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Ivass, scoperti ulteriori 10 siti internet irregolari di vendita di false polizze Rcauto. Le raccomandazioni ai consumatori

MILANO - L'Ivass segnala ulteriori 10 siti internet irregolari, vale a dire riconducibili a soggetti non iscritti al Rui. L'Istituto di vigilanza ricorda ai consumatori che le eventuali polizze assicurative sottoscritte tramite tali portali risulta essere non conferme alla legge: "Le polizze ricevute dai clienti - si legge in una nota - sono false e i relativi veicoli non sono assicurati". Ecco l'elenco:
1 www.assicuraadesso.com
2 www.brokerassicurazionionline.it
3 www.assicuralapoint.com
4 www.easyassicura.com
5 www.assicuriamoveicoli.com
6 www.ora-assicuriamo.com
7 www.assicuraonlinesicura.com
8 www.rossi-broker.com
9 www.boncompagniassicura.it
10 www.vertiassicura.com
L’Ivass raccomanda di adottare le "opportune cautele nella valutazione di offerte assicurative via internet o telefono (anche via WhatsApp), soprattutto se relative a polizze di durata temporanea. In particolare, si sottolinea che i pagamenti dei premi effettuati a favore di carte di credito ricaricabili o prepagate sono irregolari e che sono irregolari". I siti internet o i profili Facebook (o di altri social network) degli intermediari italiani che svolgono attività on-line devono sempre indicare:
a) i dati identificativi dell’intermediario;
b) l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica certificata;
c) il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi nonché l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’Ivass.
"I siti o i profili Facebook (o di altri social network) - precisa l'Istituto di vigilanza - che non contengono le informazioni sopra riportate non sono conformi alla disciplina in tema di intermediazione assicurativa ed espongono il consumatore al rischio di stipulare polizze contraffatte".
Luigi Giorgetti

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Preventivatore pubblico Rcauto realizzato da Ivass e Ministero dello Sviluppo Economico, online il nuovo sito. Un numero verde sostituisce la consulenza dell'assicuratore

MILANO - E' attivo dallo scorso 3 maggio il nuovo preventivatore pubblico online, realizzato da Ivass e Ministero dello Sviluppo Economico allo scopo di confrontare i prezzi delle polizze Rcauto praticati dalle compagnie assicurative che operano in Italia. Il sistema mostra, in buona sostanza, i contratti base Rcauto offerti da ciascuna impresa. "L’utente  - si legge in una nota dell'Istituto di vigilanza - può richiedere condizioni aggiuntive e personalizzare la copertura per renderla maggiormente aderente alle proprie esigenze".
Abbiamo provato l'utilizzo del sistema ed appare effettivamente di immediata fruizione grafica: compilato un breve questionario, in meno di un minuto si ottiene la lista dei preventivi disponibili sul mercato.
Resta da vedere quali efficaci tecniche di raffronto possano essere elaborate dal cliente comune (vale a dire senza una specifica conoscenza della materia assicurativa), senza la consulenza di un professionista che lo possa guidare. Un numero verde Ivass (attivo dalle ore 8.30 alle 16.30, dal lunedì al venerdì) dovrebbe fungere a tale scopo.
Luigi Giorgetti

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Rcauto, secondo l'Ivass nel IV trimestre 2020 il prezzo medio delle polizze Rcauto è sceso a 379 euro (-6,1% su base annua)

MILANO - Nel quarto trimestre del 2020 il prezzo medio effettivo della garanzia Rcauto è stato di 379 euro, in riduzione del 6,1% su base annua (circa 25 euro). Lo rileva l'Ivass nel suo bollettino statistico. Il numero di contratti stipulati è cresciuto del 3,2% rispetto al 2019 mentre i cosiddetti nuovi rischi, intesi come nuovi veicoli e/o nuovi assicurati, sono diminuiti nello stesso periodo del 4,2%.
E' sceso ancora il differenziale di premio tra Napoli e Aosta, che si attesta a 212 euro, sottolinea l'Ivass. La riduzione del prezzo medio è più accentuata nel Centro-Sud (Crotone -9,2%, Catanzaro -8,4%; Latina -8,1%) e in alcune provincie del Nord (Bologna -7,3%, Milano -7,1%), spiega l'Istituto di vigilanza nel consueto bollettino periodico, aggiungendo che il 23,1% dei contratti stipulati nel quarto trimestre prevede una riduzione del premio legata alla presenza di scatola nera.
La Redazione

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Polizze dormienti, l'Ivass scova 332.655 assicurati oramai deceduti. Scatta ora per le compagnie l'obbligo di rintracciare gli eredi legittimi

MILANO - L’Istituto di vigilanza ha diffuso una nota nella quale si comunica che è terminata l’attività di incrocio dei codici fiscali degli assicurati con polizze vita e infortuni con i dati dell’Anagrafe Tributaria, "al fine di rilevare eventuali decessi non conosciuti dalle compagnie e consentire a queste ultime di pagare i beneficiari delle polizze stesse".
Il lavoro ha coinvolto tutte le imprese assicurative italiane e 14 estere. Specifica attenzione è stata riservata alle polizze vita ma anche, per la prima volta, alle polizze infortuni (in vigore al 31 ottobre 2020, oltre che sulle polizze non più in vigore "per le quali le imprese avevano necessità di verificare l’eventuale decesso dell’assicurato"). L’Ivass ha incrociato 22,8 milioni di codici fiscali comunicati dalle stesse compagnie e ha rilevato 332.655 decessi. A questo punto ciascuna compagnia dovrà procedere per rintracciare i beneficiari delle polizze.
Luigi Giorgetti

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L'Ivass lancia "Mystery Shopping", operazione di controllo in incognito nei confronti delle agenzie di assicurazione. Demozzi (Sna): Iniziativa da Stato di Polizia

MILANO - Certamente in piena pandemia non si sentiva il bisogno di iniziative come il Mystery Shopping Ivass, una nuova modalità operativa di controllo ideata dall'Istituto di vigilanza. Di cosa si tratta? In una nota ufficiale l'Ivass ricorda che sono "partite a marzo le prime visite dei cosiddetti 'mystery shoppers', vale a dire operatori specializzati che lavorano in incognito al fine di verificare dal vivo le concrete modalità di vendita delle polizze assicurative da parte degli intermediari". Al momento si tratta di sopralluoghi sperimentali, verifiche che "riguarderanno non solo agenzie di assicurazione, ma anche banche, sportelli postali e vendite on line".
Il progetto mystery shopping è "in via di sviluppo - ricorda l'Ivass - ed è stato realizzato con il supporto di un consulente e di EIOPA (l’Autorità europea di vigilanza sulle assicurazioni); è stato finanziato dal Programma dell’Unione Europea di supporto alle riforme strutturali ed ha l’obiettivo di fornire al supervisore nuovi strumenti e metodologie per l’esercizio dell’attività di vigilanza sulla condotta di mercato che gli intermediari tengono nei confronti gli assicurati".
"L'Ivass davvero ritiene opportuno investire risorse, addirittura europee, - sottolinea il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi - per agire in incognito con visite in agenzia? Alla ricerca, magari, di cattive condotte di mercato che gli intermediari dovrebbero tenere nei confronti degli assicurati? Si tratta, a mio modesto avviso, di un’azione da Stato di Polizia, non certo leale e trasparente nei confronti dei soggetti vigilati. Iniziative irrispettose dei buoni rapporti che per anni hanno contraddistinto la categoria agenziale con l’Organo di vigilanza. Non ci nascondiamo ai controlli ed alle verifiche - prosegue Demozzi - ma contestiamo decisamente questa nuova metodologia che Ivass intende introdurre in Italia e che lascia stupefatti".
Luigi Giorgetti

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L’Ivass rettifica il risultato della prova d'idoneità per l'iscrizione al Rui di alcuni candidati: “I quesiti erano erroneamente formulati"

MILANO - È giunta notizia che l’Ivass ha rettificato i risultati della prova di idoneità per l’iscrizione nel Rui dello scorso mese di ottobre, comunicando ad alcuni candidati – tutti frequentanti il corso di preparazione organizzato da Sna –, il superamento dell’esame, nonostante l’iniziale bocciatura. L’Istituto di vigilanza, in una delle prove, ha proceduto alla sostituzione di due quesiti, in quanto erroneamente formulati.
La prova del modulo assicurativo, infatti, era composta da un test di 50 domande più 7 di riserva diverse per ogni giorno in cui era articolato l’esame, da utilizzare solo in caso di necessità di sostituzione di un quesito poco chiaro.
A rendere possibile l’intervento dell’Ivass è stato, in prima battuta, l’immediato interessamento della Commissione Formazione Sna unitamente al Direttore Didattico del corso Rui Snaform, i quali – notando l’ambiguità di alcune domande a risposta multipla – hanno richiesto un parere giuridico allo studio legale AdLaw Partners di Palermo, specializzato in tematiche afferenti il diritto amministrativo e assicurativo.
Dopo un’attenta e approfondita disamina della questione, gli avvocati hanno effettivamente riscontrato l’illegittima formulazione di alcuni quesiti e, pertanto, hanno deciso di procedere – in nome e per conto dei candidati interessati e consenzienti – mediante la presentazione di un’articolata istanza di annullamento in autotutela all’Autorità di vigilanza. A seguito di tale istanza, l’Ivass ha riesaminato i quesiti contestati, confermando le tesi sostenute dai legali. La correzione dei test è un’ottima notizia per i candidati istanti, che così hanno ottenuto il superamento della prova di idoneità grazie al ricalcolo del punteggio complessivo totalizzato, e conferma – ancora una volta – la validità dei corsi di preparazione e formazione offerti da Sna, avendo determinato, conseguentemente, un aumento delle già elevate percentuali di corsisti Sna promossi all’esame Rui.
Infine, è bene sottolineare che l’anomalia è stata riscontrata in una sola delle prove in cui era articolato l’esame e che tutti i candidati del Corso Rui Sna interessati sono stati prontamente contattati ed informati del fenomeno. “In Sna la tutela dei diritti è implicita in ogni attività che viene svolta o erogata", ha commentato Gianni Ammirata, componete Commissione Formazione e Direttore Didattico del Corso, “Si aggiunge un ulteriore plauso ai docenti per l’ottimo lavoro che in questi anni hanno svolto nell’erogazione del Corso Rui, sottolineando che nessun’altra organizzazione ha così a cuore i propri iscritti come Sna", ha concluso Marcello Bazzano responsabile della Formazione del Sindacato.
La Redazione

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Prova idoneità Ivass, diminuiscono partecipanti e promossi. Il 50% non si presenta causa panico da Covid

MILANO - Sono stati pubblicati da Ivass gli esiti complessivi della prova di idoneità per l’iscrizione nel Registro unico degli intermediari assicurativi sessione 2019. La prova si è tenuta come di consuetudine presso l’Ergife Palace Hotel di Roma nelle giornate comprese fra il 19 e il 23 ottobre 2020.
Il primo dato che salta agli occhi è il numero dei partecipanti alla prova di idoneità: 1.963 presenti su 3.853 ammessi. Quasi il 50% ha scelto di saltare l'esame, con tutta probabilità per i diffusi timori legati all'acuirsi del contagio da Covid-19.
Per quanto riguarda i risultati, appena il 20,5% dei candidati è risultato idoneo, un dato fortemente in contrazione rispetto a quello della passata edizione quando ben il 43,9% riuscì a superare l'esame.
Tiziano Salerno

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Report Ivass 1° semestre 2020: "Per le compagnie è divenuto prioritario procedere ad una revisione dei modelli di business"

MILANO - L'Ivass ha pubblicato in queste ore il periodico Report Analisi Trend Offerta Prodotti Assicurativi relativo al primo semestre 2020. Lo studio è finalizzato - si legge in una nota del'Istituto di vigilanza - a fare il punto sui nuovi prodotti immessi nel mercato assicurativo italiano per cogliere i trend di offerta con particolare riferimento agli elementi di innovazione e intercettare eventuali profili di rischiosità per i consumatori.
Un passaggio particolarmente significativo riguarda la visione che l'Ivass descrive in ordine alla trasformazione digitale nel mercato assicurativo. "L’emergenza da Covid-19 - riporta l'analisi - ha accelerato il processo già in atto di trasformazione digitale nel settore assicurativo, richiedendo un’azione combinata di innovazione tecnologica e organizzativa. Per le compagnie - si sbilancia l'Istituto - è divenuto prioritario procedere ad una revisione dei modelli di business, adottando modelli di offerta innovativi, flessibili, personalizzati e basati su sistemi di pagamento a distanza, nonché dei modelli liquidativi, attraverso la gestione dei sinistri da remoto, il tutto reso possibile dalla tecnologia Cloud.
Sempre più diffuso, soprattutto nell’ambito del settore Salute, l’utilizzo di chatbots, che si basano sull’intelligenza artificiale per creare esperienze interattive e conversazionali con i clienti attraverso messaggi di testo (Facebook, Messanger, ecc.). Si tratta di soluzioni software progettate per simulare una conversazione umana. Un chatbot può aiutare il cliente a comprendere meglio le condizioni di polizza, può rendere più veloce l’eventuale apertura di una pratica di liquidazione di sinistro, evitando ai clienti lunghe attese telefoniche e, per questa via, generare semplificazione dei processi liquidativi e riduzione dei tempi di gestione di un sinistro. 
La tecnologia machine learning - prosegue la relazione dell'Istituto di vigilanza - è sempre più utilizzata dalle compagnie anche nella costruzione delle tariffe. Una recente soluzione tecnologica, nata nel mercato inglese, pronta ad essere testata sul mercato italiano è Vehicle Build: si tratta di un sistema per la valutazione delle caratteristiche dei sistemi avanzati di assistenza alla guida ADAS (Advanced Driver Assist System) sviluppato specificamente per il ramo auto, che potrà dare supporto alle compagnie nella determinazione dei prezzi e nella sottoscrizione delle polizze, consentendo di stabilire le differenze nel profilo di rischio associato ai veicoli che hanno determinate caratteristiche di sicurezza".
Luigi Giorgetti

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Ivass segnala altri 7 siti internet irregolari, ma le truffe online proseguono a ritmo serrato

MILANO - Nei giorni scorsi l’Ivass ha segnalato l’esistenza di altri 7 siti internet irregolari, allungando così l’elenco che si fa ogni giorno più lungo:
1 www.albaassicurazioni.it
2 www.assicurarcaonline.it
3 www.assicurazionircaonline.com
4 www.assicurazionivitale.com
5 www.polizzareali.it
6 www.sempliceassicurazione.it
7 www.vivaldibroker.com
Le polizze ricevute dai clienti sono pertanto false e di conseguenza i relativi veicoli non sono assicurati, cosicché l’Istituto di controllo ritiene di avere assolto al proprio compito educativo raccomandando di adottare le opportune cautele nella valutazione di offerte assicurative offerte via internet o telefono, ma è evidente che si tratta di pannicelli caldi per curare una malattia sempre più grave.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi da tempo chiede alle Autorità di “intervenire con forza contro simili comportamenti, arrivando fino a chiedere il divieto di offrire contratti assicurativi attraverso internet oppure al telefono, visto che ormai è evidente a tutti quanto sia pericolosa questa pratica per i consumatori. La ricerca on-line o al telefono di offerte assicurative più convenienti, sta diventando obiettivamente un’abitudine imprudente che espone gli automobilisti alla ricerca di sconti impossibili a pesanti rischi”.
Mettiamo quindi a fuoco la questione centrale riguardante il tema delle truffe consumate nella vendita di polizze false mediante lo strumento informatico: chi opera in modo truffaldino continuerà a farlo, a dispetto di qualsiasi regolamento possa essere mettere in atto dall’apparato burocratico di controllo. Al contrario, il ginepraio di regole imposte agli agenti onesti - e si tratta della quasi totalità - finiscono per interferire sull’attività agenziale e sui costi gestionali in modo ormai insostenibile. Ne consegue che i truffatori continuano a derubare i clienti ignari con una valanga di polizze taroccate secondo la logica del mordi e scappa attraverso le vie di fuga predisposte anticipatamente per non farsi beccare e per ricominciare d’accapo sotto nuove e altrettanto mentite identità.
Nel contempo, in agenzia dove per definizione i clienti vengono coccolati e non derubati, si accumulano montagne di carte inutili che, anziché aiutarlo, impediscono al consumatore di apprendere il minimo indispensabile per effettuare un acquisto consapevole. Non è l’informativa precontrattuale che garantisce la collocazione in agenzia di polizze coerenti e adeguate rispetto ai bisogni delle famiglie, delle professioni e delle imprese, sono piuttosto l’onestà e la competenza degli agenti e della loro filiera commerciale. Né è accettabile che onestà e competenza vengano messi in discussione o che vi sia bisogno di superflua comprova mediante la produzione di documenti cartacei. Al mio cliente non interessa un fico secco di sapere con chi lavoro e se intrattengo rapporti di collaborazione con altri intermediari, si fida di me e questo mi impone, nell’atto di assicurare i suoi rischi, il massimo della responsabilità morale e sociale che nessun documento potrà mai provare o al contrario confutare. E se sono un delinquente come potrebbe sembrare che l’Ivass supponga, lo sarò anche compilando diligentemente tutti i fogli di carta del mondo.
La verità, triste per quello che mi riguarda, è che l’osservanza delle regole burocratiche serve soltanto a salvarmi nel caso la burocrazia, che ha sempre bisogno di giustificare la propria esistenza mediante la creazione di percorsi ad ostacoli disseminati di trabocchetti, non mi capiti tra capo e collo e verifichi che quelle regole non l’ho rispettate. Mi costa meno insomma seguire le norme imposte che beccarmi le multe e i provvedimenti disciplinari previsti in caso di violazione, anche se sono consapevole che quelle famigerate prassi sono utili soltanto a chi le ha inventate e semmai agli studi di consulenza che lavorano sulla compliance di agenzia (anche loro d’altra canto tengono famiglia), ma sicuramente non alla clientela.
C’è poi l’esercito di intermediari non professionali che, nascosti dietro il paravento reputazionale di banche e poste, offrono senza spesso sapere che cosa, tanto per loro quelle norme non sono neppure previste perché “vendono”, è proprio il caso di dirlo, “prodotti” standardizzati, come se essi non somigliassero in modo pressoché fotografico, alle polizze blocco multirischio di cui sono dotati gli intermediari professionali.
Ma non pensate anche voi che sarebbe ora di uscire dall’equivoco cercando di fare le cose buone che servono ai consumatori e non le cose giuste che servono all’Ivass?
Roberto Bianchi

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Emergenza Covid-19, Ivass proroga il termine per adempiere agli obblighi di aggiornamento professionale. Accolta l'istanza Sna

MILANO - Gli intermediari di assicurazione avranno tempo fino al 31 marzo 2021 per adempiere agli obblighi di aggiornamento professionale. Lo ha reso noto Ivass con una nota datata 1° ottobre, dopo aver esaminato le tante istanze giunte all’Istituto di Vigilanza con le quali si chiedeva di ridurre per l’anno in corso il numero delle ore di aggiornamento professionale. Le richieste erano motivate dalle complessità organizzative conseguenti all’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Ivass, ritenendo che l’aggiornamento professionale riveste particolare importanza per la tutela dei consumatori, ha preferito optare per una soluzione che considera più adeguata per venire incontro agli intermediari senza ledere gli interessi dei consumatori ed ha spostato eccezionalmente il termine per ottemperare agli obblighi previsti dal Regolamento 40 al 31 marzo 2021.
Il 2 aprile scorso lo stesso Sindacato aveva inoltrato all'Istituto di Vigilanza una istanza ufficiale a firma del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi e del Responsabile Formazione Marcello Bazzano
Franco Domenico Staglianò

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