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NOTIZIARIO SNA

NOTIZIARIO SNA

Rc Intermediari, obbligo di comunicazione all’Ivass: Sna scrive all’Istituto di vigilanza: “L'adempimento sia a carico delle Compagnie che emettono la polizza”

MILANO - Nel pomeriggio di ieri (5 febbraio ndr), giorno in cui scadeva il termine definito dall’Ivass per la comunicazione di rinnovo della polizza di responsabilità civile da parte degli Intermediari iscritti in sez. A del RUI, il Sindacato Nazionale Agenti di assicurazione ha inviato una nota all’Istituto di Vigilanza con il duplice scopo sia di esprimere forte preoccupazione per le numerose segnalazioni da parte di iscritti che non sono riusciti a completare in tempo la trasmissione dei file esclusivamente a causa d’impedimenti di natura tecnico-informatica sia, soprattutto, per ribadire le proprie perplessità circa il ripristino di un onere, a suo tempo soppresso.
Ha scritto infatti Sna che l’adempimento “da mera formalità rischia di assumere oggi una valenza addirittura maggiore dell’effettiva vigenza della polizza. Paradossalmente, se la polizza venisse rinnovata e la comunicazione non pervenisse in tempo, l’agente verrebbe messo in seria difficoltà da un’annotazione di inoperatività che diventerebbe di fatto ingiustificata. Al contrario, una comunicazione effettuata nei tempi, potrebbe comunque non essere di per sé significativa”.
Il Sindacato Nazionale chiede, dunque, che l’onere a carico degli agenti venga definitivamente abolito e, nel breve termine, sostituito dall’informazione acquisita direttamente dalle Compagnie emittenti tramite tracciato elettronico. “Questa costituirebbe certamente una soluzione più semplice e di minore impatto per il sistema”, dichiara il Presidente nazionale, Claudio Demozzi.
Alessandra Schofield

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Il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, all'apertura della sede a Trento dell'Università Mercatorum: balzo culturale per la categoria

MILANO - Oggi (2 febbraio 2018, ndr) a Trento il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, ha partecipato all’apertura della locale sede di Università Mercatorum, presso l’Università Popolare Trentina (UPT) – Scuola delle professioni per il Terziario presieduta dal sen. Ivo Tarolli.
Dopo il discorso di apertura dello stesso sen. Tarolli, è intervenuto il prof. Raffaele Bonanni (già Segretario generale Cisl) che tra l’altro ha ricordato l’importante convenzione sottoscritta dall’Università telematica con il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione (Sna); da parte sua il Presidente Demozzi ha espresso parole di ringraziamento per i vertici dell’Ateneo, che hanno saputo incontrare le necessità della categoria agenziale contribuendo altresì all’ulteriore elevazione della cultura e della professionalità degli agenti italiani.
La direttrice generale, Patrizia Tanzilli, ha infine chiarito come non si tratti di una realtà accademica paritaria o equipollente, bensì di un’Università in piena regola, istituita con Decreto ministeriale e sottoposta alla normativa delle Università italiane, che permette di frequentare i corsi senza vincoli di spazio e di tempo, beneficiando della piattaforma online sempre disponibile.
La Redazione

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Polizza Responsabilità civile degli agenti di assicurazione, entro il 5 febbraio la scadenza per l'inoltro all'Ivass del Modello Unico

MILANO - Si avvicina la scadenza del termine per la comunicazione all’Ivass del rinnovo della polizza di Responsabilità civile degli agenti. Entro il 5 febbraio la comunicazione dovrà essere inviata tramite posta elettronica, utilizzando esclusivamente il Modello Unico per le comunicazioni dopo averlo scaricato dal sito dell’Ivass. Dopo aver compilato il modello lo si deve firmare digitalmente e inoltrare all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sul sito dell’Istituto di vigilanza è possibile visualizzare inoltre le istruzioni per la firma digitale del documento.
La Redazione

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Lo Sna al Sardinian Job Day. Partecipazione organizzata dal Coordinamento regionale del Sindacato. Risultati positivi

MILANO - Con uno stand allestito a cura del Coordinamento regionale della Sardegna, Sna ha partecipato al Sardinian Job Day, manifestazione organizzata dalla Regione Sardegna per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Giunta alla sua terza edizione, la manifestazione ha visto la partecipazione di oltre 160 aziende ed organizzazioni operanti in settori nei quali esistono concrete possibilità di inserimento per chi è in cerca di occupazione. Nei due giorni dell’evento sono stati effettuati quasi seimila colloqui di selezione programmati con giovani e meno giovani che avevano inserito il proprio curriculum sul portale dedicato, ma anche un incalcolabile numero di contatti informali tra gli operatori presenti e le migliaia di giovani che hanno visitato gli stand della manifestazione. A margine dell'evento si sono tenuti diversi convegni tematici con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, fra i quali il Ministro del lavoro Giuliano Poletti.
Sna ha partecipato al Sardinian Job Day con l’obiettivo di spiegare ai visitatori quali figure professionali è possibile inserire nel settore assicurativo, con particolare riferimento ai subagenti e produttori, figure che , a supporto delle agenzie, saranno chiamate sempre più a svolgere un ruolo di consulenza per l’orientamento dei clienti nella costruzione del proprio asset assicurativo. I numerosi curricula e contatti raccolti per le candidature nel settore della distribuzione ed in quello amministrativo per dipendenti di agenzia saranno distribuiti agli iscritti che ne faranno richiesta attraverso le singole sezioni provinciali competenti per territorio.
“Abbiamo colto l’obiettivo di far conoscere i diversi profili degli intermediari assicurativi e del personale dipendente d’agenzia – ha affermato Tomaso Pala, Coordinatore regionale Sna della Sardegna - talvolta incontrando la sorpresa di un pubblico che ha confermato una conoscenza limitata del nostro settore e delle opportunità di lavoro che può offrire. In questo senso il bilancio di questa prima esperienza è certamente positivo e prevedo di ripeterla anche nella prossima edizione del Sardinian Job Day”.
Roberto Pisano

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Novità in materia di pagamenti Pos o con carte di credito/debito. Demozzi (Sna): i flussi finanziari dei clienti restino priorità di noi agenti

MILANO - Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dal 13 gennaio 2018 sono state recepite altre importanti novità in materia di pagamenti in Europa. Formule che si aggiungono alla riduzione delle commissioni applicate dal sistema bancario per i POS e le carte di debito/credito.
Come anticipato da Snachannel alcuni mesi fa, è infatti entrata in vigore la direttiva europea 2015/2366, meglio conosciuta come Psd2 (Payment services directive 2). La normativa ha tra gli scopi quello di ammodernare i servizi di pagamento a vantaggio sia dei consumatori che delle imprese. Secondo Valdis Dombrovski, Vicepresidente della Commissione responsabile per la Stabilità finanziaria, si tratta di un passo avanti verso un mercato unico digitale nella UE e la direttiva favorirà lo sviluppo di pagamenti online e mobili innovativi, a beneficio dell’economia e della crescita.
Secondo gli osservatori le nuove norme contribuiranno a portare maggiore concorrenza nel settore dei pagamenti elettronici, mettendo in competizione gli operatori bancari tradizionali con i nuovi entranti Fintech o addirittura con le piattaforme Google o Microsoft. Si aprono dunque concrete possibilità per i nuovi soggetti esterni al settore bancario (i cosiddetti Payment Initiation Service Provider, Pisp) di fornire servizi occupando una posizione intermedia tra il pagatore e il suo conto di pagamento online. Maggiore concorrenza, con un’occhio rivolto all’obiettivo di rafforzare i presidi di contrasto alle frodi, garantendo trasparenza più concorrenza a vantaggio dei consumatori.
Le nuove norme vietano tra l’altro le maggiorazioni, ossia l'applicazione di sovracommissioni sui pagamenti effettuati con carta di credito o di debito, aprono il mercato dei pagamenti alle imprese che prestano servizi informativi e dispositivi, dando loro accesso alle informazioni sul conto di pagamento, stabiliscono requisiti di sicurezza rigorosi per i pagamenti elettronici e per la protezione dei dati finanziari del consumatore e rafforzano i diritti dei consumatori sotto vari aspetti, ad esempio attenuandone la responsabilità in caso di pagamento non autorizzato e introducendo un diritto incondizionato di rimborso (senza necessità di particolari giustificazioni) per gli addebiti diretti in euro. In questo contesto per il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, “il tempo ci ha dato ragione una volta in più; non è il caso di accettare l’imposizione di sistemi di pagamento che accreditano direttamente il conto della compagnia mandante se il movente è il risparmio sulle commissioni, visto che, come ampiamente previsto, alle commissioni è stato dato un limite invalicabile dalla normativa europea e la concorrenza dei nuovi operatori nel settore dei pagamenti elettronici dovrebbe favorirne un ulteriore abbassamento. L’intermediazione dei flussi finanziari dei nostri clienti - ha concluso Demozzi - è una delle caratteristiche peculiari e strategiche di noi agenti, che non va scambiata per pochi euro di spese bancarie. POS direzionali, dunque, NO grazie!”.
La Redazione

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Scambio dati secondo un tracciato standard, Demozzi (Sna): come mai quello che vogliono le compagnie non è mai tecnicamente impossibile?

MILANO - Già nel 2012 Sna sosteneva – incontrando dubbi e perplessità da parte dell’Authority di Vigilanza – la possibilità di realizzare piattaforme informatiche per uno scambio dati secondo un tracciato standard. La recente notizia della realizzazione di una piattaforma blockchain per la distribuzione, la condivisione e la sincronizzazione dei dati di rischio per ridurre le tempistiche di quotazione accessibile alle compagnie Generali, UnipolSai e AIG e dai grandi broker Aon e Willis Towers Watson conferma che il Sindacato ci aveva visto giusto. “Quando le compagnie decidono di muoversi, ciò che ci veniva prospettato come tecnicamente impossibile diviene evidentemente possibile”, dichiara il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi.
L’associazione Share, che – in sinergia con Sna – da tempo sta lavorando ad una piattaforma per lo scambio dati tra intermediari e imprese, l’accesso ai web service delle tariffe per il ramo Auto e la riduzione, per i fornitori del settore, delle tariffe di accesso alle banche dati, è al corrente di come il mercato si stia muovendo e quanto velocemente si stia trasformando attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie. “Sono sicuro che il 2018 sarà un anno importante per tutto il comparto assicurativo” dichiara il presidente Share Giuseppe Gulino “Assisteremo ad una vera e propria rivoluzione industriale. E nella rivoluzione si sa che è importante fare una scelta giusta e lungimirante. La gestione dei dati sarà sempre più fondamentale; tuttavia, come si può notare, concetti come condivisione, distribuzione e standardizzazione sono lasciati purtroppo a singole iniziative personali. Share si sta muovendo attivamente perché in un prossimo futuro queste iniziative siano a disposizione di tutto il contesto assicurativo italiano, partendo dalle compagnie, passando per gli intermediari, fino ad arrivare al consumatore finale, per garantirgli la sicurezza, la centralità, e la qualità del servizio che potrà usufruire acquistando finalmente quello di cui davvero ha bisogno “Cercheremo di coinvolgere le software house coinvolte e le compagnie che hanno promosso questa piattaforma. Ricordo che l’adozione del formato SSF – che permette di sviluppare questo tipo di soluzioni – è gratuito ed è ciò che caratterizza le software house associate a Share che coprono, con i loro software gestionali, il fabbisogno di circa l'80 % degli intermediari italiani. Basterebbe che, così come hanno fatto gli aderenti a questa recente iniziativa, diventasse obbligatorio utilizzare uno standard di comunicazione ed una modalità di trasferimento dei dati. Credo infine che il processo sia iniziato già da qualche tempo, e non si possa più arrestare: siamo destinati, volente o nolente, a trasformare il nostro modo di operare. In un processo di disintermediazione, le persone non scompaiono, si trasformano!”.
Il Sindacato nazionale agenti è pienamente consapevole dell’impatto che le nuove tecnologie possono avere su tutto il mercato assicurativo e sta monitorando con estrema attenzione le iniziative di innovazione “Stiamo presidiando attivamente le aree di innovazione che coinvolgono gli intermediari agenziali, affinché i nostri iscritti possano profittare di ogni strumento idoneo a rilanciare il loro ruolo professionale. Più aumenta per il consumatore la facilità di accesso diretto a proposte ed offerte, più aumenta il rischio di acquistare un servizio inadeguato alle sue effettive esigenze. Lo scarso sviluppo delle compagnie dirette dimostra che i clienti stessi ne sono consapevoli e non vogliono rinunciare alla consulenza dei professionisti. La stessa IDD sottolinea l’importanza degli intermediari nella distribuzione dei contratti assicurativi, quale effettiva tutela della sicurezza d’acquisto dei cittadini-consumatori. Ci siamo, quindi, e ci saremo. A garanzia non solo della categoria che Sna rappresenta, ma della trasparenza e del buon funzionamento di tutto il settore”, dichiara il Presidente nazionale, Demozzi.
Alessandra Schofield

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F.lli Pieri vs Zurich, i vertici dello Sna incontrano l'on. Edoardo Fanucci. Demozzi: la vicenda non finirà nel dimenticatoio

MILANO - Giovedì 11 gennaio a Montecatini Terme, nello studio dell'on. Edoardo Fanucci (Pd) si sono riuniti i colleghi Arnaldo, Andrea ed Enrico Pieri, il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, il vicepresidente vicario Elena Dragoni e lo stesso deputato, noto agli agenti italiani anche per aver redatto e presentato in Parlamento una specifica interrogazione sul caso Pieri Assicura contro Zurich.
Sul tavolo gli aggiornamenti sulla vertenza nata dalla grave omissione di Zurich che a distanza di oltre un anno dalle dimissioni, da agente, dei F.lli Pieri non ha ancora quantificato né liquidato le indennità spettanti, dovute in forza dell'Accordo nazionale agenti-imprese vigente. Nelle scorse settimane gli agenti hanno citato in giudizio Zurich, con il patrocinio ed il supporto di Sna. Ma questo non è bastato a far cambiare rotta alla compagnia, che fino ad oggi ha opposto un vero e proprio muro di gomma alle rivendicazioni dei colleghi ed alle pressioni del Sindacato. Per il Presidente Demozzi "nonostante il vertice del GAZ (il Gruppo Aziendale Agenti Zurich di Enrico Ulivieri, oramai ex vicepresidente vicario di Anapa, ndr) abbia declinato l'invito, è nostra intenzione elevare il livello della protesta per il gravissimo comportamento della compagnia che rischia di compromettere ulteriormente il rapporto di fiducia degli agenti nei confronti delle rispettive mandanti, con nuovi atti formali ma anche con un presidio di protesta davanti alla sede di Zurich, a Milano".
Per l'on. Fanucci, che ha risposto all'invito del presidente Sna confermando la sua partecipazione alla manifestazione che sarà organizzata davanti alla sede della compagnia, si deve evitare che la vicenda cada nell'oblio, come avviene per molti casi analoghi. L'esponente politico si è impegnato a proseguire la sua opera di sensibilizzazione delle istituzioni al problema generale del mancato rispetto da parte di imprese di assicurazione dei diritti fondamentali degli agenti e dei consumatori.
La Vicepresidente vicario Elena Dragoni si è detta amareggiata del fatto che nonostante ripetuti solleciti ed un esplicito invito ad affiancare Sna in questa battaglia, da parte del vertice del GAZ non si siano viste azioni evidenti contro la compagnia e si sia declinato l'invito ad organizzare una manifestazione davanti alla sede Zurich di Milano, evento che organizzeremo anche da soli con il supporto e la partecipazione di tutti quegli agenti, anche Zurich, che condividono la necessità di far arrivare in forma diretta e con forza la nostra rabbia fin dentro gli uffici della compagnia.
Il Presidente Demozzi ha concluso precisando che "anche se per Enrico Ulivieri, presidente del GAZ, il comportamento della mandante evidentemente rientra nella normale dialettica con gli agenti, per Sna al contrario cercare di mettere in ginocchio un'intera famiglia non pagando le indennità dovute, violando cioè palesemente l'Accordo nazionale agenti-imprese, costituisce un fatto gravissimo che non può essere accettato e deve essere contrastato con ogni mezzo, anche per evitare che simili azioni possano diffondersi. Siamo al fianco dei colleghi Pieri, così come siamo e saremo al fianco di ogni agente che dovesse trovarsi in analoga terribile situazione".
La Redazione

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POS direzionali Tua Assicurazioni, comunicato dei Gaa a difesa dell'accordo con la compagnia. Demozzi (Sna): un duro attacco al Sindacato

MILANO - Con una nota congiunta dei due Gruppi agenti TUA Assicurazioni (TUA Plurimandatari Riuniti e Agenti Uniti TUA) i due presidenti, Mauro Pecchini e Michele Sonnessa, rassicurano sul fatto che “nella proposta di TUA non vediamo alcun pericolo di disintermediazione”, ma solamente “una possibile diminuzione di costi di transazione per quelle agenzie che decideranno liberamente di aderire e che potrebbe tradursi anche in una diminuzione degli importi da garantire sulla cauzione di mandato”. La lettera, pervenuta alla Redazione di Snachannel sotto forma di comunicato stampa, per il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, “lascia perplessi, visto che in casa Cattolica gli altri Gruppi agenti hanno invece condiviso le preoccupazioni del Sindacato riguardanti la diffusione dei POS direzionali, così come hanno condiviso la richiesta alla Mandante di indirizzare tali POS sui conti correnti agenziali. Io stesso – commenta il presidente Demozzi – ho partecipato ad alcuni Congressi dei Gaa Cattolica e su questo punto ho raccolto la medesima mia preoccupazione, sia da parte dei colleghi agenti che dei presidenti dei Gaa”.
Del resto il tema è già stato oggetto di discussione, confronto in altre realtà del mercato e la preoccupazione diffusa degli agenti è risultata spesso quella che abbiamo rappresentato e cioè che anche tramite questo strumento (il POS direzionale) il tentativo sia quello di infliggere un altro colpo contro la centralità dell’agenzia tradizionale nel rapporto con il cliente. Tant’è che altri Gruppi aziendali agenti hanno chiesto ed ottenuto dalla mandante che i terminali POS fossero indirizzati al conto corrente agenziale, come nel caso di Agit (Groupama).
La lettera dei due Gruppi Agenti TUA termina con un duro attacco al Sindacato: “e allora di cosa stiamo parlando? - scrivono i vertici dei due Gruppi agenti - Semplicemente di un po’ di propaganda: sbandierare un nemico spaventoso per compattare la base e far parlare di sé…”. Per il Presidente Demozzi “questo documento attesta chiaramente quanta strada ci sia ancora da fare per rendere tutti consapevoli e maggiormente informati sui fronti aperti a difesa della categoria agenziale. E’ certamente mortificante apprendere che per due presidenti di Gruppo la battaglia contro i sistemi di pagamento diretto all’impresa sia solo un po’ di propaganda”.
La Redazione



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Adesso anche Tua Assicurazioni (Cattolica) gioca la carta della disintermediazione dei pagamenti. Presa di posizione del Sindacato nazionale agenti

MILANO - La notizia era nell'aria da tempo ed il Sindacato nazionale agenti aveva preavvertito i Gruppi aziendali agenti TUA Assicurazioni dell'intenzione dell'impresa di tentare la carta della disintermediazione dei pagamenti, con l'introduzione degli odiosi POS direzionali impostati per beneficiare direttamente i conti della compagnia, anziché quelli degli agenti/delle agenzie.
i terminali POS vengono offerti gratuitamente solo ad una parte degli Agenti, agli altri viene addirittura chiesto un contributo mensile a titolo di abbonamento e questo, per il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi "appare singolare, visto che gli Agenti dovrebbero addirittura pagare la loro disintermediazione". Sna ribadisce la pericolosità dell'adozione di sistemi di pagamento che escludano l'agenzia dall'intermediazione dei premi degli Assicurati. "Questo è uno degli strumenti di disintermediazione più pericolosi ed i Gaa dovrebbero contrastarli con determinazione", aggiunge Demozzi. "Da agente TUA ho già fatto presente le mie perplessità ai massimi esponenti della compagnia ma devo notare che purtroppo si è deciso di proseguire lungo questa strada; eppure la soluzione sarebbe di semplice realizzazione: impostare i terminali POS sui conti correnti agenziali, come hanno già fatto altre compagnie su pressione del Sindacato e dei rispettivi Gruppi agenti".
La Redazione

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Fata Assicurazioni revoca, ma il CTU del Tribunale di Vercelli dichiara l’infondatezza della giusta causa. Intervento del Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi

MILANO - Dopo la nota negativa riguardante la decisione adottata da ITAS di attivare l’incasso diretto dei premi della clientela, intendiamo chiudere l’anno con una notizia di segno opposto in quanto favorevole al collega della Fata Ass.ni vistosi revocare sei anni fa per giusta causa dalla mandante a seguito di un ammanco di cassa dichiarato insussistente in sede giudiziaria. Il Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale di Vercelli dichiara infatti nella sua Relazione di consulenza tecnica che “… non sono emersi ammanchi o sottrazioni di denaro riferibili a premi incassati dall’agente…” in quanto “… si ritiene di poter ricondurre il debito di cassa, riscontrato al momento dell’ispezione… a storni provvigionali…”, peraltro collegati alla disdettabilità delle polizze poliennali introdotta da Bersani e quindi, secondo l’interpretazione sindacale, non dovuti alla mandante.
Ma veniamo ai fatti: al termine della visita amministrativa effettuata da Fata nei giorni 28-30 settembre 2011, l’ispettore registrava a foglio cassa un consistente addebito riferito a storni provvigionali ex lege Bersani che determinava una sofferenza a carico dell’agenzia e di conseguenza mandava in rosso il conto corrente separato agenziale. A seguito di tale stato di “illiquidità” dell’agente, la compagnia lo revocava per giusta causa, provocando probabilmente un grave danno di immagine e patrimoniale per lucro cessante e per danno emergente derivanti dalla perdita improvvisa del mandato.
È fondamentale riassumere in breve le motivazione che hanno indotto il Ctu a dichiarare “… l’insussistenza di sottrazioni e/o ammanchi sui conti separati riferibili a premi pagati all’agente e, quindi, l’infondatezza della revoca del mandato agenziale per giusta causa operata dalla Compagnia…”. Prima di tutto perché la natura stessa del “… debito di cassa rilevato dalla Compagnia mandante…” ovvero la corrispondente crisi finanziaria dell’agenzia sono “… da ascriversi al riaddebito degli storni provvigionali…” e non già all’omesso o parziale versamento sul conto corrente separato dei premi incassati dall’agente, risultato attivo a suo favore per qualche centinaio di euro al momento della verifica.
Secondariamente, ma non di minore importanza perché la scelta di riportare a foglio cassa gli importi relativi agli storni provvigionali, come prevede il software gestionale della compagnia, è un’operazione espressamente contraria all’art. 117 del Regolamento n. 5 e alle disposizione Ivass in quanto va a impattare sul conto separato e non sul conto gestionale di agenzia. Il Ctu dichiara esplicitamente che il rappresentante in procedimento di Fata sembra “… non aver correttamente recepito…” le indicazioni fornite dell’Istituto di Vigilanza nella lettera al mercato del 6 novembre 2017 in tema di separazione patrimoniale. Il Regolatore prescrive infatti che è escluso l’addebito da parte delle compagnie di partite non assicurative (Pna) sul conto corrente separato dell’agenzia.
“A titolo esemplificativo, ma non esaustivo - chiarisce Ivass - sono da considerarsi partite non assicurative: le rate di rivalsa; il canone di affitto dei locali; le utenze; la cassa di previdenza, la quota di iscrizione al Gruppo aziendale agenti” e i ristorni provvigionali aggiungiamo noi, come afferma da anni lo Sna, stavolta confortato dal Consulente del Tribunale di Vercelli. Ma se l’addebito a foglio cassa effettuato da diverse compagnie costituisce una violazione delle norme di settore, cosa accadrebbe se un’intera rete agenziale concedesse alla propria mandante di prelevare autonomamente il denaro dal conto separato di agenzia? Pensate quanti addebiti impropri, quante compensazioni provvigionali su partite contestate, quante rivalse, quanti storni sarebbero prelevati automaticamente dalla mandante ai singoli agenti, ipse facto passibili di giusta causa per ammanco di cassa, se non in grado di ripianare il debito in tempo reale.
Nell’ipotesi inoltre che i singoli agenti dovessero operare in regime di plurimandato o in collaborazione con altri intermediari iscritti al Rui, il prelievo forzato dal conto corrente separato di agenzia da parte di una compagnia creerebbe inevitabilmente effetti finanziari a catena anche negli altri rapporti, cosicché le revoche per giusta causa potrebbero essere più di uno contemporaneamente.
“Quella del collega di Vercelli – dichiara il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi - è l’ulteriore dimostrazione di come un uso massivo e molte volte scorretto delle Pna, che vengono inserite a foglio cassa dalla compagnia anziché essere regolate a parte (pagate cioè dal conto gestionale dell’agente), possa provocare gravi danni agli Agenti, non sempre consapevoli della pericolosità di simili procedure. Ci sembra persino monotono, - aggiunge Demozzi - ma evidentemente necessario alla luce dei fatti, ribadire che l’agente non dovrebbe mai concedere libero accesso al conto corrente separato di agenzia per l’effettuazione di prelievi da parte delle imprese, pena il rischio di vedersi addebitare importi, a volte non dovuti come nel caso del collega Fata, che potrebbero creare sbilanciamenti finanziari di portata imprevedibile. Tanto più in quanto è stato chiarito una volta per tutte dall’Antitrust che il conto separato può essere unico a libera scelta del titolare e a prescindere dal numero di mandati o di collaborazioni in atto. Soltanto l’agente deve poter decidere cosa versare, quando farlo e a chi, dal momento che scelte diverse metterebbero in discussione la libertà di impresa degli agenti e porrebbero in atto condizioni perverse potenzialmente capaci di minare alla radice l’equilibrio finanziario delle singole agenzie o dell’intera rete agenziale nel caso di firma di un accordo aziendale in tal senso tra impresa e rispettivo Gaa”.
Roberto Bianchi

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