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IL PUNTO

IL PUNTO

Emergenza coronavirus, donazione della sezione Provinciale Sna di Bolzano al locale Comitato della Croce Rossa Italiana

MILANO - La sezione Provinciale Sna di Bolzano ha effettuato una donazione di duemila euro alla Croce Rossa Italiana, a seguito dell’emergenza Coronavirus, a supporto delle attività istituzionali. Lo conferma, con i ringraziamenti, la lettera datata 15 maggio scorso a firma della presidente CRI Comitato di Bolzano Monika Schivari. La notizia giunge oggi in Redazione su segnalazione del Vicepresidente della Provinciale Sna di Bolzano Stephan Oberrauch, militante di lungo corso del Sindacato, già presidente della sezione bolzanina.
La Redazione

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Se non si sta attenti, con la mente offuscata, si rischia di fare tifo per la squadra avversaria

Mentre tutta la squadra, compresa la panchina e il portiere, corrono impazziti di gioia ad abbracciare il goleador e a festeggiare la rete che sblocca il risultato della finalissima del campionato mondiale del 1982, l’attaccante Alessandro Altobelli, classe ‘55 e all’epoca giocatore dell’Inter, unico tra gli azzurri, approfittava della pausa del giuoco per sistemarsi il calzettone sinistro precedentemente bistrattato in un contrasto col difensore tedesco che lo marcava.
Il singolare episodio calcistico mi è curiosamente tornato alla mente, leggendo un commento politico apparso su una chat, in contemporanea con la notizia che il Parlamento discuteva di un emendamento per noi importante, sollecitato proprio da Sna ed avente per oggetto la fruizione, anche da parte degli agenti, dei finanziamenti previsti dal Decreto Liquidità (Decreto Legge 8 aprile 2020, n. 23) a supporto delle PMI. Grossomodo l'equivalente del gol segnato dalla nostra formazione, contro un avversario fortissimo, in una partita difficilissima e dall'esito incerto sino all'ultimo secondo.
Come nell’episodio che ha coinvolto il forte attaccante dell'epoca, anche in questa occasione, mentre la curva sud e la quali totalità dello stadio si sgolano e sventolano bandiere per sostenere e incoraggiare - anche solo moralmente - i propri ragazzi della nazionale, esternando il legittimo compiacimento per come sembra incanalarsi la partita, qualche altro tifoso, evidentemente con un idea diversa dalla nostra, in contemporanea al goal parlamentare segnato dal nostro goleador, pensa sia utile stimolare lo stesso, denunciandone presunte inadeguatezze morali e patologica venalità.
Alcune volte la passione calcistica;, se mal gestita, può sconfinare nel fanatismo e offuscare anche le menti più brillanti. Chiunque lo conosca sa bene che il capitano della nostra formazione non è una persona priva di moralità o dominata e mossa da interessi economici.
Chi sostiene il contrario mente sapendo di mentire. Comunque la si pensi, lasciamo che sia l'interessato a replicare alle accuse e a fornire le opportune risposte. Per quel che riguarda noi iscritti e tifosi dello Sna, anche e soprattutto in questi momenti in cui conta dare sostegno e trasmettere forza alla squadra – sia pure solo morale - noi continuiamo a gioire per i goal. La dietrologia la lasciamo ad altri.
Giacomo Anedda

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Emergenza Covid-19, la sez. Provinciale Sna di Piacenza consegna alla Croce Rossa Italiana 60 buoni spesa alimentare per i più bisognosi

MILANO - Il cuore grande degli agenti di assicurazione ha trovato riscontro in queste ore. Gigi Castagnetti e Giuseppe Trabucchi, in rappresentanza dei colleghi della sezione Provinciale Sna di Piacenza, hanno voluto essere vicini ai più bisognosi in un momento così duro per l'intera comunità. Sono stati così consegnati alla Croce Rossa Italiana ben 60 buoni spesa Esselunga per un controvalore complessivo di 1.500 euro. Ulteriori 1.460 euro sono stati poi donati per l'acquisto di otto saturometri professionali che verranno utilizzati dal personale sanitario presente nelle ambulanze della Croce Rossa operanti sul territorio.
Per il Comitato di Piacenza della CRI erano presenti il Presidente Alessandro Guidotti, la responsabile della distribuzione viveri Veronique Pichon e il responsabile del magazzino sanitario Matteo Sonzini. "Siamo grati agli agenti di assicurazione Sna - ha commentato Guidotti - per la sensibilità dimostrata. Apprezziamo questo gesto di generosità che permetterà ad alcune famiglie di poter acquistare beni di prima necessità indispensabili per il loro sostentamento".
I buoni spesa donati oggi dalla sezione Provinciale Sna di Piacenza si aggiungono ad altri - per un controvalore di 25.000 euro - frutto di precedenti interventi e già consegnati nel mese di aprile e nel corso dei primi giorni di maggio.
Luigi Giorgetti

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Trascorrono tutto il tempo ad affilare le lame, ma al momento buono non hanno il coraggio di sfoderarle

Ci sono contesti e ragioni talmente evidenti e di così facile lettura che anche dei bambini sarebbero in grado di maneggiare senza equivoci. Se a degli scolaretti che amano correre dietro ad un pallone chiedi loro di votare per alzata di mano se vogliono continuare ad usare il campetto verde, avendo anche l’accortezza di spiegare che l’alternativa è quella di rimanere chiusi in casa affacciati alla finestra, secondo voi, quante piccole mani rimarrebbero abbassate e quanti bambini si girerebbero dall’altra parte senza esprimersi? Pur essendo stato una schiappa già da bambino, io non avrei avuto dubbi, avrei alzato tutte e due le mani, e siccome non brillavo in altezza, sarei anche salito su un muretto per farle vedere bene, anche a rischio di cadere e rompermi la testa.
Se al posto del pallone, del campetto e dei simpatici pargoletti con i pantaloni corti, ci fosse invece un gruppo di uomini grandi e grossi, tutti ascritti alla categoria degli agenti di assicurazione, e se qualcuno domandasse loro: “siete disposti a combattere per salvare il vostro lavoro, la vostra professione e la vostra leadership nel campo della intermediazione assicurativa?” Ed ancora, per essere sicuri che si capisca bene il quesito: “voi uomini grandi e grossi che qui presenti perché scelti dai vostri colleghi per rappresentarne le istanze e difenderne gli interessi, siete disposti a sostenere la vostra Associazione nella lotta contro la strategia della disintermediazione posta in atto dalle compagnie?”. Come pensate risponderebbero?
Non dovrebbero esserci dubbi o tentennamenti, esattamente come i bambini che difendono il diritto a giocare, anche gli agenti di assicurazione dovrebbero sentire l’irrefrenabile bisogno di sollevare, oltre alle mani, anche i piedi se servisse. Non dovrebbero esserci dubbi di alcun genere visto anche perché chi vota lo fa in rappresentanza di tanti altri colleghi. Il Presidente è tale proprio perché “presiede” e rappresenta una istituzione o una collettività. Purtroppo, stando a quanto ci ha raccontato Snachannel, apprendiamo che il 29 nell’ultima riunione del Comitato dei Presidenti dei Gruppi Aziendali Agenti, in cui si è discusso a lungo degli scarsi interventi economici post coronavirus offerti alle agenzie delle compagnie, è stata anche chiesta una votazione tendente a ribadire “la ferma contrarietà ad ogni ipotesi di disintermediazione agenziale da chiunque attuata, invitando il vertice Sna ad attuare ogni utile intervento per ostacolare, limitare, respingere ogni forma di disintermediazione agenziale e tutti gli strumenti che siano direttamente funzionali a tale scopo".
Una condanna politica necessaria e più che legittima, votata all’unanimità ma con un voto di astensione. Un voto di astensione? Si fa fatica a crederci! Si rimane perlomeno perplessi nell’apprendere tutto ciò.
Davvero si fa fatica a capire le ragioni di una astensione che sembra prospettare una presa di distanze dalle stesse proposte politiche sollecitate dal Comitato, ritenute (a ragione) vitali per la sopravvivenza della categoria. Se davanti alla prospettiva di prendere le armi per scongiurare la perdita del nostro lavoro ci si astiene, per cosa vale la pena sfoderare la sciabola? Non sappiamo chi e con quali motivazioni abbia agito l’astenuto, immaginiamo che abbia avuto le sue ragioni che tuttavia, non possono essere solo le sue. Egli è espressione di una collettività che vive e subisce le stesse difficoltà della categoria. In nome di questa collettività e di questa categoria lo invitiamo a spiegare pubblicamente dette ragioni.
Giacomo Anedda

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Coronavirus, lo Sna rinvia Comitato Centrale e Congresso Nazionale. Demozzi: Rispettiamo la preoccupazione di colleghi e famiglie

MILANO - Il diffondersi del coronavirus in Italia sta portando associazioni di categoria e compagnie di assicurazioni a procrastinare meeting, riunioni e convegni. Il Sindacato nazionale agenti, per motivi precauzionali, non è da meno. E' stata infatti assunta la decisione di annullare i prossimi incontri formativi dei Quadri Sna previsti a Fiumicino e a Pavia nelle prossime settimane. Sono stati altresì rimandati a data da definirsi numerosi incontri della dirigenza nazionale Sna sul territorio. "Ci auguriamo con queste iniziative - sottolinea il Presidente nazionale Claudio Demozzi - di contribuire seppure minimamente al contenimento del contagio. Ma soprattutto intendiamo rispettare la giusta preoccupazione manifestata da molti colleghi. Ad allarme terminato, procederemo di conseguenza".
In queste ore, inoltre, era previsto l'invio della convocazione del Comitato Centrale e del Congresso Nazionale del Sindacato, come deliberato dall'EN. Le date fissate erano, rispettivamente: il 1° aprile 2020 per il Comitato Centrale, il 2 e 3 aprile 2020 per il Congresso. "Purtroppo - scrive Demozzi - le notizie apprese dalla stampa e la lettura delle ultime ordinanze emanate dalle Autorità preposte ci inducono, in via prudenziale, a rinviare a data da destinarsi entrambi gli eventi. Ciò anche in considerazione dell'oggettiva impossibilità di provvedere ai correlati adempimenti statutari in capo alle sezioni Provinciali".
Le previsioni per le prossime settimane non sono peraltro incoraggianti. 
"Abbiamo altresì interessato l'Ania - continua il Presidente nazionale Sna - affinché le singole imprese siano sensibilizzate ed agli agenti ed ai rispettivi clienti siano garantite forme di supporto, nel caso di chiusura forzata dell'attività agenziale. Ci risulta che l'Associazione delle imprese si sia tempestivamente attivata".
Luigi Giorgetti

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L’espulsione da Sna di Carla Maria Barin non è punizione né vendetta, ma difesa dei valori fondanti del Sindacato

MILANO - La vicenda della recente espulsione di Carla Maria Barin dal Sindacato nazionale agenti viene in questi giorni strumentalizzata con interventi sui social, alimentati anche da un articolo pubblicato su una testata del settore, a dire il vero un po’ tortuoso nel riportare fatti e circostanze, al punto da produrre confusione tra aspetti slegati tra loro, quali la vicenda umana della Barin, la politica di Sna, le scelte del Commissario straordinario del Fondo Pensione Agenti e la decisione dei Collegio dei Probiviri del Sindacato.
Carla Maria Barin è considerata un’icona nella comunità del Sindacato di categoria ed ha goduto trasversalmente di rispetto e considerazione talmente alti da meritarle la nomina a Socio onorario Sna. Proprio questo suo status particolare e l’alta dignità della sua figura, oltre alla sua profonda conoscenza del mondo Sna e delle regole statutarie, avrebbero dovuto suggerirle di non fare la scelta, incoerente e incomprensibile, di proporsi come candidata all’Assemblea Fonage nella lista presentata da Anapa, scelta che avrebbe inevitabilmente prodotto le note conseguenze.
Di tali conseguenze Carla Maria Barin non poteva non essere consapevole, giacché nel 2012 lei stessa, quale presidente del Collegio dei Probiviri Sna, fu la prima firmataria del provvedimento di espulsione di Vincenzo Cirasola, allora Presidente della sezione Provinciale Sna di Bologna e, due settimane dopo, fondatore di Anapa. Nella motivazione di quel provvedimento si leggeva, fra l’altro, “ogni manifestazione di pensiero politico sindacale diversa da quella perseguita a livello nazionale deve essere manifestata e legittimamente espressa, quale forma di critica costruttiva, nell’ambito degli organismi sindacali statutariamente preposti e democraticamente eletti”.
La scelta di Carla Maria Barin di sostenere la lista di Anapa, dunque, se per lei è “un atto di amore verso i colleghi che hanno diritto a veder tutelati i propri interessi a prescindere dalla appartenenza o meno a un organismo di rappresentanza”, per il Sindacato è la violazione di principi fondamentali che la stessa Barin aveva difeso fino a ieri, meritando proprio per questo la stima dei colleghi e il posto che occupa nel loro cuore. Ma la sua scelta implica la condivisione della posizione politica di Anapa sul Fondo Pensione che, ricordiamo, ha radici nell'originaria volontà di accettare passivamente le proposte di trasformazione del Fondo avanzate dall’Ania ed è esattamente opposta a quella del Sindacato nazionale agenti che, viceversa, ha permesso di salvare il Fondo mantenendone le peculiarità e allontanando il rischio di un suo smembramento.
Gli iscritti al Sindacato devono “attenersi alle deliberazioni degli organi statutari”, come recita l’articolo 6 dello Statuto, che la stessa Carla Maria Barin richiamò nel provvedimento di espulsione di Cirasola. La lista dei candidati Sna all’Assemblea del Fondo Pensione, appunto, è frutto di una delibera dell’Esecutivo Nazionale; l’esservi compresi non è prerogativa di nessuno, neppure di un attivista storico del Sindacato e l’esserne esclusi non viola alcun diritto individuale, né garantisce l’esenzione dalle conseguenze di scelte alternative statutariamente precluse.
Non c’è nulla di personale, dunque, nel provvedimento logico e statutariamente ineccepibile dei Probiviri Sna e l’amarezza che Carla Maria Barin dichiara di avvertire è comune, anche se per ragioni differenti, a quella di tutti i colleghi che hanno ricevuto lo schiaffo della sua scelta.
Mario Alberti

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Cosa si dice per sopravvivere. “Il trionfo delle demagogia è momentaneo, ma le rovine sono eterne” (Charles Peguy)

Deve essere proprio vero che in politica, come nel commercio, la pubblicità non può mancare a prescindere dalle stesse idee veicolate. Per promuovere la vendita di un dentifricio, non è importante spiegare cosa contenga quel contenitore colorato, ne’ tanto meno quale sia la formula chimica; quello che conta per convincere il consumatore è spostare l’attenzione dalla realtà alla fantasia; confondere la massaia promettendo denti bianchissimi e sorrisi irresistibili.
Non deve quindi stupire e meno ancora scandalizzare, se anche chi cerca disperatamente consensi per non scomparire del tutto dal panorama associativo, da buon opportunista, non esita a far ricorso al ricco e abusato arsenale del demagogo. Sembrerebbe quindi questa la strategia elettorale scelta dagli amici di Anapa, per contrastare il preoccupante calo di consensi e di iscritti: il ricorso agli slogan, alle frasi ad effetto e a suggestive promesse evocative di un sorriso irresistibile.
Peccato che le roboanti promesse di oggi siano anche l’esatto contrario di quanto accaduto nei pochi anni di vita associativa. Offrire la “tutela sindacale”, chiedere la delega per “gestire il fondo pensione agenti” senza tener minimamente conto di quanto fatto da Anapa sino a ieri, può forse momentaneamente essere utile a convincere una platea distratta dai troppi impegni o colpevolmente disinformata, ma sappiamo anche che non è credibile. La demagogia può far prendere qualche voto in più ma, come diceva il saggista C. Peguy, favorisce un successo momentaneo ma lascia per macerie e distruzione più a lungo.
Ne sanno qualcosa la famiglia Pieri che è riuscita a difendere la propria reputazione personale e professionale, grazie all’assistenza politica e legale messa in campo dallo Sna, che sulla vergognosa vicenda (triste paradigma della tracotanza di alcune compagnie contro la categoria degli agenti), non si è limitato a lanciare slogan ad effetto ma addirittura coinvolgere lo stesso Parlamento italiano. Per avere un’idea di quanto sia inutile la demagogia, basterà anche chiedere ai familiari del povero Scipione Di Matteo quale sia stata l’assistenza ricevuta da parte di un Gruppo Agenti della galassia Anapa. Queste le parole della sorella Antimina che commentava in questo modo: “Solo Sna ci ha dato sostegno e solidarietà”.
Giacomo Anedda

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Ma è sicuro che facciamo lo stesso lavoro?

È quanto mi domando tutte le volte che capita di leggere o apprendere notizie per cosi dire "curiose", riguardanti la nostra attività di intermediari. L'ultima perplessità in ordine di tempo, è legata ad una comunicazione giuntami direttamente sulla posta elettronica. Con enfasi quasi infantile, ma non per questo meno accattivante, mi si prospetta la possibilità di fare 600 polizze con un semplice click e senza consulenza!
Cosa si può sperare di meglio? Finalmente un sistema per fare soldi a palate senza più perdere tempo dietro noiose e sfiancanti trattative; finalmente un metodo per non stare a gingillarsi nelle valutazioni dei rischi, dell'analisi dei bisogni e menate simili. Era ora! Con un semplice click e senza consulenza - male che vada giusto qualche minuto se la fibra fa capricci - i clienti non potranno fare a meno di mettere mano al portafoglio e gonfiare i nostri conti correnti.
Con un semplice click e senza consulenza al diavolo anche la qualità della formazione professionale, le defatiganti riflessioni sull'adeguatezza, sulla miglior offerta e quant'altro imposto dalle odiate norme.
E al diavolo anche lo Sna che perde tempo in discorsi sull’importanza della consulenza quale riconoscimento della professionalità dell'intermediario.
Tutta roba vecchia e superata. Con un semplice click e senza consulenza, tutti ma proprio tutti, possono diventare grandi assicuratori liquidi e ammirati imprenditori di successo.
Naturalmente qualcosa la dobbiamo fare anche noi, siamo uomini di mondo e sappiamo che senza soldi non si canta messa e quindi, per prima cosa, bisogna iscriversi al corso formativo perché, come recita la locandina promozionale, "nell’era digitale ci sono degli intermediari che hanno qualità straordinarie, e riescono a creare dei sistemi strutturati che poi gli permettono di fare risultati strabilianti e allo stesso tempo poter gestire in massima tranquillità i propri tempi", ma questi geni non vivono d’aria e bisogna pagare 97 euro + iva.
Io mi sono già iscritto ed ho anche fatto richiesta di una fornitura straordinaria di polizze in bianco per non farmi trovare impreparato dalla inevitabile valanga di richieste cliccate che certamente mi arriveranno. Pare che i più intraprendenti oltre al corso sul click senza consulenza, abbiano ordinato da Amazon specifiche macchinette sputa polizze in grado di lavorare oltre che senza consulenza, anche senza internet.
Giacomo Anedda

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Ognuno di noi è una lampadina accesa, insieme illumineremo la strada del nostro successo

Comincia oggi un nuovo anno di impegno per il Sindacato degli Agenti di assicurazione italiani, SNA, che inizia il suo secondo secolo di storia!
Siamo certamente rinvigoriti dagli auguri scambiati tra amici e colleghi, ma siamo altresì consapevoli che la battaglia per la difesa delle nostre prerogative professionali non ammette pause, né tentennamenti, né permette indietreggiamenti che potrebbero compromettere i risultati fino ad oggi, faticosamente, ottenuti. Per mantenere le linee, per realizzare le nostre aspettative, ciascuno dovrà impegnarsi a fondo, come sempre e fin da subito.
SNA come ormai consuetudine, non ha chiuso i battenti durante questo periodo di festività, ma ha proseguito la propria attività quotidiana di presidio dei diritti, di attenzione ai bisogni, di riscontro alle richieste ed agli appelli che seguono un calendario differente, quello delle esigenze della categoria che, come l’esperienza ha insegnato, non conoscono giorni di vacanza.
Come ho ripetuto più volte, questo è il piccolo grande miracolo di questa Associazione mossa dal motore del volontariato, che si fa punto di riferimento e porto sicuro per migliaia e migliaia di colleghi i quali, al di là della dimensione del portafoglio gestito, abitano questa casa comune per il solo fatto di condividere la medesima professione, i medesimi problemi, le medesime difficoltà e le medesime paure.
Una realtà fatta di uomini e donne capaci di donare una parte della propria vita ai colleghi, senza chiedere nulla in cambio, perché sentono che è giusto così, per il piacere di dare un contributo alla crescita di un valore condiviso.
Un’organizzazione che sviluppa al suo interno competenze e professionalità di alto livello, che coesistono con un tratto umano la cui importanza non è secondaria alla qualità delle risposte di cui è capace.
Anche nell’anno appena trascorso abbiamo consolidato la strategia politico sindacale, le risorse umane, il patrimonio del più grande Sindacato italiano degli Agenti assicurativi. Abbiamo mantenuto unita e coerente la galassia, ormai complessa, del Sindacato che si articola e coinvolge: SNA, Snas srl (società di servizi del Sindacato), Fondo Pensione Agenti professionisti di assicurazione (Fonage), Ebisep (Ente Bilaterale del settore assicurativo agenziale), nonché Commissioni, Consigli camerali, Tavoli negoziali e di confronto, ai quali partecipano molti colleghi di buona volontà.
In questa grande squadra, laboriosa, ognuno di noi è una lampadina accesa. Insieme, continueremo ad illuminare la strada da percorrere per mantenere viva la speranza del nostro successo condiviso!
Esserne consapevoli è importante e rassicurante ed è per questo che vogliamo ricordarlo nel primo giorno di lavoro del nuovo anno: il Sindacato Nazionale Agenti c’è sempre, è sempre vigile, è sempre disponibile.
Cominciamo un nuovo anno, continuiamo il lavoro di SNA. Buon 2020!
Claudio Demozzi
Presidente Nazionale Sna

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Il “Pacco di Natale", come bloccare le fake news?

I principali social-media stanno attivando costose contromisure tecnologiche, basate su evoluti algoritmi di ultima generazione, dopo la raffica di segnalazioni giunte da più parti che evidenziano l’anomala diffusione sul web e su tutti i canali di comunicazione di un numero davvero preoccupante di informazioni non veritiere. E’ troppo facile, oggi, immettere in circolazione, su Whatsapp, su Facebook, su Instagramm o più in generale sul web notizie create ad arte per screditare questo o quel personaggio più o meno noto, quel collega invidiato o semplicemente quella persona nei confronti della quale nutriamo insani desideri di rivalsa o vendetta. E così anche la grande comunità degli agenti professionisti iscritti Sna, qualche giorno prima di Natale, è stata inondata da notizie allarmanti che riguardavano lo stato di salute, alcuni aspetti gestionali e soprattutto l’onorabilità di alcuni membri degli Organi statutari dell’Ente bilaterale del settore assicurativo agenziale, l’Ebisep.
In queste “informative”, che passavano per riservate ma che tali non sono mai state, neppure evidentemente nelle intenzioni di chi le ha predisposte ed inviate a decine e decine di agenti, presidenti provinciali, coordinatori regionali del Sindacato, si esibivano calcoli astrusi per dimostrare che i bilanci dell’Ente sarebbero sostanzialmente falsi. A fronte di ricavi dichiarati per 3,2 milioni di euro, si sosteneva infatti che l’Ente avrebbe incassato ben più di 13 milioni (tredicimilioni di euro!) e che conseguentemente la gestione delle finanze dell’Ente bilaterale sarebbe stata per lo meno opaca, se non truffaldina.
A questo si aggiungeva che i colleghi Pietro Ferdinando Marano e Sergio Giovanardi (entrambi componenti del Consiglio direttivo dell’Ebisep) sarebbero stati “in odore di mafia”, producendo a prova della gravissima accusa uno schema commentato, apparso su internet molti anni fa e successivamente oscurato con Decreto urgente del Tribunale di Genova nel 2011. I flussi finanziari in entrata, per tutti gli Enti bilaterali, provengono dai flussi uniemens dell’Inps, che raccoglie i contributi versati da tutti gli aderenti e li trasmette, con apposita procedura, a ciascun Ente di competenza. Il bilancio pertanto non può che corrispondere, alla voce “ricavi”, a quanto effettivamente versato dall’Inps. E’ davvero un esercizio di pura fantasia immaginare che su questo punto le cifre possano non combaciare, non corrispondere. Per quanto attiene ai colleghi sopra menzionati, ai quali evidentemente vanno le scuse di tutta la categoria e per i quali deve valere, come per ogni cittadino italiano, la presunzione di innocenza, sarà bene segnalare che Pietro Ferdinando Marano ha prodotto le certificazioni del Casellario giudiziario dal quale risulta “Nulla” nell’ultimo decennio. Ma vi è di più. Recentemente lo stesso Marano ha ottenuto l’iscrizione all’Albo quale soggetto vigilato dalla Banca d’Italia, è iscritto al R.U.I. e per quasi mezzo secolo è stato amministratore di numerose società finanziarie. In tutti questi ambiti, il requisito dell’onorabilità è necessario e dunque, evidentemente, mai venuto meno!
Di Sergio Giovanardi non aggiungerei nulla, visto che per 18 anni è stato confermato quale membro del Consiglio di amministrazione del Fondo Pensione Agenti (l’ultima volta nel 2013, con Francesco Pavanello presidente e Paolo Bullegas consigliere) in quota agenti (Sna). Suo fratello Carlo, il noto senatore, ex ministro, è intervenuto più volte a difesa degli interessi degli agenti ed ha costituito per alcuni decenni uno dei principali riferimenti politici del Sindacato. Nel 2014 è intervenuto in Aula per chiedere che il commissariamento del Fonage non fosse messo in atto, con ciò attirandosi le critiche di una parte della stampa nazionale (ved. ad es. art. 17/11/2014, L’Espresso, “Carlo Giovanardi ci tiene alla (sua) famiglia - Ecco l'interrogazione per aiutare il fratello - Il senatore Ncd chiede al Governo di evitare il commissariamento del Fondo Pensione degli Agenti assicurativi. Nel cui consiglio siede il suo parente stretto”).
La Redazione

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