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MERCATO

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Clamorosa sentenza del Tribunale di Milano: non c'è reato penale se non si pagano le imposte a causa della crisi

MILANO - Una sentenza clamorosa ed al contempo piena di speranze per i malcapitati cittadini italiani alle prese con l'Agenzia delle Entrate. Il GUP del Tribunale di Milano ha, infatti, clamorosamente assolto un imprenditore che, a causa dello stato di sofferenza della propria azienda, non aveva versato 180mila euro di Iva, pur avendo avvertito doverosamente l'Agenzia delle Entrate della situazione. Il giudice Carlo De Marchi ha ritenuto non sussistere responsabilità "perché il fatto non costituisce reato", malgrado.l'imprenditore fosse stato in un primo tempo condannato con decreto penale a sei mesi di reclusione. I suoi difensori, però, si erano opposti chiedendo il processo con rito abbreviato per il loro assistito. Il GUP ha accolto, dunque, la tesi della difesa secondo cui non sussistendo la volontà di evadere non esiste reato e di conseguenza può essere comminata alcuna condanna. Un precedente senza eguali in Italia; di sicuro una chance per salvare dalla scura del carcere decine di migliaia di professionisti ed imprenditori in difficoltà economiche.
Mario Cibo

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Acque agitate fra gli Agenti della Donau Assicurazioni. Quasi tutti navigano a vista in assenza di una rappresentanza condivisa

MILANO - E' ancora in fermento la situazione fra gli Agenti Donau. A seguito delle dimissioni del presidente e del segretario del Gruppo Agenti sono decaduti tutti gli organi del GLADI, come è previsto dallo statuto. Il Gruppo Agenti dovrà dunque convocare il congresso per nuove elezioni. Le dimissioni di Francesco Grasso dalla presidenza del GLADI, unitamente a quelle di Christian Zandonella, dell'Associazione Agenti Donau, costituivano il primo passo verso la fondazione di un nuovo soggetto unico di rappresentanza degli agenti della Compagnia viennese.
L'opposizione di una parte del vertice del GLADI a questo progetto aveva successivamente creato una frattura interna al Gruppo Agenti. In questo quadro si è inserita un'altra vicenda, segnalata da alcuni iscritti allo SNA, che ha come protagonisti diversi agenti che, preferendo confrontarsi direttamente con la direzione della Compagnia, hanno rinunciato ad avvalersi dei servizi erogati da Az srl, una società di recruiting che aveva contribuito alla creazione della rete di agenzie Donau e che esercita una funzione di interfaccia operativa tra i "suoi" agenti e la Compagnia. Az srl, a fronte di queste rinunce, ha inviato agli Agenti lettere di diffida che sembrano puntare l'indice contro il management della Donau.
La Redazione

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Nell'era dell'informatica ancora troppi Agenti non utilizzano professionalmente Internet, Facebook o la propria casella mail

MILANO - Che metà della popolazione italiana non usasse il computer e che la percentuale di analfabeti informatici fosse addirittura al 68% per gli ultra quarantacinquenni ce lo aveva detto qualche tempo fa un rapporto dell’OCSE, tanto impietoso quanto drammatico. Che sia in corso una vera e propria "rivoluzione digitale" ne sono consapevoli tutti. Cosa fare? Nulla: sembra questa la risposta.
Per comparare i dati statistici internazionali è stato condotto un cosiddetto "sondaggio tecnologico" fra gli agenti di assicurazione (vale a dire senza un contatto diretto o telefonico con l'interlocutore) per monitorare la frequenza di accessi alla lettura di comunicazioni via email da parte dei singoli soggetti esaminati in Italia. Il campione, molto ampio rispetto al novero complessivo, è stato esteso a 13.350 figure professionali, alle quali sono state inviate comunicazioni sia di natura informativa, sia di natura sindacale, sia di natura commerciale. Il sondaggio è stato condotto su scala nazionale, tenendo conto dei principali riferimenti statistici, quali la distribuzione degli agenti sul territorio, la dimensione delle agenzie, il periodo temporale. L'analisi è stata condotta nel mese di aprile 2015.
Il sistema automatizzato per controllare gli accessi, la durata e la frequenza degli accessi stessi ha fornito risultati inquietanti. Il 62% degli Agenti non ha controllato la propria casella mail prima di una settimana, Il 30% non ha aperto alcuna delle tre comunicazioni inviate (alcune delle quali a carattere prettamente professionale) e soltanto il 20% ha interagito con il messaggio rispondendo (o cancellando la mail). Mediamente, solo 3.000 Agenti di assicurazioni - sui 13.350 presi in esame - ha mostrato una certa dimestichezza con la posta elettronica. La situazione peggiora se si passa ad analizzare la capacità interattiva nell'utilizzo dei social network (Facebook in testa). Il monitoraggio ci dice che appena il 5% degli Agenti di assicurazioni utilizza questi strumenti per la propria attività professionale. 
Un'analisi ancor più approfondita sui siti degli Agenti di assicurazioni in Italia è stata condotta con le medesime finalità di verifica. Ed anche in questo caso gli esiti sono apparsi disastrosi: portali vecchi, se non addirittura antiquati o inesistenti, gestione degli stessi affidata a personale di segreteria, uso scorretto della lingua italiana, nessuna traduzione in inglese o francese, aggiornamenti risalenti ad anni fa, inesistenza di un qualsiasi elemento di comparazione con i siti web di omologhi professionisti di altri Paesi. Il portale viene interpretato dalla maggior parte dei titolari di agenzia di assicurazioni (campione di 300 unità) come una sorta di album fotografico personale oppure come una mera esposizione di beni e servizi. Oltre l'80% dei siti non ha alcun sistema interattivo con l'esterno, dunque con la clientela potenziale o acquisita.
Luigi Giorgetti

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Quasi azzerata la detraibilità delle polizze vita. Le Compagnie di assicurazioni minacciano ritorsioni

Si definiscono politici sempre attenti alle esigenze ed alle problematiche degli Agenti di Assicurazioni, sono sempre pronti ad interviste e a dichiarazioni alla stampa, ma quando si tratta di votare preferiscono girare le spalle a quanti li hanno sostenuti. E' quanto accaduto in queste ultime settimane. Nel silenzio dei principali mezzi di informazione, quasi sottovoce, è stato dato via libera ad una norma che rischia seriamente di dare il colpo finale alla rete agenziale italiana. E' stata, infatti, decisa la riduzione (quasi l'azzeramento) della detraibilità fiscale delle polizze Vita ed Infortuni. 
Occorrevano risorse per compensare la sospensione dell'Imu.
Il tetto massimo di detraibilità per le polizze stipulate o rinnovate dopo l'anno 2000 scende dunque dagli attuali 1.291,14 euro ad appena 630 euro per il periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013. La situazione addirittura peggiora per gli anni a venire: si riduce ad un quinto il vantaggio fiscale per lo strumento assicurativo più diffuso fra gli Italiani. I vantaggi fiscali per lo Stato sono stati stimati in circa 400 milioni di euro per il 2013 e in circa 800 milioni di euro per gli anni successivi.
Un tradimento politico che non ha eguali in Italia. Ad essere immolati sull'altare della crisi sono soprattutto gli Agenti di assicurazioni: le reti distributive dovranno riconsiderare al ribasso la raccolta presso i risparmiatori, stimata in circa 70-75 miliardi di euro l'anno. La mannaia fiscale cadrà anche sui premi versati da inizio 2013, con effetto retroattivo! Sarebbe utile ricordare (anche ai tanti parlamentari che hanno votato) come il settore Vita abbia rappresentato nel 2012 la quota principale dei 105 miliardi circa di premi raccolti dalle Compagnie. Per circa sei milioni di risparmiatori già sottoscrittori il problema sarà immediatamente evidente. La certezza è quella di un rilevante impatto negativo sugli Agenti (crollo della nuova raccolta delle polizze Vita); di una contrazione dei profitti delle Compagnie le quali però hanno già avvertito che saranno rivisti gli investimenti delle stesse nei titoli di Stato (nei portafogli, a garanzia delle prestazioni da corrispondere ai clienti, ci sono circa 220 miliardi di buoni del Tesoro).
Luigi Giorgetti

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Vittoria Assicurazioni investe ancora quasi 3 milioni di euro negli immobili del Touring Club

MILANO - Mentre la rete agenziale è alle prese con una continua contrazione dei volumi d'affari e chiede a gran voce alle Compagnie di Assicurazioni un fattivo contributo per il rilancio del canale di vendita, i vertici di alcune Imprese sembrano interessati ad altre forme di investimento. E' il caso della Vittoria Assicurazioni che ha deciso proprio in questi giorni di impegnare ancora ingenti somme di denaro nell'immobiliare ed in particolare nei villaggi Touring Club Italiano. La Compagnia assicurativa controllata dalla famiglia Acutis ha siglato un accordo per l'acquisto di un ulteriore 13% della Touring Vacanze Srl, proprietaria di villaggi turistici nelle isole Tremiti, alla Maddalena e a Marina di Camerota. Società di cui Vittoria Assicurazioni deteneva già il 24% e su cui il gruppo assicurativo intende iniettare altri 2,8 milioni.
Mario Cibo

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Nuove opportunità per gli Agenti grazie ad Assimedici. Intervista con l'A.D. Attilio Steffano

MILANO - Le aziende familiari sono rare nel settore assicurativo italiano. In genere restano confinate negli album dei ricordi. Una di queste, invece, passata di padre in figlio senza cambiare proprietà, è la Steffano, assicuratori da oltre 80 anni. Oggi, Attilio Steffano. dopo aver lavorato a fianco del padre dal 1981 muovendo i primi passi con le compagnie, guida con sicurezza dal 2004 questa compagine, proseguendo l'avventura. L'organizzazione della nuova azienda è divisa per "unit", che distinguono le varie aree di competenza, per ottimizzare le risorse, ottenere un'offerta mirata a precise nicchie di mercato e poter offrire un servizio più accurato. L'attenta gestione di Attilio Steffano porta la sua azienda a raggiungere in breve tempo risultati estremamente significativi, con progressione costante sia a livello di numero di clienti gestiti che di premi. Nel 2008 nasce, così, anche la Steffano Group Srl, destinata a svolgere un ruolo rilevante nel ristretto club dei broker grossisti. Vengono dunque sviluppati i brand che caratterizzano la multicanalità della nuova realtà. Assimedici è il primo per importanza, specializzato nelle soluzioni mirate all'area delle professioni sanitarie, con particolare attenzione alla tutela della responsabilità civile di chi svolge l'attività anche in libera professione autonoma. Il modo migliore per gli intermediari di iniziare una collaborazione.

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A seguire, l'intervista ad Attilio Steffano, Amministratore Delegato Assimedici, a margine del Congresso 2013 dello SNA Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazioni. Le nuove opportunità per la rete agenziale assicurativa italiana.
Luigi Giorgetti

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Manovre contro il plurimandato: l'Antitrust procede e l'Ania reagisce. L'Editoriale di Roberto Bianchi (vers. audio)

MILANO - L'Antitrust ha annunciato ufficialmente una istruttoria a carico di otto Compagnie di assicurazioni per verificare se siano state poste in essere intese verticali finalizzate a ostacolare l'esercizio del plurimandato da parte degli agenti. Obiettivo sarebbe stato quello di limitare la concorrenza. Il provvedimento è stato notificato a Unipol Gruppo Finanziario, Fondiaria-SAI, Assicurazioni Generali, Allianz, Società Reale Mutua di Assicurazioni, Società Cattolica di Assicurazione, Axa Assicurazioni, Groupama Assicurazioni. Le compagini rappresentano l'80% della raccolta premi nel ramo danni e nella RC Auto.
L'ANIA è subito intervenuta con un lapidario comunicato, secondo il quale ''le imprese di assicurazione italiane rispettano le leggi: le clausole dei contratti di agenzia oggetto dell'istruttoria sono conformi alla natura del rapporto fiduciario che si instaura tra un'impresa e un agente. Quest'ultimo secondo il Codice Civile - prosegue la nota - è l'intermediario incaricato di sviluppare gli affari dell'impresa mandante. Se la previsione di clausole è di per sé una violazione alla concorrenza, scompariranno i contratti di agenzia e le imprese offriranno i loro prodotti attraverso altri canali''. Una presa di posizione che denota una chiara insofferenza all'iniziativa dell'Antitrust e non nasconde una forte minaccia: scegliere altre soluzioni di vendita. Non certo una novità, però, visto che da tempo le Compagnie hanno avviato la cosiddetta "azione di multicanalità" nell'offerta dei prodotti assicurativi, limitando de facto l'operatività della rete agenziale. L'istruttoria dovrà concludersi entro il 30 giugno 2014.
Luigi Giorgetti

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a seguire
L'EDITORIALE DEL DIRETTORE RESPONSABILE
ROBERTO BIANCHI
(vers. audio)

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Cambiano i modelli distributivi assicurativi. Spetta agli Agenti confermarsi protagonisti del mercato

MILANO - Il processo di cambiamento del modello della distribuzione assicurativa, in questi ultimissimi anni, sta accelerando fortemente, anche se questa modificazione, a dire il vero, è già in atto da oltre una decina di anni ed ha sempre mostrato una chiara propensione verso la diversificazione e la multicanalità.
È una tendenza comune in tutti i paesi europei: mutando le esigenze del consumatore, anche la distribuzione e l’offerta mutano. Il modello prevalentemente esclusivista, che la stragrande maggioranza delle imprese italiane ha adottato, mostra la corda in quanto difficilmente è in grado di offrire servizi rispondenti alle diverse e mutate esigenze dei clienti. In questo quadro di grande cambiamento, l’intermediazione assicurativa conserva, per il nostro settore, un’importanza cruciale in ragione dello stretto legame con i clienti, e della qualità del servizio, che sarà chiamato a offrire. È su questa sfida, che l’intermediazione assicurativa è chiamata a misurarsi in termini concorrenziali, in un sistema che va spostandosi dall’impianto statico del mono, al più dinamico pluri o, più esattamente, della multi-offerta. È sicuro che pluri è il mercato, e pluri sarà la struttura distributiva del futuro, senza voler nascondere alcune variabili legate ai rapporti tra intermediari e la libera collaborazione.
Questo maggiore dinamismo, che incide sulla mobilità dei clienti, è conseguente anche all’insieme delle norme che, soprattutto negli ultimi anni, hanno rivoluzionato l’intero settore assicurativo. La Direttiva Europea sull’Intermediazione, il Codice delle assicurazioni, le leggi Bersani, i regolamenti Isvap e l’indagine della Commissione Ue sul complesso macchinario che regge le compagini assicurative, ha inevitabilmente impresso una svolta anche alla tradizionale immagine dell’agente, come previsto dalla figura A del Registro Unico Intermediari. Questa premessa è necessaria per capire le nuove sfide che l’agente deve affrontare, non solo sul piano teorico. Bisogna infatti tener conto di molti aspetti; per la distribuzione professionale, ma non solo, è necessario compiere una riflessione, e fare un salto di qualità, sui propri modelli organizzativi e gestionali, individuando le soluzioni più idonee al mantenimento della competitività. In presenza di un diffuso e generalizzato calo di redditività è essenziale per le singole agenzie, accrescere l’efficienza attraverso il contenimento dei costi gestionali, anche in presenza di un incremento della qualità del servizio, per non disperdere il vero e unico patrimonio degli intermediari: il Cliente.
Questo oggi è possibile anche grazie al D.L. 179 che, nell’intento di favorire la concorrenza nel mercato assicurativo, offre agli intermediari assicurativi, la possibilità di adottare forme di collaborazione reciproca, anche mediante l’utilizzo dei rispettivi mandati. In pratica si tutela il cliente, fornendogli un’adeguata, corretta e  completa informativa riguardo all’attività svolta in collaborazione tra più intermediari; attraverso l’indicazione dell’esatta identità della sezione di appartenenza e del ruolo svolto dai medesimi, nell’ambito della collaborazione adottata, precisando che questi, rispondono comunque in solido per i danni eventualmente derivanti al cliente nello svolgimento dell’attività. Per impedire che le potenti lobby delle imprese possano in qualche modo ostacolare questa possibilità, il legislatore definisce inequivocabilmente che, a decorrere dal 1° gennaio 2013, le clausole fra mandatario e impresa, incompatibili con la norma in parola, saranno nulle, e si considereranno non apposte. L’IVASS vigilerà e adotterà disposizioni per l’applicazione della disposizione e per garantire un’adeguata informativa ai consumatori.
L’utilizzo di queste opportunità costituisce di sicuro un “valore professionale” difficilmente standardizzabile. Occorre quindi coglierle, per affrontare e superare le sfide del domani senza l’incertezza del nuovo. Qualsiasi titubanza o insicurezza, potrebbe rivelarsi fatale. Mettere a frutto il buon senso e l’intuizione, per pianificare efficacemente il futuro dell’intermediazione, significa avere quella intuizione che deriva, sia dal senso comune, che dall'esperienza. L’esperienza serve a “leggere” la complessità dei bisogni che il cliente, a sua volta adeguatosi al cambiamento, manifesterà con sempre maggiore convinzione. Spetta quindi a noi intermediari, attrezzarci professionalmente e culturalmente, ponendoci come interlocutori utili, per le famiglie, per le professioni, per le imprese. Sta qui la differenza in termini di offerta consulenziale. Sta in questa dimensione qualitativa il valore insostituibile del ruolo dell’Intermediario all’interno del Sistema Paese.
Una competizione, o concorrenza, che ancora oggi, le compagnie preferiscono ignorare, molte volte bloccandola con piccoli espedienti, forzando i dettami legislativi, italiani ed europei, e comunque mettendo un freno allo sviluppo imprenditoriale degli agenti. Noi per primi, dobbiamo quindi attivarci affinché, proprio grazie alla legge sullo sviluppo, si faccia in modo di stimolare il mercato, attraverso l’adozione di formule organizzative autonomamente gestite dagli agenti, fuori dal controllo delle imprese. Questo è ciò che va fatto, se davvero si vogliono sfruttare le opportunità di un mercato in movimento. Chi pensa di stare fermo non si accorge che sta andando all’indietro. Occorre puntare ad una progettazione imprenditoriale, che contempli la gestione delle risorse umane, l’analisi del territorio, la conoscenza delle condizioni socioeconomiche del territorio in cui si opera. Nel ripianificare l’attività imprenditoriale, è fondamentale la definizione dei rapporti con la propria rete di collaboratori, in funzione dei nuovi rapporti con i colleghi. Per portare avanti un progetto economico di questo tipo, è fondamentale prestare molta attenzione al mantenimento del portafoglio clienti; compreso il ramo auto, per sua natura, già dinamico e volatile.
Noi per primi non dobbiamo però avere paura della mobilità del cliente. È nella logica di un mercato in evoluzione, che chiede alle attività generaliste di  specializzarsi. Le sfide, dunque, non si profilano solo per gli intermediari, ma saranno – anche e soprattutto – il banco di prova del sistema paese in generale. Un sistema, quello della distribuzione assicurativa, chiamato a dare un contributo alla società, mettendo a disposizione servizi per la protezione dai rischi. In questo modo, grazie alla nostra attività più matura e concreta, aiuteremo le istituzioni, le famiglie, le professioni, a difendersi meglio dai rischi ed a superare gli effetti economici dannosi, in caso di danni. Un ruolo di grande valenza, economica e sociale.
Filippo Guttadauro La Blasca

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Perché non tutte le Compagnie estere si associano all'Ania?

ROMA - Uno recente studio sulla propensione delle Compagnie di Assicurazione che operano in Italia ad aderire all'Ania, dimostra che soprattutto quelle estere tendono a procedere in forma autonoma. Delle 247 compagini complessive presenti (163 sono imprese italiane, mentre 84 sono estere), soltanto 191 hanno aderito all'Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici. Dunque, il 22,6% del totale ha scelto l'autonomia. Da questo novero sono, peraltro, escluse altre imprese che operano in regime di libertà di prestazione di servizi: società che non hanno sede legale in Italia, ma che offrono servizi tramite una sede ubicata in uno degli Stati dell'Unione Europea, risultando dunque in regola con gli adempimenti previsti dalle direttive comunitarie. Un quadro che dovrebbe far riflettere, quanti sono favorevoli ad una sempre maggiore concorrenzialità del mercato.
Mario Cibo

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Papa Francesco riporta tutti alla cruda realtà. Si pensa solo al denaro e non più alle persone

CITTA' DEL VATICANO - Duro attaccato di Papa Francesco al mondo della finanza e delle banche, messe all'indice per la crudeltà con la quale operano. "Non interessa più a nessuno - ha affermato - se la gente muore di fame, se non ha niente. Ci si preoccupa delle banche o della finanza. Se cadono gli investimenti, le banche, tutti a dire che è una tragedia. Se le famiglie stanno male, non hanno da mangiare, allora non fa niente... Questa è la nostra crisi". Nella stessa giornata nella quale Angela Merkel è stata ricevuta dal Pontefice, il monito di Bergoglio punta a ridestare le coscienze di chi ha responsabilità di governo.
Mario Cibo

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