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Rcauto, personalizzazione delle tariffe e accuse di razzismo. Demozzi (Sna): L'assicurazione si basa sul principio di mutualità, non dimentichiamolo mai

MILANO - Arrivano dall’Inghilterra le prime accuse di razzismo, rivolte alle compagnie assicuratrici, per i criteri di tariffazione applicati nelle polizze Rcauto. Le polemiche sull’eccesso di personalizzazione delle tariffe Rcauto non si placano ed anzi percorrono nuove strade. Una ricerca pubblicata recentemente, evidenzia come le tariffe delle polizze Rcauto riferite ad automobilisti residenti in aree abitate prevalentemente da neri siano in media più costose di 280 sterline l’anno. Migliaia di persone di colore sarebbero dunque penalizzate, in Gran Bretagna, nella tariffazione della loro polizza Rcauto. Lo spiega l’indagine dell’associazione Citizens Advice utilizzando la tecnica del "mystery shopping" (acquisti in incognito).
Le evidenze sul campo – riferisce il quotidiano inglese The Guardian – avrebbero rilevato una tendenza scioccante con l’imposizione di una penalità etnica di almeno 280 sterline l’anno. In alcune località il gap di prezzo tra le diverse comunità etniche raggiungerebbe addirittura le 950 sterline.
Lavorando con l’agenzia di ricerca Europe Economics, Citizens Advice ha condotto 649 "mystery shop" per i preventivi di assicurazione auto utilizzando sei diversi nomi di clienti attraverso otto codici postali in Inghilterra. L’obiettivo era quello di confrontare le aree con un’alta percentuale di popolazione bianca con quelle dove c’era un’alta percentuale di persone di colore. L’ente ha stimato che 754.000 persone di colore possedevano polizze di assicurazione auto e vivevano in aree colpite dalla presunta penalità etnica. Citizens Advice avrebbe constatato che in alcune aree “la differenza di prezzo era più del 100%”, e che i fattori di rischio comunemente utilizzati per segmentare la clientela (ad esempio i tassi di criminalità) non potevano spiegare tutto questo.
"Siamo preoccupati che le aree con grandi comunità di colore possano essere identificate come più rischiose", ha detto l’associazione. “L’eccesso di personalizzazione delle tariffe Rcauto - ha aggiunto il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi - da sempre contestato dal Sindacato degli agenti di assicurazione professionisti italiani, sta comportando risultati non etici ed in contrasto con il principio di mutualità, proprio come avevamo previsto. Purtroppo, le Autorità preposte non sembrano in grado di intervenire su questo fronte e la politica è tutt’oggi assente. Ci aspettiamo una seria presa di posizione da parte delle associazioni consumeristiche. L’assicurazione si basa sulla mutualità, o dovrebbe basarsi sulla mutualità, senza la quale l’assicurazione diventa iniqua e sembra inseguire il profitto ad ogni costo, trascurando gli aspetti sociali che hanno portato all’obbligatorietà della Rcauto".
In merito alle conclusioni della ricerca, James Dalton, general insurance policy director dell’Abi, l’associazione degli assicuratori britannici, ha negato che vi sia una penalità etnica nel calcolo dei premi assicurativi. “L’assicurazione – ha dichiarato – è valutata in base ai livelli di rischio individuali, e ci sono molti fattori diversi legati al rischio che vengono utilizzati per calcolare il prezzo ma l’etnia non è uno di questi”.
La Redazione

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McKinsey, compagnie di assicurazioni in continua lotta per il cliente. Demozzi (Sna): E' giunto il momento di investire sugli agenti

MILANO - La stampa specializzata ha dedicato un certo spazio al “Global Insurance Report” della nota società di consulenza McKinsey. Si tratta della prima edizione della pubblicazione, che analizza gli aspetti salienti del settore assicurativo mondiale concentrandosi sul presente e futuro di questo importante segmento economico.
Secondo questi esperti, dieci anni di tassi d’interesse bassi, le pressioni sui prezzi, i nuovi competitor come le piattaforme digitali e la crescita troppo lenta della domanda, rischiano di sospingere le Imprese assicurative verso un ruolo ridimensionato a semplici produttori, fornitori di prodotti al servizio degli Intermediari.
Nonostante la pandemia, che come noto ha permesso alle principali Compagnie di realizzare sovra-utili imprevisti, secondo gli analisti il settore ha rallentato la sua corsa per quanto riguarda la produzione di valore. Nel 2020, la pandemia di Covid-19 ha innescato una recessione economica globale senza precedenti nella storia moderna. Solo a seguito della messa in atto, da parte di quasi tutti i Governi del mondo, di rilevanti misure di sostegno all’economia, la recessione si è arrestata, lasciando il posto ai primi segnali di ripresa. Conseguentemente, i mercati finanziari hanno mostrato un andamento altalenante.
L’impatto di questi eventi eccezionali sul settore assicurativo è stato notevole: nel 2020, la crescita dei premi si è fermata a circa l’1,2%, a fronte di una crescita media annua di oltre il 4% registrata tra il 2010 e il 2020, mentre i profitti sono diminuiti di circa il 15% rispetto al 2019, su base mondiale. Il calo è stato più marcato nell’area Asia-Pacifico (-36%) ed è stato trainato in particolare dal settore vita. I dati preliminari suggeriscono che la crescita dei premi e degli utili avrà un rimbalzo nel 2021, soprattutto nelle regioni in cui la campagna vaccinale ha reso nuovamente possibili molte attività.
Come sappiamo, in Italia gli utili dell’industria assicurativa hanno invece proseguito ad un ritmo di crescita tutt’altro che trascurabile. Nell’anno 2020 solo il ramo Rcauto ha portato alle assicurazioni, in Italia, un utile di oltre 1,5 miliardi di euro, in crescita del 134% rispetto al 2019. L’utile complessivo è stato di 8,6 miliardi di euro, in linea con quello realizzato -sempre in Italia- l’anno precedente (2019).
Ritornando alla visione mondiale, secondo McKinsey tra i fattori che rischiano di incidere negativamente sull’andamento del business assicurativo nei prossimi anni vi sono: i bassi tassi di interesse, la pressione sui prezzi resa più marcata dalle politiche di trasparenza tariffaria attuate in diversi Paesi e la presenza sempre più diffusa sul mercato di competitor aggressivi come le piattaforme digitali. Altra criticità rilevante, viene segnalata a livello della domanda, che cresce troppo lentamente o, in alcuni mercati, non cresce affatto. Per le compagnie, secondo gli analisti McKinsey, è cominciata una vera e propria continua lotta per il cliente, spesso ingaggiata contro le insurtech, che poi sono le società partners delle stesse compagnie, delle quali guidano l’innovazione digitale ed attraggono gli investimenti, giunti ormai a superare i 7 miliardi di dollari nel 2019 e per i quali si prevede il raddoppio nei successivi due anni.
“Ancora una volta - ha commentato il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi - le compagnie rischiano di investire buona parte delle loro risorse in direziona sbagliata, come già accaduto con le compagnie telefoniche/dirette, che hanno assorbito cifre enormi ed alla fine hanno prodotto perdite di bilancio ed incontenibili pressioni sui prezzi. Certe strategie promettono risultati nel breve periodo, ma comportano sacrifici ed il ridimensionamento del business, della centralità distributiva, nel medio lungo periodo. Sarebbe molto più utile ritornare ai fondamentali, che le compagnie tornassero ad investire sugli agenti professionisti!".
La Redazione

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Eurovignette, via libera del Parlamento europeo. Passa il principio del "chi più inquina più paga". Concessi 8 anni agli Stati per recepire la normativa

MILANO - Il Parlamento europeo ha approvato la riforma della cosiddetta "Eurovignette", vale a dire il bollino per il transito sulla rete di trasporto transeuropea (TEN-T) da parte di furgoni ed autocarri. Va detto che, al momento, - come riporta il blog di settore Truck24 - nessuno Stato sarà comunque obbligato a far pagare i veicoli che utilizzano le loro strade. Tuttavia, l'orientamento del Legislatore europeo si conferma quello di spostare la tariffazione stradale da un modello basato sul tempo ad uno basato sulla distanza o meglio sui chilometri effettivamente percorsi. 
Gli attuali bolli per parti specifiche della rete saranno ancora vigenti e questo per almeno ulteriori 8 anni da oggi, ma c'è da scommettere in una riduzione temporale. Tutti i Governi condividono oramai il principio del "chi più inquina più paga". In base alle nuove regole, le vignette saranno valide per periodi più brevi (un giorno, una settimana o 10 giorni) e avranno dei limiti sui costi imponibili alle autovetture, per garantire che i conducenti occasionali provenienti da altri Paesi dell’Ue ricevano un trattamento equo.
Inoltre, gli Stati Ue che intenderanno far pagare - per il transito sul proprio territorio - i veicoli più leggeri, come i furgoni, i minibus o le autovetture, potranno ancora scegliere tra i sistemi di pedaggio o le vignette. Ora si attende il recepimento della Direttiva da parte di ciascun Paese membro.
Luigi Giorgetti

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Broker irlandesi sotto accusa Antitrust, violati i princìpi di libera concorrenza. Demozzi (Sna): Anche in Italia ci sono anomalie

MILANO - L’Associazione di rappresentanza dei broker irlandesi “Brokers Ireland” sarebbe sotto inchiesta per collusione con le imprese assicuratrici. L’Antitrust avrebbe accusato il sodalizio, stando a notizie di stampa, di aver violato le norme sulla concorrenza in collusione con alcune compagnie.
A seguito di un’indagine quinquennale sulla presunta cooperazione anticoncorrenziale di AIG, Allianz, Axa, Aviva, FBD, Brokers Ireland e AA Ireland, l’autorità avrebbe scoperto che le parti coinvolte si sarebbero impegnate in una cooperazione per aggirare la concorrenza tra il 2015 e il 2016. I risultati preliminari, pubblicati l’anno scorso, “hanno indicato che Irish Brokers Association ha avuto un ruolo nel coordinare e facilitare la cooperazione tra le parti per un periodo di 21 mesi, ciò che può essere equivalso a una condotta anticoncorrenziale”, secondo il watchdog.
“Poiché l’Associazione dei broker irlandesi rappresenta circa 1.200 intermediari, la vicenda assume proporzioni rilevanti e tali da stimolare alcune riflessioni che riguardano da vicino il nostro Paese”, ha dichiarato il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, che ha aggiunto: “In Italia esistono varie anomalie nei rapporti tra broker e compagnie di assicurazioni, come ad esempio il fatto che spesso i broker sottoscrivono accordi distributivi molto simili ai mandati agenziali, con tanto di impegni produttivi, tabelle provvigionali, autonomie assuntive, ed altro; inoltre i broker hanno spesso accesso diretto ai sistemi informatici di compagnia, comportandosi in maniera del tutto simile a quella degli agenti e ciò appare in contrasto con le disposizioni del Codice delle Assicurazioni. Non ci risulta - ha aggiunto Demozzi - che l’Ivass a tutt’oggi sia intervenuto su questo fronte. Anche l’Antitrust, forse, potrebbe trovare qualcosa da ridire in merito. Le imprese dovrebbero evitare situazioni di questo tipo”.
La Redazione

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Lloyd’s, si passa al digitale per ridurre i costi del 40%. Demozzi (Sna): Si trasformino però anche le discutibili procedure assuntive

MILANO - I Lloyd’s, il più famoso mercato assicurativo del mondo, sarebbero intenzionati a mettere in atto una nuova strategia di trasformazione digitale dei processi gestionali, allo scopo di ottenere una riduzione dei costi prossima al 40%. La trasformazione dovrebbe essere realizzata grazie all’accordo di joint venture stretto con DXC Technology per semplificare e digitalizzare l’intero flusso gestionale aziendale. Si tratta di un nuovo capitolo del progetto “Future at Lloyd’s”, che mira a trasformare l’infrastruttura del mercato da un insieme di processi analogici e cartacei ad uno incentrato sulla digitalizzazione dei processi e dei documenti.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi ha evidenziato che, “poiché questo processo di ammodernamento coinvolgerà, a quanto pare, anche i processi che riguardano il collocamento e l’emissione delle polizze, oltre alla gestione dei sinistri, con lo scopo di migliorare la qualità del servizio alla clientela ed agli intermediari, ci auguriamo - ha proseguito Demozzi - che con l’occasione i Lloyd’s ripensino la loro strategia assuntiva in Italia, che si avvale di procedure quantomeno discutibili che spesso portano a contestazioni davvero poco comprensibili in caso di sinistro, ad esempio nella r.c.professionale, ramo nel quale i Lloyd’s sono leader”.
La Redazione

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Assicuratrice Val Piave SpA passa di mano. La tedesca VHV Allgemeine Versicherung AG acquisisce il 91,1% del pacchetto azionario oggi detenuto da Itas Mutua

MILANO - La tedesca VHV Allgemeine Versicherung AG acquisirà a breve il controllo di Assicuratrice Val Piave SpA con sede in Belluno. L'operazione, i cui aspetti economici rimangono allo stato riservati, sarà soggetta - come di consueto in questi casi - all’approvazione da parte delle Autorità italiane. La chiusura del passaggio di proprietà è prevista per la primavera del 2022.
Il capitale sociale di Val Piave Spa è detenuto al momento per il 91,1% dal Gruppo Itas Assicurazioni, mentre il restante 8,9% fa capo ad azionisti di minoranza. Minoranza che non entrerà in gioco e dunque rimarrà all'interno della compagine societaria.
Assicuratrice Val Piave è particolarmente attiva nei rami auto e nei rischi legati alla casa, alla famiglia e nel segmento infortuni. Serve circa 64 mila clienti concentrati soprattutto nel Nord Italia. Nel 2020 ha registrato premi lordi contabilizzati per 36 milioni di euro e un volume di attivi pari a circa 100 milioni di euro.
Luigi Giorgetti

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Lorenzo Sapigni nominato European Underwriting & Claims Director di Cgpa Europe. Rapporti diretti con il presidente Eric Evian

MILANO - Lorenzo Sapigni ha assunto la carica di European Underwriting & Claims Director di Cgpa Europe. Il manager conserva comunque la carica di rappresentante generale e country manager per l’Italia dell’impresa assicurativa, mentre da oggi si occuperà anche della supervisione delle attività di sottoscrizione e gestione sinistri in Italia, Germania, Irlanda, Spagna, Lussemburgo e Regno Unito. Sapigni si interfaccerà direttamente con il presidente di Cgpa Europe, Eric Evian.
Curriculum aziendalista per il dirigente ferrarese: dopo la laurea in economia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, Sapigni entra dapprima in Generali per poi passare nel 2012 in Cgpa Europe.
Luigi Giorgetti

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JP Morgan, prospettive estremamente positive per il settore assicurativo. Attenzione degli investitori puntata su Poste Italiane, Generali, Aviva e Axa

MILANO - La banca d'affari americana JP Morgan delinea prospettive molto positive per il segmento assicurativo europeo ed italiano in particolare. Fra i fattori che rendono attrattivo il settore vi sono i solidi risultati del primo semestre 2021, l'aumento dei rendimenti e la sottovalutazione delle quotazioni in Borsa. Gli analisti suggeriscono Poste Italiane e Generali, ma anche Aviva e Axa. La compagnia del leone di Trieste, peraltro, è oggetto in questi giorni di particolari attenzioni da parte del mercato degli investitori dopo la sottoscrizione del Patto di consultazione siglato da Caltagirone e Del Vecchio in vista della prossima assemblea elettiva.
Luigi Giorgetti

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I dati personali equivalgono al denaro. I risvolti della clamorosa Direttiva europea sui diritti del consumatore digitale. Il tesoro nascosto nei database

MILANO - Qualcuno l'ha definita una rivoluzione straordinaria, in realtà è semplicemente il riconoscimento del valore economico dei dati personali. La nuova Direttiva europea sui diritti del consumatore digitale parla chiaro e delinea il confine entro il quale va calcolato il corrispettivo per ogni singolo dato. Finora il legislatore aveva trascurato questo aspetto, ritenendo prioritaria la tutela della privacy. Ora le cose cambiano radicalmente, perché si riconosce il valore commerciale del dato, equiparando quest'ultimo al denaro e quindi come tale utilizzabile anche per pagare merci o servizi.
Per comprendere la portata del provvedimento occorre considerare lo stato di fatto, vale a dire i vantaggi economici che colossi come Facebook accumulano nel tempo acquisendo dati personali "gratuitamente" da quanti aprono un semplice account e ne aggiornano i contenuti.
Da oggi occorrerà dare un valore a tutte le banche dati, ad esempio a quelle dei professionisti come gli agenti di assicurazione chiamati a compilare quotidianamente moduli e ad acquisire informazioni estremamente segmentate dai propri clienti. Il riconoscimento legislativo dello stretto rapporto dati-valore monetario fa sì che, entro breve, saremo in grado di quantificare l'importo in denaro e trasformare il dato personale in moneta sonante con la quale acquistare beni e servizi. E le cifre potrebbero essere enormi. Facebook ha stimato in 1,8 dollari al mese il valore di ogni account di ogni utente, vale a dire 20 dollari all'anno. Quanto potrebbero valere i dati personali di un assicurato? Al momento è difficile dirlo con precisione, ma certamente enormemente di più di un dato generico come quello di Facebook.
Il prossimo passaggio sarà il recepimento della Direttiva in Italia.
Luigi Giorgetti

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Generali si rafforza nel mercato della Malaysia. Acquisizioni per oltre 260 milioni di euro ed accordi di bancassicurazione nel Paese asiatico

MILANO - Generali torna a far parlare di sé. E' di queste ore l'annuncio del rafforzamento della compagnia del Leone in Malaysia. Il Gruppo assicurativo ha infatti acquisito la maggioranza delle azioni detenute in loco da Axa e Affin Bank. La compagnia informa, inoltre, di aver presentato la richiesta alle autorità locali per acquisire la restante quota di Mpi Generali. L'operazione complessiva è valutata oltre i 260 milioni di euro.
Generali opererà dunque in Malaysia attraverso due società: una attiva nel segmento danni e l'altra nel segmento vita. Il Leone ha infine annunciato di aver stretto un accordo di bancassurance esclusivo per la vendita di prodotti danni e vita.
Luigi Giorgetti

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