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NOTIZIARIO SNA

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Lo SNA declina l'invito di Anapa. Demozzi: tavolo di lavoro comune solo se si parte dalla piattaforma del Sindacato

MILANO - Il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazioni prende posizione netta nei confronti dell'associazione Anapa che da qualche tempo ha intrapreso iniziative a nome della categoria, pur rappresentando un'esigua minoranza in ambito nazionale. Ma lo SNA chiede di più. Sollecita espressamente Anapa a mantenere una posizione coerente e chiara sui temi delle rivendicazioni nei confronti dell’ANIA.
E’ quanto emerge dalla lettera inviata dal Presidente SNA, Claudio Demozzi, a Vincenzo Cirasola (Anapa), in risposta all’invito ad aderire ad un gruppo di lavoro con l’obiettivo di presentarsi unitariamente al tavolo di confronto con le imprese. La missiva è indirizzata per conoscenza anche ai Presidenti di Unapass, dei Gruppi Aziendali Agenti e di UEA. “Nel foglio bianco che dichiari di voler riempire collegialmente – scrive Demozzi a Cirasola – sembrerebbe già scritto con inchiostro simpatico delle azioni che hai intrapreso in assenza di qualsiasi condivisione”. Il riferimento sembrerebbe alla “difesa d’ufficio” delle Compagnie assunta da Cirasola presso l’Antitrust, quando avrebbe sostenuto che non esiste alcun ostacolo alla diffusione del plurimandato. Altra contestazione mossa dallo SNA riguarda alcune dichiarazioni dell'esponente di Anapa, secondo le quali l’esposto di SNA all’Antitrust sarebbe stato un errore: "un assist alle Compagnie - ha ammonito Demozzi - e un’entrata a gamba tesa a danno del Sindacato". Altro regalo alle Imprese, secondo il Presidente SNA, sono le critiche mosse da Anapa alle innovazioni legislative che consentono la libera collaborazione fra intermediari.
Il Sindacato si chiama fuori da iniziative velleitarie o equivoche, “almeno fino a quando - si legge nella lettera di Claudio Demozzi a Cirasola - non sarà chiara la posizione della tua associazione in ordine alla piattaforma rivendicativa nazionale predisposta da SNA, quale base di lavoro per una possibile sinergia fra tutte le Rappresentanze agenziali”.
In questo contesto anche l'UEA sembra volersi dissociare da una sorta di condivisione de facto. In una nota si afferma come la partecipazione di UEA sarà unicamente come apporto di esperienza per lo studio e la ricerca del mondo assicurativo ed in particolare dei sistemi distributivi, senza entrare nel merito delle dinamiche sindacali.
Luigi Giorgetti

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Rinnovo dell'Accordo Nazionale Agenti. Appello del Presidente, Claudio Demozzi: vogliamo una piattaforma forte (video)

MILANO - Il Sindacato Nazionale Agenti ha predisposto un sondaggio web per coinvolgere la categoria nella creazione della piattaforma di rivendicazioni da predisporre in vista del confronto con l’ANIA. “CONTRIBUISCI A SCRIVERE IL NOSTRO FUTURO” è il titolo del sondaggio, accessibile a tutti gli agenti di assicurazioni italiani, che sono chiamati ad esprimersi sulla priorità rispetto a dieci argomenti prioritari, ma anche a inserire liberamente, nell’apposito spazio a loro disposizione, proposte e suggerimenti.
Un appello alla partecipazione è stato lanciato dal Presidente dello SNA, Claudio Demozzi, appello evidentemente raccolto da tantissimi, tanto che nelle prime ore sono stati superati immediatamente i 500 accessi. Il sondaggio resterà on line per quindici giorni. Partecipare è semplice e richiede solo pochi minuti di collegamento attraverso un link dedicato. "E' arrivato il momento di essere tutti insieme al fianco del Sindacato - ha affermato Demozzi - più decisi e motivati che mai. E' in gioco il futuro dei nostri figli e il presente di noi stessi. Il rinnovo dell'ANA - ha aggiunto il Presidente dello SNA - chiarirà in maniera definitiva chi è davvero sostenitore degli interessi degli agenti di assicurazioni e chi invece preferisce soluzioni equivoche. I numeri della crisi parlano da soli. Non è più il tempo di attendere gli eventi. Il Sindacato più rappresentativo d'Italia conferma la propria linea politica (senza se e senza ma): restare dalla parte degli agenti ed ascoltare la loro voce".
Luigi Giorgetti


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A seguire l'appello del Presidente dello SNA, Claudio Demozzi (video)

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Il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazioni sceglie la coerenza. In tanti aprono invece le porte all'ambiguità

MILANO - Prezzi livellati "volontariamente" dalle Compagnie a fini speculativi, più tasse incassate dallo Stato e gravi inefficienze della rete distributiva che, conseguentemente, viene a trovarsi in grave crisi di redditività. Inizia così un articolo, pubblicato da un noto periodico nazionale, intitolato "Il perché del caro benzina". Stiamo parlando del costo del carburante, ma per molti di noi Agenti la mente si è precipitata all'analogia con il caso RCA che in Italia attanaglia, ormai da anni, il nostro settore. Per quanto riguarda la benzina, gli esperti e gli osservatori internazionali ritengono che qualcosa stia finalmente cambiando, grazie alla diffusione delle pompe “no-logo”, le cosiddette "pompe bianche", cioè quelle slegate dal vincolo di esclusiva con le Compagnie petrolifere. Molti ritengono che in Italia, più che altrove, gli automobilisti, sia per la benzina che per l'assicurazione obbligatoria Rcauto, rappresentino una gallina dalle uova d'oro, spremuta all'inverosimile. Spremuta a tal punto che oggi, complice il progressivo impoverimento degli italiani che mediamente spendono € 140 di benzina e € 100 al mese di assicurazione Rcauto per ogni famiglia, rischia di non produrre più uova.
Sono quattro milioni, secondo stime recenti, i veicoli che circolano in Italia senza assicurazione e la marcata riduzione del consumo di carburante degli ultimi mesi sono conseguenti, secondo la valutazione degli esperti, al superamento del limite di tollerabilità familiare e sociale del loro costo. Eppure il numero dei distributori di carburante, nel nostro Paese, è il più alto d'Europa, proprio come il prezzo della benzina e quello della Rcauto. Le stazioni di servizio in Italia sono 24.000 circa, contro le 15.000 circa della Germania, le 10.000 circa della Spagna e dell'Inghilterra, le 12.000 circa della Francia. Ma il problema, secondo Alessandro Noce, direttore Energia dell'Autorità Garante della concorrenza e del mercato, è che "il prezzo internazionale del carburante e' molto più variabile rispetto a quello praticato in Italia". A causa della situazione di oligopolio, che in Italia può contare altresì su un assetto "verticalmente integrato", secondo il gergo adottato dall'Antitrust anche per il mercato delle assicurazioni, con oltre l'80% degli impianti distributivi di proprietà o comunque sotto stretto controllo delle Compagnie petrolifere, "esclusiviste", cioè "mono mandatarie" per utilizzare una terminologia a noi Agenti più familiare.
Questa rete distributiva, secondo le società di ricerca specializzate, è la più inefficiente d'Europa. Un'inefficienza che costa agli italiani svariati miliardi di euro. Sul territorio è presente un numero ritenuto eccessivo di impianti esclusivisti, con un erogato annuo tra i più bassi d'Europa. La loro redditività  è ai minimi storici e molti di essi si trovano sotto la soglia della sopravvivenza, analogamente a quanto avviene per buona parte delle agenzie assicurative italiane. Gli esperti e gli osservatori internazionali ritengono tuttavia che stia per avere inizio una nuova fase di sviluppo, anche per questa particolare rete distributiva di carburante. I protagonisti della nuova fase sono le pompe bianche, dette anche "no-logo" o "indipendenti", oggi circa duemila secondo l'Antitrust, nonché i punti vendita collegati alla grande distribuzione organizzata, oggi circa 80. Tali operatori, liberi da qualsiasi esclusiva, si approvvigionano dalle Compagnie petrolifere, in Italia o sul mercato internazionale e possiedono l'impianto distributivo; possono così adottare proprie strategie di prezzo, senza subire le politiche commerciali e gestionali imposte dalle Compagnie. Questo modello sta diffondendosi soprattutto nelle regioni del Nord-est ed è per questo che le pompe no-logo sono state presto etichettate come pompe modello Nord-est. L'Antitrust segue con molta attenzione la diffusione delle reti distributive indipendenti, specie nelle aree geografiche nelle quali gli impianti indipendenti non risultano ancora in grado di rappresentare un effettivo stimolo alla concorrenza, in quanto scarsamente presenti.
Alcuni studiosi ritengono indispensabile che la catena distributiva sia slegata dalle Compagnie produttrici, a cominciare dalla cessione obbligatoria dei depositi di stoccaggio a società che non operino contemporaneamente nella produzione e nella distribuzione del prodotto, analogamente a quanto viene auspicato per il settore delle assicurazioni, ormai da anni. La legge sul divieto di esclusiva tra Impresa ed Agente, che risale al 2006, va interpretata in questa ottica ed ha lo scopo di ridimensionare l'integrazione verticale tra produzione e distribuzione delle polizze. L'indagine che l'Antitrust ha recentemente avviato, per verificare se esistano patti tra Imprese ed Agenti che violino tale disposizione, ha quale scopo finale l'accertamento di eventuali comportamenti atti a compromettere, ostacolare od impedire il funzionamento della libera concorrenza in un settore, quello assicurativo, vitale per l'economia nazionale.
Il ruolo degli operatori, titolari delle pompe di benzina e titolari delle agenzie assicurative per proseguire il parallelo, è fondamentale per fare in modo che l'auspicato cambiamento verso reti distributive maggiormente indipendenti avvenga in tempi rapidi e senza ulteriori imposizioni normative, con piena consapevolezza e per iniziativa dei soggetti coinvolti. Le resistenze di chi non possiede una visione sufficientemente ampia, di chi tenta di frenare il cambiamento adducendo improbabili comunioni di interessi tra mondo della produzione e reti distributive, vanno smontate con la logica imprenditoriale, con le valutazioni scientifiche dei maggiori esperti internazionali, con la chiarezza (sul punto) dell'impianto normativo vigente e con la precisione dei numeri. Ciò non significa, per ritornare propriamente al nostro settore, che non esistano ambiti sinergici tra produttori e distributori, tra Imprese ed Agenti, da mettere a fuoco al più presto anche per ridare al mercato assicurativo nazionale quel minimo di orizzonte che giustifichi nuovi investimenti.
Attenzione però a non fare confusione. In ambito sindacale la strada per una maggiore autonomia ed indipendenza degli Agenti appare ancora lunga e le divisioni interne alla nostra Categoria, basate soprattutto su questo, lo dimostrano chiaramente. Gli Agenti sono oggi chiamati a schierarsi, dalla parte di chi interpreta questa Professione con modalità di parasubordinazione, di stretta dipendenza verticale dall'Impresa, oppure dalla parte di chi sposa l'idea, assai diffusa ai piani alti della politica italiana ed europea, di una netta distinzione tra produzione e distribuzione, attuabile attraverso il rafforzamento dell'indipendenza degli Intermediari e quindi della centralità del loro ruolo imprenditoriale. In ambito di sistema, al contrario, è possibile individuare una serie di tematiche sulle quali il settore nel suo complesso, Agenti, Brokers ed Imprese, possa esprimere richieste unanimi, posizioni condivise, allo scopo di risultare maggiormente efficace nei confronti delle istituzioni. Pensiamo ad esempio alla modifica del sistema sanzionatorio, della semplificazione degli adempimenti burocratici a carico degli Intermediari, della comparazione dei prodotti (che prima o poi diverrà obbligatoria nel superiore interesse del consumatore), della rimodulazione del carico fiscale, ecc.
Chi oggi incita al confronto con l'Ania, attraverso un fronte comune composto da Organizzazioni che ancora conservano obiettivi così distanti, sottovaluta l'importanza di differenziare i due livelli sopra illustrati. Il rischio è di confondere la necessaria unità della Categoria, con l’altrettanto indispensabile unità d'intenti, condivisione di obiettivi, assonanza ideologica. Il primo passo da compiere, da parte di tutte le Organizzazioni di rappresentanza, sindacale ed aziendale, è quello di schierarsi: pro o contro l'indipendenza degli Agenti; pro o contro il cambiamento; pro o contro l'integrazione verticale delle reti distributive agenziali, che significa anche schierarsi pro o contro l'ultra-para-subordinazione degli Agenti, ferma restando la facoltà individuale di scegliere il modello distributivo preferito, sia esso mono o plurimandatario, di network od altro.
Solo così sarà possibile identificare coloro che, al fianco del Sindacato Nazionale Agenti, potranno contribuire solamente alla fase sinergica di sistema, che sopra ho illustrato brevemente e coloro che, invece, potranno prendere parte alla stesura della piattaforma rivendicativa nazionale, da sottoporre all'Ania in occasione dell'apertura del confronto collettivo di primo livello tra le rappresentanze sindacali degli agenti e la rappresentanza delle imprese di assicurazione.
Claudio Demozzi
Presidente Nazionale SNA

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Dura presa di posizione dello SNA contro l'ENBASS, colpevole di ostruzionismo nei confronti dei membri del Sindacato

MILANO - Dura presa di posizione dello SNA nei confronti dell'ENBASS, colpevole, secondo il Presidente del Sindacato Nazionale Agenti di Assicuazioni Claudio Demozzi, di aver adottato un "atteggiamento palesemente ostruzionista nei confronti dei colleghi designati all'Esecutivo" in ordine alla riunione dello scorso 19 giugno. "Chiediamo formalmente - ha sottolineato Demozzi - che la riunione sia invalidata in quanto non era evidente il numero legale, a causa della partecipazione di un non avente diritto, (tale G. Borsellino, il cui incarico è stato revocato il 10 dicembre 2012). Inoltre, - aggiunge il Presidente dello SNA - accusiamo il rifiuto di dare esecuzione alla nomina dei nostri delegati (P. Soravia, M. Languino e R. Soldati), precedentemente e correttamente comunicati, pur in presenza di chiare norme statutarie che impongono di prendere atto con immediatezza delle indicazioni fornite dalle parti, nella composizione dell'Esecutivo". Il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazioni ribadisce lo sconcerto in merito alla gestione pro-tempore dell'Ente, ritenendo la stessa "unica responsabile di ogni eventuale delibera formalizzata durante la riunione, svoltasi senza il rispetto delle regole statutarie". Lo SNA, infine, si riserva ogni eventuale azione in merito.
La Redazione

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Lo SNA sollecita ancora l'IVASS: basta con la burocrazia e con le sanzioni sproporzionate!

MILANO - Il Sindacato Nazionale Agenti intende sollecitare l’attenzione dell'Ivass, Autorità di vigilanza del settore assicurativo, affinché non sia sottovalutato il fatto che agenti e broker, operatori con maggiore professionalità, sono soggetti a vincoli ed adempimenti burocratici eccessivi, sotto pena di pesanti sanzioni, mentre i cosiddetti canali alternativi, quali banche reti di vendita telefoniche e via web operano in apparente maggiore deregolamentazione. Questo ed altro è quanto il Sindacato Nazionale Agenti ha rappresentato nel corso di una serie di incontri istituzionali svoltisi a Roma nei giorni scorsi. Esiste certamente una rilevante asimmetria tra il sistema sanzionatorio regolato a suo tempo dall'Isvap ed i principi generali della legislazione nazionale. Nello specifico, “si evidenzia una certa sproporzione tra violazione normativa e relativa sanzione” - ha affermato il Presidente dello SNA, Caludio Demozzi, che ha aggiunto: “manca cioè il necessario equilibrio, tra le norme regolamentari, la realtà del settore e le conseguenze sanzionatorie, specie nel caso di comportamenti che, a volte, non danneggiano in alcun modo il cliente, ma che costituiscono pure e semplici mancanze formali, punite tuttavia con estremo rigore”.
La Redazione

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Gli ex Agenti di INA Assitalia chiedono (ed ottengono) aiuto dallo SNA. Pronte azioni collettive a tutela della categoria

ROMA - Oltre cinquanta ex agenti INA Assitalia si sono dati appuntamento il 19 giugno a Roma per discutere e confrontarsi sulle vicende che li hanno riguardati nella loro esperienza professionale presso la Compagnia. L’incontro è stato coordinato da Maria Rosa Simoncini, componente dell’Esecutivo Nazionale SNA responsabile dell’assistenza sindacale. Gli ex agenti INA Assitalia hanno deliberato di agire, dove possibile, in forma collettiva ed hanno sottoscritto un documento formale con il quale danno incarico al Sindacato Nazionale Agenti, nella persona del Presidente Nazionale, Claudio Demozzi, “di rappresentare quanto sopra in ogni sede, anche mediatica e di individuare ed attuare tutte le più idonee iniziative a tutela degli interessi e dei diritti dei singoli agenti e della categoria”. Per espressa volontà dei promotori la riunione si è svolta a porte chiuse e non è stato consentito l’accesso alla stampa ed alle televisioni. Il Presidente Demozzi, che non ha rilasciato dichiarazioni, è parso fiducioso che da parte della capogruppo Assicurazioni Generali possa pervenire presto un concreto segnale di apertura al confronto. Del resto voci bene informate riferiscono di colloqui già avvenuti, che confermerebbero l'avvio di una prima azione diplomatica. Numerosi ex agenti INA Assitalia, nel corso dei lavori, hanno evidenziato che è la prima volta che la loro grave situazione viene affrontata con il supporto di una associazione di categoria, esprimendo un pressoché unanime apprezzamento per l'intervento del Sindacato Nazionale.
La Redazione

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Gli Agenti della Milano Assicurazioni sul piede di guerra contro le operazioni di spin-off (aggiornamento: la lettera del Presidente Claudio Demozzi)

MILANO - Oltre 500 Agenti della Milano Assicurazioni SpA, che rappresentano una realtà operativa di migliaia di addetti ai lavori e milioni di clienti, consapevoli di costituire una parte molto importante del mercato assicurativo italiano, sono intervenuti alla Convention di Milano dell'11 giugno 2013 mossi dalla preoccupazione per il loro futuro, che appare compromesso avendo appreso che saranno destinatari di una o più operazioni di spin-off, con conseguente vendita ad altri players del mercato, peraltro al momento non conosciuti. Gli Agenti contestano, non condividendolo, il processo che, vedendoli destinatari di un tale intento di cessione, per di più anche frazionata, aggrava ulteriormente i sacrifici già richiesti negli ultimi anni alla Rete Milano a seguito delle note vicende vissute in conseguenza del travaglio subito dal Gruppo Fon-Sai, di cui la Milano Assicurazioni Spa fa parte, e di cui la Rete Milano ha unicamente subìto ricadute negative di immagine senza averne colpa alcuna.
I Gruppi Agenti della Milano Assicurazioni SpA ribadiscono pertanto con forza e determinazione che essi devono adesso ricercare soluzioni a tutela della continuità delle proprie imprese agenziali, della loro forza lavoro e del servizio prestato alla propria clientela. "I Gruppi Agenti della Milano Assicurazioni, - si legge in una nota - preso atto che da parte del Gruppo Unipol vi è la sola disponibilità ad informare le Rappresentanze Agenti a fatti avvenuti, senza prendere in considerazione alcuna le istanze di coinvolgimento, esprimono il loro forte disappunto per le modalità attraverso le quali il Gruppo Unipol intende dare esecuzione alle disposizioni dell'Antitrust, senza tenere in alcun conto le istanze avanzate dalla Rete Agenziale a salvaguardia dei valori professionali, di immagine, etici ed umani coinvolti". I Gruppi Agenti della Milano Assicurazioni Spa, nel ribadire al mercato assicurativo il valore della Rete Milano nella sua integrità ed unità, respingono la cessione frazionata della Rete nonché l'eventuale perdita o cancellazione del prestigioso marchio.
Animati dal timore di poter subire qualsiasi forma di danno, considerata la totale assenza di proprie responsabilità, in relazione al possibile svolgersi dei citati fatti, deliberano "di sottoporre ad immediata ed approfondita verifica le operazioni di cessione, come enunciate e confermate dall'attuale gruppo dirigente dell'Unipol, e le loro ricadute e conseguenze giuridiche nei rapporti contrattuali in essere". I Gruppi Agenti infine delegano, con apposita sottoscrizione da parte di tutti i presenti, le rispettive Giunte Esecutive a ricercare sul mercato soluzioni alternative atte a garantire agli agenti associati una garanzia di futuro meno incerta di quella prospettata.
La Redazione

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Rinnovo dell'Accordo Nazionale Agenti, il Presidente Demozzi coinvolge i Gruppi Aziendali

MILANO - Con una lettera inviata al Presidente del Comitato dei Gruppi Aziendali, Tonino Rosato, ed a tutti i Presidenti dei GAA italiani, il Presidente del Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazioni, Claudio Demozzi, ha posto in evidenza la necessità di definire le linee guida che determinino la posizione dello SNA nella prospettiva di rinnovo dell’Accordo Nazionale Agenti. Si tratta di un documento diviso in due parti, la prima delle quali elenca i principi fondamentali inderogabili, mentre la seconda riporta gli argomenti sui quali il Sindacato ripone ragionevoli aspettative di dialogo con l’Ania. L’intento è quello di coinvolgere i Gruppi Aziendali nell'analisi dell’elaborato, per raccoglierne osservazioni, integrazioni, correzioni.  "La piattaforma è realizzata con il metodo del work in progress" - spiega Demozzi. Con la collaborazione dei Gruppi aziendali "il documento sarà rielaborato ed integrato fino a giungere - ha aggiunto il Presidente dello SNA - alla stesura definitiva e vincolante”. L’invito a collaborare è esteso anche alle altre sigle sindacali ed associative degli agenti.
La Redazione

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Giancarlo Guidolin: lo SNAS sarà sempre più strumento al fianco degli Agenti di assicurazione

MILANO - Grandi progetti ed iniziative a tutto campo per lo SNAS, la società di servizi del Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione, guidata da Giancarlo Guidolin. Il presidente illustra in una intervista esclusiva le strategie di mercato per aiutare operativamente la rete agenziale in questa delicata fase di crisi economica. Si allargano, dunque, gli orizzonti dello SNAS, implementando le tradizionali attività di comunicazione e di organizzazione di eventi, con quelle legate allo sviluppo delle collaborazioni, alla selezione di nuove opportunità commerciali, alla diffusione delle convenzioni in favore degli iscritti allo SNA, all'incremento delle adesioni. Il tutto, in sintonia con il Sindacato.
Luigi Giorgetti

 

 

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La Relazione Morale e Finanziaria dell'Esecutivo Nazionale dello SNA (Bussolengo, 31.5.2013)

Care Colleghe, cari Colleghi,
i primi dati definitivi riguardanti il mercato assicurativo italiano e l’andamento della raccolta premi, confermano la contrazione del settore, che nel 2012 registra un decremento del 4,6%, rispetto al 2011 (-12,5% nel 2011 rispetto al 2010). Nello specifico: i premi vita, pari a circa € 69 Mld, mostrano una riduzione del 5,6% (-8,4% in termini reali), con un’incidenza sul portafoglio globale vita e danni che si attesta al 66,3% (67% nel 2011); il portafoglio danni, che totalizza circa € 35 Mld, si riduce del 2,6% (-5,5% in termini reali), con un’incidenza del 33,7% sul portafoglio globale (33% nel 2011). L’utile delle Imprese, dopo qualche anno di sofferenza, pare sia ritornato a livelli molto positivi, con un ROE superiore all’11%.
Nei rami danni, come puntualmente rilevato dall’Ivass, “L’analisi per canale distributivo continua a evidenziare la preponderanza della raccolta attraverso le agenzie con mandato, anche se la stessa continua leggermente a contrarsi rispetto alle precedenti rilevazioni”. La nostra quota di mercato nel 2011 (ultimi dati definitivi disponibili) era pari al 87,6% nei rami Auto, quota che scende al 81% circa, tenendo conto dei premi intermediati dai brokers ed appoggiati alle agenzie. Nei rami danni non auto, nello stesso periodo, la quota di mercato degli Agenti è risultata nettamente inferiore, cioè pari al 37%, al netto della  “quota di premi (stimata in 37,3 punti percentuali) originati dai brokers ma presentati alle agenzie e non direttamente alle imprese”. Nel Vita, la quota di mercato delle agenzie con mandato si è ridimensionata ad appena il 16,4% del totale rami vita, contro una quota del 54,7% degli sportelli bancari e del 18,4% dei promotori finanziari e SIM (dati Ania 2012 - SEZIONE V-La distribuzione delle assicurazioni in Italia, Premi del lavoro diretto italiano 2011).

Appare evidente quanto la grave crisi di redditività, che attanaglia le nostre singole realtà imprenditoriali e la nostra Categoria nel suo complesso, riguardi principalmente, se non esclusivamente, gli Agenti di assicurazione e ben poco le Compagnie. Capaci queste ultime di ottenere, grazie anche a precise strategie messe in atto con abilità e determinazione, elevati profitti pur in presenza di un deciso ridimensionamento del fatturato. In un mercato che non cresce, anzi diminuisce, le Imprese riescono comunque, facendo leva sui costi, ad elevare il loro legittimo margine di guadagno. Al contrario, ai soggetti le cui provvigioni sono legate esclusivamente al fatturato, cioè all’ammontare del portafoglio intermediato, non è consentita analoga strategia; la diminuzione della raccolta, si traduce inesorabilmente in una corrispondente contrazione delle provvigioni; contrazione che in presenza di elevati costi fissi, compromette irrimediabilmente il risultato economico dell’agenzia. Minacciandone, in molti casi, la stessa sopravvivenza.
L’Agente, per garantire alla propria realtà imprenditoriale il ritorno a margini di redditività soddisfacenti, dovrà certamente agire sul contenimento dei costi, amministrativi, burocratici e gestionali in genere, ma dovrà necessariamente riorganizzare la propria attività affinché gli sia possibile incrementare i ricavi, cioè il monte provvigioni, cioè espandere il proprio fatturato. L’Agente dovrà slegarsi da lacci e lacciuoli che, soprattutto negli ultimi anni, lo hanno imbrigliato dentro un ruolo che non gli appartiene. Commercialmente costretto in ambiti operativi assai limitati, spesso professionalmente ridimensionato a puro gestore di adempimenti  amministrativi di competenza delle Imprese, l’Agente è oggi spiazzato dagli strumenti utilizzati dai nuovi canali distributivi che acquisiscono, con velocità sorprendente, rilevanti quote di mercato. La multicanalità, la comparazione di prodotto online, gli aggregatori web, le nuove strategie delle “dirette” e delle grandi Imprese, rischiano di attrarre –in forma non convenzionale- quote crescenti di clientela, alla quale siamo spesso incapaci di offrire analogo dinamismo e soprattutto quell’immagine consulenziale, da specialisti dell’assicurazione quali  siamo, che sola può distinguerci dalle forme di distribuzione low cost.
La nostra capacità competitiva, che significa anche la nostra possibilità di rimanere sul mercato, dipenderà sempre più dalla nostra capacità di essere attrattivi, nei confronti del cliente, sotto l’aspetto consulenziale. Per fare questo, dobbiamo abbandonare i timori reverenziali nei confronti di chi non gratifica, non riconosce o addirittura ostacola la nostra crescita professionale. Dobbiamo rinunciare alle lusinghe di chi ci offre soluzioni semplicistiche, nell’immediato, o ci induce a ritenere che la nostra speranza di futuro debba passare per l’affidamento delle nostre prerogative professionali nelle mani delle Imprese. Partnership con le Compagnie, non può significare sudditanza organizzativa, gestionale e commerciale. Cosi come non può significare l’appiattimento delle nostre sacrosante rivendicazioni di tipo sindacale, alle logiche imprenditoriali ed alle strategie di alcune grandi Imprese oligopolistiche.
La battaglia che, da decenni, il Sindacato combatte per ampliare il grado di libertà professionale degli Agenti, non permette tentennamenti o ripensamenti.
E’ per questo che abbiamo perseguito, per quasi un anno, con forza e determinazione l’obiettivo di ottenere la nuova prerogativa professionale della libera collaborazione tra tutti gli Intermediari. Obiettivo che SNA inseguiva, senza riuscire a raggiungerlo, da diversi anni con ogni mezzo.
Abbiamo fatto ciò, senza cadere nelle trappole che, lungo il cammino del confronto fuori e dentro il Parlamento, ci sono state tese; spesso, purtroppo, dai nostri stessi Colleghi, più o meno organizzati. Alcuni dei quali avrebbero preteso di spostare la sede delle nostre rivendicazioni, dalle aule parlamentari alle piazze, pur in presenza di evidenti segnali di apertura da parte di alcune forze politiche e del Governo. Comprendere che scendere in piazza, al pari dei taxisti, avrebbe potuto compromettere il difficile equilibrio che stavamo costruendo durante l’estate dello scorso anno, e non cedere alle pressioni in tale direzione, che provenivano pressoché quotidianamente dal movimento “agenti al centro”, da alcuni Presidenti di GAA e da esponenti, anche autorevoli, del mondo associazionistico agenziale, non è stata cosa da poco. Siamo riusciti nell’intento, grazie alla grande coerenza politica ed alla determinazione di un Esecutivo Nazionale che si è messo in gioco, senza timore, attuando una linea d’azione chiara, trasparente e decisa.
Ed il risultato è arrivato, con la Legge 221/2012. Da quanti anni non potevamo assaporare il gusto di una Categoria che, ritrovata una sufficiente credibilità sul piano istituzionale, è stata in grado di ottenere concreti miglioramenti nelle proprie condizioni di lavoro, attraverso l’attività diplomatica? 
In un’unica Legge: la libertà di collaborare, lo standard minimo RCA, l’home insurance, la piattaforma tecnologica comune e la semplificazione burocratica; nonché una dichiarazione di intenti, che suona come un monito a tutto il settore: “al fine di favorire il superamento dell’attuale segmentazione del mercato assicurativo e di accrescere il grado di libertà dei diversi operatori” (Art.22 c.10 L.221/2012)
Grande, storico risultato, in grado di modificare le prospettive di tenuta di un modello agenziale che ormai segna il passo, davanti alle grandi sfide che l’evoluzione del mercato ci impone. Ma non è certamente l’unico obiettivo che questa squadra di governo ha proposto al Congresso, lo scorso anno, attraverso il suo programma elettorale, certamente ambizioso; per alcuni, troppo ambizioso per poter essere realizzato.

Il primo impegno che ci siamo assunti, nel programma, è quello di permettere al mercato delle assicurazioni di “riprendere con determinazione un nuovo percorso di crescita”, anche attraverso la ripresa, da parte degli agenti, della “più adeguata azione diplomatica”, che possa portare ad un ammodernamento delle regole che riguardano il rapporto di agenzia. In questo ambito, abbiamo a suo tempo elencato i seguenti punti:
- Attivare direttamente i canali della politica, delle autorità e delle istituzioni in genere
- Evitare che quando le istituzioni si occupano di assicurazioni abbiamo come unico riferimento le compagnie e non anche i rappresentanti degli agenti
- Presidiare le iniziative di stampo europeo sulla riforma dell’intermediazione (IMD)
- Attivare i canali, anche politici, atti a favorire l’eliminazione di alcune storture che limitano il libero esercizio della nostra attività (come ad es. A con A ed A con D)
- Intervenire nei confronti dell’Isvap e di ogni altra autorità al fine di ottenere una profonda revisione del sistema sanzionatorio
A parte l’ultimo punto, sul quale stiamo lavorando, l’impegno risulta totalmente mantenuto ed onorato.

Il secondo obiettivo di programma, intitolato “definizione di un nuovo rapporto tra Sna e GAA”, prevedeva i seguenti punti:
- Un componente dell’Esecutivo sarà delegato a seguire ogni trattativa riguardante il rinnovo o la stipula di accordi integrativi aziendali
- La disponibilità dello Sna potrà arrivare fino all’affiancamento (se richiesto) del GAA in sede di trattativa con l’Impresa; quindi un Sindacato che non si limita a dare voti o ad approvare o meno un accordo, ma un Sindacato partner.
Da parte nostra abbiamo operato in questo senso. Purtroppo ben pochi GAA si sono avvalsi della facoltà di richiedere l’affiancamento del sindacato nella trattativa con l’Impresa. Prosegue anzi la cattiva abitudine, da parte di numerosi GAA, di inoltrare al Sindacato gli accordi integrativi dopo la loro sottoscrizione, o con termini di preavviso insufficienti o di non inoltrarli affatto.
Simili atteggiamenti denotano scarsa considerazione, da parte dei GAA interessati, per l’apporto che in termini costruttivi il Sindacato potrebbe dare, nella delicata fase di stipula o di rinnovo degli accordi aziendali.
In futuro, qualora la trattativa di secondo livello dovesse assumere maggiore rilevanza, questi comportamenti non potranno più essere tollerati ed il Sindacato si troverà nella necessità di ottenere, da parte dei GAA, maggiore collaborazione. Diversamente, si creerà un pericoloso disallineamento tra il sindacato generalista ed i Gruppi Aziendali Agenti, che potrebbe frammentare ulteriormente la rappresentanza agenziale e spostare definitivamente la contrattazione, anche parte di quella collettiva (di primo livello) dalle sedi istituzionali a quelle aziendali, assecondando la strategia occulta di alcune grandi Imprese e le mire personalistiche di alcuni Presidenti di GAA.
Al momento, la sapiente conduzione del Comitato GAA Sna da parte del suo presidente Rosato e la fattiva partecipazione di un numero crescente di Gruppi Aziendali Agenti alla vita del Sindacato, tranquillizzano su questo fronte. Ma l’impegno di tutti, dovrà essere finalizzato a realizzare nuove sinergie, non certo a permettere ad alcuni GAA di acquisire spazi operativi sul piano dell’attività tipicamente sindacale, o ad altri di assecondare comportamenti delle Imprese che possano, concretamente o potenzialmente, minare alla base i diritti acquisiti dagli Agenti in decenni di battaglie rivendicative.

Terzo punto del programma: la riforma statutaria.
Partita tra mille difficoltà, in parte dovute anche alla scarsa collaborazione di alcuni colleghi che, interpellati al fine di favorire la più ampia rappresentatività al Gruppo di Lavoro, non hanno espresso la loro disponibilità a far parte della Commissione, l’opera di revisione è finalmente giunta a conclusione.
Come avete appreso dalla newsletter diramata qualche giorno fa, la bozza del nuovo statuto è pronta e presto sarà messa a disposizione del Territorio, per le valutazioni del caso. Ne discuteremo nelle Sezioni provinciali e nel corso degli incontri che saranno organizzati su base regionale o per macro-regioni. Abbiamo tenuto conto delle indicazioni provenienti dalla classe dirigente locale, che abbiamo intervistato nella sua totalità, avvalendoci della meritevole opera del personale SNA. Fortunatamente il risultato del referendum è stato in linea con le indicazioni della maggioranza dell’Esecutivo Nazionale e ciò ha facilitato la conclusione dell’iter di predisposizione del nuovo statuto.

Quarto punto programmatico: “riprogettazione della macchina sindacale”.
Mantenendo fede agli impegni assunti in questo ambito, abbiamo dato vita ad un’attenta razionalizzazione dei costi della struttura, dell’apparato amministrativo e dei componenti degli organi statutari. Gli effetti in termini di bilancio, sono stati ampiamente illustrati nel corso del Comitato Centrale, un mese fa, Organo deputato all’approvazione dei conti del sindacato.  Come noto, siamo passati da un bilancio della passata gestione chiuso, per il secondo anno consecutivo, in pesante perdita,  ad un bilancio che ha presentato un consistente avanzo economico. L’opera di spending review, tuttavia, non ha ancora prodotto effetti tali da poter considerare assolto questo impegno. La riduzione di organico, attuata attraverso l’interruzione del costoso rapporto di lavoro con l’ex direttore Galdi, il convenzionamento con hotel di fascia inferiore ed il maggiore utilizzo delle strutture del sindacato per le riunioni di lavoro, hanno permesso un consistente contenimento dei costi. Tuttavia le previsioni, prudenziali, di un ulteriore possibile ridimensionamento del numero degli Agenti operanti e, conseguentemente, di quelli iscritti al sindacato, inducono ad ulteriori interventi affinchè l’equilibrio economico di medio-lungo periodo possa essere preservato.

Quinto punto: “coinvolgimento di tutte le intelligenze” per la ricostruzione di un grande ed autorevole Sindacato.
In alcuni ambiti ci siamo riusciti, in altri no. Non sempre per colpa nostra. L’arte della diplomazia, impone determinate regole, che devono essere rispettate da tutte le parti in causa. Un Sindacato che ha cent’anni di storia, non può limitarsi al ruolo di mero esecutore delle richieste altrui. Non può inseguire una condivisione impossibile, a qualsiasi costo. Quando il prezzo da pagare, per evitare fughe o scissioni, è quello del disconoscimento delle proprie battaglie storiche, dell’abbandono dell’ideologia consolidatasi in SNA nel corso degli ultimi decenni; quando la merce di scambio, per evitare strumentali contrapposizioni, è il futuro degli Agenti, è la vita professionale dei Colleghi, è la rinuncia al grande sogno collettivo di un domani fatto anche di maggiore autonomia e libertà imprenditoriale, lo scambio non risulta funzionale agli scopi del Sindacato, alla tutela della Categoria. Il nostro, rimane un Sindacato aperto alla collaborazione ed al confronto con tutte le realtà associative dell’intermediazione. Rimane anche, però, un Sindacato orgoglioso dei suoi cento anni di storia, delle conquiste ottenute sul campo e degli ideali collettivi che è riuscito a far emergere, a perseguire ed a volte a realizzare.

In merito al sesto punto programmatico “ripresa della trattativa con le OO.SS. dei dipendenti di agenzia”, molto è già stato scritto e detto. Aggiungerei solamente che, dopo un acceso confronto, l’Esecutivo Nazionale ha deliberato la c.d. (in termini giornalistici) “linea dura”, che consiste nel proporre alle Organizzazioni dei dipendenti il rinnovo del CCNL Sna 2005, scaduto il 31/12/2010, con un aggiustamento economico limitato al consolidamento di quanto già erogato “in conto futuri aumenti”. L’alternativa, alla quale come noto stava lavorando la delegazione SNA prima del chiarimento in Esecutivo Nazionale che si è concluso con la determinazione anzidetta, era costituita dalla sottoscrizione di un nuovo CCNL, avente a base il contratto Unapass, rettificato ove possibile previo benestare delle OO.SS. dei dipendenti. Questa soluzione, perorata dalle sigle sindacali dei dipendenti e da Unapass, non è stata ritenuta coerente con la linea emersa dal Comitato Centrale che, senza possibilità di fraintendimenti, ha bocciato a stragrande maggioranza quello che oggi è il “CCNL Unapass”. Dopo le dimissioni del vicepresidente vicario Guidolin, capodelegazione SNA per il rinnovo del CCNL, ho incontrato le OO.SS., alle quali ho sottoposto formalmente l’opportunità di rinnovare il CCNL Sna 2005, nei termini di cui sopra. Al momento i sindacati dei dipendenti non hanno dato disponibilità a procedere in tal senso, ritenendo maggiormente vantaggioso, per i loro iscritti, formalizzare una nuova piattaforma contrattuale, che sarà sottoposta nei prossimi mesi a tutte le Organizzazioni degli Agenti (Sna, Unapass, Anapa).

Sna: una casa di cristallo. I punti riportati nel programma erano:
- Totale trasparenza di tutti gli atti (bilanci, verbali, documenti) del sindacato
- Nella riforma dello statuto proporremo che il collegio sindacale possa essere esterno al sindacato o composto anche da professionisti regolarmente abilitati.
Ad entrambi gli impegni abbiamo dato seguito.

L’ultimo punto, ma non per importanza, del nostro programma era ed è intitolato “la centralità della nostra azione”. Abbiamo cercato di adempiere a tutti gli impegni elencati in questa sezione, alcuni dei quali necessitano di ulteriori interventi e di altro tempo. Del resto siamo ad appena un anno e mezzo dal nostro insediamento; buona parte del programma è stato svolto e credo sia ammissibile che su alcuni specifici argomenti il lavoro non sia ancora concluso.
Nell’ordine:
- Collaborazione A con A (non è più un obiettivo, è un risultato conseguito)
- Contrasto alla clusterizzazione delle agenzie e all’adozione di sistemi remunerativi che prevedano provvigioni variabili in base a parametri non direttamente controllabili dagli agenti  (siamo intervenuti anche presso le Autorità)
- Dare alla questione mezzogiorno una nuova chiave di lettura con il coinvolgimento di tutte le autorità istituzionali e politiche
- Portabilità dei contratti, durata poliennale  (stiamo attuando azioni per ripristinare la facoltà di recesso del contraente ad ogni scadenza annua senza penalità)
- Estensione del divieto di esclusiva nel ramo vita (a seguito L. 221/2012; sono in corso approfondimenti sul tema ed interventi di supporto)
- Definizione nuova piattaforma ANA per renderla compatibile alla situazione attuale (da qualche giorno sono riaperti ufficialmente i canali diplomatici con l’ANIA; da notare tra l’altro che in una recente dichiarazione il Responsabile della commissione distribuzione dell’ANIA ha affermato che per poter essere mantenuto l’ANA necessita di essere ammodernato, reso compatibile con la nuova situazione del mercato, dando con ciò forza alla tesi SNA)
- Valorizzazione delle funzioni del Fondo Pensione Agenti  (stiamo lavorando sul punto)
- Potenziamento della comunicazione (abbiamo appena presentato i nuovi risultati a questo proposito)
- Creazione di una nuova struttura dedicata allo sviluppo del business degli agenti (abbiamo appena attivato l’operatività nell’ambito dell’intermediazione assicurativa di SNAS Srl)
- Creazione di sinergie con Unioncamere e Confcommercio (come noto sono stati riaperti i canali diplomatici e ci avvaliamo del supporto di Confcommercio su vari fronti, non ultimo quello del CCNL dipendenti e della formazione finanziata)
- Creare momenti sinergici con le associazioni dei consumatori (su questo fronte non abbiamo compiuto passi in avanti, ma stiamo valutando varie possibili iniziative)
- Attivare i canali politici al fine di ottenere finanziamenti agevolati (anche su questo fronte non abbiamo dato vita ad alcuna concreta strategia, che ci riserviamo di analizzare prossimamente).

Altri punti programmatici ai quali riteniamo di aver adempiuto sono:
- Formazione manageriale, gestionale, commerciale per gli agenti
- Valorizzazione dell’opera delle commissioni tecniche
- Realizzazione di studi tesi alla salvaguardia degli interessi degli agenti e dei clienti per focalizzare le criticità del ramo RCA (dematerializzazione contrassegno, polizze chilometriche, scatola nera ecc.)
- Sostenere la richiesta di un testo normativo contrattuale minimo RCA sia per compagnie tradizionali che online
Al primo appuntamento congressuale successivo al nostro insediamento, riteniamo di poter obiettivamente considerare, l’opera svolta da questo Esecutivo Nazionale e da questa Presidenza, coerente con la linea politica annunciata e finalizzata all’adempimento degli impegni assunti.
I risultati ottenuti, che vanno oltre ogni più rosea aspettativa, permettono di considerare soddisfatta buona parte delle richieste, che legittimamente avanzano i Colleghi, più o meno entusiasti, più o meno fiduciosi, riconoscendosi nella linea politico-sindacale che emerge dal programma, che abbiamo insieme appena analizzato.
La prospettiva di dover mantenere i risultati, di evitare ulteriori frammentazioni o contrapposizioni al nostro interno, di affrontare con l’ANIA i grandi temi sul futuro della distribuzione e di intervenire, in sede istituzionale, per evitare che nuovi provvedimenti di natura legislativa possano compromettere –e non salvaguardare- gli interessi della nostra Categoria, ci impone di riflettere, seriamente, responsabilmente, sulle motivazioni del nostro impegno volontaristico sindacale.
Mi auguro che questa Organizzazione sia oggi matura e capace di coniugare le ambizioni personali di ciascuno, il diritto di critica, lo spirito di ribellione e l’animo disfattista che risiede in alcuni di noi, con la determinazione, la forza, la coerenza di cui abbiamo necessità. Caratteristiche queste ultime, senza le quali non ci sarà possibile proseguire quel cammino evolutivo per il quale, chi ci ha preceduti, ha così duramente lottato. Alla nostra controparte naturale, l’ANIA, ai Consumatori, alla classe politica, alle Autorità di settore,  dobbiamo presentare l’immagine di una Categoria consapevole delle proprie debolezze, ma orgogliosa delle proprie capacità e della propria determinazione. Disposta a (ri)mettersi in gioco, a contribuire al rinnovamento del quadro normativo di riferimento, con lo scopo di riacquisire centralità nel panorama dell’intermediazione assicurativa italiana.
Se, voi Colleghi, siete ancora disposti a lottare, insieme, per difendere questo grande sogno collettivo e se ritenete, ancora, che io possa essere il Presidente giusto, in questo momento, per realizzarlo, vi prego di darmene cenno. Come voi avete bisogno di conferme da me: che la vostra fiducia è ben riposta, che il vertice non sta cedendo alle lusinghe di chi gli offre facili accomodamenti o tornaconti personali, anch’io nutro lo stesso bisogno nei vostri confronti. Sento il bisogno di ricevere il vostro conforto, il vostro consenso, il vostro supporto, senza i quali il sacrificio, mio e di tutto l’Esecutivo Nazionale, sarebbe destinato a rimanere vano.
Vi ringrazio per l’attenzione con un grande abbraccio collettivo.
Claudio Demozzi
Presidente Nazionale SNA

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