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MERCATO

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Ccnl dei lavoratori delle agenzie di assicurazione, il mondo politico in pressing per fare chiarezza sulla reale rappresentanza sindacale. Demozzi (Sna): Anapa si sciogliera?

MILANO - Le sentenze di Genova e Forli che, in controtendenza rispetto alla lunga serie di vittorie ottenute fin dalla sottoscrizione del CCNL Sna/Confsal del 2014, hanno condannato in primo grado un agente a pagare delle differenze contributive Inps, hanno giustamente attirato l'attenzione degli addetti ai lavori e della politica.
Dopo l'interrogazione parlamentare del sen. Andrea de Bertoldi, di cui abbiamo ampiamente riferito da queste pagine, presentata la scorsa settimana al Senato della Repubblica ed indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio, è ora la volta dell'analoga iniziativa parlamentare assunta dal noto esponente di Forza Italia on. Galeazzo Bignami. Qualche giorno fa l'esponente politico ha presentato l'interrogazione scaricabile attraverso il seguente link:  (https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/02218&ramo=CAMERA&leg=18) che sposta l'attenzione sulla rappresentatività di Anapa, ovvero dell'Associazione datoriale con la quale Fisac/Cgil, First/Cisl e Uilca hanno inteso formalizzare il  CCNL Anapa/Triplice e che - secondo molti osservatori - potrebbe risultare carente sotto l'essenziale aspetto dei numeri, della struttura territoriale (pressoché inesistente, ndr), del bilancio, delle vertenze instaurate (nessuna?). Tutti elementi questi che in genere vengono utilizzati quali unità di misura per la valutazione dell'effettiva esistenza e consistenza delle sigle sindacali, datoriali e dei lavoratori.
Secondo il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi "al termine di questi approfondimenti, per Anapa potrebbe forse aprirsi la strada dello scioglimento? Almeno sul piano del CCNL questo certamente ridarebbe la dovuta serenità agli agenti".
La Redazione

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Anche Forza Italia si schiera con lo Sna. L'on. Galeazzo Bignami presenta un Ddl analogo a quello del sen. Andrea de Bertoldi (FdI)

MILANO - Che il Disegno di Legge del senatore trentino Andrea de Bertoldi avesse acceso i riflettori sulla ormai insostenibile situazione degli agenti assicurativi italiani, anche in relazione ai rapporti contrattuali con le imprese, era - per dirla con il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi - pressoché scontato. Ebbene si apprende che oggi il DDL de Bertoldi non solo è stato esaminato in Commissione ma, a quanto pare, sarà calendarizzato a breve seguendo per così dire un iter preferenziale.
Ma c'è di più. Le linee guida del Disegno di Legge sono state condivise da altri esponenti politici. E' questo il caso dell'on. Galeazzo Bignami (Forza Italia) il quale ha depositato alla Camera dei Deputati un'analoga proposta legislativa.
Il DDL è il seguente: Bignami "Modifiche al codice civile in materia di contratto di agenzia nel settore assicurativo e di durata del contratto di assicurazione, per promuovere la concorrenza e la trasparenza nei rapporti con i consumatori".
L'on. Bignami - come forse si ricorderà - è stato ospite del Congresso nazionale Sna a Cervia lo scorso anno. Nato a Bologna il 25 ottobre 1975, laurea in giurisprudenza, è avvocato e profondo conoscitore delle norme che riguardano gli agenti professionisti. Ha più volte espresso, anche pubblicamente, sincero apprezzamento per l'attività svolta dal Sindacato ed in particolare dal Presidente nazionale Claudio Demozzi.
La Redazione

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Cattolica Assicurazioni, in molti prendono ora le distanze dalla strategia di "razionalizzazione agenziale" voluta dall'a.d. Alberto Minali

MILANO - Da indiscrezioni trapelate in queste ultime ore, sembrerebbe che un cospicuo ed influente gruppo di soci della compagnia Cattolica, riuniti nell'Associazione "Cattolica al centro", abbiano preso le distanze dalla strategia della cosiddetta "razionalizzazione agenziale" messa in atto dall'attuale vertice della compagnia e confermata proprio in questi giorni dall'a.d. Alberto Minali. La posizione dell'attuale presidente Paolo Bedoni sembra allineata con quella di Minali e soprattutto non risulterebbe alcuna presa di distanza e dunque alcun intervento a sostegno degli agenti Cattolica.
Non così invece, stando a quanto ci viene riferito, per il Consiglio Direttivo del'Associazione "Cattolica al centro", composto dal presidente e forse candidato alla guida di Cattolica alla prossima assemblea elettiva di aprile, Michele Giangrande, noto dottore commercialista veronese, affiancato da Aldo Napoli (amministratore delegato Orizzonte SGR), Giulio Polati (avvocato del Foro di Verona), Alessandra Casari (avvocato del foro i Mantova), Massimo Danieli (dottore commercialista veronese), Andrea Donisi (dirigente bancario), Pietro Lavarini (già dirigente bancario) e Francesco Rossi (professore – Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università degli Studi di Verona). A quanto pare, questa lista potrebbe presentarsi alla prossima assemblea elettiva della compagnia, marcando proprio le differenze nell'approccio con la rete agenziale, condividendo l'allarme lanciato dal Sindacato nazionale agenti e cercando di riportare la qualità delle relazioni tra mandante ed agenti entro i valori storici dell'impresa cooperativa che continua a dichiarare di riconoscersi nella dottrina sociale della Chiesa, come più volte evidenziato dal Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi.
"Il Sindacato non fa politica di compagnia - precisa Demozzi - ma certo guarda con interesse chi pone gli agenti al centro della propria strategia industriale e diffida di chi cerca di applicare i metodi industriali della distribuzione commerciale a rapporti complessi quanto delicati come quelli che intercorrono tra un'Impresa assicurativa e gli agenti professionisti".
La Redazione

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Vendita online delle Polizze Rcauto, interrogazione dell'on. Tommaso Foti (FdI) alla Camera dei Deputati. Si punta al divieto

MILANO - Sul tema delle polizze vendute online e dei gravi problemi connessi a tele forma di distribuzione arriva alla Camera dei Deputati l'interrogazione dell'on. Tommaso Foti (FdI). Interrogazione che segue di qualche giorno quella in Senato del sen. Andrea de Bertoldi. Come si ricorderà, quest'ultimo aveva richiamato l'attenzione dell'Esecutivo sui rischi per i consumatori di simili attività commerciali via internet, chiedendo provocatoriamente se non fosse giunto il momento di vietare soprattutto i contratti online Rcauto. Sposando quanto sostenuto da Snachannel negli ultimi mesi.
Ora l'on. Foti si rivolge al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro della giustizia: "I reiterati appelli alla prudenza e a prestare la massima attenzione nell’acquisto on line di polizze per la responsabilità civile auto - scrive l'on. Foti - non si rilevano sufficienti a evitare truffe e raggiri; anche di recente organi di informazione on line (www.snachannel.it) riferiscono di vicende poco commendevoli verificatesi proprio in ragione di un ricorso non attento all’acquisto di polizze on line, conclusosi con danno e beffa per l’acquirente; malgrado le segnalazioni dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) volte a mettere in guardia da siti internet che propongono inverosimili offerte tariffarie, malgrado l’impegno costante del Sindacato nazionale agenti di assicurazione (Sna) nel segnalare i tanti, troppi casi di raggiri, vi è ancora chi si affida alla rete ad occhi chiusi, salvo poi dovere confrontarsi con un risveglio che, il più delle volte, ha le caratteristiche dell’incubo; come detto - prosegue l'on. Foti - proprio in questi giorni, un ulteriore caso di truffa on line ha coinvolto un incauto internauta di Reggio Emilia il quale, navigando nel web a caccia di soluzioni assicurative oltremodo convenienti, è finito nella bocca del "leone" di turno: un truffatore abile nell’allestire un accattivante sito internet. Ne è conseguito l’acquisto on line della polizza con tanto di copertura per l’assistenza stradale, il trascorrere del tempo senza il ricevimento dei documenti comprovanti la stipula della polizza, nonostante l’avvenuto bonifico dell’importo preteso; la verifica da parte dell’interessato della copertura assicurativa dell’auto e la sorpresa che la targa del suo veicolo non risultava fra quelle in regola".
L'esponente politico di FdI ha chiesto dunque al Governo "se i fatti siano noti all'Esecutivo e quali iniziative di competenza, anche di carattere normativo, intenda assumere al fine di meglio tutelare il consumatore da truffe online che, come quella sopra descritta, non solo sono possibili ma che, oramai giornalmente, si verificano su tutto il territorio nazionale".
Il tema si è poi allargato alla posizione di Poste Italiane Spa sul mercato assicurativo e al possibile ingresso di quest'ultima nel segmento Rcauto. Non si è fatta attendere la risposta del Sottosegretario sen. Andrea Cioffi, secondo il quale "il progetto di ingresso nel mercato Ruauto, rileva l’IVASS, dovrebbe prevedere una partnership con un primario operatore del mercato italiano. A tal riguardo, Poste Italiane ha confermato che 'stante le peculiarità e la complessità del settore assicurativo automobilistico, ha avviato un’indagine di mercato mediante invio di una request for proposal (RFP) per valutare eventuali collaborazioni'. Si tratterebbe, invero, - sottolinea il sen. Cioffi - di un approccio innovativo che, tenendo conto del ruolo sociale svolto, è teso a raggiungere la migliore combinazione per lo sviluppo di un’offerta assicurativa nel settore Rcauto. L’eventuale modello distributivo, secondo la Società, inoltre, potrebbe prevedere la sottoscrizione di uno o più accordi di partnership con il coinvolgimento di principali gruppi assicurativi. In conclusione, l’Ivass ha comunicato che, ad oggi, dopo alcuni contatti preliminari e relativi agli aspetti macro del progetto di ingresso di Poste Italiane nel mercato della distribuzione delle polizze assicurative per la responsabilità civile auto, non sono pervenuti ulteriori o nuovi elementi d’informazione sui dettagli né sullo stato di avanzamento del progetto stesso. Tuttavia, l’Istituto ha tenuto a confermare che l’iniziativa in parola rientra nel novero delle autonome scelte imprenditoriali delle singole imprese e che la medesima Autorità non mancherà comunque di valutare la compatibilità degli eventuali esiti del progetto in discorso con il quadro normativo di riferimento".
Luigi Giorgetti

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Cambio al vertice in casa Magap dopo l'adesione al Galf. Alla presidenza va Paolo Sacchi, suo vicario Luca Tabanelli, vice Luca Belluzzi

MILANO - Con una missiva ufficiale indirizzata al Sindacato nazionale agenti, si certifica che a partire dal 1° gennaio 2019 gli associati Magap con mandato UnipolSai, guidati dal Presidente uscente Francesco Bovio, hanno aderito al Galf. Tutto questo - si legge nella nota - determina un cambio al vertice di Magap, Gruppo Agenti Allianz, che risulta così composto:
Presidente: Paolo Sacchi, Vice Presidente Vicario: Luca Tabanelli, Vice Presidente: Luca Belluzzi, Membri di Giunta: Sofia Puleo e Susanna Falzoni (anche Tesoriere del Gruppo), Segretario: Rosangela Sorbara.
La squadra Magap resterà in carica fino al prossimo congresso elettivo previsto nel mese di ottobre 2019.
La Redazione

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ACI, nel 2018 calano le iscrizioni auto al PRA. In crescita i passaggi di proprietà. Giù il segmento diesel, sale l’usato

MILANO - Sebbene i dati riguardanti i fenomeni descritti nei 4 mesi precedenti la data di pubblicazione, desunti da rilevazioni giornaliere sugli archivi informatici dell’Aci, debbano ritenersi provvisori e passibili di uno scostamento che potrebbe talora raggiungere il 5%, salvo verifiche successive secondo il bollettino Aci Auto Trend di gennaio 2019, a dicembre 2018 si è registrato un lieve calo (-2,2%) delle prime iscrizioni di autovetture al PRA rispetto al pari periodo del precedente anno, mentre le prime iscrizioni delle due ruote aumentano del 52,6%. Complessivamente, lo scorso anno si è chiuso con un -2,5% di iscrizioni per vetture nuove sul 2017 (1.944.532 rispetto a 1.994.407), mentre l’aumento globale per i motocicli è stato del +7,2%.
Al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), nel dicembre 2018 i passaggi di proprietà delle autovetture sono aumentati dell’1,4% mentre per l’intero anno l’aumento è stato del + 4,7% (-2,1% per i motocicli). Nell’arco dell’intero 2018, sono state acquistate 159 vetture usate ogni 100 nuove.
Un incremento del 6,4%, nello scorso anno, è stato evidenziato per le radiazioni delle autovetture e del 6,3% per tutti i veicoli ed Aci stima, al 31 dicembre 218, un incremento del parco circolante superiore all’1%. La flessione delle prime iscrizioni di autovetture diesel è stata consistente (-11,6%) nel 2018, con un’incidenza sul totale del 51,4%; in crescita del +7,3%, invece, l’utilizzo delle vetture usate alimentate a gasolio.
Alessandra Schofield

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Cyber Security in forte espansione nell’ultimo quinquennio. Il ruolo dell'intelligenza artificiale. I casi di Europa e Stati Uniti

MILANO - Come ormai sappiamo, l’ambito della sicurezza informatica in Italia presenta due caratteristiche, anzi tre: è sempre più attuale, è sottovalutato dalle Pmi – che rappresentano la struttura portante della nostra economia – ed è potenzialmente un settore di grande crescita anche per il settore assicurativo, perciò di enorme interesse per gli intermediari professionisti. Sarà perciò utile per noi sapere che, lo scorso 10 gennaio, la CCS - Crossword Cybersecurity plc ha rilasciato alcuni dati tratti da una ricerca volta ad analizzare 1.200 progetti presenti (dal giugno 2013 al dicembre 2018) e passati (dal gennaio 2008 al giugno 2013) attivati dalle istituzioni accademiche nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Europa, in Australia ed in Africa.
Sono stati attivati oltre 100 progetti legati ai Sistemi Cyber Fisici (Cyber Physical System o CPS), ovvero alle tecnologie che integrano ed interconnettono dispositivi ed oggetti distanti tra loro. I progetti correlati alla Privacy sono aumentati del 183% nel secondo arco di tempo preso in esame rispetto al precedente; forte incremento (+123%) anche per iniziative sull’Internet of Things (IoT): il 14% dei progetti attualmente in corso riguarda questo ambito. Il settore della Crittografia è fortemente influenzato dagli studi sui dispositivi quantici: l’aumento di progetti in tal senso è attorno al 227%, ma d’altronde il tema era stato poco affrontato tra il 2008 e il 2013.
Esistono significative differenze esistenti tra gli ambiti progettuali nelle aree territoriali prese in esame: se l’Europa è fortemente concentrata nel minimizzare l’esposizione delle piccole e medie imprese al cyber risk – ma dedica almeno 39 progetti anche alla crittografia – gli Stati Uniti sembrano indirizzarsi di più sulla componente umana della sicurezza informatica ed alla soluzione delle criticità infrastrutturali dei Cyber Physical System, lavorando sui sistemi in cloud, sui crimini informatici e sulla privacy dei Big Data. 11 progetti, in Gran Bretagna, sono attualmente dedicati al settore sanitario e le iniziative correlate a quantica e IoT sono più che raddoppiate nell’ultimo quinquennio; concreto interesse anche nell’aumento di affidabilità dell’Intelligenza Artificiale, nella sicurezza dei Big Data (che però ha registrato un declino dell’85%, in termini di investimenti), nella Quantum Technology per la sicurezza delle comunicazioni, nella crittografia.
Secondo il ceo di CCS Tom Ilube, la necessità di risolvere le criticità infrastrutturali aumenta con il crescente inserimento di elementi tecnologici nel nostro quotidiano. Per il momento, tuttavia, appare limitata l’applicazione di tecniche A.I. (Intelligenza Artificiale) nella soluzione di problemi complessi legati alla cyber security.
Alessandra Schofield

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Angelo Sita fornisce i chiarimenti sul tema dell’addebito a foglio cassa della Pna riguardante l’iscrizione al Gaa Helvetia

MILANO - Nei giorni passati sono intercorsi numerosi chiarimenti tra il Gruppo Agenti Helvetia e lo Sna sulla nota questione dell’addebito a foglio cassa della Partita non assicurativa (Pna) riguardante il rinnovo dell’iscrizione annuale al Gaa e il collega Angelo Sita ha inoltrato alla Redazione alcune considerazioni che riporto volentieri in quanto utili a superare i residui dubbi sull’argomento.
“Nella mia qualità di Vice Presidente, de facto, del Gruppo Agenti Helvetia e con pieno mandato a scrivere da parte del Presidente e dell’intero Direttivo, provvedo con la presente, a comunicare le opportune precisazioni affinché la Redazione possa prendere atto della realtà dei fatti e provvedere alla parziale rettifica dell’articolo in oggetto che va a detrimento dell’operato dei componenti il Direttivo del Gruppo e che, da volontari, si occupano di fornire supporto ai colleghi sia in tutte le necessità quotidiane che nei rapporti, non sempre idilliaci, con la compagnia. Riguardo l’argomento citato e cioè la gestione della quota di adesione al Gruppo ed il premio per la polizza RCT Professionale nelle Partite Non Assicurative, il modus operandi segue uno schema già collaudato negli anni e corretto sulla base degli adeguamenti richiesti da Ivass. Voglio precisare che non vi è nessun meccanismo di silenzio/assenso, infatti già a metà Novembre, e poi reiterata successivamente anche con circolare del Servizio Amministrativo della compagnia, è stata inviata a tutti gli agenti la comunicazione, il cui stralcio è già stato pubblicato di seguito all’articolo, che fornisce tutte le indicazioni per evitare l’emissione delle PNA qualora non vi sia interesse all’adesione!
La comunicazione è volutamente inviata a tutti gli agenti con mandato Helvetia perché, da anni, il Gruppo ha scelto di fornire l’opportunità di adesione alla polizza RCT ed alla estensione al Plurimandato anche ai non aderenti al Gruppo ed alle medesime condizioni. La quota di adesione al Gruppo fornisce, gratuitamente, anche la copertura di Tutela Legale, operante anche nei casi di contenzioso con le mandanti. Offrire queste opportunità non mi pare sia banale e/o usuale… Infatti i colleghi che non hanno comunicato la mancanza di interesse, vuoi per dimenticanza o per non aver letto le comunicazioni, possono, al ricevimento del foglio rilievi riportante le PNA, stornarle semplicemente oppure versare gli importi di loro interesse con bonifico alla compagnia dal conto separato. Infine, anche nel caso di evasione errata della partita, è possibile averne lo storno, senza inviare l’importo, mettendosi in contatto con il Servizio Amministrativo della compagnia.
Alla luce di quanto esposto né il Gruppo Agenti né, tantomeno, la compagnia possono essere accusati di forzare scelte e/o obbligare la rete a fare alcunché o, peggio, essere accomunati all’operato di altre Mandanti ben più invasive.
Per quanto riguarda la presunta inazione del Gruppo Agenti possiamo tranquillamente documentare tutta l’attività svolta nelle Commissioni Tecniche e a servizio dei colleghi e tacitare tutte le illazioni espresse anche nei commenti. Vi confermo che il confronto con la compagnia è continuo e, molto spesso, “vivace”: Non siamo, sicuramente, né succubi o genuflessi”.
Il Presidente Nazionale Sna Claudio Demozzi ringrazia Angelo Sita e con lui il Gruppo aziendale per la precisazione fornita e aggiunge: "Un agente che, come me, non ha mai aderito, né ha intenzione di farlo, al Gruppo agenti, è portato a non leggerne le comunicazioni e quindi rischia di vedersi addebitata la quota annuale, ferma restando la facoltà di riaccreditarla previa richiesta motivata alla compagnia a proprio favore in contabilità. Sarebbe forse preferibile che agli agenti Helvetia non iscritti al Gaa venisse spedita una comunicazione personalizzata prima della fine dell’anno nella quale si chieda loro di esprimere la volontà esplicita di aderire o di non aderire al Gruppo, evitando così il meccanismo del silenzio-assenso 'non rispondi alla circolare e quindi sei favorevole' che resta comunque non accettabile".
Roberto Bianchi

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Quota iscrizione al Gruppo aziendale agenti, per qualche compagnia è "obbligatoria". Il caso Helvetia e le rinnovate critiche dello Sna

MILANO - Arriva il primo giorno lavorativo del nuovo anno e qualche compagnia si affretta ad addebitare a foglio cassa, reiterando una prassi più volte contestata dal Sindacato nazionale agenti, la quota annuale di iscrizione al Gruppo Aziendale Agenti. Con tanta solerzia, tale da effettuare l’addebito anche a chi, al Gruppo Agenti, non ha mai aderito e non intende aderire. E così per qualche agente non resta che contestare la scrittura contabile (P.N.A. “partita non assicurativa”, scrittura che potrebbe rimanere estranea al “foglio giornale cassa” agenziale) insistendo affinché la contestazione, una volta accolta, possa essere riscontrata con il riaccredito della somma entro la decade di competenza, per evitare di dover comunque pagare la quota in attesa di una futura “sistemazione”.
Tra le segnalazioni giunte in redazione, spicca quella riferita alla compagnia Helvetia, che pare abbia addebitato la “quota gruppo agenti” a tutti gli agenti, proprio tutti, compresi coloro che non risultano essere mai stati iscritti al GAA, come prima scrittura del "nuovo anno" sul foglio cassa prodotto dal sistema informatico della compagnia e come tale, nell’immediato, non cancellabile da parte dell’agenzia. La stessa compagnia era già stata oggetto di critiche, per lo stesso motivo, lo scorso anno ma a quanto pare né la mandante né il relativo Gruppo Aziendale Agenti hanno ritenuto di correggere l’odiosa prassi.
Rimane da chiedersi: perché?
La Redazione

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A seguito della segnalazione giunta in Redazione, riportiamo un passo della circolare del Gaa Helvetia :
"Anche quest'anno abbiamo avuto la disponibilità da parte della Direzione a supportarci nella raccolta delle quote associative e dei premi della polizza RC professionale.
l pagamento della quota avverrà attraverso PNA caricato dalla Direzione entro il 31/12/2018 : questa procedura faciliterà il pagamento della quota di iscrizione e ci consentirà di conoscere il numero degli iscritti in un tempo più ristretto; ciò limiterà dunque il tempo destinato alla fase di associazione, farà coincidere l'iscrizione con l'anno solare e faciliterà le conseguenti operazioni amministrative.
Coloro i quali sin d'ora decidano di non iscriversi al GAH, gentilmente comunichino la volontà di non aderire per mail agli indirizzi : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; chiediamo così alla Direzione di evitare la creazione di PNA che dunque non perverrà sul vs. rendiconto.
Coloro i quali solo in seguito dovessero decidere di non iscriversi dovranno solo "contestare" la PNA ricevuta nell'elenco di quelle da pagare; con queste due procedure sarà possibile preservare la libertà di ognuno di decidere se iscriversi o meno al GAH".

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Polizze abbinate a finanziamenti, richiamo dell'Ivass: modalità di calcolo e formule non chiare o penalizzanti per l’assicurato

MILANO - Torna di attualità il problema delle polizze abbinate a finanziamenti e delle relative opacità contrattuali. In una nota l'Ivass rileva come siano state messe sotto osservazione le modalità di calcolo adottate da alcune compagnie di assicurazione per la determinazione della parte di premio non goduto da restituire all’assicurato in caso di estinzione anticipata del finanziamento. Il numero dei reclami è aumentato e ciò ha fatto scattare procedure di controllo su vasta scala. "I reclami - scrive l'istituto di Vigilanza - lamentano modalità di calcolo non chiare e/o penalizzanti per l’assicurato. L’istruttoria di questi reclami e la ricognizione di un campione di condizioni contrattuali di alcuni prodotti PPI (Payment Protection Insurance) ha evidenziato criticità nelle procedure di calcolo e nel livello di trasparenza verso gli assicurati".
Mentre molte imprese, nelle condizioni di polizza, accompagnano la descrizione delle modalità di calcolo con l’indicazione della relativa formula di calcolo e con esempi concreti che aiutano i clienti a ripercorrere i calcoli stessi, "altre imprese - rileva l'Ivass - si limitano a richiamare il criterio dettato dall’art. 49 del Reg. n. 35/2010 (ora art. 39 del Regolamento n. 41/2018) senza alcun esempio o riportando esempi carenti". Circa il metodo di calcolo, è stato inoltre rilevato, per le assicurazioni vita, che le condizioni contrattuali prevedono, conformemente al dettato regolamentare, che il premio puro da restituire sia determinato in base agli anni e frazioni di anno mancanti alla scadenza della copertura nonché del capitale assicurato residuo; la quota dei caricamenti da rimborsare sia calcolata in proporzione agli anni e frazione di anno mancanti alla scadenza del contratto assicurativo".
In definitiva, le imprese dichiarano sempre di adottare i criteri previsti dalla normativa per la definizione del rimborso delle due parti del premio pagato. Tuttavia, nei casi in cui le formule sono esplicitate nelle clausole contrattuali o nei casi in cui – in assenza di formule - sono richiamati i criteri generali delle norme regolamentari, è emerso che le formule in concreto utilizzate, molto diverse tra imprese, non sempre risultano in linea con la richiamata normativa e non considerano l’effettivo debito residuo per la parte relativa al premio puro da restituire. La quota da rimborsare è calcolata infatti in funzione della sola durata residua del contratto e di un c.d. fattore di correzione, calcolato solo in funzione della durata, che approssima l’effettivo rapporto tra il debito residuo e il debito originario. 
"Al riguardo - prosegue l'Ivass - è stato riscontrato che queste formule approssimate, oltre a non essere conformi ai criteri regolamentari e a non risultare coerenti con i criteri enunciati nelle condizioni contrattuali, determinano una penalizzazione per il contraente".
Luigi Giorgetti

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