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IL PUNTO
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IL PUNTO

IL PUNTO

Super-cali-fragilistiche-spiralidoso: l’affidabile oroscopo per gli agenti di assicurazione

♦ Preso drammaticamente atto dell'inaffidabilità dei moderni sistemi metafisici e pseudo scientifici, per cercare di capire cosa ci riserverà il nuovo anno, questa volta mi sono affidato al più tradizionale e collaudato sistema della lettura delle viscere.
Dopo essermi procurato la materia prima da un delegato alla cura esterna di animali (un pastore), ho posto il tutto in un recipiente metallico e dopo averlo shakerato per bene, secondo l'antico rito degli "aruspici" - rito ancora in uso a certe latitudini – osservando attentamente la posizione assunta dal fegato rispetto al disordinato sguazzare dell'intestino tenue ed il predominante colore di quello crasso, ho potuto leggere chiaramente cosa ci riserverà il 2022.
Invito il lettore a diffidare di coloro che sostengono di poter fare previsioni a più lungo termine: è una bufala. Tutti sanno o dovrebbero sapere che la vera lettura delle viscere, non va oltre l'anno solare. Quelle appresso svelate sono quindi le uniche autentiche previsioni di ciò che accadrà nel corso del 2022. Per coloro che desiderano vivere alla giornata, senza cioè voler sapere a cosa vanno incontro e per questa ragione non leggono nemmeno gli oroscopi, sconsiglio vivamente di procedere nella lettura. Ma veniamo ai fatti più importanti che ci attendono.
Ivass: dopo le ennesime truffe online a danno di ingenui consumatori perennemente alla ricerca della polizza Rcauto meno cara, l'Istituto di controllo scandalizzato dall'infame commercio favorito dall'uso della tecnologia, decide che è arrivata l’ora di intervenire con decisione. Agli intermediari iscritti in sez. A che svolgono il loro lavoro in locali aperti al pubblico e destinati all’accoglienza dei propri clienti, impone l’obbligo di esporre nei propri uffici una copia aggiornata: del certificato di residenza e, per i coniugati con prole, anche copia di uno stato di famiglia; della tassa rifiuti dell’anno in corso regolarmente pagata; del conto corrente bancario con saldo aggiornato entro il 5 di ogni mese. Detti documenti dovranno essere esibiti contestualmente all'ingresso dei consumatori negli uffici e la dichiarazione di presa d’atto da parte di essi – il nuovo allegato 25/bis – dovrà essere conservato in formato cartaceo e digitale per almeno 5 anni, pena una sanzione di € 50.000,00 per ogni cliente non informato.
Ania 1: per il 2022 causa la pandemia che non accenna a regredire, le previsioni dell'industria assicurativa e di tutti gli indicatori di settore, indicheranno un ulteriore calo del numero dei sinistri Rcauto. A causa di ciò le tariffe subiranno un leggero ma inevitabile aumento: il 25%. La decisione per quanto spiacevole, sarà tuttavia da attribuire alla diretta conseguenza del nuovo aumento della bolletta del gas e di quella dell'energia elettrica. Come tutti sanno le famiglie dei grandi manager cucinano molto e gli stessi manager lavorano sino a tardi; basta passare sotto i loro uffici per vedere la luce sempre accesa. Nessuno si scandalizzerà se anche i loro stipendi tengono conto dell'inflazione.
Ania 2: buone, anzi ottime notizie! Le generose "mamme" degli agenti non si dimenticheranno dei loro figliuoli ed il 2022 verrà finalmente accolta la richiesta più pressante e più volte avanzata dallo Sna: l'aumento generalizzato delle tabelle provvigionali! L'associazione delle imprese, sensibile oltre ogni più rosea aspettativa - all'unanimità e senza alcun voto contrario – deciderà a favore degli agenti, di tutti gli agenti, un aumento del 100% delle tabelle provvigionali già in uso; il tutto con effetto 1° aprile 2022.
Buon anno a tutti.
Giacomo Anedda

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58° Congresso Nazionale Sna, riflessioni finali. E' ora di crescere sindacalmente sul piano individuale

♦ Come tutti noi sappiamo ed abbiamo letto, il 58° Congresso Nazionale Sna è andato anch’esso in archivio portando con sé molti lati positivi ed apprezzamenti, attraverso i numerosi interventi che hanno seguito la puntuale relazione da parte del Presidente Claudio Demozzi. I tanti colleghi intervenuti hanno fornito numerosi spunti sui quali lavorare in futuro. Purtroppo però dispiace che Demozzi abbia dovuto utilizzare il suo intervento di chiusura dei lavori, perché costretto ad affrontare ancora una volta le ormai note critiche di qualche collega, sfociate anche addirittura sul piano personale, francamente fuori contesto.
Fortunatamente però dalle risposte ricevute dalla stragrande maggioranza dei colleghi intervenuti, tali a mio parere sterili polemiche sono risultate sempre più prive di interesse per la collettività, dato che i colleghi hanno riconosciuto i risultati raggiunti e chiesto altresì all’Esecutivo Nazionale di impegnarsi ancora di più per cercare di raggiungerne di nuovi, a dimostrazione che il lavoro sino a qui svolto è stato apprezzato ed è tutt’altro che autocelebrativo. È ormai evidente che il Sindacato nazionale agenti di oggi ha saputo fare tesoro del lavoro svolto dai tanti colleghi del passato, portando, attraverso dedizione e studio delle tante nuove tematiche sindacali, il Sindacato verso una nuova significativa pagina della sua storia, che poi è un patrimonio di valori e risultati per tutti noi iscritti. L’evidente capacità di mantenere ciò che di buono è stato fatto nel passato, per migliorarne il presente ed il futuro della nostra categoria, è stato ulteriormente testimoniato anche da alcuni interventi di valorosi militanti, decani del Sindacato, che con le loro parole, cariche di una passione invidiabile anche da parte dei colleghi più giovani, hanno dato ancora una volta un contributo costruttivo al nostro Sindacato.
Oggi ci troviamo quindi difronte ad un Sindacato che è cresciuto molto sul piano normativo e relazionale nei confronti della politica e delle istituzioni in generale. Di qualunque settore se però si analizza l’evoluzione che porti all’innalzamento del livello qualitativo dal punto di vista normativo e dei relativi servizi offerti, coloro che se ne avvicinano per dare un contributo di idee, devono necessariamente avere una capacità di esperienza professionale quantomeno di pari livello, altrimenti rischiano di non essere più utili a quel tipo di organizzazione. Naturalmente non tutti ne hanno le capacità, ma riconoscerlo in sé è già una prova di intelligenza. Come non sta scritto da nessuna parte che tutti debbano avere le capacità per assumere ruoli decisionali, ma nonostante ciò possono essere comunque utili, partecipando in maniera costruttiva con idee e proposte concrete. Personalmente trovo stucchevole ed a questo punto inaccettabile sul piano sindacale, che alcuni colleghi continuino ad arroccarsi su posizioni polemiche nei confronti di coloro che hanno avuto, ad oggi più di loro, la capacità di ottenere risultati talmente evidenti che anche la politica, le istituzioni ed oggi i consumatori sul piano nazionale ci riconoscono. Comprendere questo sarebbe molto utile per loro, anche perché in generale i colleghi tutti alla fine sanno ben giudicare quando il confronto è proficuo per tutelare i loro interessi di categoria e quando non lo è più.
Continuare a perseverare su tali comportamenti di polemica fine a sé stessa, non fa altro che isolare sempre di più chi li porta avanti. La politica è fatta del confronto, basato certamente su ciò che è stato fatto fino ad oggi, ma soprattutto, se si vuole essere credibili, cosa si potrebbe fare per migliorarne ancora di più la sua efficacia, facendo proposte concrete e su di esse confrontarsi, anche discutendo quando le idee non concordano, impegnandosi però verso la ricerca alla fine di un obiettivo comune, avendo a cuore il bene della nostra categoria. Un confronto basato su tematiche importanti che sono molte peraltro, e che il mercato assicurativo sempre più ci metterà davanti, che non sono certamente la riduzione delle quote associative già ampiamente discusse, così come non fare il Congresso in presenza per problemi di normative sanitarie in atto nel nostro Paese che certamente non sono state decise all’interno dell’Esecutivo Nazionale, anche perché siamo seri colleghi, che interesse avrebbe Demozzi per non voler affrontare un Congresso in presenza, essendo note a tutti le sue capacità dialettiche in tali contesti, unitamente ai risultati ottenuti e riconosciuti dalla quasi totalità di colleghi?
Sono un collega come voi, prestato probabilmente anche immeritatamente al giornalismo, ma che mi onoro di svolgere con quel senso di appartenenza che mi lega al Sindacato e spero un giorno di poter scrivere un articolo a conclusione di un Congresso elettivo nel quale poter raccontare un confronto politico sano, fatto di idee innovative, magari proprio tra Claudio Demozzi ed un nuovo candidato. Fintanto che ciò non avverrà cerchiamo di apprezzare e ringraziare, chi in prima persona ha saputo cambiare e migliorare molti aspetti della nostra organizzazione sindacale, sgombrando il campo da azioni personali a mio parere così poco rappresentative, dato che la politica, anche quella sindacale, si fa con la passione delle idee alla luce del sole e non con i risentimenti.
Andrea Pieri

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I valori qualificano la nostra identità

♦ Ricco di iniziative questo 54° Congresso nazionale Sna che consegna alla nostra categoria il risalto e l’emancipazione che ci appartiene. Ci rende i veri protagonisti di quel servizio la cui evidenza sociale ed economica è sostanziale per il completamento della tutela di tutte le attività che sono il cardine del tessuto finanziario del Paese. Noi lo siamo sul campo, ovunque, siamo gli specialisti e i professionisti dei bisogni dei consumatori e delle imprese, raccogliamo informazioni e consegniamo soluzioni, non solo polizze!
La presentazione della Carta dei Valori non è stato quindi il semplice richiamo a ciò che rappresenta Sna, bensì una priorità della competenza del coraggio e del rilievo della nostra attività. Un principio esemplare, un punto di riferimento. Questa carta spiega ancor di più chi siamo oggi, come agiamo e quale cultura coltiviamo, un potentissimo cuore che batte e che comunica all’esterno la sua profonda anima. Ma è anche per noi tutti una concretezza a cui ancorarsi ogni giorno per proseguire e potenziare il vincolo fiduciario che ci lega alle famiglie e alle imprese italiane. Ciascuno di noi, comunica Claudio Demozzi nell’introduzione alla Carta, ha bisogno, nel tentativo di opporsi alla spietatezza di coloro che, in ogni ambito, prendono a pretesto le differenze per affermare la propria supremazia sugli altri, di fare propri i valori fondamentali sui quali fondare una società più giusta.
Dal nostro canto, nel ruolo di rappresentanza sindacale degli agenti di assicurazione, abbiamo fatto la scelta coraggiosa di schierarci senza alcuna esitazione dalla parte dei consumatori, individuando i principi che ne tutelano i diritti. L’impegno a garantire responsabilità, trasparenza, affidabilità, rispetto e più in generale la soddisfazione del bisogno di sicurezza proveniente dalle famiglie, dalle professioni e dalle imprese, conferma l’attitudine espressa nel tempo dagli agenti di fornire un servizio di qualità alla clientela e segna una precisa linea di demarcazione rispetto a quanti privilegiano le buone relazioni industriali con le imprese ai reali interessi del cittadino. Quella consegnataci da Claudio Demozzi, dall’Esecutivo Nazionale e da quanti hanno lavorato alla loro realizzazione, è una carta dei valori completa e unica che ci distingue da ogni altro attore del mercato e che chiarisce definitivamente ciò che rappresenta la nostra attività. Su questi valori storicamente condivisi con Confconsumatori dobbiamo ora concentrarci tutti, per non disperdere le migliori energie spese sin qui. Nella condivisone morale e pratica dei suoi principi si fonda la nostra esistenza.
Buon futuro a tutti.
Alessandro Ceccarelli

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Regole e Statuto sono vincolanti per tutti gli iscritti, a maggior ragione se questi rivestono cariche all’interno di Sna

♦ Nella sua Relazione al 54° Congresso Nazionale Sna il Presidente Claudio Demozzi tocca un punto nevralgico della nostra vita associativa, che sta proprio nel rispetto delle regole istituzionali che tutti coloro che liberamente scelgono di appartenere al Sindacato sono tenuti a seguire. Mosso dal fervore che lo contraddistingue, Demozzi si dice costretto a richiamare tutti gli iscritti, e in particolar modo coloro che rivestono cariche elettive, alla “giusta disciplina sindacale”: come è giusto pretendere il massimo impegno dai vertici associativi, allo stesso modo i vertici associativi hanno il diritto di pretendere il pieno rispetto delle regole dello Statuto, senza eccezioni: sono regole che ci siamo dati democraticamente, vincolanti per tutti e non sono soggette ad arbitrarie interpretazioni.
Mossiere nonché padrone di casa squisito, il Presidente nazionale, nella sua Relazione mette all’indice quei colleghi che hanno ripetutamente violato queste regole, oltrepassando, in alcuni casi, il “limite della diffamazione nei confronti di altri colleghi, iscritti al Sindacato” pubblicando notizie imprecise, quando non scopertamente false, su chat pubbliche e i principali social network. Certi interventi, scomposti, a volte addirittura anonimi, “lasciano una scia di malsana insoddisfazione” tra i colleghi spesso meno informati e pertanto più influenzabili così da determinare “insofferenza per la disciplina sindacale, infondato malcontento” che portano alla formulazione di richieste pretestuose che nulla hanno a che fare con gli interessi della categoria. Mosse scomposte messe in atto da “alcuni personaggi che, malgrado l’apparente vernice collaborazionista e sindacale, non perdono occasione per insinuare nelle loro parole” accuse, insinuazioni, sospetti, anche feroci, contro i vertici Sna e il Sindacato stesso, danneggiando autorevolezza e credibilità di un’associazione che ha passato il secolo di storia e che in meno di un decennio, grazie a questa presidenza e ai vertici che si sono succeduti, hanno colto dei successi e raggiunto dei traguardi impensabili. Non è ammissibile che qualche sbandato danneggi l’immagine del sindacato,”tanto meno se si tratta di iscritti che a volte usano tali sfoghi per poi negoziare incarichi o riconoscimenti personali”.
Demozzi esprime piena vicinanza ai colleghi componenti il Collegio dei Probiviri e la Commissione Nazionale di Deontologia, posti sotto attacco da soggetti iscritti a Sna che dimostrano di non conoscere lo Statuto ed esibiscono insofferenza nei confronti della vita associativa e che dovrebbero interrogarsi “sul loro reale interesse a fare ancora parte della nostra comunità”.
Il Presidente nazionale ammonisce infine i cosiddetti leoni da tastiera: l’immagine pubblica di Sna, la sua credibilità, l’autorevolezza conquistata in anni di battaglie sindacali, saranno difese con ogni mezzo, così come l’utilizzo del nostro marchio, che deve essere riservato esclusivamente per gli scopi previsti dallo Statuto. Non c’è che dire. Mossa vincente.
Franco Domenico Staglianò

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ORIA, dopo tre anni di attesa il Mi.Se. mette il turbo. Ma è davvero giustificata tutta questa fretta?

 La frenetica attività ministeriale non conosce soste neppure nel periodo estivo e, facendo concorrenza all’inarrivabile Ivass in tema di astrusaggine nella scelta delle date per emanare regolamenti e provvedimenti, il 24 di agosto il Mi.Se. ha inviato alle associazioni di rappresentanza interessate la bozza del Decreto di attuazione per l’istituzione dell’Oria, l"organismo preposto alla gestione del Rui. L"obiettivo è raccogliere osservazioni sull’Analisi di Impatto Regolamentare (Air) del medesimo decreto e questo nel tempo definito di giorni dieci.
A nulla sono valse le richieste prontamente formulate da Sna e Acb, una delle rappresentanze dei broker, di prorogare tale termine temporale vista la complessità dell"argomento, che avrebbe richiesto un"analisi attenta e ponderata e di conseguenza la disponibilità di risorse forzatamente ridotta visto il particolare periodo da sempre dedicato alle ferie. Il risultato di questo diniego, giustificato con l"esigenza di arrivare speditamente alla conclusione del percorso per la definizione del provvedimento e comunicato con una lettera a firma del ministro Giancarlo Giorgetti, è stato che le associazioni interessate hanno avuto ben poco tempo per analizzare il testo senza la possibilità di poterlo approfondire come sarebbe stato utile e necessario: davvero una manovra che attende di essere attuata da tre anni non poteva aspettare un altro mese per la sua definizione?
Ma in Sna non siamo rimasti a guardare e il 31 agosto, a firma del Presidente nazionale Claudio Demozzi, è stata inviata al Ministero dello Sviluppo Economico e per conoscenza alle altre parti interessate, una lettera contenente le osservazioni richieste sull"Air. I rilievi mossi sono precisi e puntuali a partire dalla premessa quando al comma a) si afferma con decisione che l’assemblea degli associati all’Oria deve rispecchiare il criterio di proporzionalità rispetto al numero degli iscritti ai sindacati ed associazioni di categoria, non essendo neppure ipotizzabile che si attribuisca il medesimo peso decisionale ad organizzazioni alle quali aderiscono migliaia di intermediari, rispetto ad organizzazioni che contano un numero irrilevante di associati. Per Sna si tratta di un punto sul quale non si può transigere in quanto, così come posto, il testo è palesemente contrario ai principi della nostra Costituzione.
È questo un principio universale anche nelle trattative tra le parti: se il Presidente Demozzi si siede ad un tavolo (o si alza da un tavolo), con lui si siede (o si alza) un numero di associati che riempirebbe l’intero Forum di Assago o, se preferite, il Palasport di Roma. Altri avrebbero dalla loro qualche pullman (gran turismo, ovvio, magari con aria condizionata, tv satellitare e con hostess a bordo che servono tartine e champagne), ma sempre pullman, con l’esiguo numero di trasportati che ne derivano. Va da sé che il peso politico deve essere giustamente e costituzionalmente diverso.
Il rilievo mosso al comma b) dimostra, se mai ce ne fosse mai stato bisogno, quanto lontano sia certa politica (non tutta, lo sappiamo bene, per fortuna) dal nostro mondo e in realtà rispecchia il sentire comune dell"uomo della strada: non c’è sostanziale differenza tra un agente di assicurazioni e le compagnie che rappresenta. Infatti, nell’articolo 3 del decreto, si stabilisce che nell’Oria vengano rappresentate anche le imprese di assicurazione e riassicurazione operanti sul territorio italiano: niente di più aberrante! Su questo punto la posizione di Sna è tassativa e non modificabile: all"Oria devono partecipare soltanto associazioni e federazioni di soggetti iscritti al Rui e vanno pertanto escluse le imprese di assicurazione e riassicurazione e le loro associazioni di categoria che, oltre a non potersi iscrivere al registro, sono le naturali controparti, con chiari conflitti di interesse, degli intermediari assicurativi.
La premessa si chiude con il comma c), quello che forse ci sta più a cuore come professionisti e cioè la battaglia per l"autogoverno che ci porrebbe alla pari con la stragrande maggioranza degli organi professionali. Sna ritiene ingiusto escludere gli intermediari assicurativi dagli organi di gestione dell"Oria; in tutte le associazioni professionali ad occuparsi della gestione degli organismi di autogoverno sono principalmente i professionisti più esperti, quelli che, proprio in forza della loro esperienza, possono apportare competenza e professionalità ai fine di una migliore gestione dello stesso organismo. Per Sna va assolutamente eliminata la disposizione prevista dall"articolo 5 del decreto che rende incompatibile la partecipazione all’organo di gestione degli intermediari assicurativi stessi.
Che dire poi del compito che sarebbe attribuito all’Oria di redigere il Codice deontologico che dovrebbe essere adottato da tutti gli intermediari. Diciamolo subito con chiarezza, non ha nessun senso massificare le diverse figure di iscritti al Rui e pretendere che un venditore accessorio sia confuso dal punto di vista etico con un agente professionista. Inoltre, gli agenti non hanno nessun bisogno che un soggetto terzo stabilisca quali sono le loro coordinate deontologiche, in quanto la categoria è ampiamente in grado di predisporle in totale autonomia.
Franco Domenico Staglianò

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I sindacati di comodo dividono la categoria e giovano soltanto alle imprese

♦ Sia con le mani messe ai bordi della bocca, che con un foglio di carta, avvolto su se stesso a forma di cono, è possibile accrescere il volume e dirigere in una certa direzione una frase urlata. Lo stesso si può fare con strumenti come un megafono che amplifica la voce a favore di qualcuno, richiamando a raccolta o avvertendo di un pericolo in arrivo.
L’articolo pubblicato su Intermedia Channell, dal titolo: “Le “illusioni perdute” delle proposte legislative illiberali sugli agenti di assicurazione” del 4 agosto scorso, sta amplificando, per bocca di qualcun altro, un pericoloso avvertimento da rinviare al mittente. Strana coincidenza, a richiamare all’ordine e a eventuali pericoli di contromisure in arrivo, lo fa, attraverso il suo direttore con un articolo su fantasiose libertà illiberali, la testata di una organizzazione sindacale che dovrebbe fare i veri interessi della categoria che rappresenta e invece avvisa gli agenti di assicurazione di stare bravi, zitti e buoni, altrimenti…
Quando si vuol dire qualcosa di poco piacevole, anziché rivolgersi al diretto interessato, affinché lo stesso possa dissentire, ribattendo e argomentando, ci si rivolge a qualcuno a lui vicino.
L’organizzazione di rappresentanza para-direzionale, in qualche modo si fa portavoce informando l’unica e vera organizzazione che vuole il bene professionale della categoria, come sia meglio che questa si acquieti e riabbassi la testa, accettando le vecchie logiche e i vecchi e antichi rapporti, ritornando ad un passato, tanto gradito alle imprese. Avvertendo tra le righe o Sna che non è più tempo di rivendicare la propria storia e le proprie battaglie e di utilizzare tutti gli strumenti leciti che, guarda caso, gli hanno dato anche ragione.
Forse le imprese hanno capito che con questo gruppo dirigente dello Sna non possono più permettersi di fare il bello e il cattivo tempo con la propria rete di vendita e commissionano la velata quanto sottintesa minaccia alla penna del direttore di Intermedia Channel. Non c’entra nulla il tavolo sul rinnovo dell’Ana, comunque importantissimo per la categoria, qui c’è in campo un disegno strategico, un modello distributivo che vede il superamento delle reti agenziali e cerca, con l’avvallo, della micro-sigla sindacale, un annullamento delle conquiste professionali portate avanti e ottenute non certo da un gruppetto di oltranzisti idealisti. È stato piuttosto necessaria la forza d’urto di un intero movimento sindacale mobilitata a tutela delle libertà professionali ed umane (ci siamo già dimenticati i vari suicidi accaduti a seguito delle vicissitudini intercorse tra singoli colleghi e le rispettive mandanti?), un’organizzazione che ha rieletto il suo Presidente con la stragrande maggioranza dei proprio iscritti, senza frodi elettorali, ma in modo democratico attraverso decine di congressi provinciali e un congresso nazionale.
Insinuare la paura fa male alla categoria, ma ciò che fa bene alle Imprese è mantenere sempre viva la fiamma della divisione, perché se la nostra categoria fosse unita e in grado di autodeterminarsi, forse farebbe un po’ più paura alle Imprese e non permetterebbe loro di fare ciò che fanno. Ma fintanto che esisteranno sindacati di comodo, questa categoria rimarrà sempre a discutere della pagliuzza nell’occhio del suo fratello sindacale, non accorgendosi delle travi che abbiamo infissi nei nostri occhi.
Filippo Guttadauro

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Non devono aumentare i costi a carico delle compagnie e non dobbiamo chiedere, altrimenti soffrono per noi

♦ Con a sorprendente affermazione che abbiamo riportato nel titolo, il Presidente dell’associazione minoritaria di categoria, ha avuto il merito di farci capire cosa egli intenda per concertazione di primo livello e, in modo particolare, come egli desideri si evolva l’attuale trattativa per il rinnovo dell’accordo impresa agenti che, essendo stato pensato e scritto per la prima volta nel lontano 1951, è senz’altro “da ritenersi obsoleto, anche perché si tratta di un unicum che nessun’altro Paese ha” e pertanto, siccome “il mercato cambia, è giusto che ci si debba adeguare”.
Ma, la domanda sorge spontanea, e come si dovrebbero adeguare gli agenti che, a causa delle politiche assuntive e restrittive delle compagnie, da anni stanno sistematicamente perdendo affari e incassi? Anche su questo il (loro) collega Presidente, dimostra di avere le idee molto chiare e lo ha detto altrettanto chiaramente! Infatti, dopo aver ricordato che “la combined ratio delle compagnie” - nonostante la pandemia e la grave crisi economica in atto - “è ulteriormente migliorata, per non parlare del Roe che dal 11,60 del 2019 è salito al 12,40 del 2020”, ha orgogliosamente sottolineato che “le compagnia hanno guadagnato tanto, grazie a noi agenti!”.
Il (loro) Presidente ha voluto portarsi avanti e, nonostante questo ben di Dio che ha riempito le casse delle compagnie con stratosferici utili, per far capire di che pasta è fatta la loro associazione, ha spiegato che ci troviamo di fronte a delle “imprese multinazionali quotate in borsa”, le quali, sempre secondo il Presidente dell’associazione minoritaria, “già oggi sostengono un costo riferito all’attuale accordo, che ovviamente non vogliono aumentare”. Conseguentemente, la prima cosa da fare è mettere mano all’istituto della liquidazione che “deve essere più bassa qualora il collega uscente lasciasse una compagnia per andare in un’altra”.
Ne consegue che l’attuale istituto della liquidazione prevista dall’accordo Ana, non deve essere calcolata dando un valore economico al lavoro svolto dal collega uscente, ma riparametrata qualora decidesse di continuare a fare l’agente per un’altra compagnia, magari spinto a farlo dal desiderio di offrire migliori prodotti e migliori prospettive economiche ai suoi clienti e alla sua agenzia. Insomma, ancora una volta dobbiamo riconoscere che il duo Iannacci-Fo aveva ragione: non dobbiamo lamentarci, né piangere, perché il nostro piangere fa male al Re.
Giacomo Anedda

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Una sentenza che può cambiare la storia se amministrata bene da tutti gli attori in campo

 Dalla Conferenza online sulla sentenza del Tar del Lazio conseguente al ricorso inoltrato dallo Sna contro il Provvedimento Ivass 97, sono emerse importanti ed utili considerazioni che vanno al di là del risultato giuridico, comunque positivo, della sentenza stessa. Si è infatti parlato dei nuovi scenari che si sono venuti inevitabilmente e fortunatamente a creare, grazie alla perseveranza di chi, come lo Sna, dal primo minuto ha creduto di intraprendere, per il bene della categoria, questa importante battaglia. Innanzitutto, la coesione ed unione di intenti comuni tra il Sindacato, il Comitato dei Gruppi Aziendali e l’Associazione di Categoria Brokers, che in tale occasione hanno saputo fare squadra e fronte comune nei confronti dell’Ivass, al fine di perseguire una vera semplificazione amministrativa utile per la categoria degli intermediari, ponendosi quest’ultimi, indipendentemente se agenti o broker, quali unici ed uniti interlocutori nei confronti dell’Istituto di vigilanza.
In futuro così Ivass dovrà prendere coscienza che si troverà di fronte ad una sola categoria di intermediari e non più categorie, che pur mantenendo i propri specifici ruoli, parleranno ad un unico tavolo di confronto con lei, evitando così poco efficaci e potenzialmente dannosi tavoli separati.
Durante il dibattito poi sono stati, inizialmente affrontati da Roberto Bianchi, direttore di SnaChannel e L’Agente di Assicurazione, poi divenuti denominatore comune a tutti i relatori intervenuti, i concetti di essenzialità e proporzionalità, che dovranno riguardare l’intero impatto normativo vigente, perché solo attraverso una loro corretta interpretazione e più idonea realizzazione, si potrà dire di aver ottenuto un risultato ancora più ampio. Il raggiungimento di una maggiore essenzialità ridurrà sempre più al minimo gli adempimenti burocratici non necessari, che attualmente sono estremamente dispendiosi in termini di tempo e risorse economiche per le agenzie. Del resto, anche lo stesso presidente dell’Ivass Luigi Federico Signorini, nella sua introduzione alla Relazione annuale sulle attività 2020 dell’Ivass, ha affermato che si impegnerà a far ridurre al minimo gli adempimenti burocratici non strettamente necessari, ammettendo che ce ne sono alcuni da abolire in quanto non essenziali.
Il rischio infatti è che l’eccessiva mole di informazioni rivolte al cliente producono poi, come dagli stessi consumatori affermato, un effetto contrario rispetto agli obiettivi che si era posta la normativa, generando così minor chiarezza e maggior confusione nei suoi confronti. Da tutto ciò poi discende il concetto di proporzionalità, rispetto anche alla complessità del prodotto intermediato, dato che per collocare un prodotto, ad esempio del settore Rcauto, è evidentemente sproporzionato dover consegnare centinaia di fogli di condizioni contrattuali e relativi documenti integrativi di polizza, anche perché vi sono ormai dei prodotti che sono entrati a far parte della conoscenza personale dei clienti, che non hanno certamente la necessità di ricevere sproporzionate informazioni.
Tornando al risultato ottenuto, è stato importante rilevare anche che senza l’adeguato studio normativo che il Sindacato ha fornito ai suoi legali, che hanno poi discusso le tematiche oggetto del ricorso, probabilmente non si sarebbe potuto ottenere tale esito positivo. Anche da parte degli intervenuti alla Conferenza si è potuto apprezzare il livello molto alto di preparazione, dimostrazione del fatto che i risultati si ottengono soltanto attraverso lo studio e la preparazione, trovando così la forza e la convinzione delle proprie idee, per portale avanti fino in fondo. Anche questo è stato un forte messaggio inviato alle istituzioni, alla politica e alle parti sociali, che certamente durante questo evento avranno avuto modo di verificare l’alto profilo di preparazione dei relatori.
Del resto, quello della preparazione tecnico normativa è un tema più volte, anche nel recente passato, ripreso dal Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, il quale sostiene che solo con un adeguato studio dei temi da trattare, unita alla profonda conoscenza della materia assicurativa, si può essere vincenti a qualunque livello di confronto e qualsiasi controparte si debba affrontare. Da questo punto di vista è stato inevitabile, da parte sua, dover richiamare alcuni colleghi che anche in questo caso non hanno perso l’occasione per dimostrare di non essere preparati, diffondendo informazioni errate e certamente non da amici del Sindacato, come invece incoerentemente ed ipocritamente essi dicono di essere.
Un altro spunto di riflessione è stato quello introdotto dal consulente Sna Domenico Fumagalli quando, nell’auspicare che si possa giungere quanto prima ad un’ottimizzazione delle semplificazioni burocratiche, si dovrà però allo stesso tempo affrontare, a livello sindacale, il tema della coerenza. A partire dall’adeguatezza, mutuando ciò che era già presente nel canale bancario, si è giunti all’attuale concetto di coerenza che così come è definita però può essere vista come maggior aggravio di responsabilità ed onere di prova da parte del distributore, diventando così rilevante in termini di responsabilità anche da parte dell’intermediario. Pertanto, dovrà essere affrontata tale criticità anche sul piano sindacale, per riparametrare meglio pesi e misure della responsabilità rispetto alla fabbrica prodotto.
La strada insomma è ancora molto lunga, ma quella intrapresa sembra essere veramente giusta sotto molti punti di vista, uno su tutti la rinnovata ed aumentata coesione della categoria che è riuscita, anche grazie ai numerosi incontri con i vari rappresentanti della politica nazionale, a riportare sul giusto equilibrio i rapporti di forza tra le istituzioni ed il Sindacato, con quest’ultimo che ha raggiunto un livello di credibilità ed autorevolezza mai avuta prima. In tale contesto sarà importante, come affermato dal Presidente del Comitato dei Presidenti di Gruppo Dario Piana, sfruttare tale forza acquisita di credibilità in questo momento storico, rimanendo uniti e coesi con Sna, stando attenti però a ciò che andremo come Gruppi Aziendali a discutere con le nostre compagnie. Come? Lasciando la trattiva di primo livello al Sindacato, fermandosi solo a quella di secondo livello con le compagnie, collaborando però anche in tal caso con il Sindacato, per evitare, ha aggiunto Piana, il rischio di generare anche in tale ambito pericolosi precedenti, facilmente clonabili dalle compagnie.
In conclusione, è molto probabile che il riesame di tutto l’impatto normativo prenderà spunto dalla sentenza del Tar del Lazio e che la strada maestra dovrà essere quella di seguire la normativa europea al riguardo, sensibilizzando la politica nazionale al fine che la faccia sempre più propria, così come in materia di Idd, lasciando solo l’essenziale rimuovendo l’inutile. Questo è ciò che chiedono anche le associazioni di consumatori, che hanno capito l’importante ruolo che il Sindacato può avere a tutela dei loro interessi, stringendo con esso una nuova ed importante collaborazione. È chiaro che, arrivati a questo punto e visto lo scenario creatosi, il Sindacato non consentirà più di essere relegato ad un ruolo marginale, perché tale sentenza e l’impatto mediatico che ha avuto la protesta che l’ha preceduta, ha fatto capire alle istituzioni, alla politica nazionale in maniera peraltro trasversale ed ai consumatori, che senza un ruolo determinante ed autorevole che il Sindacato sa esprimere, non si potranno mai raggiungere elevati e migliori livelli normativi, indispensabili proprio per difendere il consumatore che tanto vorrebbe tutelare l’Istituto di vigilanza con le sue regole. Il Sindacato e i suoi agenti di assicurazione sono pronti a portare avanti questa sfida verso un miglioramento normativo e burocratico del mercato assicurativo italiano, per lasciare più spazio alla consulenza professionale di noi Agenti, solo così i nostri clienti, che incontriamo quotidianamente, potranno veramente beneficiarne.
Andrea Pieri

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La sentenza del Tar del Lazio, riconoscendo le ragioni dello Sna, ha segnato la vittoria di un’intera categoria professionale

♦ No colleghi, non è ancora il momento di esaminare a bocce ferme quello che di straordinario è accaduto mercoledì 23 giugno; voliamo ancora alto sulle ali dell’euforia, facciamoci trascinare dall’ebbrezza di una notizia che aspettavamo con ansia da quindici giorni in un’attesa trepidante, animati da grandi speranze più che da certezze. E pensiamoci uniti in un grande abbraccio liberatorio, novelli David davanti a un Golia, burocrate arrogante e presuntuoso. Il ricorso al tribunale amministrativo ha rappresentato l’ultima ratio dopo che la via del confronto istituzionale, a lungo percorsa dai vertici del Sindacato, non ha avuto i risultati sperati davanti alla rigidità e all’intransigenza dimostrata dall’Ivass.
La sentenza del Tar del Lazio ha aperto una crepa nella granitica struttura di Palazzo Galloppi-Volpi, ed è un evento di grande portata storica il cui merito va senz’altro riconosciuto al presidente Demozzi e al suo Esecutivo che in questa battaglia ci hanno sempre creduto: ma nessun condottiero, nessun generale può combattere se non è adeguatamente supportato e sostenuto da un esercito fidato e capace. Quell’esercito siamo tutti noi, cari colleghi, che questa battaglia l’abbiamo condivisa, decisi a rivendicare e difendere quella libertà imprenditoriale e professionale, sancita da una legge dello Stato, che ci permette di collaborare nell’esclusivo interesse del cliente/consumatore, il solo che deve essere a conoscenza del rapporto di collaborazione orizzontale, ed evitare l’umiliazione di dover certificare la coerenza del prodotto collocato come se avessimo bisogno di un avallo per la finalizzazione della nostra consulenza.
La serrata dello scorso 27 aprile è stata prodromica, con un’adesione che in altri tempi si sarebbe definita “bulgara”, a testimonianza di una condivisione che è andata ben oltre i confini di Sna e che ha coinvolto anche tantissimi colleghi non iscritti ad alcuna sigla sindacale e addirittura anche dell’associazione minoritaria. Quella giornata, che ha avuto un ampio risalto mediatico, ha evidenziato la consapevolezza di una categoria professionale misurandone la capacità di coesione.
La sentenza del Tar del Lazio non solo ci ha reso giustizia davanti a un Ivass prono ai voleri delle Imprese, ma ci ha restituito quella dignità che il Provvedimento 97 aveva ampiamente messo in discussione segnando così un’importante, storica vittoria di tutti gli agenti professionisti di assicurazione.
Franco Domenico Staglianò

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Tennis e Padel sono sport simili ma qualcuno crede siano uguali

♦ Entrambi utilizzano una racchetta e una pallina che corre veloce da una parte all'altra del campo. Due o quattro soggetti in pantaloncini corti, maglietta e scarpe firmate che si contendono punto e partita a colpi di rovesci incrociati, lungolinea, volée, schiacciate e smorzate. Sembrano proprio uguali, ma uno è il tennis, lo spettacolare sport praticato e giocato in tutto il mondo, protagonista assoluto di tornei internazionali organizzati nei luoghi più esclusivi del pianeta, l'altro invece è uno sport giovane per tennisti sfigati i quali, dopo aver inutilmente tentato con la disciplina madre, hanno pensato bene di ripiegare sui più facili racchettoni da spiaggia, oggi ribattezzati “padelloni”.
Sembrano simili, ma la differenza è profonda.
Tra il tennis e il padel passa la stessa differenza che intercorre tra una polizza assicurativa venduta da un agente professionista, e quella acquistata su un sito di polizze online. Il professionista (l’Agente di Assicurazione) prima ancora di esercitare ha dovuto superare un esame di stato, si è iscritto a un registro pubblico per il quale ogni anno versa la quota di iscrizione; è obbligato ad avere una polizza di responsabilità civile contro eventuali danni provocati ai clienti. È tenuto a curare la propria formazione professionale e tutti gli anni deve fare almeno 30 ore di aggiornamento certificato. Ha l’obbligo di accendere un conto corrente bancario dedicato all’incasso delle polizze; deve disporre di una polizza fideiussoria a tutela della compagnia rappresentata. È un professionista e quando vende le polizze, sa come spiegarle e come confezionarle per tutelare al meglio il cliente e la sua famiglia.
Le polizzerie “online” invece, si accontentano di poche risposte e lasciano all’interessato l’analisi del rischio, la scelta delle garanzie, cosa fleggare e cosa selezionare prima di cliccare su Ok. Nell’online – in questo mondo magnifico della semplificazione e della faciloneria - è il consumatore che deve costruirsi da sé la polizza Rca pur non avendo alcuna competenza e nonostante risulti essere il più complesso tra i contratti offerti dal mercato assicurativo. Per averne conferma basterebbe contare le pagine delle condizioni contrattuali che l’acquirente “è tenuto a leggere prima di dare il consenso al pagamento”: mediamente 120 pagine a polizza.
Come nel caso del tennis e del padel, entrambi i giocatori andranno in giro con una racchetta nella sacca, così entrambi gli assicurati avranno una polizza Rca nel cruscotto. Con la differenza che l'automobilista rivoltosi all'agente avrà potuto disporre di un consulente professionista, mentre l’altro, quello dell’online, dovrà sperare di aver fleggato correttamente e di non essere incappato in uno dei tanti siti farlocchi che popolano la rete.
Giacomo Anedda

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