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NOTIZIARIO SNA

NOTIZIARIO SNA

Sna replica all'Ispettorato Nazionale del Lavoro, dura nota a firma del prof. avv. Pietro Ichino e dell'avv. Andrea Fortunat

MILANO - Con una lunga e dettagliata lettera a firma di uno dei massimi esperti nazionali in materia di contrattazione del lavoro, il prof. avv. Pietro Ichino e dell'avv. Andrea Fortunat, Sna replica alla recente nota dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro per ribadire la piena legittimità del CCNL SNA/CONFSAL rinnovato qualche mese fa, contratto leader del settore agenziale assicurativo. La lettera mette chiaramente in luce come Sna sia di gran lunga la sigla datoriale comparativamente maggiormente rappresentativa del settore agenziale, sigla alla quale come noto aderisce più del 90% degli agenti iscritti ad una rappresentanza in Italia.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi ritiene che "sia ormai evidente come l'esistenza di un'associazione, Anapa, assolutamente minoritaria e ben poco rappresentativa del settore agenziale, che ha ceduto a Fisac-Cgil, First-Cisl e Uilca-Uil firmando un contratto nazionale di lavoro più costoso per gli agenti, costituisca un elemento distorsivo nel nostro ambito operativo ed un danno per alcune decine di agenti che si trovano a dover affrontare contenziosi con l'Inps per il differenziale contributivo calcolato rispetto ai trattamenti retributivi del contratto Anapa, applicato da una risicata minoranza della categoria".
Demozzi continua dicendosi deluso "per l'operato di un sodalizio, Anapa appunto, che invece di concentrarsi sui grandi temi che mettono in pericolo la sopravvivenza delle agenzie italiane, come la IDD, la privacy e la vicenda Poste Italiane, investe energie nel tentativo di indebolire il Fondo Pensione Agenti professionisti e per elevare il costo del lavoro nelle agenzie, mettendo in pericolo migliaia di posti di lavoro ed attentando all'equilibrio di bilancio dei colleghi".
La Redazione

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Caso Poste Italiane / polizze Rcauto, primo sostegno a Sna. Interrogazione parlamentare a firma dell'on. Tommaso Foti (FdI)

MILANO - E' di queste ore la notizia dell'interrogazione parlamentare dell'on. Tommaso Foti (FdI) sul caso Poste Italiane. La vicenda prende dunque la strada istituzionale. L'interrogazione presenta le medesime perplessità e criticità espresse dal Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, nella lettera ufficiale del Sindacato al Sottosegretario di Stato al M.E.F. on. Massimo Bitonci e all'Ania. Il progetto del colosso Poste Italiane di collocare attraverso i propri sportelli le polizze del ramo danni ed in particolare quelle Rcauto comincia a trovare degli ostacoli.
L'on. Foti scrive al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti: "Premesso che :
1) Poste Italiane S.p.a., controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, giuste le notizie di stampa, è sempre più orientata a rivolgere la propria attività ai servizi assicurativi e finanziari, offerti sul mercato con modalità di azienda privata e potenzialmente in grado di destabilizzare le aziende, per lo più piccole e medie, che operano nel settore della distribuzione assicurativa e di prodotti finanziari in Italia;
2) per sopperire ai preoccupanti dati di bilancio oltre che all'inefficienza del servizio in allora reso, con il decreto legge n. 487 dell' 1 dicembre 1993, convertito nella legge 29 gennaio 1994, n. 71, Poste italiane venne trasformata da azienda autonoma a ente pubblico economico, prevedendo un ulteriore passaggio a S.p.A. entro il 1996 (attuato poi il 28 febbraio 1998);
3) la direttiva adottata il 30 gennaio 1997 dal Presidente del Consiglio dei Ministri (la cosiddetta "direttiva Prodi") sui servizi postali assegnava a Poste Italiane il compito di migliorare la qualità del servizio raggiungendo, tramite una nuova offerta di servizi, il pareggio dei costi di gestione della rete postale;
4) da marzo 2017 Bianca Maria Farina è il presidente, mentre Matteo Del Fante è l'amministratore delegato di Poste italiane S.p.A. ‎ Nel 2017 il Gruppo Poste Italiane fattura ricavi per € 20,2 Miliardi da “premi assicurativi” (+2,2% sul 2016), per € 8,1 Miliardi da “corrispondenza, pacchi e distribuzione”, per € 5,9 Miliardi da “finanziario”.  Stando ai dati di bilancio, il comparto “corrispondenza, pacchi e distribuzione” chiude l’anno 2017 con una perdita netta di oltre cinquecento milioni di euro (!) e solo grazie al contributo dei comparti assicurativo e finanziario il bilancio, complessivamente, chiude positivamente; 
5) il progetto di ulteriore specializzazione, nel settore assicurativo, che Poste intende perseguire risulta chiaro se si considera la gara indetta al fine di identificare un’impresa assicurativa con la quale stipulare un accordo distributivo di polizze R.C.Auto. L’accordo distributivo permetterebbe, quindi, a Poste Italiane di offrire polizze R.C.Auto (settore nel quale le 12.000 Agenzie assicurative indipendenti italiane detengono una quota di mercato di oltre l’80%) ricorrendo ai 13.000 sportelli postali distribuiti sul territorio nazionale;
6) detto nuovo approccio al mercato assicurativo nazionale del Gruppo Poste Italiane, rischia di compromettere irrimediabilmente la tenuta dell’assetto distributivo delle maggiori Compagnie assicurative che operano in Italia attraverso reti agenziali, nonché di ridimensionare pericolosamente la quota di mercato degli agenti assicurativi professionisti in gestione libera, minando il loro già tenue equilibrio economico. A tacere del fatto che lo sfruttamento degli sportelli distributivi postali, la loro capillarità e presenza, destabilizza e sfrutta il fine pubblico delle Poste, per uno sviluppo imprenditoriale privato che può rivelarsi contrario agli interessi dei consumatori finali".
Tutto ciò premesso,  prosegue l'interrogazione dell'on. Tommaso Foti, "al di là dell'irrituale posizione (non si configura forse un conflitto di interessi?) della attuale Presidente di Poste Italiane S.P.A.., Bianca Maria Farina, che riveste anche la carica di Presidente dell’A.N.I.A. (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici), si chiede se il Ministro interrogato intenda partecipare a Poste Italiane S.p.a., non solo l'opportunità di attenersi agli scopi originari per i quali venne costituita, ma anche e soprattutto di valutare l’opportunità di sospendere la gara indetta per l’identificazione dell’impresa assicuratrice partner con la quale sottoscrivere il citato accordo distributivo di polizze rami danni (compresa la R.C.Auto)".
Luigi Giorgetti

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Poste Italiane alla ricerca del partner nel segmento Rcauto, lo Sna scrive al Governo e chiede di sospendere subito la gara

MILANO - E' un'offensiva senza precedenti quella messi in campo dallo Sna contro il progetto di Poste Italiane di allargare il novero delle polizze collocate sul mercato anche a quelle del ramo Danni ed in particolare alle Rcauto. Con una lettera inviata al Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Economia e delle Finanze, on. Massimo Bitonci, il Presidente nazionale Claudio Demozzi sollecita misure drastiche ed immediate. "Le Poste - scrive Demozzi al Governo (e all'Ania, ndr) - intende perseguire con la gara indetta al fine di identificare un’Impresa assicurativa con la quale stipulare un accordo distributivo di polizze Rcauto. L’accordo distributivo permetterebbe a Poste di offrire polizze Rcauto (settore nel quale le 12.000 Agenzie assicurative indipendenti italiane detengono una quota di mercato di oltre l’80%) attraverso 13.000 sportelli postali distribuiti sul territorio nazionale. Presso di essi, operano i lavoratori dipendenti postali che, fino a ieri, si sono occupati di corrispondenza e pacchi e che da domani competerebbero con gli Agenti assicurativi tradizionali, piccoli imprenditori dal cui destino dipende anche il futuro occupazionale di trentamila lavoratori dipendenti agenziali e di quasi duecentomila collaboratori autonomi (subagenti)".
"Questo nuovo approccio al mercato assicurativo nazionale del Gruppo Poste Italiane, che non ha precedenti, - prosegue il Presidente nazionale Sna - è potenzialmente in grado di compromettere irrimediabilmente la tenuta dell’assetto distributivo delle maggiori Compagnie assicurative che operano in Italia attraverso reti agenziali, nonché di ridimensionare pericolosamente la quota di mercato degli Agenti assicurativi professionisti in gestione libera, minando il loro già tenue equilibrio economico. L'iniziativa di Poste Italiane si inserisce in un progetto anticoncorrenziale per il mercato assicurativo italiano e per gli imprenditori autonomi. Lo sfruttamento degli sportelli distributivi postali, la loro capillarità e presenza, destabilizza e sfrutta il fine pubblico delle Poste, per uno sviluppo imprenditoriale privato che può rivelarsi contrario agli interessi dei consumatori finali".
L'invito è quello di sospendere immediatamente, prima che sia troppo tardi, la gara indetta da Poste Italiane, per l’identificazione dell’Impresa assicuratrice partner con la quale sottoscrivere l'accordo distributivo di polizze rami Danni (compresa la Rcauto, ndr). Ed al contempo avviare un tavolo di confronto. A tale scopo lo Sna ha chiesto ufficialmente un incontro urgente con il Sottosegretario Bitonci presso il Dicastero dell'Economia. 
Luigi Giorgetti

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Conto corrente separato agenziale e partite non assicurative, dura lettera all'Ania da parte di Sna e dei Gaa aderenti al Sindacato nazionale agenti

MILANO - Dura presa di posizione del Sindacato nazionale agenti in ordine alle questioni relative al "conto corrente separato agenziale" e alle "partite non assicurative". Temi scottanti sui quali - in assenza di una univoca interpretazione normativa - molte mandanti come noto adottano comportamenti diversi nei confronti degli agenti. Con una comunicazione ufficiale, il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, e il Presidente dei Gruppi agenti aderenti al Sindacato, Dario Piana, scrivono pertanto all'Ania nella persona della dirigente Stella Aiello (in allegato alla news, ndr).
"Dopo anni di contrapposizioni e di contenziosi, - scrivono i due esponenti sindacali - generati dalla diversa interpretazione di alcune norme fondamentali del Codice delle Assicurazioni, quali ad esempio la corretta intestazione del conto corrente separato agenziale, l’intestazione dei titoli di pagamento all’agenzia dei premi assicurativi, l’addebito di 'partite non assicurative' da parte dell’Impresa sul foglio cassa e dunque sul conto corrente separato agenziale, ritenevamo di aver finalmente raggiunto un punto di equilibrio grazie alla pubblicazione della lettera al mercato dell’Ivass del 6.11.2017, che ha confermato le interpretazioni più volte espresse dal Sindacato Nazionale Agenti sugli specifici punti.
Pur avendovi prontamente interessati e pur avendo intrattenuto direttamente, attraverso i Gruppi Aziendali Agenti, gran parte delle Imprese vostre associate, ci risulta che ad oggi ben poche compagnie si siano attenute alle indicazioni dell’Ivass e, cosa ancora più grave, molte di esse non abbiano aperto alcun serio confronto con gli Agenti sulle modalità di pagamento delle P.N.A. (Partite Non Assicurative, o Partite Diverse), alternative all’addebito sul conto corrente separato agenziale.
Il Sindacato Nazionale Agenti, realtà associativa alla quale aderisce oltre il 90% degli Agenti italiani iscritti ad una Rappresentanza sindacale, con parere unanime del Comitato dei Presidenti dei Gruppi Aziendali Agenti (Organo statutario del Sindacato Nazionale Agenti, al quale aderisce la quasi totalità dei G.A.A. esistenti nel nostro Paese), ribadisce nuovamente l’intenzione di opporre con la necessaria energia a tutte le Compagnie l’indisponibilità ad accettare che siano reiterati comportamenti coercitivi - nei confronti degli Agenti - che inducano questi ultimi a palesi vìolazioni delle disposizioni normative vigenti e che ostacolino la corretta gestione delle Agenzie. Rinviando alla lettura della comunicazione allegata, prot. n.0200696/17 del 6/11/17 del Servizio Vigilanza Intermediari dell’Ivass, riteniamo utile evidenziarne alcuni passaggi:
♦ viene chiarito come il conto corrente separato agenziale possa essere intestato semplicemente all’Agente/Agenzia con espresso richiamo all’art. 117 del D.Lgs. n. 209 del 7/9/2005 (Codice delle Assicurazioni), come ad esempio: “MARIO ROSSI SRL AGENZIA DI ASSICURAZIONE C/C EX ART. 117 C.A.P.”;
♦ viene confermata l’irregolarità di addebiti sul conto corrente separato agenziale che riguardino partite non assicurative, come rate di rivalsa, canoni di affitto dei locali, cassa di previdenza, quota di iscrizione al Gruppo Aziendale Agenti (queste spese gestionali vanno pagate con i fondi propri dell’Agente/Agenzia, cioè dal conto corrente gestionale o dal conto personale dell’Agente negli specifici casi ammessi dalla normativa fiscale, MAI dal conto corrente separato neppure indirettamente mediante addebito sul foglio giornale cassa della Compagnia);
♦ è ribadito il diritto dell’Agente/Agenzia di far confluire i premi incassati per conto di più Compagnie sul medesimo conto corrente separato agenziale (intestato all’Agente/Agenzia), con la precisazione che non è possibile imporre all’Agente/Agenzia titolare di una pluralità di Mandati l’apertura di diversi conti correnti separati (l’Ivass richiama il noto provvedimento Antitrust n. 24935);
♦ viene chiarito, speriamo definitivamente, quanto sostenuto da Sna e cioè che in caso di Agente plurimandatario, per determinare l’importo della fidejussione bancaria, il 4% previsto dall’art. 117, comma 3/bis del C.A.P., deve essere calcolato sul monte-premi netto complessivamente incassato dall’Agente/Agenzia risultante al 31/12 dell’anno precedente, indipendentemente dalla quota di portafoglio afferente ai singoli Mandati (l’importo minimo da garantire, di € 15.000, NON si riferisce dunque a ciascun singolo Mandato agenziale).
La pregheremmo - prosegue la nota congiunta di Sna e dei Gruppo agenti aderenti al Sindacato - di voler dare adeguata informativa alle Imprese associate in merito a quanto sopra esposto e di valutare l’opportunità di un incontro urgente, presso la nostra o la Vostra Sede, per un leale e costruttivo confronto al riguardo".
Luigi Giorgetti

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Decreto “ammazza-agenti” modificato secondo le richieste Sna. Demozzi: una vittoria straordinaria per l'intera categoria

MILANO - Il Decreto Legislativo di recepimento della IDD, approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 febbraio scorso, quando il Governo Gentiloni era già sciolto e le forze politiche erano in piena campagna elettorale, è stato sostanzialmente modificato sulla base delle richieste formulate dal Sindacato Nazionale Agenti. Se pubblicato e attuato nella sua versione originale il Decreto AG516, subito rinominato “ammazza-agenti”, avrebbe comportato serie conseguenze per gli agenti di assicurazione e causato la possibile chiusura di migliaia di agenzie. Così non è avvenuto perché lo Sna ha messo in atto la mobilitazione della categoria interessando nel contempo tutti gli organi istituzionali, ha presentato un Esposto alla Procura della Repubblica di Roma e utilizzato ogni strumento che la democrazia metteva a disposizione per tutelare gli interessi degli agenti professionisti italiani.
Dopo il coinvolgimento di numerosi Deputati e Senatori che si erano impegnati a modificare il Decreto, considerato inutilmente punitivo nei confronti degli agenti, il passaggio chiave è stata sicuramente l’audizione parlamentare in occasione della quale il nostro Presidente Nazionale Claudio Demozzi ha sostenuto con estrema efficacia le nostre istanze e consegnato ai Parlamentari delle Commissioni Speciali di Camera e Senato un copioso dossier contenente le richieste di modifica del Decreto emanato dal Governo Gentiloni, prima fra tutte il ripristino del diritto di possedere un conto separato intestato all’agente sul quale far confluire i premi incassati dai clienti e attraverso il quale effettuare la rimessa alle compagnie mandanti. “Sono veramente lieto e soddisfatto di poter affermare - ha detto Claudio Demozzi - che le tesi di Sna sono state accolte al 90% e trovano spazio nel Decreto di recepimento in Italia della Direttiva Europea sulla Distribuzione, la cosiddetta IDD. Ancora una volta penso che abbiamo dimostrato come il Sindacato Nazionale Agenti costituisca la sola bandiera per la quale vale la pena di lottare, perché è l’unico baluardo, l’unica fonte di tranquillità, per garantire il presente e il futuro di tutti noi”.
Numerosi altri cantieri rimangono aperti dopo questa storica vittoria sindacale, ma non c’è dubbio che gli organismi centrali e periferici dello Sna non lasceranno nulla di intentato affinché si concludano favorevolmente per la categoria.
Roberto Bianchi

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Decreto "ammazza-agenti", l'on. Foti pronto ad un'interrogazione parlamentare per chiarire la posizione dell'Ivass sulla vicenda

PARMA - Nel corso del convegno organizzato a Parma dalla locale sezione Provinciale Sna l'on. Tommaso Foti (FdI) ha ricordato gli atti da lui presentati alla Camera dei Deputati a sostegno delle posizioni assunte, con determinazione, dal Sindacato Nazionale Agenti e dal suo presidente Claudio Demozzi contro il noto "decreto ammazza-agenti", il decreto legislativo di recepimento in Italia della IDD (Direttiva europea sulla distribuzione assicurativa) emanato dal Governo Gentiloni l'8 febbraio scorso. L'on Foti ha evidenziato come il divieto per gli agenti ed i subagenti di incassare i premi delle polizze dei loro clienti costituisse un attacco mortale alla categoria degli intermediari assicurativi professionisti e come solo il pronto intervento dello Sna, che lui ha contribuito a rendere ancora più incisivo, abbia potuto limitarne le conseguenze.
Come noto, le Commissioni speciali di Camera e Senato hanno accolto la quasi totalità delle richieste Sna, formalizzate in un documento depositato durante l'audizione che il Sindacato ha tenuto proprio presso le medesime Commissioni, e ciò ad ulteriore riprova della correttezza delle posizioni mantenute dal Sindacato degli agenti. L'on Foti non ha nascosto la propria incredulità per la sollecitudine con la quale l'Ivass (Istituto di Vigilanza sulle assicurazioni) ha emanato i Regolamenti previsti dal Decreto di recepimento della IDD, posti in pubblica consultazione qualche giorno fa. Appare curioso, ha commentato l'on. Foti, che i Regolamenti siano emanati, seppure attraverso la pubblica consultazione, prima di conoscere il testo definitivo del Decreto cui si riferiscono. Su questo ed altri aspetti della vicenda l'on Foti, ha detto, potrebbe presto presentare una propria interrogazione parlamentare.
La Redazione

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Si è riunito a Milano, presso la sede Sna, il Comitato dei Gruppi aziendali agenti. Fra i maggiori, assente solo il Ga.Gi. (Generali)

MILANO - Presso gli storici uffici del Sindacato Sna a Milano si è riunito il Comitato dei Gruppi, rappresentante la quasi totalità degli agenti, presidiato dal Presidente Dario Piana (Allianz) e dal Vice Presidente Salvatore Palma (Cattolica). All’ordine del giorno importanti temi quali il decreto di recepimento della IDD, il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali e il nuovo CCNL Sna.
Unico gruppo agenti, numericamente di rilievo, assente all’importante incontro, il Ga.Gi.,(Gruppo agenti Generali), che appare arroccato sulle proprie posizioni e ormai isolato in Anapa, realtà associativa dalla quale i principali gruppi aziendali hanno preso da tempo le distanze, lasciando a presidio del forte solo un piccolo nucleo dei fedelissimi della prima ora.
La Redazione

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Pagamenti con il POS, il Consiglio di Stato annulla le sanzioni per chi non lo utilizza. Demozzi (Sna): salvaguardata la libertà

MILANO - Arriva finalmente la decisione del Consiglio di Stato che annulla la sanzione di trenta euro prevista per chi rifiuta il pagamento effettuato con moneta elettronica (nella fattispecie con terminale POS). Come noto l'Italia conta 2,5 milioni di terminali installati, ma solamente un decimo dei pagamenti elettronici effettuati in Olanda. Per chi non accetta il pagamento con POS, non sarà più applicabile la sanzione di 30 euro contenuta nella schema di Decreto con cui il Governo Gentiloni cercava di incentivare l'utilizzo della moneta elettronica e dunque tracciabile.
Per il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi "finalmente viene ristabilita l'efficacia dell'art. 693 del Codice penale in base al quale è punibile chi rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato cioè banconote, ovvero denaro contante". I terminali POS, già al centro di polemiche per l'utilizzo che alcune compagnie ne hanno fatto imponendo agli agenti l'adozione di terminali che spostano i fondi direttamente sui conti correnti delle mandanti, subiscono ora un altro colpo, questa volta per mano del Consiglio di Stato. La libertà del cliente di optare per il metodo di pagamento che preferisce, dunque, è salvaguardato.
La Redazione

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Nei primi 4 mesi del 2018 i morti sul lavoro sono cresciuti del 9,2%. Claudio Demozzi (Sna): la Triplice smetta di inseguire i fantasmi !

MILANO - L’Inail ha pubblicato i dati analitici delle denunce di infortunio con esito mortale e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di aprile di quest’anno: nei primi quattro mesi dell’anno corrente, le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale sono state 286 (24 in più rispetto alle 262 dell’analogo periodo del 2017). Si registra purtroppo un incremento pari al +9,2%. L’aumento, a livello nazionale, riguarda i casi avvenuti in itinere, ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il posto di lavoro, che sono aumentati di 28 unità (da 68 a 96), mentre quelli occorsi sui luoghi di lavoro hanno fatto segnare una lievissima diminuzione: da 194 a 190. Nello stesso periodo, il primo quadrimestre del 2018, si è registrato un aumento di 29 casi mortali (da 230 a 259) nella gestione industria e servizi, mentre in agricoltura i decessi denunciati sono stati tre in meno (da 24 a 21) e nel Conto Stato due in meno (da 8 a 6).
Il fenomeno era già stato evidenziato dal Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, nella sua relazione al Congresso di Cervia: “Per concludere l’argomento CCNL, permettetemi di richiamare l’attenzione sul rischio di spreco di risorse pubbliche che Fisac (CGIL), First (Cisl) e Uilca (UIL) sembrano voler mettere in atto, sollecitando l’Ispettorato del Lavoro ad effettuare verifiche ispettive presso le aziende-agenziali: “…Auspicano un’attenta istruttoria nei confronti dei datori  di  lavoro  che  applichino  contratti  collettivi  di lavoro non conformi alle normative vigenti, rammentando che nel settore in oggetto e  sul  territorio  nazionale operano circa 12.000 agenzie di assicurazione, con una forza lavoro complessiva, costituita prevalentemente da personale dipendente femminile, di circa 40,000 unità, e di più di 150.000 addetti  complessivi, a cui in parte viene applicato, come noto, un contratto di lavoro sottoscritto con un’organizzazione sindacale assolutamente non rappresentativa dei lavoratori del comparto - Confsal Fesica Fisals  sindacati delle badanti e dei lavoratori stranieri. Tanto si rappresenta per quanto di competenza degli Enti in indirizzo, reiterando la disponibilità per tutto quanto possa occorrere per un profittevole esito dell’attività ispettiva, con richiesta di conoscere le iniziative che si riterrà di assumere in merito”. (Roma, 6 febbraio 2018 – lettera indirizzata all’Isp.Naz.Lavoro – firmato Le Segreterie Nazionali FIRST/Cisl – FISAC/Cgil – FNA – UilCA).
Al di là della scarsa conoscenza del settore che tali OO.SS. dimostrano, ignorando probabilmente che i circa 200.000 addetti (e non 150.000) iscritti alla sezione E del RUI sono per la quasi totalità Lavoratori autonomi e come tali non soggetti al C.C.N.L., c’è da augurarsi che l’Ispettorato del Lavoro si occupi prioritariamente di problemi ben più seri ed urgenti, come ad esempio la sicurezza sul lavoro. È ora di compiere la piena attuazione del Testo Unico su salute e sicurezza sul lavoro, orfano tutt’oggi di numerosi dei tanti decreti attuativi necessari alla sua piena messa in opera. Sono passati dieci anni e, in questo primo scorcio del 2018, le morti sul lavoro sono drammaticamente aumentate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Così come gli infortuni che, spesso, non fanno notizia come le morti. E non si deve dimenticare che il lavoro può ferire come far ammalare. Qualche settimana fa altri due operai edili hanno perso la vita nell’ultimo di una serie impressionante di incidenti mortali verificatisi negli ultimi mesi, portando il totale delle vittime dall’inizio dell’anno a 153. Contro 133 morti nello stesso periodo del 2017.
Sono certo che quando i massimi esponenti del Ministero del Lavoro parlano di “cose concrete da mettere in atto”, si riferiscano a questi temi, non certo ad inseguire qualche agente per contestare un differenziale contributivo, tra il nostro CCNL e quello che vorrebbe la FISAC (Cgil), di qualche decina di euro al mese!”.
La Redazione

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Domanda di polizze (non Rcauto) in Italia quasi inesistente. Demozzi (Sna): gli agenti sono indispensabili. I dati di Bankitalia

MILANO - La Banca d’Italia ha recentemente pubblicato le informazioni ottenute grazie alla rilevazione 2016 dell’Indagine sui bilanci delle famiglie italiane. Una sezione del questionario è stata dedicata alle coperture assicurative in possesso delle famiglie. Tra le domande sottoposte agli italiani ve ne è stata una relativa alle coperture danni non auto, suddivise tra coperture mezzi di trasporto (CVT), protezione degli immobili e della persona. Stando ai dati esposti dalla Banca d’Italia, nel 2016 la percentuale delle famiglie in possesso di almeno una polizza danni diversa dalla r.c. auto era pari a circa il 16% , percentuale in ulteriore diminuzione rispetto al 20% del 2014 ed al  22% del 2012.
Con riferimento alle tipologie di copertura, la diffusione di polizze sulla persona, per gli immobili e per i mezzi di trasporto era pari, rispettivamente, al 3,8%, 13,2% e 7,1% (5,3%, 17,1%, 11,2% nel 2014). Tra famiglie assicurate, la polizza che compare con maggiore frequenza è quella a protezione della casa (84,8%). Le coperture sui mezzi di trasporto sono invece acquistate dal 46% (55,5% nel 2014) delle famiglie assicurate seguite dalle polizze sulla persona (24,6%, 26,1%).
“Appare evidente – commenta il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi - quanto il nostro sia ancora un mercato di offerta, nel quale cioè il consumatore medio non risulta interessato all’acquisto se non opportunamente sollecitato dall’Iitermediario; in questo senso, la speranza di alcune grandi Compagnie di intercettare via web o per telefono l’ipotetica domanda di polizze degli italiani, saltando la distribuzione professionale di agenti e broker, si scontra con l’insussistenza di tale domanda dimostrata anche dai numeri forniti dalla Banca d’Italia”. Per il presidente Demozzi “tutto ciò conferma ulteriormente l’indispensabile, insostituibile apporto degli Agenti nella distribuzione delle polizze rami danni, in Italia, che altrimenti si ridurrebbe a numeri scarsamente significativi”.
La Redazione

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