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Via libera alla Legge 4 dicembre 2017/172. Più semplice ed economico cedere o trasformare un'impresa. Addio agli atti notarili

MILANO - Via libera al provvedimento che esenta il cittadino dall'obbligo della firma notarile per gli atti di cessione d’azienda, per la costituzione dell’impresa familiare o per le operazioni straordinarie d’impresa (trasformazione, fusione e scissione). La sottoscrizione di tali atti è da questo momento sottoposta unicamente all'obbligo di firma digitale e alla consulenza di un commercialista. L’articolo 11 bis della Legge 4 dicembre 2017, n. 172 rende molto più rapidi ed economici atti per i cui adempimenti è divenuto oramai superfluo il controllo da parte di un Pubblico ufficiale, come appunto il notaio. Si tratta di un primo provvedimento (altri ne seguiranno nei prossimi mesi) che si inserisce nel progetto più ampio di riforma della professione notarile che vorrebbe ridimensionati per costoro mansioni e compensi. 
Luigi Giorgetti

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Contributo di Vigilanza 2017, scaduto il termine per il pagamento. Chi ha omesso il versamento rischia la cancellazione dal Rui

MILANO - Lo SNA ricorda il termine e le procedure inerenti il versamento del Contributo di Vigilanza 2017. Il pagamento doveva essere effettuato entro venerdì 8 settembre 2017 unicamente mediante:
- bollettino postale o ordine di bonifico bancario precompilati, da scaricare dal sito https://ivass-linkmate.novares.it/ tramite digitazione del codice fiscale/partiva IVA e del codice RUI (10 caratteri compresa la lettera iniziale). Il bollettino postale è pagabile presso gli uffici postali, le tabaccherie, i punti vendita collegati alla rete Sisal e Lottomatica;
- principali carte di pagamento (carta di credito, carta prepagata, PayPal, MyBank), collegandosi al sito internet https://ivass-linkmate.novares.it/.
In caso di difficolta di accesso al sito sopra riportato - precisa lo SNA - informazioni sugli strumenti di pagamento, possono essere richieste via mail agli indirizzi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure al numero verde 800.262.300, attivo nei giorni lavorativi, dalle 9.00-17.00.
Ai sensi dell’art. 1 del D.M. del 1 agosto 2017, la misura del contributo a carico degli Intermediari iscritti in sezione A è fissata in € 47,00 per le persone fisiche e in € 270,00 per le persone giuridiche. Il termine di scadenza per il pagamento del contributo è prorogato al 30 novembre 2017 esclusivamente per gli Intermediari aventi residenza o sede legale nei comuni del centro Italia colpiti dal sisma del 2016 e 2017.
Tenuti al pagamento tutti gli iscritti alla sez. A del RUI, anche non operativi, alla data del 30 maggio 2017. I pagamenti effettuati per importi o con modalità diverse da quelle indicate non potranno considerarsi validi ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di legge.
In caso di mancato versamento del Contributo di Vigilanza, decorsi 30 giorni dal termine di pagamento, l’Ivass avvia, previa diffida, la procedura di cancellazione dal RUI ai sensi dell’art.113, comma 1, lettera e) del D. lgs. 209/2005, nonché l’avvio della procedura di riscossione coattiva ai sensi dell’art. 336, comma 3.
La Redazione

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In allegato il Provvedimento Ivass n. 62/2017 (link)

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Nel Vita / Investimento le Poste puntano ora sul capitale garantito. Demozzi (SNA): le compagnie tornino ad apprezzare il lavoro degli agenti

MILANO - Poste Italiane ritorna all’antico adagio che vuole gli investitori italiani molto attenti alle garanzie sul capitale anche a scapito del livello dei rendimenti. E così, con una palese inversione di rotta rispetto alle decisioni assunte appena qualche anno fa e rispetto alla politica commerciale adottata da molte grandi compagnie assicurative che operano nel nostro Paese nel ramo vita, Poste ha deciso di far rientrare presso gli uffici i promotori finanziari ingaggiati per promuovere la raccolta di risparmio fuori sede. Si parla di poco meno di quattrocento persone.
L’offerta di prodotti finanziari ritorna quindi ad essere effettuata esclusivamente dentro le mura delle filiali postali. Appare evidente la frenata rispetto alla spinta verso prodotti a più alto contenuto finanziario che era stata delineata dal precedente CEO, Francesco Caio, che dovevano essere offerti anche fuori dagli uffici postali per andare incontro alle mutate abitudini di acquisto dei clienti, che si riteneva richiedessero servizi più flessibili, magari a casa e fuori dall’orario di apertura degli uffici. Forse l’inversione di rotta è dovuta anche alle preoccupazioni legate alle nuove regole europee contenute nella Mifid II che partiranno nel 2018 e che rendono più stringenti gli obblighi di trasparenza e correttezza nei confronti della clientela.
Sembra altresì di poter leggere nella decisione di Poste Italiane l’intenzione di ritornare ad offrire prevalentemente  prodotti a basso rischio, meglio se a capitale garantito, che assicurino al sottoscrittore almeno la restituzione di quanto investito. Anche la compagnia assicuratrice del gruppo, Poste Vita, continua a preferire la distribuzione di prodotti a basso rischio. Nel primo semestre Poste Vita avrebbe collocato presso la clientela quasi esclusivamente polizze tradizionali, che garantiscono al cliente la restituzione di quanto investito, per una cifra che sfiora gli 11 miliardi di euro, mentre la distribuzione di polizze unit linked, che trasferiscono il rischio al cliente, continuano a rappresentare una componente residuale del portafoglio, con 232 milioni di euro raccolti.
Per il Presidente Nazionale SNA, Claudio Demozzi, “anche le compagnie che rappresentiamo dovrebbero porsi qualche domanda e cercare di essere maggiormente lungimiranti, focalizzando l’attenzione sulla richiesta di certezza e di garanzia che i clienti delle assicurazioni chiedono e danno forse per scontate per gli investimenti che affidano agli Agenti. bisogna avere il coraggio di riporre al centro le Agenzie, ritornando a mettere in atto strategie capaci di aumentare l’afflusso dei clienti dentro le agenzie, smettendo di inseguire i fantasmi di clienti ibridi para-digitali, capaci di autoconsigliarsi nella comparazione e nell’acquisto di una polizza, che esistono soltanto nei sogni ad occhi aperti di qualche altissimo manager di compagnia incapace di affrontare la realtà per quello che realmente è”.
La Redazione

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100 mln € a micro, piccole e medie imprese per digitalizzazione dei processi, ammodernamento tecnologico e formazione qualificata

ROMA - Sono stati assegnati dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) 67,46 milioni di euro – che integrano i 32,54 milioni di euro già stanziati – al Programma operativo nazionale (PON) “Imprese e competitività” 2014-2020, cofinanziato dall’Unione Europea e di cui è titolare il MISE - Ministero dello Sviluppo Economico.
Questi 100 milioni di euro – ripartiti fra tutte le Regioni – verranno assegnati alle micro, piccole e medie imprese in forma di voucher non superiore ai 10.000 euro esclusivamente per l’acquisto di hardware, software e servizi finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali, all’ammodernamento tecnologico, all’incoraggiamento di forme di flessibilità (es. telelavoro, e-commerce, connettività a banda larga e ultra-larga), al collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare ed al finanziamento della formazione qualificata, nel campo ICT, del personale.
Attualmente il provvedimento è in esame al MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) per le verifiche degli effetti sulla finanza pubblica; immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera CIPE, si procederà all’apertura dei termini per la presentazione delle domande di accesso all’agevolazione. Il Mise pubblicherà con congruo anticipo le modalità di presentazione e forniti i moduli da utilizzare.
Alessandra Schofield

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Diffusione delle fake news: un disegno di legge per responsabilizzare gli utenti. Via libera al riconoscimento del "diritto all'oblio"

MILANO - L’attività social fa ormai parte del nostro quotidiano, tanto sul livello personale quanto professionale. Le motivazioni dell’utilizzo delle diverse piattaforme a disposizione sono molteplici, e non staremo ora a valutarne l’opportunità o la positività: di fatto la platea degli utenti dei social network va ampliandosi di ora in ora, stanti anche le finalità di autopromozione a scopo commerciale.
Ma quale che sia la spinta di ciascuno verso questo o quel luogo di incontro virtuale, ci accomuna tutti il rischio di adottare comportamenti incauti ed in effetti potenzialmente molto dannosi. È evidente, non stiamo parlando dell’uso criminale e consapevole che alcuni soggetti fanno del mondo social e neppure dei rischi di “contrarre” qualche virus a causa di un clic di troppo. Ci riferiamo invece alla superficialità con cui diamo risonanza a notizie allarmistiche e false senza effettuare prima le dovute verifiche: possiamo chiamarle fake news o, all’italiana, bufale. Si tratta comunque di “notizie” i cui contenuti fanno perno sulla “pancia” degli utenti, che spesso (ed anche volentieri) rinunciano all’esercizio di quella razionalità che forse utilizzerebbero invece in una conversazione tra persone. Se la calunnia è un venticello, la bufala assume rapidamente le dimensioni e la potenza di un monsone. Se n’è accorta la senatrice Adele Gambaro, prima firmataria del disegno di legge “Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica”, politicamente trasversale ed ora all'esame delle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia al Senato.
Recita il Ddl “Se l'informazione diventa disinformazione i mezzi di comunicazione di massa possono essere utilizzati ai fini di propaganda con il rischio che notizie appositamente distorte vengano strumentalmente adoperate per influenzare l'opinione pubblica”.
L’idea è dunque quella di sanzionare economicamente la pubblicazione o diffusione a mezzo social o siti web non giornalistici di “notizie false, esagerate o tendenziose che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o non veritieri”. Le multe lieviterebbero qualora i contenuti siano specificamente diffamanti. Non solo: si prevede la reclusione qualora le notizie diramate possano destare pubblico allarme o dare l’avvio a campagne d’odio o comunque anti democratiche. Il Disegno di legge tende ad introdurre il diritto di replica e la possibilità di chiedere la rimozione dal web di contenuti diffamatori o di dati e informazioni personali trattati, inserendo inoltre l'alfabetizzazione mediatica nelle scuole per un uso critico dei media.
Il Ddl, infine, riconosce il principio del cosiddetto “diritto all’oblio”, secondo il quale la reiterazione di notizie attinenti a fatti remoti nel tempo è legittima solo se effettivamente utile e solo in presenza di un rilevante collegamento con la realtà attuale; ciò per evitare un’indeterminata esposizione ai danni ulteriori che la reiterata pubblicazione di una notizia può arrecare all’onore e alla reputazione delle persone coinvolte.
Alessandra Schofield

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In Sardegna cambiano ancora le targhe automobilistiche. Il Consiglio dei Ministeri introduce la sigla Sud Sardegna (SU)

MILANO - Il Consiglio dei Ministri ha deliberato l'introduzione del regolamento che dovrà essere adottato con un decreto del Presidente della Repubblica, concernente la nuova sigla che comparirà sulle targhe automobilistiche del Sud Sardegna, ossia SU. Vengono soppresse quindi quelle di Carbonia-Iglesias (CI), Medio Campidano (VS), Olbia-Tempio (OT), e Ogliastra (OG). I veicoli con queste ultime targhe, comunque potranno continuare a circolare fino a nuova immatricolazione.
La Redazione

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Semafori con il conto alla rovescia. Dalla fine del 2017 countdown per calcolare la durata del giallo e per contenere gli abusi nelle sanzioni

MILANO - Entro la fine di quest'anno, secondo quanto stabilito dal decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che dà attuazione alla miniriforma del Codice della Strada, verrà introdotto il semaforo con "conto alla rovescia". Un vero e proprio countdown per calcolare dopo quanti secondi scatterà il rosso dopo il giallo. Come si ricorderà, anni fa si parlò di una moltitudine di Amministrazione pubbliche che - allo scopo di fare cassa - avrebbero arbitrariamente modificato la tempistica del funzionamento dei semafori. Illazioni, ipotesi, fantasie? Forse. Sta di fatto che il numero delle sanzioni per inosservanza della norma del Codice della Strada sono aumentate del 200% negli ultimi anni.
Al momento non si tratterà di un adeguamento obbligatorio ai sistemi: i gestori potranno stabilire se e su quali impianti semaforici installarlo, sopportandone il costo. Nel corso degli ultimi mesi città come Roma e Bergamo hanno già sperimentato il sistema, con buoni risultati.
Luigi Giorgetti

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Codice della Strada, in vista sanzioni pesanti: ritiro della patente per chi guida con il cellulare e nuove regole per il sorpasso dei ciclisti

MILANO - Modifiche in vista al Codice della Strada? In sede parlamentare si discute di una serie di inasprimenti delle sanzioni a carico degli automobilisti indisciplinati. In particolare, si parla insistentemente di multe più salate nel caso di guida con cellulare in mano. Come noto, secondo alcune statistiche, in Europa due incidenti su tre sono causati da distrazione alla guida, soprattutto a causa dell’utilizzo improprio del telefonino.
Tragedie come quelle che hanno visto coinvolti i ciclisti Michele Scarponi e Nicky Hayden hanno accelerato la discussione. Molto probabile, dunque, l'introduzione del ritiro immediato della patente in caso di guida con cellulare, mentre per il sorpasso di ciclisti occorrerà una distanza minima di 1,5 metri. Perplessità sono state espresse dagli avvocati, secondi i quali in sede di giudizio sarà pressoché impossibile produrre una prova inconfutabile per sostenere l'innocenza dell'automobilista. 
Luigi Giorgetti

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Dal 1° luglio Equitalia è cancellata, ma i debiti no. La tecnica dello struzzo non è una buona idea: meglio controllare la propria posizione

MILANO - Dal 1° luglio 2017 Equitalia è sostituita dalla nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione. Ma attenzione: le cartelle esattoriali, le iscrizioni a ruolo e tutti i procedimenti in corso rimangono a carico del debitore e sarà il nuovo ente riscossore pubblico a prendere le pratiche in gestione. L’Agenzia delle Entrata ha inoltre poteri nuovi e maggiori rispetto ad Equitalia e può accedere direttamente ai conti dei contribuenti per recuperare il dovuto inevaso.
Utilizzare la tecnica dello struzzo e sperare che il problema si risolva magicamente da sé non è una buona idea: per evitare l’intervento invasivo del nuovo ente di riscossione, molto meglio verificare la propria situazione debitoria presso gli sportelli Equitalia e far esaminare tutta la documentazione: si potrebbe scoprire che alcune somme iscritte a ruolo sono ormai prescritte o potrebbero ravvisarsi vizi nelle notifiche degli atti che ne comportano la nullità o l’annullabilità e consentono il ricorso in sede giudiziale. Infine, concordare una rateazione è sempre possibile.
Alessandra Schofield

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Privacy, il Garante boccia la nascita di una banca dati contro le frodi assicurative sulle polizze "Cristalli Auto". Ecco la motivazione

MILANO - Importante decisione dell'Autorità Garante della Privacy. E' stata, infatti, respinta la richiesta di una società specializzata nella riparazione di cristalli per autoveicoli di istituire una banca dati dei propri clienti, anche potenziali, sulla base del bilanciamento di interessi tra la tutela della privacy e l’esercizio di finalità antifrode. Banca dati - va detto - che sarebbe stata realizzata senza alcuna preventiva autorizzazione da parte degli interessati.
Il progetto, in buona sostanza, prevedeva la creazione di una piattaforma su cui registrare le informazioni relative a soggetti richiedenti preventivi per la sostituzione dei vetri, così da poterle incrociare con chi, entro i sei mesi successivi, avesse deciso di sottoscrivere una polizza “cristalli” o avesse denunciato un sinistro di tale tipo. Tale misura avrebbe consentito alle Compagnie di assicurazioni di individuare eventuali tentativi di truffa e di bloccare conseguentemente la copertura.
Nel corso dell’istruttoria l’Autorità ha però rilevato che la normativa attribuisce le attività di prevenzione e contrasto di fenomeni fraudolenti in ambito assicurativo esclusivamente a soggetti pubblici muniti di idonee garanzie di terzietà. Inevitabile la bocciatura del progetto.
Luigi Giorgetti

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