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INTERNAZIONALE

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Legge sulla sorveglianza degli assicurati. La Svizzera sta per varare la norma che consente alle compagnie il controllo digitale dei cittadini

MILANO - Un occhio da "Grande Fratello" da parte delle compagnie di assicurazioni sui cittadini svizzeri. Una sperimentazione che potrebbe estendersi presto in altri Paesi. Sta per essere approvata dal Parlamento elvetico la Legge sulla sorveglianza degli assicurati. In sostanza, la norma consente alle assicurazioni di assumere detective per scoprire eventuali abusi, effettuare di nascosto registrazioni video, audio e persino attivare la geolocalizzazione tramite GPS o droni. Il tutto in deroga alle pur severe disposizioni in materia di privacy. Per fronteggiare l'introduzione della norma si stanno attivando comitati di cittadini che chiedono un referendum. Per questi ultimi, infatti, si tratterebbe di un autentico controllo elettronico a tappeto, mascherano da contrasto alle truffe assicurative.
Luigi Giorgetti

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Il Gruppo assicurativo francese Verlingue pronto alla conquista del mercato italiano (nel segmento della tutela delle imprese)

MILANO - L'annuncio è ufficiale. Presto vedremo in campo in Italia il Gruppo assicurativo francese Verlingue, specializzato nella tutela delle imprese. Dopo l'acquisizione di ICB Group in Gran Bretagna, il management transalpino ha comunicato che il prossimo obiettivo sarà il Bel Paese. Frédéric Grand, Vice Direttore generale e Direttore delle Filiali straniere di Verlingue, in una nota, ricorda come “il 30% del fatturato sia ormai realizzato a livello internazionale, rispetto al 5% nel 2016. La nostra ambizione è raggiungere rapidamente il 50% grazie al nostro insediamento in altri Paesi europei quali Germania e Italia.”.
Il tutto a meno di due anni da importanti operazioni come l'acquisizione del Gruppo svizzero S&P e di Advantis.
Luigi Giorgetti

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Dalla Corte di Giustizia Europea via libera alla consulenza in ambito assicurativo (indipendentemente dalla stipula di una polizza)

MILANO - La Direttiva Europea 2002/92, definisce il concetto di intermediazione assicurativa come “qualsiasi attività consistente nel presentare o proporre contratti di assicurazione o di eseguire altri lavori preparatori per la conclusione o la conclusione o contribuire alla loro gestione ed esecuzione, in particolare in caso di sinistro”. Secondo la Corte di Giustizia dell’Unione europea, i lavori preparatori per la conclusione di un contratto di assicurazione, in assenza di un reale desiderio da parte dell’intermediario di concludere il contratto, rientrano nel concetto di intermediazione assicurativa.
Aggiunge che la consulenza finanziaria relativa all’investimento di capitali fornito da un intermediario rientra anche nell’ambito di applicazione di tale direttiva e non in quello relativo ai mercati degli strumenti finanziari. Ne deriva che l’attività consulenziale prestata dall’Intermediario prima dell’eventuale proposta di una polizza, rientra dunque nell’attività propria di intermediazione assicurativa.
La sentenza (versione integrale).
La Redazione

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Direttiva europea in materia di assicurazioni, due importanti novità in arrivo con oggetto la copertura minima e la sinistralità passata

MILANO - La nuova Direttiva europea in materia di assicurazioni rappresenta davvero un cassetto pieno di novità. Una di queste riguarda l'armonizzazione delle polizze Rcauto in tutti gli Stati membri dell'UE. Un'attenzione particolare è stata riservata agli importi minimi delle coperture in caso di sinistro. In ogni Paese vige al momento un livello differente e la Commissione intende al più presto rivedere questo parametro, definendo un'asticella (al rialzo) per tutti uguali, in modo da evitare che, ad esempio in caso di incidente la vittima venga risarcita con importi differenti a seconda del luogo del sinistro (in Francia rispetto alla Germania o all'Italia).
Attualmente 13 Stati membri sono soggetti a importi minimi più bassi rispetto a quelli (più alti) previsti dalla Direttiva. Inoltre, a causa delle differenti date dei diversi Stati membri per il ricalcolo periodico degli importi minimi, permane un forte divario tra i Paesi membri che hanno beneficiato di periodi di transizione e tutti gli altri Stati. Si impone a questo punto una armonizzazione.
Altra novità nella nuova Direttiva è quella relativa alla cosiddetta "sinistralità passata", vale a dire la quantità e la qualità degli incidenti causati dall'automobilista nel corso del tempo. L’attuale direttiva - scrive la Commissione europea - dispone che gli Stati membri siano tenuti a garantire che l’assicurato abbia il diritto di esigere un’attestazione di sinistralità passata relativa agli ultimi cinque anni. Tuttavia, non vi è nessun obbligo per le compagnie di assicurazioni di tenere conto di tali attestazioni al momento del calcolo dell'importo dei premi. In sostanza, se un italiano stipula una polizza Rcauto in Francia (ad esempio perché abita al confine) l'assicuratore francese può non tenere conto del fatto che nei 5 anni precedenti l'automobilista non ha avuto incidenti. Ne deriva che al contraente italiano potrebbe essere chiesto di pagare - a parità di condizioni e sinistralità passata - un premio più alto rispetto a quello di un cittadino francese.
Come noto, ad oggi le attestazioni provenienti da un diverso Stato membro vengono ritenute dalle compagnie poco affidabili, se non addirittura volutamente mendaci ! Sicché la Commissione europea è intervenuta affermando che "per facilitare l’autenticazione delle attestazioni di sinistralità passata da parte degli assicuratori è utile che contenuto e formato siano gli stessi in tutta l’UE".
Luigi Giorgetti

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Andreas Brandstetter (Uniqa) è il nuovo presidente di Insurance Europe, l’Associazione europea delle Compagnie di assicurazione

MILANO - Andreas Brandstetter (Uniqa) è il nuovo presidente di Insurance Europe, l’Associazione europea delle Compagnie di assicurazione. Succede a Sergio Balbinot (Generali), che ha ricoperto l'incarico per due mandati. "Sono davvero onorato di essere stato eletto per rappresentare il settore assicurativo europeo come presidente della sua federazione", ha commentato Brandstetter. "La nostra industria - ha continuato - apporta un enorme contributo alla società, sia attraverso la protezione che offriamo ai clienti sia attraverso gli investimenti a lungo termine nell'economia reale".
Brandstetter ha fatto la sua prima comparsa nel settore assicurativo nel 1997, come assistente dell'allora ceo di Uniqa, diventando membro del consiglio di amministrazione, responsabile per i mercati internazionali e per il settore fusioni e acquisizioni dal 2002. Nel luglio del 2011 è stato nominato presidente e ceo del gruppo Uniqa, la cui filiale italia è stata recentemente ceduta, come noto, ad Italiana Assicurazioni del gruppo Reale Mutua.
La Redazione

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Axa, super-investimento da 12 miliardi di euro nelle Bermude. Tutto pronto per l'acquisizione della compagnia XL Group

MILANO - Investimenti miliardari per Axa nei Caraibi. Secondo indiscrezioni la compagnia avrebbe avviato la procedura per la quota alla Borsa di New York della divisione americana Axa Equitable. Verranno venduti 137,25 milioni di titoli a un prezzo tra i 24 e i 27 dollari con l'opzione per un'ulteriore alienazione. Il gruppo ha stimato di raccogliere non meno di 4 miliardi di dollari, necessari (in parte) per finanziare l'acquisizione (12 miliardi di euro, ndr) di XL Group, compagnia specializzata nelle assicurazioni e con sede alle Bermuda.
Luigi Giorgetti

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La morte della donna investita da un’auto a guida autonoma decreta la fine dei test Uber e Toyota in Arizona e in California

MILANO - Accade di tanto in tanto che le fantasticherie tecnologiche, spacciate per conquiste tangibili, si schiantino sulla dura realtà quotidiana, lasciando i millantatori in braghe di tela alle prese con tortuose smentite e correzioni di rotta. Già nel n. 119 della nostra rivista L’Agente di Assicurazione avevamo riportato i dati reali della mobilità autonoma e assistita, per evidenziare come, su questo versante, i grandi produttori di software e con essi le case automobilistiche e persino l’industria assicurativa si sono fatti prendere la mano dalla fantasia o, come dice lo stesso Sergio Marchionne, dalla fantascienza, dando per fatto ciò che nella penna dei progettisti è poco più di uno schizzo.
Ecco quindi che dopo il recente incidente mortale avvenuto a Tempe, in Arizona, il governatore Doug Ducey ha deciso di mettere fine agli esperimenti di guida autonoma negando la licenza di effettuare prove su strada ai veicoli autopilotati di Uber che per evitare danni reputazionali si è ritirato anche dalla California. “Nel miglior interesse delle persone del mio stato, ho dato mandato al Dipartimento dei Trasporti di sospendere la licenza di Uber per i test e le operazioni con i veicoli autonomi sulle strade pubbliche dell’Arizona”, ha dichiarato il governatore, aggiungendo che tale sperimentazione si è dimostrata “un fallimento”. Un fallimento tale che Toyota si è allineata al colosso di San Francisco decidendo di sospendere anch’essa i collaudi sulle strade della California dei mezzi muniti di “chaffeur mode”, in considerazione dei limiti evidenziati durante i test e per evitare, ha detto il portavoce della casa costruttrice giapponese Brian Lyons, che i collaudatori possano “essere influenzati negativamente da questo incidente” e cioè dall’investimento della quarantanovenne Elaine Herzberg uccisa a Temple lo scorso 18 marzo dall’auto a guida autonoma di Uber.
Va inoltre rilevato che nel corso di quest’anno Waymo - collegata a Google attraverso Alphabet e protagonista di numerose partnership con automaker del calibro di BMW e Fiat-Chrysler, ha ridotto del 65% le vetture autonome circolanti in California, nonostante i risultati positivi registrati nella sia pure limitata esperienza sviluppata a Phoenix. Attenzione quindi agli effetti speciali di cui si dotano i chiacchieroni tecnologici quando mostrano filmati di self driving fatti in laboratorio e quando affermano che essi rappresentano non tanto l’oggi, quanto piuttosto lo ieri perché le conquiste fatte sono ancora più sofisticate.
La realtà non corrisponde alle favole e noi viviamo di realtà.
Roberto Bianchi

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La danese Alpha Insurance messa in liquidazione. L'Ivass dispone il divieto di assunzione di nuovi contratti assicurativi

ROMA - L’Autorità di vigilanza danese Danish Financial Services Authority (DFSA), istitutzione omologa all'italiana Ivass ha reso noti di aver disposto il divieto di assunzione di nuovi contratti, inclusi i rinnovi, nei confronti di Alpha Insurance, impresa danese operante in Italia in regime di libera prestazione di servizi principalmente nel settore cauzioni. Il 4 marzo scorso l’assemblea degli azionisti di Alpha Insurance aveva deciso di porre l’impresa in liquidazione volontaria. L'Ivass rende noto in un comunicato di seguire con estrema attenzione "l'evoluzione della situazione", restando in contatto con la Autorità di vigilanza danese, con EIOPA e con gli altri supervisori interessati.
Luigi Giorgetti

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IDD, il Bipar sulla stessa linea di Sna. Demozzi: il Governo pare aver sbagliato mira, aumentando le tutele in favore di banche e assicurazioni

MILANO - Con una lettera trasmessa al Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, durante i lavori del Comitato Centrale di ieri (23 febbraio, ndr), la Federazione europea delle Associazioni degli Intermediari Agenti e Broker B.I.P.A.R. ha comunicato la propria condivisione sull'adeguatezza delle attuali norme del Codice delle Assicurazioni che garantiscono sufficiente tutela ai consumatori prevedendo l'obbligo del conto corrente separato o della fidejussione bancaria (pari al 4% del portafoglio incassato dall'agente, ndr).
Il BIPAR ricorda come la Direttiva europea IDD riconfermi tali previsioni, in particolare quella riferita alla fidejussione bancaria, in grado di attestare la capacità patrimoniale degli Agenti, norma soppressa inopinatamente dal Governo con il Decreto Legislativo dell'8 febbraio scorso, come denunciato dal Sna. Nella sostanza, l'importante comunicazione del BIPAR conferma le preoccupazioni del Sindacato "così come conferma - commenta il Presidente Demozzi - che l'attuale impianto normativo è già in grado di tutelare i consumatori, che è lo scopo della Direttiva; il Governo pare aver sbagliato mira ed aver pensato ad introdurre per Legge maggiori tutele per le grandi banche e assicurazioni, già fin troppo tutelate dal loro potere finanziario e di influenza, come molti scandali recenti hanno abbondantemente dimostrato".
La lettera del BIPAR fa seguito ad un puntuale lavoro di aggiornamento sull'iniziativa legislativa italiana, da parte di J.F. Mossino, delegato Sna al BIPAR e presidente della Commissione Agenti dello stesso Ente, e di Domenico Fumagalli, storico consulente del Sindacato.
La Redazione

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Zurich Insurance Group, il ceo Mario Greco annuncia profitti per oltre 3 miliardi di dollari e l’aumento della cedola dividendi

MILANO - Il gruppo assicurativo Zurich Insurance che opera su scala mondiale, con una rete globale di consociate e filiali in Europa, Nord America, nell’area Asia-Pacifico, in America Latina e in altri mercati, con oltre 60.000 collaboratori, è - secondo Best Global Brands 2011 di Interbrands - tra i 100 marchi più stimati al mondo mentre nella classifica Fortune 2011 World’s Most Admired Companies, Zurich si piazza al secondo posto per qualità dei prodotti e servizi nel settore Insurance Property and Casualty.
Nei giorni scorsi il ceo Mario Greco ha annunciato l’aumento della cedola dividendi ed un ambizioso piano di buy-back da un miliardo di dollari. Nel 2017 l'utile netto del gruppo è calato, ma la cifra è comunque superiore alle attese del mercato. Il profitto netto annunciato è di circa 3 miliardi di dollari, in calo del 6% a causa soprattutto di catastrofi naturali e costi di ristrutturazione. Escludendo gli eventi straordinari, l'utile operativo registra un sostanzioso +6%, aggirandosi intorno ai 4,8 miliardi di dollari.
In Italia il gruppo opera attraverso: Zurich Insurance Company Ltd (Sede a Zurigo), Zurich Insurance plc (sede a Dublino- Irlanda),  Zurich Investments Life SpA (sede in Italia), Zurich Life Assurance plc (sede in Irlanda).
La Redazione

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