalente a quasi dieci anni fa, epoca in cui ai consumatori non era possibile accedere ad efficaci sistemi di preventivazione disponibili sul sito internet di ogni singola Impresa assicurativa, come invece accade oggi per specifica disposizione normativa. Da questo punto di vista, il precetto appare superato dai tempi e svuotato di contenuto alla luce dello sviluppo tecnologico e normativo intervenuti in questi ultimi dieci anni. La formulazione del testo dell’art. 132/bis, inoltre, determina alcune rilevanti criticità, che approfonditamente valutate, conducono a ritenere che la norma, nel suo complesso, non si riveli adeguata al perseguimento delle finalità in precedenza indicate e rischi anzi di costituire un ulteriore elemento di confusione per il consumatore, oltre che un ennesimo aggravio alle attività degli intermediari assicurativi".
Lo strumento del “Preventivatore” viene pertanto giudicato da Sna, almeno così come presentato, "un gravoso, quanto inutile ai fini di una maggiore tutela del consumatore, ulteriore onere burocratico a carico delle micro imprese agenziali. Così attuata, la disposizione dell’Art. 132/bis del D.lgs. n. 209/2005 appesantisce (di nuovi oneri burocratici) e comprime l’attività consulenziale degli agenti, ridimensionandone il ruolo professionale. L’obbligo di utilizzo, da parte degli intermediari, di meccanismi predeterminati di vendita, superati tra l’altro dal praticato quotidiano e dalla tecnologia disponibile sul mercato, costituisce un ostacolo alla libera concorrenza".
Va detto, inoltre, che l’obbligo di consultazione del “Preventivatore Ivass”, durante ogni singola trattativa Rcauto, sarebbe posto esclusivamente a carico degli agenti e dei loro collaboratori, mentre ne sarebbero esentati i broker ed altri distributori, comprese le imprese di assicurazioni quando operano direttamente nei confronti della clientela. "Questa discriminazione tra soggetti - denuncia Demozzi - viola evidentemente (o rischia di violare) il principio di parità di trattamento ed impone sugli agenti un nuovo, eccessivo, carico burocratico dal quale vengono esentate le altre figure professionali concorrenti nel medesimo mercato".
Fra gli altri rilievi mossi da Sna ne evidenziamo uno strettamente giuridico: "l comma quarto dell’art. 132/bis, che consente all’utente di invocare la nullità del contratto per violazione dei criteri di preventivazione, costituirà certamente materia per nuovi contenziosi giudiziari, arrivando a porre dubbi sull’efficacia della garanzia assicurativa obbligatoria Rcauto e non pochi problemi di natura applicativa".
Il Sindacato, dunque, chiede una modifica sostanziale del passaggio normativo in questione "in quanto non idoneo a fornire agli utenti alcuno strumento efficacie per un miglior soddisfacimento delle loro esigenze assicurative. Dal punto di vista degli agenti di assicurazione, il citato articolo costituisce un ulteriore ed inutile aggravio burocratico, nonché una nuova complicazione nell’esercizio dell’attività distributiva, già sufficientemente complessa e costellata di oneri ed adempimenti obbligatori".
Luigi Giorgetti

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Dipendenti delle compagnie di assicurazione, i sindacati di categoria chiedono aumenti salariali. Demozzi (Sna): Le imprese pensino prima agli agenti

MILANO - Le sigle sindacali Fisac-Cgil, First Cisl e Uilca, stando a quanto riportato dalla stampa economica nazionale, avrebbero chiesto all’Associazione delle imprese assicuratrici (Ania) il rinnovo del CCNL del settore, riservato ai lavoratori dipendenti delle compagnie, pretendendo un aumento stipendiale di 210 euro per il livello medio di riferimento ossia il quarto della settimana classe. Si tratta di un incremento del trattamento economico di circa il 10% rispetto alle tabelle stipendiali vigenti.
Il CCNL dei dipendenti delle compagnie di assicurazioni riguarda, secondo i dati Cnel, 57.691 lavoratori. Tanti sono, infatti, i lavoratori subordinati occupati presso le Imprese assicurative. Si tratta  come noto di una categoria ben diversa e distinta dai lavoratori dipendenti agenziali, cioè di quelli occupati presso la rete delle agenzie assicurative. Questi ultimi beneficiano del Ccnl Sna/Confsal che è quello di riferimento del mondo assicurativo agenziale e che riguarda circa trentamila lavoratori.
Di quest’ultimo (il Ccnl Sna/Confsal per i dipendenti delle agenzie in gestione libera, ndr) non si occupano le sigle sindacali Fisac-Cgil, First Cisl e Uilca che chiedono, per i dipendenti delle compagnie, anche l’aumento per tutte le voci economiche di natura indennitaria previste dal contratto e per i buoni pasto.
“Se l’Ania pensa di accogliere anche solo parzialmente queste richieste, che considero comunque legittime, - ha commentato il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi interpellato al riguardo - significherà che ci sono i margini per accogliere anche le richieste economiche di noi agenti e finalmente migliorare sia le tabelle provvigionali sia le indennità dell’Accordo Nazionale. A quanto parrebbe, - prosegue Demozzi - queste sigle sindacali hanno chiesto all’Ania anche l’estensione del Ccnl Ania alla filiera distributiva, cioè alle agenzie, immaginando che le compagnie possano imporre a noi agenti quale contratto collettivo applicare ai nostri dipendenti. Questo dimostra, ancora una volta, che abbiamo a che fare con sindacalisti che non conoscono la vita nelle agenzie, non conoscono la nostra realtà imprenditoriale e non rispettano la nostra libertà professionale. E’ un fatto gravissimo - conclude Demozzi - e teniamo a chiarire che non accetteremo alcuna imposizione da nessuno, né dall’Ania né dalle singole imprese, sulle scelte gestionali che riguardano il nostro personale agenziale".
Come era facilmente prevedibile, Anapa ad oggi non risulta aver preso posizione contro questo pericoloso tentativo di ingerenza, ma ci auguriamo di essere presto smentiti, nell’interesse della categoria agenziale.
La Redazione

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Accesso con Green Pass nelle agenzie di assicurazione, lo Sna chiede chiarimenti e rassicurazioni a Ministero dello Sviluppo Economico e Dicastero della Salute

MILANO - In ordine alla spinosa questione degli accessi nelle agenzie di assicurazione da parte della clientela in questo frangente caratterizzato dalla recrudescenza del Covid, il Sindacato nazionale agenti ha trasmesso - a firma del Presidente nazionale Claudio Demozzi -  una missiva al Dicastero dello sviluppo economico e a quello della Salute.
"Il Sindacato nazionale agenti, la storica e più rappresentativa Associazione sindacale degli agenti di assicurazione professionisti con diecimila iscritti (le agenzie assicurative in Italia sono circa 13 mila) - si legge nella lettera - nell’interesse dei propri associati (ai quali fanno riferimento quasi 40 mila lavoratori dipendenti e circa 200 mila collaboratori autonomi), evidenzia che l’art. 3, comma 1 del Dl. n 1 del 7.1.2022 (nella parte in cui ha integrato l’art. 9 bis del Dl. 22.4.2021 n. 52 convertito nella Legge 17 giugno 2021 n.87), che prevede l’obbligo di Green Pass base per l’accesso ai servizi postali, bancari e finanziari e attività commerciali, fatti salvi quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona, non contiene alcun riferimento alle attività assicurative.
Pertanto, le agenzie di assicurazione, che certamente svolgono un servizio sociale  essenziale, almeno per tutto quanto attinente all’assicurazione della responsabilità civile auto (Rcauto) obbligatoria per legge (ivi incluse le attività relative alla raccolta delle denunce di sinistro e della connessa documentazione), sembrerebbero escluse dal predetto provvedimento e ciò consentirebbe la prosecuzione delle normali attività svolte nelle agenzie, ovviamente con il doveroso rispetto dei presidi sanitari e del distanziamento sociale, senza necessità di verifica del Green Pass base degli utenti che accedono ai locali agenziali.
Tuttavia - prosegue Demozzi - lo scrivente Sindacato ritiene opportuno chiedere sul punto agli Enti in indirizzo (Mi.S.E. e Ministero della Salute) una espressa rassicurazione sul punto, con il relativo chiarimento di carattere applicativo circa la predetta disposizione dell’art. 3 del D L n1 del 7.1.2022, al fine di fornire ai propri associati la più corretta informazione in ordine ai comportamenti da tenere. Nell’attesa di ricevere l’auspicato sollecito riscontro, abbiamo informato la categoria agenziale di quanto sopra esposto e nel caso di assenza di specifico chiarimento in ordine alla necessità di green-pass per l’accesso, da parte dell’utenza, ai locali delle agenzie assicurative, rimarremo fermi nella suddetta interpretazione applicativa (esclusione dell’obbligo di verifica)".
Il Sindacato conclude la missiva "rimanendo a disposizione per ogni approfondimento e per un eventuale interlocuzione sull’argomento".
Luigi Giorgetti

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Obbligo vaccinale e verifica del Green Pass presso gli uffici agenziali, intervento esplicativo del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi

MILANO - Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi ha inviato in queste ore una comunicazione urgente agli iscritti e alla categoria tutta avente ad oggetto l'obbligo vaccinale e la verifica del cosiddetto Green Pass presso gli uffici agenziali. "Come sapete - scrive Demozzi - il recente Decreto Legge n. 1 del 7.1.2022 ha istituto l’obbligo vaccinale per tutti i soggetti che abbiano compiuto 50 anni di età a decorrere dall’entrata in vigore del decreto legge stesso e fino al 15.6.2022.
A decorrere dal 15.2.2022 i soggetti ultracinquantenni che non siano in possesso di Green Pass Covid-19, rilasciato a seguito di vaccinazione o di guarigione, non possono accedere ai luoghi di lavoro ed i datori di lavoro privati sono tenuti a verificare il rispetto di tale prescrizione. Pertanto, i dipendenti ultracinquantenni delle agenzie assicurative (e, a fortiori, gli Agenti stessi) non possono svolgere attività lavorativa se non a distanza, né possono avere accesso alle Agenzie, se non sono in possesso di Green Pass rafforzato (da avvenuta vaccinazione o da guarigione).
Qualora i dipendenti ultracinquantenni - prosegue il Presidente nazionale Sna - comunichino di non essere in possesso del Green Pass rafforzato (vaccinale e/o da guarigione), sono da considerare assenti ingiustificati, senza conseguenze disciplinari, con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro finché non presentino la predetta certificazione (green pass); nessuna retribuzione dovrà essere loro erogata per il conseguente periodo di assenza dal lavoro.
Per quanto attiene all’accesso dei clienti alle agenzie, occorre rilevare che sono soggetti all’obbligo di Green Pass base (e cioè quello ottenibile anche semplicemente con un tampone molecolare o rapido negativo), i clienti di servizi commerciali, finanziari, di negozi e centri commerciali, di uffici pubblici. La normativa non parla espressamente dell’attività assicurativa; pertanto Sna ha provveduto a richiedere ai competenti enti, chiarimenti applicativi in materia. Considerata la natura di servizio essenziale rivestita dalle Agenzie di assicurazione, con particolare riferimento alla Rcauto obbligatoria, sembrerebbe ragionevole ritenere che le attività assicurative possano proseguire, presso le agenzie, anche dopo il 1.2.2022, consentendo l’accesso dei clienti senza necessità di verifica del Green Pass (base). Allo stato quindi, la normativa vigente sembra non impedire l’accesso presso le agenzie ai soggetti che non siano in possesso del Green Pass (fermo naturalmente l’obbligo dei noti presidi igienico sanitari".
Il Sindacato, intanto, è al lavoro per acquisire maggiori informazioni. "Nel caso in cui dovessero intervenire nuove disposizioni o chiarimenti da parte delle Autorità competenti - conclude Demozzi - informeremo la categoria prontamente".
Luigi Giorgetti

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Riunito il Comitato di Redazione degli organi di informazione del Sindacato. Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi plaude alla professionalità dimostrata negli anni dal team

MILANO - Si è riunito oggi (11 gennaio, ndr) il Comitato di Redazione degli organi di informazione del Sindacato nazionale agenti, composto da Roberto Bianchi, Luigi Giorgetti, Roberto Pisano, Giacomo Anedda, Tiziano Salerno, Franco Domenico Staglianò, Alessandro Ceccarelli, Andrea Pieri, Mauro Mura, Alessandro Mich e Marianna Pantano. Dopo la relazione del coordinatore Roberto Bianchi (che è anche direttore responsabile de L’Agente di assicurazione e di Snachannel), è intervenuto il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi che ha speso parole di apprezzamento per il lavoro svolto dai colleghi impegnati in questo ambito sindacale e per l’ottima regia svolta da Roberto Bianchi e da Luigi Giorgetti.
"Il crescente numero dei lettori - ha sottolineato Demozzi - ripaga ampiamente gli investimenti effettuati nella comunicazione e stampa Sna e certifica ulteriormente la qualità delle risorse impiegate. Dobbiamo continuare a lavorare come fatto fino ad oggi, con la massima democrazia, trasparenza e linearità nella comunicazione; i risultati ci ripagano dell’impegno e degli investimenti operati e ci spronano, ci incoraggiano a proseguire lungo la strada tracciata. L’apprezzamento da parte dei colleghi iscritti e non solo, è certificato dal numero dei lettori, da milioni di visualizzazioni. Il gruppo di lavoro - ha proseguito il Presidente nazionale Sna - ha dimostrato grande professionalità, il Sindacato deve andarne orgoglioso”.
I membri del Comitato di Redazione sono più volte intervenuto nel dibattito, nel confronto sui principali temi oggetto di attenzione, di interesse per la categoria agenziale. I lavoro sono proseguiti per l’intera mattinata.
La Redazione

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