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MERCATO

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Meeting nazionale Ulias, si consolidano i rapporti fra i vertici dello Sna e quelli dell'Associazione degli intermediari di sez. E

MILANO - Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi ha preso parte oggi (21 settembre, ndr) a Roma ai lavori del V Meeting nazionale Ulias, la più grande Associazione di rappresentanza degli intermediari subagenti in Italia. Obiettivo del Sindacato consolidare i rapporti di vicinanza e dialogo che da anni intercorrono fra i due sodalizi ed in particolare fra il Presidente nazionale Sna e il Presidente Ulias Sebastiano Spada.
Si tratta di un evento unico rivolto agli intermediari di sezione E diventato oramai un appuntamento annuale di confronto sulle novità che impattano il settore assicurativo ed in particolare sul ruolo crescente dei subagenti. "Abbiamo lavorato all’evento per renderlo una giornata di confronto tra esperti istituzionali del settore assicurativo", ha affermato Sebastiano Spada, annunciando che i relatori sono chiamati ad affrontare il tema delle innovazioni normative quali IDD e nuovo GDPR privacy 2018. Un momento particolare di attenzione sarà riservato anche alle "due più importanti novazioni tecniche del settore: attestato di rischio dinamico e policy della cd scatola nera".
Luigi Giorgetti

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Nuovo accordo integrativo Reale Mutua. Claudio Demozzi (Sna): massima allerta del Sindacato e invito alla prudenza

MILANO - Riflettere bene e valutare con la massima attenzione la pericolosità di negoziazioni come quelle sul nuovo accordo integrativo Reale Mutua. E' la raccomandazione di Claudio Demozzi, Presidente nazionale Sna, agli agenti che proprio oggi (18 settembre, ndr) sono chiamati ad esprimere in assemblea il proprio assenso o il proprio diniego all'intesa. Va ricordato che tale nuovo accordo non è stato preventivamente sottoposto al vaglio del Sindacato.
"Il nuovo accordo, prevede - sottolinea Demozzi - la modifica dei contratti agenziali, cosa da sempre contestata e considerata estremamente pericolosa. Prevede anche la soppressione di qualsiasi richiamo dell’ANA2003, diversamente da quanto fatto dalle principali compagnie italiane negli ultimi mesi. Questo intervento - ricorda il Presidente nazionale Sna - risulta molto pericoloso prima di tutto perché rischia di delegittimare l’ANA2003 a tutt’oggi valido e applicato quotidianamente in giurisprudenza. In secondo luogo perché trasforma, almeno nella volontà di chi attua la modifica, diritti sanciti dalla contrattazione collettiva (e dunque aventi valore erga-omnes) in patti contrattuali, come tali modificabili in qualsiasi momento e contestabili su base contrattuale".
Sulla questione interviene anche Giuseppe Rapa, componente dell'EN Sna, secondo il quale "ancora una volta assistiamo ad un'operazione di modifica dei rapporti contrattuali fra agenti e compagnie, come spesso accade, a discapito degli agenti stessi. Si tratta, a mio avviso, nel caso Reale Mutua di un chiaro tentativo di declassamento del valore e della forza delle norme contenute nell'ANA 2003. Lascia, a dir poco, perplessi che un Accordo di tale natura venga sottoscritto da un Gruppo Agenti. L'invito a tutti i colleghi interessati è di presidiare i propri diritti acquisiti e di impedirne lo stravolgimento, nella consapevolezza di avere al proprio fianco lo Sna, sempre pronto a battersi in ogni sede per la difesa del lavoro e del futuro degli agenti".
Dal canto suo, Andrea Lucarelli, anch'esso componente dell'Esecutivo Nazionale Sna afferma: "E' incredibile come la fantasia possa manifestarsi quando si tratta di rinnovare accordi integrativi e/o similari tra le compagnie di assicurazioni e i Gruppi Agenti. Trovare qualsiasi stratagemma pur di isolare e annientare i diritti e gli interessi degli agenti di assicurazioni non è mai stata cosa facile grazie anche a chi, come Sna, è sempre vigile e accorta a limitare ed a contrastare questa volontà. E' da anni - prosegue Lucarelli - che ci rendiamo disponibili per un giusto riscontro su ogni tavolo di negoziazione per tutti quegli argomenti che interessano una trattativa di primo livello e di interesse nazionale. Dispiace constatare che ancora oggi non si capisca che creare un precedente, come quello di delegittimare l'ANA2003, sia pericoloso e controproducente per tutti. Non possiamo fare altro che richiamare alla massima attenzione e invitare chi ha la rappresentanza e la responsabilità di un Gruppo Agenti a consultarci ed a sottoporci ogni bozza di eventuali accordi futuri. Saremo pronti a darvi il nostro aiuto!".
Luigi Giorgetti

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Fonage e Anapa ai ferri corti. Parte la diffida ufficiale del Fondo pensione agenti per alcuni articoli giudicati diffamatori e strumentali

MILANO - Si affilano le armi fra il Fonage e l'associazione Anapa. In una nota il Fondo Pensione Agenti comunica di aver trasmesso una diffida ufficiale al sodalizio guidato da Vincenzo Cirasola in relazione alla diffusione di due newsletter, datate 30 maggio e 21 giugno 2018, dal titolo "Fondo Pensione Agenti. Dopo la cura di 'lacrime e sangue' va davvero tutto bene? Forse non proprio…". Un pesante attacco alla credibilità di Fonage, peraltro reiterato.
I due articoli vennero indirizzati, fra gli altri, ai Presidenti dei Gruppi Aziendali, agli Organi direttivi e naturalmente agli associati di Anapa. Si tratta - si legge nel comunicato Fonage - di un "evidente campagna denigratoria che, da oltre un anno, l’Associazione Anapa Rete ImpresAgenzia ha intrapreso nei confronti del Fondo Pensione Agenti Professionisti di Assicurazione (Fonage)".
Va ricordato che già nel 2017 il Fondo Pensione Agenti formulò all’Associazione di Cirasola una richiesta di rettifica con contestuale diffida dal continuare a riproporre, sulle proprie newsletter, articoli riportanti circostanze destituite di fondamento e, soprattutto, lesive dell’onorabilità del management del Fondo e della sua affidabilità. "Detta richiesta - affermano in Fonage - è rimasta a tutt’oggi priva di riscontro, ma gli articoli del 30 maggio e 21 giugno consistono in una riproposizione dei medesimi argomenti riportati nel testo del 20 gennaio 2017, evidenziando, da un lato, la scarsità delle argomentazioni a supporto della campagna diffamatoria in atto e, dall’altro, confermando, ove ve ne fosse bisogno, la strumentalizzazione, da parte dell’Associazione, di circostanze ormai anacronistiche, all’unico scopo di ingenerare dubbi sulla attuale e futura affidabilità del Fondo e, come detto, dei suoi amministratori".
Luigi Giorgetti

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Esenzione del bollo auto per gli invalidi al 100%, non sempre conviene effettuare il passaggio di proprietà per ottenere i benefici

MILANO - Come noto le persone con invalidità riconosciuta pari al 100% beneficiano di alcune agevolazioni fiscali. Una di queste è l'esenzione dal pagamento del bollo auto, esenzione che marcia di pari passo con l'impossibilità a mettersi alla guida di un'auto. Normalmente è un familiare a prendersi carico della situazione.
Quanti fra questi hanno pensato di intestare la vettura all'invalido per "aggirare" il pagamento della tassa di proprietà, dovranno tenere conto della maggiorazione del premio della polizza assicurativa. L’esenzione del bollo auto si può infatti trasformare facilmente in una beffa. Quanto accaduto in questi giorni in Toscana alla figlia di una signora riconosciuta invalida al cento per cento dall'Inps ne è testimonianza: la ragazza, dopo essersi recata al PRA per intestare l’unica auto di famiglia alla madre, si accingeva a sottoscrivere la polizza Rcauto presso il suo assicuratore di fiducia il quale le comunicava che l'ammmontare del premio della polizza sarebbe stato molto più elevato, perché calcolato partendo dalla 14ª classe. Vale a dire da quella attribuibile alla mamma invalida neo-proprietaria della vettura e non invece alla figlia come fino ad allora.
Luigi Giorgetti

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Legge sulla concorrenza e sul mercato, a distanza di un anno mancano ancora buona parte dei decreti attuativi

MILANO - Dopo nove anni dall'introduzione dell'obbligo legislativo di dotarsi di una legge annuale sulla concorrenza e sul mercato e dopo poco più di un anno dall'approvazione della legge n. 124/2017, primo e unico provvedimento introdotto a seguito della l. 99/2009, solo un quinto dei provvedimenti attuativi di competenza ministeriale hanno visto la luce. In campo assicurativo sono al palo i decreti in materia di archivio informatico anti-frode, tabelle delle macro lesioni e contratto base Rcauto, in attesa dei pareri delle varie amministrazioni coinvolte e/o del Consiglio di Stato, mentre il decreto sulle caratteristiche tecniche della scatola nera e degli altri dispositivi tecnici è in consultazione pubblica. Insomma un percorso ancora in salita.
Avv. Pasquale Santoro

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Ryanair firma il primo CCNL dei Piloti, senza Cgil e Uil. Demozzi (Sna): nessuno può pretendere l'esclusiva nella rappresentanza dei diritti dei lavoratori

MILANO - Per certi versi si può parlare di avvenimento storico. Dopo 8 mesi di trattative l'Anpac, Associazione Nazionale Professionale Aviazione Civile, sigla Sindacale da alcuni ritenuta "minoritaria" ma assai combattiva e rappresentativa tra i Piloti della nota Compagnia aerea irlandese,  ha sottoscritto il primo Contratto Collettivo di Lavoro per i Piloti dipendenti Ryanair basati in Italia. Il Contratto, sottolinea l'Anpac in una nota, "è stato sottoposto all'approvazione degli oltre 300 Piloti associati e nella serata di ieri è avvenuto lo spoglio che ha visto l'approvazione del testo contrattuale a larghissima maggioranza". Pare si tratti addirittura del primo Contratto collettivo di lavoro del personale navigante di Ryanair siglato in Europa.
Metre l'Anpac esprime "grande soddisfazione" per il risultato ottenuto che dà maggiori tutele e garanzie, oltre che un congruo riconoscimento economico, ai Piloti Ryanair rendendo concreto il percorso di armonizzazione del vettore irlandese iniziato alla fine dello scorso anno, la reazione dei Sindacati "tradizionali", in primis della Cgil, appare a dir poco stizzita. Si legge in un comunicato diramato dalla Filt/Cgil e Uiltrasporti: "...oggi abbiamo inviato una comunicazione di diffida alla compagnia e all'Anpac ad applicare tale contratto nei numerosi punti che risultano peggiorativi dello status quo e della normativa nazionale di riferimento, e nei prossimi giorni proclameremo, dopo quello dello scorso 25 luglio, un nuovo sciopero di piloti ed assistenti di volo di Ryanair, basati in Italia, contro questo accordo e per l'avvio, finalmente, di una trattativa seria con tutte le organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori Ryanair".
Cgil e Uil non risultano tra i firmatari del CCNL, quasi doverosa dunque la reazione di tali sigle per evidenti ragioni, nonostante grazie al nuovo contratto collettivo di lavoro, secondo Anpac, "Dopo il riconoscimento delle rappresentanze sindacali, Ryanair finalmente riconosce ai propri dipendenti quanto previsto dall'ordinamento nazionale italiano in termini di Tfr attraverso l’introduzione di Fondaereo quale fondo previdenziale complementare contrattuale, della contribuzione a Sanivolo quale Cassa di Assistenza Sanitaria Integrativa, del pagamento dei contributi previdenziali e del riconoscimento pieno delle tutele sociali per maternità e paternità".
Si allunga così la già corposa lista dei CCNL firmati da Associazioni datoriali, o grandi aziende, con Organizzazioni sindacali dei Lavoratori diverse dalla "Triplice".
Per il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi "un altro caso di libertà di contrattazione e soprattutto ennesima prova che nessuno può pretendere l'esclusiva nella rappresentanza dei diritti dei lavoratori. Se la quasi totalità degli interessati si riconosce in un CCNL, come avviene per il contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle agenzie di assicurazione in gestione libera Sna/Fesica-Confsal/Confsal-Fisals, nessuno, neppure la CGIL, può pretendere di imporre una diversa posizione appellandosi ad un'esclusiva che non esiste".
La Redazione

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Arbitrato bancario finanziario, Collegio di Bari: la polizza a garanzia del finanziamento Ubi non è facoltativa e modifica il Taeg. Il ricorrente ha diritto ad una restituzione

MILANO - Il Collegio di Bari dell’Arbitrato Bancario Finanziario, analizzando i parametri di un credito offerto da U.B.I., determina che la polizza offerta dall’operatore bancario a garanzia di questo finanziamento non ha natura facoltativa. La polizza stessa diviene quindi parte dei costi del debito e modifica il Taeg (Tasso annuo effettivo globale). Il Collegio accerta quindi la nullità della clausola relativa e dispone che l’intermediario ridetermini il piano di ammortamento, e restituisca al ricorrente € 12.435,53 oltre al rimborso di € 250,00 + 20,00 di spese.
La prepotenza con cui vengono venduti servizi, di per sé utili e sacrosanti, può essere smascherata se ci si oppone anche a chi viene normalmente considerato imbattibile. Proponiamo uno stralcio della seduta (il cui testo completo potrà essere richiesto alla redazione o rintracciato sul sito ufficiale dell’ABF): “… Nel caso di specie si tratta di una polizza a copertura del credito, posta a copertura del decesso del debitore; sottoscritta contestualmente al finanziamento; di durata pari a quella del finanziamento; l'indennizzo è parametrato al debito residuo; il beneficiario della copertura è l'intermediario. Il contratto prevede la possibilità di esercitare il diritto di recesso entro 60 giorni. Sussistono, pertanto, elementi indiziari della natura obbligatoria della polizza.
Avendo riguardo a quanto affermato dalle pronunce del Collegio di coordinamento sopra richiamate (dee. nn. 10617/17, 10620/17, 10621/17) in merito agli elementi mediante i quali l'intermediario può dare prova del carattere realmente facoltativo della polizza, si rileva che l'intermediario non abbia provato di aver proposto al ricorrente una comparazione dei costi (e del Taeg) da cui risulti l'offerta delle stesse condizioni di finanziamento con o senza polizza, né ha dimostrato di avere offerto condizioni simili, senza la stipula della polizza, ad altri soggetti con il medesimo merito creditizio”.
Domenico Cicconetti

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Banche, la tecnologia sforbicia il numero degli sportelli. Demozzi (Sna): l’home-insurance potrebbe avere analoghe conseguenze sulle agenzie assicurative

MILANO - Nell’anno 2017 sono state chiuse oltre 1.600 filiali bancarie. Se il ritmo non rallenterà, entro 15 anni al massimo scompariranno dal territorio nazionale tutti gli sportelli fisici bancari. Secondo gli osservatori più accreditati, l’origine del malessere che sta spazzando via le filiali bancarie sarebbe da ricercare nella diffusione massiva dei servizi di home-banking. La tecnologia, anche nel comparto finanziario dunque, si dimostra sempre più un’arma letale per l’occupazione.
Secondo dati diffusi recentemente, negli ultimi sette anni in Italia hanno cessato di esistere più di 6.000 sportelli e gli occupati nel settore bancario sarebbero scesi di oltre 26.000 unità. Quasi 40 Comuni sono oggi sprovvisti di filiali bancarie e ciò evidentemente provoca ripercussioni pesanti sulla disponibilità di contante e sulla facilità di accesso ai servizi bancari da parte dell’utenza. In Italia, secondo le più recenti statistiche di Bankitalia, si contano 27.300 sportelli circa, dei quali il 43% appartenenti alle banche più grandi. Stando alle stime diffuse a inizio anno dalla Fabi (sindacato bancari), ndr, entro il 2019 sono previste altre 3.000 chiusure, tanto che a inizio 2020 si stima un'ulteriore riduzione delle filiali operative, che dovrebbero scendere a circa 24mila. A inizio 2010 erano 34mila, 10mila in più. In questo contesto, i manager delle grandi banche parlano di un trionfo dell’home banking, che giustificherebbe l'abbandono del territorio con l'avanzata del digitale. Nel 2017 risultavano connesse online con la loro banca, tramite l'home banking, 68 famiglie su 100 (e 71 imprese su 100). Erano 46 nel 2010.
“L’home-insurance potrebbe avere analoghe conseguenze sulle agenzie assicurative – sottolinea il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi - ora che abbiamo le prove numeriche degli effetti di simili tecnologie, usate per distruggere costi e strutture fisiche anziché per facilitarne il lavoro, dobbiamo contrastare con tutti i mezzi leciti la diffusione di strumenti che mirano a disintermediare le agenzie, a ridimensionare il nostro ruolo professionale, a toglierci dal mercato!”.
La Redazione

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KPMG, l'80% delle piccole medie imprese colpite da attacchi informatici nel 2017. Per la metà dei casi con ingenti danni economici

MILANO - La multinazionale KPMG ha pubblicato uno studio secondo il quale l'88% delle aziende in Svizzera è stato vittima di cyber-attacchi nel 2017. Nel 56% dei casi, ciò ha provocato un'interruzione delle attività commerciali e un danno significativo in termini di fatturato e profitti. Al contrario dei grandi gruppi - si legge ancora - le piccole e medie imprese non dispongono delle risorse necessarie per contrastare le attività informatiche di hacker o le conseguenze nefaste di semplici virus. La compagnia elvetica Bâloise ha lanciato dunque un nuovo prodotto assicurativo che permette al sottoscrittore della polizza di vedersi risarcite le spese per identificare la causa della perdita di dati e quelle per recuperarli, così come gli oneri legati ad un eventuale arresto dell'attività.
Luigi Giorgetti

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L'Automobile Club d'Italia fagocita Sara Assicurazioni. La quota di partecipazione sale al 75%. Escono di scena Generali e Reale Mutua

MILANO - L'Aci ha annunciato di aver acquisito due pacchetti azionari in Sara Assicurazioni da Reale Mutua per il 16,78% e da Generali per un 4%. Il controvalore dell'operazione è di 135 milioni di euro. La quota di partecipazione sale al 75%. Un'operazione strategica - è stata definita dal Presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani, passato ora alla guida anche di Sara Assicurazioni. "L’obiettivo - ha affermato Sticchi Damiani - è offrire soluzioni e prodotti ai nostri soci come a tutti gli automobilisti. Stiamo già lavorando a polizze che considerino la presenza dei dispositivi ADAS (sistemi avanzati di assistenza alla guida) sulle vetture, anche quando introdotti after market».
Luigi Giorgetti

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