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APPROFONDIMENTI SINDACALI
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APPROFONDIMENTI SINDACALI

APPROFONDIMENTI SINDACALI

La consulenza remunerata, ancora una volta l’opinione tra il Sindacato nazionale agenti e Anapa è opposta

MILANO - Per Sna la consulenza assicurativa è una opportunità! È quanto ha riaffermato il Presidente nazionale Claudio Demozzi nel corso della tavola rotonda organizzata da Cgpa Europe per fare il punto dei primi 10 anni di attività in Italia da parte della compagnia specializzata nell’assicurazione della responsabilità civile degli intermediari assicurativi.
La consulenza remunerata se da una parte è considerata una opportunità commerciale e viene sostenuta dallo Sna in modo chiaro e lineare, dall’altra è anche l’ennesimo argomento politico su cui lo Sna e Anapa, si pongono su posizioni diametralmente opposte, al punto che verrebbe da domandarsi se agiscono nello stesso ambito professionale o meno. A dare corpo alla contrapposizione ideologica e politica che è sfociata poi in un vero e proprio botta e risposta tra i due rappresentanti sindacali, è stata una specifica domanda della moderatrice Maria Rosa Alaggio, inerente alla possibilità concessa agli intermediari assicurativi, di potersi avvalere della consulenza retribuita. Opportunità del tutto inutile secondo il Presidente di Anapa, Vincenzo Cirasola, il quale ha sostenuto che la norma introdotta dalla IDD, sostanzialmente non ha detto nulla di nuovo, rispetto al praticato professionale degli intermediari, da sempre usi fornire consulenza alla clientela. In estrema sintesi, secondo il presidente di Anapa, la IDD ha soltanto formalizzato quanto pragmaticamente già veniva fatto dagli agenti e pertanto, né lui e né la sua associazione, intendono avvalersi della norma, concludendo con un laconico: “la consulenza, non è il caso di farsela pagare”.
Del tutto opposto invece il pensiero del Presidente Sna, il quale ha fatto osservare che la normativa sulla intermediazione assicurativa, così come voluta e introdotta dalla IDD, attribuisce maggiori responsabilità professionali in capo agli intermediari che non direttamente sulle compagnie. Intermediari che proprio in virtù della qualifica loro riconosciuta e attribuita dal legislatore, hanno tutti i titoli e tutte le capacità professionali “per vendere anche la consulenza professionale, esattamente come avviene anche per altri profili professionali”. Pertanto ne consegue che se Agenti e Broker possono essere chiamati dal consumatore e dalla stessa compagnia mandante, a rispondere civilmente della “scarsa o inadeguata” consulenza professionale, è altrettanto logico che detto onere possa essere fatto oggetto di retribuzione professionale. La consulenza professionale retribuita – ha poi concluso Claudio Demozzi - è un riconoscimento professionale e una opportunità che gli intermediari, se lo desiderano, possono cogliere. A tal proposito, per facilitare il compito alla categoria, lo Sna ha predisposto uno specifico tariffario delle prestazioni professionali, e ha diramato a tutti gli iscritti e a tutti i gruppi agenti affiliati, precise istruzioni su come metterla in atto e renderla operativa.
Gli applausi provenienti dalla affollata platea e indirizzati al Presidente Claudio Demozzi, hanno certificato il gradimento della categoria per la posizione Sna.
Giacomo Anedda

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Accordo-dati Generali: "Quanti aspetti critici!". Intervento in esclusiva del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi

MILANO - Tra i colleghi, nelle riunioni territoriali e dentro le chat si parla molto dell’Accordo-dati che Generali ha sottoscritto con i suoi Gruppi aziendali agenti (GA.GI., GAAG, UNAT, GAAT). Abbiamo rivolto alcune domande al Presidente nazionale  Sna Claudio Demozzi
Presidente, ci può dire in poche parole quali siano gli aspetti più critici che avete rilevato in questi Accordi?
L’Accordo-dati che la Commissione Sna ha esaminato risulta oltremodo pregiudizievole per gli agenti, non soltanto per la nomina a contitolare, che sempre abbiamo ribadito sia da cassare, ma soprattutto in quanto la compagnia ottiene in modo piuttosto chiaro, con gli art. 4.2 e 4.3 dell’Accordo siglato dai Gruppi agenti Generali, il riconoscimento della proprietà dei dati dei clienti. Cioè proprio ciò che ci ostiniamo a difendere nell’interesse della categoria agenziale e che abbiamo difeso ad oltranza al Tavolo Ania per il rinnovo dell’A.N.A.2003 fino ad arrivare all’interruzione dello stesso tavolo!.
Nelle premesse dell’Accordo si precisa inoltre che ciascun agente dovrà registrare in via continuativa, sui sistemi messi a sua disposizione dalla compagnia, i dati personali dei clienti ed anche dei prospect cioè dei clienti potenziali… sembra davvero troppo, non crede?! Come se non bastasse, l'Accordo-dati viene formalizzato come Appendice al contratto di agenzia e prevarrà – se sfavorevole- sulle altre disposizioni che disciplinano gli stessi aspetti (art. 1.2).  Una vera e propria blindatura a vantaggio della mandante. Aggiungo che con la contitolarità e senza il riconoscimento formale, neanche accennato, della possibilità per l’agente di detenere la proprietà industriale dei dati completi di contatto dei suoi clienti, si corrono dei rischi davvero elevati. Ed è l’intera categoria agenziale a subire un pesante pregiudizio! Potrei continuare a lungo, purtroppo.
Ma i Gaa sono stati avvertiti della pericolosità di questi passaggi?
Abbiamo chiesto ai Gruppi aziendali agenti interessati di astenersi dal sottoscrivere questi Accordi, elencando le principali criticità che sono state pure esposte a voce. Ciò nonostante, le Rappresentanze aziendali degli agenti hanno tenuto fede all’invito della compagnia ed hanno sottoscritto gli Accordi, ignorando lo stop intimato dal Sindacato nazionale agenti. In queste condizioni, mantenere le posizioni diventa sempre più difficile. Davanti allo strapotere delle imprese nelle negoziazioni di secondo livello, cioè quelle aziendali, è chiaro il motivo per il quale l’Ania intenda riservare sempre più spazio a questo genere di contrattazione limitando quella nazionale generalista, di primo livello, nella quale il rapporto di forza tra agenti ed imprese risulta più equilibrato, grazie alla determinazione di Sna.
E se gli agenti di Generali non rispettassero l’Accordo-dati?
Sarà molto difficile che, dopo la firma di UNAT (Musto), GAAT (Salvi), GAAG (Canu) e del GAGI di Vincenzo Cirasola, i singoli agenti possano rifiutarsi di adeguarsi a questi Accordi. Con la firma di queste clausole, si riconosce tra le altre cose che la compagnia ha la proprietà delle informazioni dei clienti, tramite accordi di servizio, fornitura, banche esterne, analisi etc. e che l'utilizzo non episodico da parte dell'agente di questi dati potrà essere considerato causa di risoluzione del rapporto (art. 4.4.) Concetto giuridico indicato con chiarezza, anche nell’art. 4.2 dell’Accordo (le informazioni relative ai clienti o potenziali clienti elaborate dalla compagnia, su sistemi informativi di cui, anche attraverso accordi di servizio e/o fornitura, ha la disponibilità, attraverso l’analisi dei comportamenti degli stessi, ovvero attraverso l’utilizzo di sistemi di “Data Scouting” o di “Data Analysis”, ovvero arricchite con processi di advanced analytics, così come quelle eventualmente acquistate dalla compagnia da banche dati esterne, costituiscono espressione del know-how della compagnia stessa e come tali sono e rimarranno di esclusiva proprietà di quest’ultima).
Mi chiedo perché si debbano sottoscrivere simili pesantissime affermazioni, in una contrattazione di secondo livello che dovrebbe limitarsi ad integrare, in bonis cioè favorevolmente per gli agenti, quanto garantito dal primo livello, dalle leggi e comunque quanto già appartenente alla categoria agenziale.
La Redazione

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Accordo-dati, se è così vantaggioso perché la Zurich lo considera obbligatorio, tanto da sanzionare chi non lo sottoscrive?

MILANO - Alla redazione di Snachannel sono giunte diverse segnalazioni riguardanti l’Accordo-dati GAZ-Zurich, sulla base delle quali sembrerebbe che la direzione della compagnia starebbe “obbligando” gli agenti a sottoscrivere detto accordo, sotto pena di cessazione del servizio di ritorno-dati sui sistemi gestionali agenziali.Nella sostanza, stando a quanto ci viene segnalato, poiché un certo numero di agenti non avrebbero sottoscritto l’Accordo-dati siglato lo scorso anno dal Gruppo Aziendale Agenti Zurich (GAZ) del presidente Enrico Ulivieri con la compagnia, quest’ultima avrebbe comunicato di avere intenzione di interrompere il funzionamento degli “estrattori”, cioè di interrompere lo scambio dati con i sistemi gestionali delle agenzie che conseguentemente sarebbero resi inutilizzabili.
“Questa azione, benché prevista dalla compagnia all’epoca della sottoscrizione dell’Accordo-dati con il Gruppo Agenti, sembrerebbe in linea con la strategia di alcune grandi mandanti italiane di indurre gli agenti a sottoscrivere accordi che riconoscano, in qualche misura, la subordinazione degli agenti stessi nella gestione dei dati dei clienti e la proprietà di tali dati, in tutto o in parte, in capo alla compagnia. Gli accordi impostati in questo modo, pregiudicano gli interessi degli agenti sotto il profilo economico, ma soprattutto nell’autonomia imprenditoriale limitandone la libertà operativa, a svantaggio pure dei clienti”, commenta così il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi.
Eppure l’Accordo dati GAZ/Zurich era stato in qualche modo approvato dal Sindacato, “dietro preciso impegno del Gruppo Agenti e del vertice della compagnia di sedersi e ridiscutere gli aspetti più critici, garantendo al contempo la libertà di ogni agente di aderire o meno a questo accordo”, precisa Demozzi. In merito ai dubbi esposti dagli agenti che ci hanno scritto, per il Presidente Sna “se l’accordo dati è vantaggioso, perché la compagnia lo considera obbligatorio al punto da sanzionare coloro che non lo sottoscrivono?”. In effetti, la domanda appare legittima.
La Redazione

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Le offese personali non fanno parte della nostra linea editoriale. Piena solidarietà del Gdl Comunicazione e Stampa Sna a Giacomo Anedda

♦ Gentili Presidenti Mariagrazia Musto e Antonio Canu, nell’uniformarci alla richiesta di pubblicazione della vostra comunicazione (in allegato all'articolo, ndr) inviata in data 8 febbraio scorso al Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, intendiamo esprimere la nostra amarezza per il modo offensivo con il quale in essa avete fatto esplicito riferimento al nostro collega autore dell’articolo in discussione.
Intendiamo in premessa sottolineare che le frasi offensive con le quali avete tentato di screditare il componente del nostro gruppo di lavoro meriterebbero il ricorso alla magistratura in quanto risultano pesantemente oltraggiose sul piano innanzitutto personale nei confronti di un militante la cui coerenza etica e sindacale è talmente nota che non necessita di alcuna difesa d’ufficio, neppure in questa sede.
Il vostro vituperio meriterebbe una reazione altrettanto severa anche sul versante politico in quanto indirizzato a sviare il piano del dibattito dal contenuto dell’accordo dati sottoscritto contro il parere dello Sna con la mandante Generali Italia, alla rissa verbale che ha coinvolto stavolta il nostro collega di redazione e il Presidente Demozzi colpevole di avere posto il proprio like in calce all’articolo, ma che avrebbe potuto interessare uno qualsiasi degli altri redattori. Ciò in quanto ciascuno dei firmatari della presente nota avrebbe potuto scrivere, condividendone appieno i contenuti e i toni, l’articolo intitolato “A furia di lasciar fare ai “furbi”, alla fine la categoria sparirà per autolesionismo. Il punto sulla questione degli Accordi-dati” pubblicato nella sezione “Notizie da non perdere” che invitiamo tutti a leggere con attenzione.
Gli insulti gratuiti contenuti nella vostra missiva risultano tanto più odiosi in quanto suonano come il tentativo di limitare il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e di censurare la stampa sindacale, rea evidentemente, come in questo caso, di portare alla luce qualsiasi notizia o situazione possa risultare dannosa alla tutela degli interessi della categoria agenziale. E anche questa lesione della libertà di espressione giornalistica meriterebbe di essere dibattuta in sede giudiziale, se non fosse che il ricorso alle aule di tribunale, quale che sia l’attacco subito, è stato escluso in via di principio dai componenti del Gdl Comunicazione e Stampa Sna e dagli stessi interessati, essendo le declinazioni che essi intendono utilizzare nel confronto ideale soltanto di carattere dialettico.
La vostra reazione scomposta risulta inoltre grottesca in quanto destituita di qualsiasi giustificazione, se riferita ai reali contenuti dell’articolo in specie che recita testualmente: “… ma “in soldoni”, cosa ci guadagna il Sindacato e il suo Presidente, sostenendo il giudizio negativo sull’accordo dati? Forse che il Sindacato dispone della proprietà di qualche programma informatico di gestione dati, da rivendere ai Gaa associati? Ha forse il Sindacato sottoscritto un accordo economico con consulenti ed esperti, garantendo loro l’esclusiva sugli iscritti? Grazie al parere negativo, allo Sna verranno forse riconosciuti contributi economici con i quali organizzare sfavillanti congressi? A seguito della bocciatura, il presidente Claudio Demozzi beneficerà di maggiori riguardi dalle compagnie che rappresenta? Potrà forse essere destinatario di qualche “portafoglio vagante”? Le tabelle provvigionali della sua agenzia saranno adesso integrate da contributi o rappel?”.
Come a dire, se lo Sna e il suo Presidente non traggono vantaggi dalla decisione di bocciare un accordo dati, evidentemente lo fanno perché esso contiene gravi criticità che rischiano di portare danno alla categoria e, nella fattispecie, di ostacolare la trattativa in corso sul tavolo di rinnovo dell’Accordo nazionale agenti ove il trattamento dei dati è uno degli argomenti oggetto di negoziato.
Tutto il resto e in particolare la forzatura che l’articolo contenga per deduzione l’accusa che siano piuttosto i Presidenti di Gruppo Mariagrazia Musto e Antonio Canu a perseguire interessi personali e che l’autore rivolga loro l’accusa di essere venduti è pura illazione, in quanto nessuno ha mai messo in discussione la vostra integrità morale se non, paradossalmente, voi stessi. L’equazione da voi sostenuta con fierezza suona infatti piuttosto come una excusatio non petita o, se preferiamo, una scusa non richiesta, più che non come una legittima difesa della vostra reputazione da insinuazioni che nessuno ha mai mosso a vostro carico e delle quali nell’articolo non vi è traccia alcuna.
Sta di fatto che l’intero Gdl esprime piena solidarietà a Giacomo Anedda per il trattamento quantomeno discutibile subito in questa sgradevole vicenda.
Roberto Bianchi
Roberto Pisano
Tiziano Salerno
Alessandro Mich
Marianna Pantano
Andrea Pieri
Franco Domenico Staglianò
Alessandro Ceccarelli
Mauro Antonio Mura

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A furia di lasciar fare ai "furbi", alla fine la categoria sparirà per autolesionismo. Il punto sulla questione degli Accordi-dati

MILANO - Contrariamente alla grande maggioranza dei colleghi consapevoli e informati, io ammetto invece di sapere poco se non addirittura nulla, di accordi dati e di proprietà industriali; di condivisioni e di titolarità delle informazioni commerciali. Sapendone poco mi affido quindi, totalmente fiducioso, nelle mani di quei colleghi che a vario livello, sia nei Gruppi Aziendali che nel Sindacato nazionale agenti, studiano la materia, anche per mio conto e nel mio interesse. Svolgono un lavoro utile e importante e, per questa ragione, li ringrazio con sincera gratitudine.
A questi colleghi chiedo adesso di volermi perdonare se, dopo aver saputo degli sviluppi riguardanti la l’accordo dati firmato in casa Generali – a loro dire dei Gaa coinvolti il migliore accordo possibile - devo adesso ammettere totale smarrimento, per la scelta di quei presidenti di gruppo (comunque colleghi), di andare in rotta di collisione contro lo Sna, al quale con un malizioso quanto imbarazzante “ultimatum”, gli si concedevano solo poche ore di tempo per esprimere un parere legale, su un accordo perfezionato dopo non so quanti anni di trattativa.
Tempi strettissimi imposti forse nella speranza di impedirne una risposta nel merito che, invece, la Commissione preposta coordinata dalla componente dell’Esecutivo Nazionale Betty Ferraro è comunque riuscita a dare coadiuvata da autorevoli consulenti i quali, dopo aver analizzato l’accordo, ne hanno evidenziato dubbi e criticità, invitando i colleghi del GAAT di Roberto Salvi, dell’UNAT di Mariagrazia Musto e del GAAG di Antonio Canu a rimandarne la firma.
Purtroppo, le invocazioni del Sindacato sono rimaste inascoltate, cadute nel vuoto, così che i tre moschettieri del cosiddetto modello distributivo “C” agenzia professionale – in barba alla prudenza – una volta sfoderate le biro, hanno impresso un segno indelebile sulla carta e sulla pelle della categoria. Una firma che, stando a quanto affermato dal Presidente Claudio Demozzi, “rappresenta un macigno”, scagliato contro i rappresentanti degli agenti impegnati nella trattativa per il rinnovo dell’accordo A.N.A.
Per noi spettatori, seppure coinvolti in quanto agenti, non è semplice raccapezzarci e comprendere quale delle due parti ha ragione; chi ci ha guadagnato e chi ci ha rimesso. Proviamo dunque a ragionarci sopra (come ama dire qualcuno) e vediamo se riusciamo a capirne di più. Iniziamo dallo Sna e dal suo Presidente, tentiamo di rispondere alla domanda: ma “in soldoni”, cosa ci guadagna il Sindacato e il suo Presidente, sostenendo il giudizio negativo sull’accordo dati? Forse che il Sindacato dispone della proprietà di qualche programma informatico di gestione dati, da rivendere ai Gaa associati? Ha forse il Sindacato sottoscritto un accordo economico con consulenti ed esperti, garantendo loro l’esclusiva sugli iscritti?
Grazie al parere negativo, allo Sna verranno forse riconosciuti contributi economici con i quali organizzare sfavillanti congressi? A seguito della bocciatura, il presidente Claudio Demozzi beneficerà di maggiori riguardi dalle compagnie che rappresenta? Potrà forse essere destinatario di qualche “portafoglio vagante”? Le tabelle provvigionali della sua agenzia saranno adesso integrate da contributi o rappel?
Se qualcuno riesce a spiegarlo, rende a tutti noi un grande favore.
In attesa delle risposte che certamente non tarderanno a pervenire, e giusto per concludere l’analisi dei presunti vantaggi economici e/o politici, ancora una domanda: dopo questa fuga in avanti o passo indietro (a voi la scelta), l’autorevolezza e la credibilità del comitato dei Gruppi Agenti che ci rappresenta tutti, secondo voi ne esce rafforzata o indebolita?
Giacomo Anedda

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Il disaccordo è stimolante, ma una volta che la decisione è presa, il dibattito finisce e la lealtà significa rispettare le decisioni della maggioranza

♦ Questi anni di frenetica e proficua attività sindacale, sembrano destinati ad essere ricordati nella storia ultracentenaria del nostro sindacato. Saranno ricordati per diverse ragioni e tutte meritorie. Per il diffuso consenso della figura professionale dell’agente di assicurazione, anche nella pubblica opinione; per essere finalmente riusciti ad accattivarsi la condivisione e l’appoggio morale delle Associazioni dei Consumatori; perché lo Sna ha saputo avviare un nuovo modo di rapportarsi con la politica e con i politici, senza pregiudizi o steccati ideologici; perché siamo riusciti a fare breccia tra le istituzioni, dando prova che lo Sna non è formato da una schiera di contestatori, ma un interlocutore preparato, affidabile ed autorevole, con il quale è indispensabile dialogare prima di intervenire nel mercato dell’intermediazione assicurativa.
Ce ne sarebbe d’avanzo per giustificare la pretesa di far parte della storia, tuttavia alcuni esperti di araldica, partendo dalla convinzione che sia sempre “melius abundare quam deficere”, hanno voluto contribuire, da par loro, con una operazione che la storia non mancherà di ricordare: la delega con taglio della lingua. Pare funzioni in questo modo – non ne siamo certi ma stiamo approfondendo – per prima cosa si da inizio a una campagna denigratoria, accusando i vertici sindacali (i classici poteri forti insomma) rei, a loro dire, di privare la base associativa del “dibattito nelle sedi istituzionali”, e di voler imbavagliare il dissenso che, nonostante tutto, sarebbe comunque diffusissimo. Fase due: dare libero sfogo ai social per denunciare l’insopportabile “dominanza apicale” del pensiero unico (ed imposto, ovviamente). Il tutto con la speranza di dimostrare che il nostro non è un sindacato democratico ma, al contrario, un’organizzazione autoreferenziale non rappresentativa degli iscritti che basa la permanenza dei suoi dirigenti sulla sopraffazione.
A questo punto, una volta portata alla luce la verità, che pur essendo sotto gli occhi di tutti, pochi l’avevano notata, ci si da appuntamento nel luogo più sacro del confronto democratico: il congresso nazionale e, quando finalmente dopo tanto attendere, dopo aver tanto sofferto per la mancanza di un confronto libero e senza condizionamenti, nel momento che tutti attendevano per poter finalmente avere la libertà di dire “pane al pane e vino al vino”, scatta invece il taglio della lingua. Si rinuncia volontariamente a parlare e si offre il proprio tempo a favore di un altro collega, il quale, naturalmente, non mancherà di cantarne quattro al tiranno.
Sia ben chiaro, ognuno è libero di organizzare lo spazio riservato alla propria provinciale come meglio crede; tuttavia penso che coloro i quali hanno l’onore di rappresentare il proprio territorio, forse dovrebbero essere i primi a rispettare i propri elettori; contrariamente a quanto lamentato da qualche iscritto distratto, in Sna il dibattito non è mai mancato, a nessun livello, e la prima “sede istituzionale” dove il dibattito dovrebbe essere di casa, è proprio l’ambito provinciale. Quando si rappresentano i colleghi, chi per elezione e chi per delega, ci si dovrebbe ricordare che si parla in nome e per conto di una comunità. Rinunciare a presentare le istanze dei colleghi, non soltanto è un tradimento della fiducia ottenuta, ma è anche la prova provata che a mancare non è il dibattito, ma l’interlocutore.
Giacomo Anedda

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Si intensifica l'attività istituzionale del Sindacato, incontro con l'on. Soave Alemanno (M5s) prima firmataria del Ddl Rcauto. Demozzi (Sna): Ci aspettiamo dalla politica qualcosa di positivo

MILANO - L’attività istituzionale e parlamentare del Sindacato nazionale agenti ha subito una forte accelerazione, nelle ultime settimane. Martedì scorso (11 maggio, ndr) la delegazione composta dal Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, Sergio Sterbini (vicepresidente), Luciano Colazzo (membro dell’Esecutivo provinciale Sna di Lecce), Laura Puppato (ex parlamentare) e Tonino Rosato (ex Presidente del Gruppo Agenti Allianz “AAA” e noto militante Sna), si è intrattenuta a lungo presso il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle a Roma per un confronto con l’on. Soave Alemanno che, tra le altre cose, è la prima firmataria del Disegno di legge di riforma della Rcauto in Italia, attualmente in discussione presso la Commissione parlamentare preposta.
Nel corso della riunione sono state rimarcate le questioni riferite agli ultimi Regolamenti Ivass entrati in vigore lo scorso 31 marzo e le gravi conseguenze, sia in termini burocratici che operativi, sia in termini di limitazione concorrenziale imposta agli Agenti ed ai rispettivi collaboratori. All’incontro ha partecipato anche l’on. Mario Morgoni che, insieme all’an. Soave Alemanno, fa parte della X Commissione attività produttive della Camera dei Deputati, quella preposta alle tematiche assicurative.
Al termine dei lavori, la delegazione Sna è stata accolta presso il gruppo parlamentare del Partito Democratico (PD), dove l’on. Morgoni ha avuto modo di confrontarsi ulteriormente sulle questioni sollevate dal Sindacato.
“Sono piuttosto soddisfatto dell’esito della nostra attività parlamentare; ci aspettiamo qualcosa di positivo e certo non ci lasciamo coinvolgere dalle cassandre che diffondono delusione senza sapere di cosa si parla! Confido una nota di colore: l’on. Soave Alemanno conosce piuttosto bene il nostro settore, avendo svolto l’attività di intermediario assicurativo, così come l’on. Mario Morgoni che risulta tutt’oggi abilitato in qualità di agente assicurativo. Possiamo avere tutte le riserve nei confronti della politica in genere, ma in questo caso non possiamo certo accusare i nostri interlocutori istituzionali di non conoscere la materia che stiamo trattando; aggiungo altresì che si tratta di due persone davvero attente e disponibili”, ha commentato il Presidente nazionale Claudio Demozzi.
La Redazione

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Il Sindacato nazionale agenti ha incontrato a Roma l'on. Anna Macina, Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia

MILANO - Una delegazione del Sindacato nazionale agenti composta dal Presidente nazionale Claudio Demozzi, dal vicepresidente Sergio Sterbini e dal presidente del collegio sindacale Gennarino Cafagna, ha incontrato l'on Anna Macina, dal 19 marzo 2021 Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia nel Governo Draghi.
Oggetto del confronto: l'istituzione dell'arbitro assicurativo, il relativo schema di decreto Mise/Ministero Giustizia, l'impianto normativo e lo stato di agitazione della categoria agenziale. Il Presidente nazionale, terminato il colloquio, ha definito "cordiale, costruttivo, interessante" il confronto con il Sottosegretario di Stato.
La Redazione

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Provvedimento 97 Ivass, lo Sna chiede la sospensione dell'entrata in vigore della nuova norma. In attesa del pronunciamento del TAR del Lazio

MILANO - Il Sindacato nazionale agenti oggi (17 marzo, ndr) è nuovamente intervenuto presso l'Ivass, formalmente, per insistere nella richiesta di sospendere l'entrata in vigore delle nuove norme inserite nel Provvedimento 97. "Appare, infatti, gravemente dannoso per la categoria degli intermediari assicurativi - è stato affermato - l'ipotesi di far entrare in vigore discipline che potrebbero poi essere cassate dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, presso il quale sarà presto discusso il ricorso Sna. L'udienza, come noto, per la discussione è fissata per l'8 giugno. 
La Redazione

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Vaccini anti-Covid, l'Agenzia del farmaco sospende in via precauzionale la somministrazione di AstraZeneca su tutto il territorio nazionale

MILANO - Dopo che numerosi Paesi europei avevano provveduto nelle ultime settimane a sospendere la somministrazione del vaccino AstraZeneca, arriva in queste ore la notizia secondo la quale l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha deciso di estendere in via precauzionale, in attesa dei pronunciamenti dell'EMA, il divieto di utilizzo del vaccino su tutto il territorio nazionale.
Intanto, i Carabinieri del Nas, su disposizione della Procura di Biella, hanno provveduto a sequestrare le dosi del lotto ABV5811 AstraZeneca che l'Unità di crisi della Regione Piemonte aveva sospeso dopo la morte dell'insegnante Sandro Tognatti avvenuta poche ore dopo la somministrazione del vaccino. Le indagini sono coordinate dal procuratore Teresa Angela Camelio e dirette dal sostituto Paola Francesca Ranieri.
Le attività di sequestro hanno coinvolto tutti gli HUB di distribuzione e i centri di vaccinazione. Si tratta, secondo le prime verifiche, di 393.600 dosi.
Nel frattempo Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, ha chiesto al Governo un provvedimento d’urgenza che preveda una sorta di "scudo penale" per i medici vaccinatori che partecipano alla campagna anti-Covid.
Luigi Giorgetti

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