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Il debito pubblico italiano nel 2021 salirà a quota 159,7% del Pil. Il Fondo Monetario Internazionale rassicura: "Situazione ancora sostenibile"

MILANO - I numeri del debito pubblico italiano fanno tremare le vene ai polsi: nel 2021 salirà al 159,7% del Pil. La stima è contenuta nell'aggiornamento del Fiscal Monitor del Fondo Monetario Internazionale, pubblicato ieri. Nel 2020 il debito si è attestato invece al 157,5%, con un balzo di oltre 20 punti percentuali rispetto al 134,6% del 2019. Nella classifica internazionale dei Paesi più avanzati (e con i conti in rosso), l'Italia si colloca al secondo posto, dopo il Giappone: quest'ultimo chiude il 2020 con un rapporto debito/Pil al 258,7%.
Malgrado ciò, il Fmi ritiene "sostenibile" la situazione complessiva per l'Italia, in virtù dei "bassi tassi di interesse e della prevista ripresa della crescita".
Nel Report il Fondo Monetario Internazionale indica quindi le strategie per dar luogo ad una ripresa duratura post-Covid: "I governi - si legge - devono vincere la corsa ai vaccini, rispondere con flessibilità al cambiamento delle condizioni economiche e preparare la scena per una ripresa più verde, più equa e più stabile". In particolare, osserva il rapporto, "è cruciale la cooperazione globale nella produzione e la distribuzione più ampia possibile di trattamenti e vaccini a tutti i Paesi a basso costo". La vaccinazione, prosegue il Fmi, "è un bene pubblico globale che salva vite e, in definitiva, anche il denaro dei contribuenti in tutti i Paesi. Prima la pandemia globale finirà, più velocemente le economie potranno tornare alla normalità e le persone avranno bisogno di minor aiuto dai governi. Data l'inusuale, alta incertezza, le politiche dovrebbero rispondere flessibilmente al cambiamento delle condizioni economiche e pandemiche. La maggior parte dei Paesi dovrà fare di più con meno, considerando i crescenti rigidi vincoli di bilancio. Ciò significa concentrarsi sui più colpiti e i più vulnerabili, vale a dire poveri, donne e lavoratori in nero, e sulle aziende che possono rimanere redditizie dopo la crisi o sono importanti in modo sistemico per l'economia".
Luigi Giorgetti

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Allianz partner del Comitato Olimpico e Paraolimpico Internazionale. Demozzi: "Confidiamo nelle ricadute sugli agenti, così come promesse dall'a.d. Giacomo Campora"

MILANO - L’amministratore delegato di Allianz Italia Giacomo Campora ha annunciato anche attraverso la stampa di settore la partnership stretta a livello globale con il Comitato Olimpico Internazionale e il Comitato Paraolimpico Internazionale. Nelle sue intenzioni, l’importante partnership coinvolgerà tutta l’organizzazione aziendale, finanche gli agenti. Campora ha dichiarato: "Per i nostri clienti, per la nostra rete agenziale, per i nostri dipendenti e per tutti gli appassionati dello sport, che trova nei Giochi Olimpici e Paraolimpici la massima espressione, sono in arrivo numerose iniziative e progetti".
La durata dell’accordo è di otto anni ed ha avuto inizio il 1° gennaio scorso. “Ci saranno certamente ricadute sugli agenti – ha commentato il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi - auspichiamo che la sensibilità dell'a.d. Campora e la sua profonda conoscenza delle dinamiche aziendali siano di supporto alla migliore gestione di questo aspetto e possano permettere che tali ricadute siano solamente positive, per gli agenti e loro collaboratori”.
La compagnia assicurativa più grande dell'area Euro, con una capitalizzazione di mercato di quasi 100 mld/€ secondo stime di settore, deve però affrontare in Italia un periodo di relazioni alquanto difficili con la rete agenziale e con la sua principale rappresentanza aziendale. Il Gruppo Agenti del presidente Umberto D’Andrea, denominato AAA, ha infatti recentemente recapitato al vertice della compagnia una dura lettera con la vera e propria presa di distanza dall’attuale politica distributiva di Allianz Italia.
L’amministratore delegato non ha fatto attendere la sua risposta: incontriamoci e parliamo. Ma per il presidente D’Andrea, stando al testo della lettera, il tempo delle parole sarebbe finito. Alla compagnia viene contestata in particolare l’accelerazione impressa nelle attività più pericolose, per gli agenti, sul fronte della disintermediazione agenziale. Un pericolo che la compagnia tiene a smentire, ma che il Sindacato nazionale agenti denuncia ormai da diversi anni e che “fino a poco tempo fa, secondo il presidente Demozzi, era sottovalutato da molte Rappresentanze aziendali degli agenti”.
La Redazione

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Improvviso crollo delle quotazioni dei Bitcoin, la criptovaluta brucia un quarto del proprio valore in due giorni. Per gli analisti è l'inizio della fine della bolla speculativa

MILANO - Era stata pronosticata dagli analisti di mezzo mondo fin da metà dicembre 2020. Puntuale, arriva la notizia secondo la quale la folle corsa del Bitcoin si è arrestata. Le quotazioni della criptovaluta per eccellenza - fra domenica 10 e lunedì 11 - ha registrato un crollo verticale, lasciando sul terreno quasi un quarto del proprio valore.
Fra gli investitori professionali si fa strada l'idea che non si tratti di una contrazione di breve termine. Tutt'altro: la bolla speculativa si sarebbe esaurita ed avrebbe innescato la corsa alle vendite. Le quotazioni sono al momento passate dai 42.000 dollari di sabato 9 dicembre agli attuali 33.000 dollari. Intanto, la Financial Conduct Authority, l’Autorità di vigilanza del Regno Unito, ha messo in guardia i piccoli risparmiatori: "Investire in criptovalute, o investimenti e prestiti ad essi collegati, comporta l’assunzione di rischi molto elevati. Se i consumatori acquistano in questi prodotti dovrebbero essere pronti a perdere tutti i loro soldi".
Luigi Giorgetti

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Il Presidente di Toyota definisce l'auto elettrica "insostenibile per gli enormi costi sociali ed energetici". Demozzi (Sna): Nessuno può dirci come sarà davvero il nostro futuro

MILANO - E' di oggi la pubblicazione sul quotidiano "Il Sole 24Ore" di un'intervista ad Akio Toyoda, Presidente di Toyota e dell'Associazione dei costruttori di automobili giapponese. Il manager non usa mezzi termini nel definire il mercato delle auto elettriche "insostenibile per gli enormi costi sociali ed energetici". Affermazioni in controtendenza rispetto alla maggior parte dei dirigenti suoi competitor: sotto accusa, in particolare, quanti stanno sottovalutando l'impatto ambientale della produzione delle batterie.
Un monito, dunque, a coloro che - in una logica di pensiero uniformato, per citare Umberto Eco - stanno spingendo i consumatori di tutto il mondo ad accettare l'idea che l'elettrico sia la panacea di tutti i problemi.
Per il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi "nessuno, neppure gli uomini più potenti del mondo nel loro settore, conosce esattamente come sarà il futuro, prossimo e remoto. Per cui - aggiunge Demozzi - è necessario mantenere obiettività di giudizio, senza farsi ammaliare dagli scenari che a volte dipingono le nostre mandanti e che parlano di un mondo che per ora si può solo immaginare. E che non è detto sarà il nostro".
Luigi Giorgetti

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Emergenza economica in Europa, la Bce lascia i tassi di interesse fermi allo 0%. Forti prestiti alle banche che finanziano le imprese

MILANO - La Banca Centrale Europea ha deliberato nuove importanti misure per cercare di fronteggiare la gravissima crisi economica innescata dalla pandemia da Covid-19. Nessun Paese del vecchio continente sembra essere stato risparmiato: gli indicatori di crescita sono tutti negativi e le prospettive di rilancio passano - al momento - per la tenuta del tessuto produttivo. Il rischio concreto che incombe sulle economie europee è la perdita di centinaia di migliaia di attività commerciali e industriali. Consapevoli della situazione, i vertici della Bce hanno dunque deciso di lasciare i tassi d'interesse invariati e al contempo di rafforzare il programma di acquisti di titoli del debito pubblico degli Stati membri (Italia compresa).
Al termine della riunione di politica monetaria, la Banca Centrale Europea ha confermato il tasso principale a 0% e il tasso sui depositi a -0,50%. 
E' stato inoltre rafforzato il piano "Pepp" con acquisti per altri 500 miliardi di euro di bond, principalmente titoli di Stato, portando il totale dallo scorso marzo a 1.850 miliardi di euro. La durata del "Pepp" è stata fissata fino a marzo 2022.
Sono stati, poi, varati tre nuovi maxi-prestiti "Tltro": si tratta di operazioni con cui la Bce concede alle banche somme - remunerandole con un tasso d'interesse - purché gli istituti a loro volte sostengano le imprese con di linee di credito.
Luigi Giorgetti

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Ficht Ratings conferma la solidità finanziaria di Reale Mutua Assicurazioni, mentre la rete agenziale rischia di vedere limitato l’uso autonomo dei dati

MILANO - “Fitch Ratings ha comunicato di aver confermato a Reale Mutua e alla sua controllata spagnola Reale Seguros Generales il rating di solidità finanziaria (IFS) in “BBB+ con outlook “stabile”.
Così si apre il comunicato stampa diffuso oggi dalla compagnia torinese che aggiunge: “Fitch dichiara che la capitalizzazione molto forte di Reale Mutua (giudicata “very strong”, secondo il punteggio Prism FBM), il positivo posizionamento sul mercato italiano, cileno e spagnolo e il modello industriale vantaggioso e profittevole sono stati elementi determinanti nella valutazione del Rating. Inoltre, la reddittività del combined ratio del ramo danni, che si prevede conservi stabilità nel tempo, ha avuto un peso importante nel giudizio positivo”.
Ci chiediamo se l’Accordo dati sottoscritto di recente dalla compagnia e dal Gruppo agenti, prevedendo la facoltà di scegliere “tra due possibilità: 1) sottoscrivere un accordo di contitolarità con la compagnia, oppure 2) accettare la nomina a responsabili del trattamento dei dati" – si legge nella lettera inviata dal Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi al Presidente del Gaa Reale Mutua Assicurazioni, agli iscritti al Sindacato, al vertice del Comitato dei Presidenti di Gaa e all’Esecutivo Nazionale Sna – abbia contribuito in qualche modo alla valutazione di Fitch.
È plausibile pensare di sì, dato che la disciplina dei consensi contenuta nell’accordo sembra ancora una volta portare con sé l’obiettivo di limitare l’uso dei dati alla sola distribuzione di prodotti Reale Mutua e non ad altro, come ad esempio la quotazione del rischio con altre compagnie. Non c’è dubbio, infatti, che il combinato disposto tra questa blindatura che aumenterebbe la fedeltà della rete agenziale alla mandante, la forte capitalizzazione, l’andamento favorevole dei mercati e la stabilità del combined ratio danni, farebbe il gioco della compagnia. Peccato che nel contempo sarebbero svantaggiati gli interessi della rete agenziale in un mercato sempre più libero e quelli della clientela orientata anch’essa a subire l’involontaria fedeltà al marchio.
Roberto Bianchi

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Effetto Covid, il Gruppo Credit Agricole rimborsa in conto corrente il 10% dei premi Rcauto al momento del rinnovo

MILANO - Il Gruppo Credit Agricole segue le orme di Cattolica “Con noi un mese ha 30 giorni in più”, UnipolSai “Un mese per te” e delle altre compagnie che offrono sconti al rinnovo delle polizze auto e moto riconoscendo ai propri clienti il 10% di cashback calcolato sulla componente Rc del contratto, purché esente da sinistri negli ultimi due anni.
Ivass e Ania avevano peraltro “…stimolato l’intero settore ad agire per supportare il mercato e tutelare i consumatori”, si legge nel comunicato diramato alla stampa nei giorni scorsi.
“Crédit Agricole Assicurazioni e Crédit Agricole Italia hanno deciso – prosegue la nota - di aggiungere alle misure di sospensione, proroga e dilazione dei pagamenti già attuate durante il primo lockdown nella scorsa primavera, un vero e proprio rimborso in conto corrente per i propri clienti. Per riceverlo è sufficiente rinnovare la polizza Protezione Guida fino al prossimo 13 settembre 2021”.
Gianluca Bisognani, Responsabile Direzione Marketing e Digital, aggiunge che “il Gruppo Crédit Agricole vuole continuare a essere vicino ai propri clienti, in modo concreto nelle esigenze di tutti i giorni, oggi nei rimborsi delle polizze Auto come ha già fatto per migliaia di clienti con la sospensione delle rate dei mutui o dei prestiti a tasso zero per gli studenti”.
Roberto Bianchi

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Dopo l'arresto del fondatore Prima Assicurazioni punta ai mercati di UK, Spagna e Germania. L'Italia affidata ad un reggente per tentare di garantire la continuità aziendale

MILANO - Novità sul fronte Prima Assicurazioni dopo l'arresto del fondatore Alberto Genovese con le pesantissime accuse di violenza sessuale, spaccio di droga e sequestro di persona. Le redini della compagine, attiva - si ricorderà - nella distribuzione online di polizze Rcauto in partnership con GreatLakes Insurance, Munich Re e La Parisienne Assurances, passeranno a George Ottathycal Kuruvilla. Il manager assumerà il doppio incarico di presidente e amministratore delegato al fine di garantire la continuità aziendale: secondo i dati ufficiali diffusi da Prima Assicurazioni, al 30 giugno 2020 la società aveva raccolto premi per 115 milioni di euro (+94% rispetto allo stesso periodo del 2019), contava quasi un milione di clienti, ma presentava una perdita di 2,93 milioni a fronte di un patrimonio netto pari a 52,45 milioni di euro.
Secondo informazioni di stampa, inoltre, Prima.it punterà con decisione sul mercato internazionale. Ed in particolare su Regno Unito, Spagna e Germania. Già stanziati 2 milioni di euro in favore delle compagini estere.
Luigi Giorgetti

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Mentre siedono al tavolo per il rinnovo dell'A.N.A. le compagnie chiedono all'Europa di superare l'intermediazione assicurativa

MILANO - Con un documento che lascia basiti, l’Associazione europea delle imprese assicuratrici (Insurance Europe) chiede che la politica europea stabilisca quale modalità principe della distribuzione assicurativa la vendita online, che la modalità digitale cioè soppianti il “face-to-face sales” destinato, secondo le compagnie, a diventare l’eccezione nel prossimo futuro. L’Associazione presieduta da Andreas Brandstetter (Ceo di Uniqa Insurance Group), chiede addirittura che la politica e le Authority possano facilitare il passaggio alla modalità digitale con specifiche norme di allineamento.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi si è detto molto contrariato per questa presa di posizione “mai annunciata così chiaramente in passato, che lascia davvero esterrefatti! Il documento di Insurance Europe  - prosegue Demozzi - ci fornisce una nuova chiave di lettura per molte iniziative che anche le compagnie che operano in Italia hanno adottato negli ultimi mesi e che andranno fortemente contrastate. I Gruppi Aziendali Agenti sono chiamati ad un sussulto di orgoglio per fare fronte comune con il Sindacato ed impedire che l’intermediazione professionale sia cancellata subdolamente, proprio mentre in Ania stiamo trattando, con impegno e dedizione, la riscrittura ed il rinnovo dell’Accordo quadro della categoria agenziale”.
La Redazione

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Coverys European Holdings amplia la presenza italiana con l'acquisizione di Bridge Insurance Broker

MILANO - Coverys European Holdings (CEH), piattaforma e rete di agenzie specializzata nei mercati europei, ha completato oggi l'acquisizione del 100% di Bridge Insurance Broker S.r.l., broker grossista e coverholder dei Lloyd's con sede a Lucca. Bridge fornisce un’offerta completa di prodotti assicurativi nei rami property, casualty e specialty, garantendo la relativa gestione dei sinistri. Il broker gestisce circa 25.000 polizze attive, emesse attraverso il suo Network composto da 450 partner distributivi.
Grazie ad una tecnologia informatica all'avanguardia, Bridge ha registrato una rapida crescita dal 2015; la società è stata per questo motivo menzionata in una recente pubblicazione del Financial Times, intitolata “FT 1000: Europe’s Fasting Growing Companies in 2020.” Il broker e coverholder dei Lloyd's continuerà ad essere guidato da Alessandro Cianelli che ha ricoperto la carica di Amministratore della società dal gennaio 2015. Prima di arrivare in Bridge, Cianelli ha ricoperto il ruolo di area manager in All Risks S.r.l. underwriting agency e ispettore commerciale presso Assicuratrice Milanese S.p.A.
L'acquisizione di Bridge Insurance Broker è l’ingresso più recente nella rete europea in rapida espansione di Coverys European Holdings. CEH ha acquisito l’MGA AEC Wholesale Group nel gennaio 2020 e all'inizio di questo mese ha lanciato Celeritas, Lloyd’s broker europeo per la gestione delle binding authority e piazzamenti sull’Open Market.
La Redazione

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