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Riunito il Comitato di Redazione degli organi di informazione del Sindacato. Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi plaude alla professionalità dimostrata negli anni dal team

MILANO - Si è riunito oggi (11 gennaio, ndr) il Comitato di Redazione degli organi di informazione del Sindacato nazionale agenti, composto da Roberto Bianchi, Luigi Giorgetti, Roberto Pisano, Giacomo Anedda, Tiziano Salerno, Franco Domenico Staglianò, Alessandro Ceccarelli, Andrea Pieri, Mauro Mura, Alessandro Mich e Marianna Pantano. Dopo la relazione del coordinatore Roberto Bianchi (che è anche direttore responsabile de L’Agente di assicurazione e di Snachannel), è intervenuto il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi che ha speso parole di apprezzamento per il lavoro svolto dai colleghi impegnati in questo ambito sindacale e per l’ottima regia svolta da Roberto Bianchi e da Luigi Giorgetti.
"Il crescente numero dei lettori - ha sottolineato Demozzi - ripaga ampiamente gli investimenti effettuati nella comunicazione e stampa Sna e certifica ulteriormente la qualità delle risorse impiegate. Dobbiamo continuare a lavorare come fatto fino ad oggi, con la massima democrazia, trasparenza e linearità nella comunicazione; i risultati ci ripagano dell’impegno e degli investimenti operati e ci spronano, ci incoraggiano a proseguire lungo la strada tracciata. L’apprezzamento da parte dei colleghi iscritti e non solo, è certificato dal numero dei lettori, da milioni di visualizzazioni. Il gruppo di lavoro - ha proseguito il Presidente nazionale Sna - ha dimostrato grande professionalità, il Sindacato deve andarne orgoglioso”.
I membri del Comitato di Redazione sono più volte intervenuto nel dibattito, nel confronto sui principali temi oggetto di attenzione, di interesse per la categoria agenziale. I lavoro sono proseguiti per l’intera mattinata.
La Redazione

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Il disaccordo è stimolante, ma una volta che la decisione è presa, il dibattito finisce e la lealtà significa rispettare le decisioni della maggioranza

♦ Questi anni di frenetica e proficua attività sindacale, sembrano destinati ad essere ricordati nella storia ultracentenaria del nostro sindacato. Saranno ricordati per diverse ragioni e tutte meritorie. Per il diffuso consenso della figura professionale dell’agente di assicurazione, anche nella pubblica opinione; per essere finalmente riusciti ad accattivarsi la condivisione e l’appoggio morale delle Associazioni dei Consumatori; perché lo Sna ha saputo avviare un nuovo modo di rapportarsi con la politica e con i politici, senza pregiudizi o steccati ideologici; perché siamo riusciti a fare breccia tra le istituzioni, dando prova che lo Sna non è formato da una schiera di contestatori, ma un interlocutore preparato, affidabile ed autorevole, con il quale è indispensabile dialogare prima di intervenire nel mercato dell’intermediazione assicurativa.
Ce ne sarebbe d’avanzo per giustificare la pretesa di far parte della storia, tuttavia alcuni esperti di araldica, partendo dalla convinzione che sia sempre “melius abundare quam deficere”, hanno voluto contribuire, da par loro, con una operazione che la storia non mancherà di ricordare: la delega con taglio della lingua. Pare funzioni in questo modo – non ne siamo certi ma stiamo approfondendo – per prima cosa si da inizio a una campagna denigratoria, accusando i vertici sindacali (i classici poteri forti insomma) rei, a loro dire, di privare la base associativa del “dibattito nelle sedi istituzionali”, e di voler imbavagliare il dissenso che, nonostante tutto, sarebbe comunque diffusissimo. Fase due: dare libero sfogo ai social per denunciare l’insopportabile “dominanza apicale” del pensiero unico (ed imposto, ovviamente). Il tutto con la speranza di dimostrare che il nostro non è un sindacato democratico ma, al contrario, un’organizzazione autoreferenziale non rappresentativa degli iscritti che basa la permanenza dei suoi dirigenti sulla sopraffazione.
A questo punto, una volta portata alla luce la verità, che pur essendo sotto gli occhi di tutti, pochi l’avevano notata, ci si da appuntamento nel luogo più sacro del confronto democratico: il congresso nazionale e, quando finalmente dopo tanto attendere, dopo aver tanto sofferto per la mancanza di un confronto libero e senza condizionamenti, nel momento che tutti attendevano per poter finalmente avere la libertà di dire “pane al pane e vino al vino”, scatta invece il taglio della lingua. Si rinuncia volontariamente a parlare e si offre il proprio tempo a favore di un altro collega, il quale, naturalmente, non mancherà di cantarne quattro al tiranno.
Sia ben chiaro, ognuno è libero di organizzare lo spazio riservato alla propria provinciale come meglio crede; tuttavia penso che coloro i quali hanno l’onore di rappresentare il proprio territorio, forse dovrebbero essere i primi a rispettare i propri elettori; contrariamente a quanto lamentato da qualche iscritto distratto, in Sna il dibattito non è mai mancato, a nessun livello, e la prima “sede istituzionale” dove il dibattito dovrebbe essere di casa, è proprio l’ambito provinciale. Quando si rappresentano i colleghi, chi per elezione e chi per delega, ci si dovrebbe ricordare che si parla in nome e per conto di una comunità. Rinunciare a presentare le istanze dei colleghi, non soltanto è un tradimento della fiducia ottenuta, ma è anche la prova provata che a mancare non è il dibattito, ma l’interlocutore.
Giacomo Anedda

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Viva il dissenso, ma un movimento d’opinione senza seguito resta soltanto un’opinione

MILANO - Portavoce, per sua stessa affermazione Roberto Salvi non lo è più, ma ispiratore di quello che si definisce, in modo auto-celebrativo, “Movimento di opinione” e che sembrerebbe avere individuato in Umberto D’Andrea il proprio candidato anti-Demozzi, questo lo è di sicuro. E lo apprendiamo come sempre dalle pagine di Intermedia-channel, visto che il portale degli agenti di assicurazione, Snachannel e la loro rivista, L’Agente di Assicurazione, vengono sistematicamente ignorati dalla minoranza interna dello Sna, forse per prendere le distanze dal dibattito che si svolge quotidianamente sui mezzi di comunicazione ufficiali del Sindacato.
Come taluni sostengono, le democrazie cosiddette “reali” non possono essere dissociate dalla contestazione permanente e infatti l’abbinata Salvi-D’Andrea non fa mancare la propria di vis polemica ai danni dell’attuale gruppo dirigente e, in funzione sempre più elettorale, del Presidente in carica.
Cosicché la valutazione esposta in sede congressuale e ripresa da Salvi durante la riunione interregionale del Gruppo agenti Toro, secondo cui la Relazione di Demozzi sarebbe autocelebrativa e povera di contenuti, oltreché priva di una visione prospettica ci potrebbe anche stare, se fosse condivisa. Ecco, il punto focale della mia riflessione è proprio la rappresentatività, ovvero la legittimazione che deriva a un’idea dalla condivisione da parte di una collettività di soggetti solidali. Qui sta il primo snodo, un movimento che riscuote un favore pressoché immaginario non è un movimento. Chi ne fa parte deve pertanto avere l’umiltà di ammetterlo e di comportarsi di conseguenza, senza millantare un’articolazione strutturale che nei fatti non esiste. Chiunque ha il diritto di dire quello che pensa, ma anche il dovere di ammettere che rappresenta poco più che se stesso. Un movimento d’opinione evidentemente è un’altra cosa, anche dal punto di vista quantitativo e non soltanto dei contenuti.
Affinché inoltre la dialettica interna si dimostri costruttiva e qui sta il secondo snodo, è necessario che il cosiddetto movimento sia imperniato su tesi aderite e su fattori programmatici comuni. Al contrario risulta distruttiva quando, come nella fattispecie, è focalizzata unicamente sulla guerriglia verbale rivolta a demolire il gradimento generalizzato di cui gode il Presidente Demozzi. Questa visione verticale del consenso a somma zero, laddove chi non lo ha cerca di toglierlo a qualsiasi costo a chi invece ce l’ha, non porta beneficio al Sindacato e genera il bisogno nei dissidenti di adottare e di mantenere nel tempo, toni esasperati per conquistare un sostegno che non hanno. Una sorta di derby ininterrotto con gli ultrà della curva nord che non a caso hanno ricevuto diverse diffide dagli organi direttivi e sospensioni o deplorazioni da parte del Collegio dei Probiviri e della Commissione di Deontologia Professionale per i toni diffamatori riservati a diversi iscritti allo scopo di catturare audience nelle loro chat private.
Nulla a che vedere con una sana visione delle dinamiche democratiche che prevedono l’integrazione orizzontale delle diverse posizioni verso il fine comune di tutelare i diritti e le esigenze della categoria.
Se è vero quindi che nessuna maggioranza può pretendere di governare senza opposizione, è altrettanto vero che a nessuna opposizione è dato di spacciare per linea politica il discredito dell’antagonista, o meglio degli antagonisti, alla ricerca di spazio personale.
Insomma, ci troviamo di fronte a un ristrettissimo nucleo di iscritti alcuni dei quali attaccano a testa bassa i rappresentanti delle istituzioni sindacali travalicando spesso i limiti posti dalla civile convivenza associativa, a un movimento privo di legittimazione statutaria che non può essere considerato un movimento in quanto è senza seguito, a un’alleanza caratterizzata da un parlare contro che non somiglia neppure lontanamente ad una strategia politica alternativa e sul quale non sono d’accordo più del 95% degli iscritti. Unico obiettivo e non mi sembra che possa essere considerato sufficiente, eliminare il Presidente Demozzi perché dopo un decennato di governo dovrebbe farsi da parte per anzianità di servizio.
E allora mi sia consentito di chiudere ponendo una domanda all’amico Roberto: ma tu da quanti anni sei presidente del tuo Gruppo agenti?
Roberto Bianchi

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Si intensifica l'attività istituzionale del Sindacato, incontro con l'on. Soave Alemanno (M5s) prima firmataria del Ddl Rcauto. Demozzi (Sna): Ci aspettiamo dalla politica qualcosa di positivo

MILANO - L’attività istituzionale e parlamentare del Sindacato nazionale agenti ha subito una forte accelerazione, nelle ultime settimane. Martedì scorso (11 maggio, ndr) la delegazione composta dal Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, Sergio Sterbini (vicepresidente), Luciano Colazzo (membro dell’Esecutivo provinciale Sna di Lecce), Laura Puppato (ex parlamentare) e Tonino Rosato (ex Presidente del Gruppo Agenti Allianz “AAA” e noto militante Sna), si è intrattenuta a lungo presso il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle a Roma per un confronto con l’on. Soave Alemanno che, tra le altre cose, è la prima firmataria del Disegno di legge di riforma della Rcauto in Italia, attualmente in discussione presso la Commissione parlamentare preposta.
Nel corso della riunione sono state rimarcate le questioni riferite agli ultimi Regolamenti Ivass entrati in vigore lo scorso 31 marzo e le gravi conseguenze, sia in termini burocratici che operativi, sia in termini di limitazione concorrenziale imposta agli Agenti ed ai rispettivi collaboratori. All’incontro ha partecipato anche l’on. Mario Morgoni che, insieme all’an. Soave Alemanno, fa parte della X Commissione attività produttive della Camera dei Deputati, quella preposta alle tematiche assicurative.
Al termine dei lavori, la delegazione Sna è stata accolta presso il gruppo parlamentare del Partito Democratico (PD), dove l’on. Morgoni ha avuto modo di confrontarsi ulteriormente sulle questioni sollevate dal Sindacato.
“Sono piuttosto soddisfatto dell’esito della nostra attività parlamentare; ci aspettiamo qualcosa di positivo e certo non ci lasciamo coinvolgere dalle cassandre che diffondono delusione senza sapere di cosa si parla! Confido una nota di colore: l’on. Soave Alemanno conosce piuttosto bene il nostro settore, avendo svolto l’attività di intermediario assicurativo, così come l’on. Mario Morgoni che risulta tutt’oggi abilitato in qualità di agente assicurativo. Possiamo avere tutte le riserve nei confronti della politica in genere, ma in questo caso non possiamo certo accusare i nostri interlocutori istituzionali di non conoscere la materia che stiamo trattando; aggiungo altresì che si tratta di due persone davvero attente e disponibili”, ha commentato il Presidente nazionale Claudio Demozzi.
La Redazione

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Il Sindacato nazionale agenti ha incontrato a Roma l'on. Anna Macina, Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia

MILANO - Una delegazione del Sindacato nazionale agenti composta dal Presidente nazionale Claudio Demozzi, dal vicepresidente Sergio Sterbini e dal presidente del collegio sindacale Gennarino Cafagna, ha incontrato l'on Anna Macina, dal 19 marzo 2021 Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia nel Governo Draghi.
Oggetto del confronto: l'istituzione dell'arbitro assicurativo, il relativo schema di decreto Mise/Ministero Giustizia, l'impianto normativo e lo stato di agitazione della categoria agenziale. Il Presidente nazionale, terminato il colloquio, ha definito "cordiale, costruttivo, interessante" il confronto con il Sottosegretario di Stato.
La Redazione

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Provvedimento 97 Ivass, lo Sna chiede la sospensione dell'entrata in vigore della nuova norma. In attesa del pronunciamento del TAR del Lazio

MILANO - Il Sindacato nazionale agenti oggi (17 marzo, ndr) è nuovamente intervenuto presso l'Ivass, formalmente, per insistere nella richiesta di sospendere l'entrata in vigore delle nuove norme inserite nel Provvedimento 97. "Appare, infatti, gravemente dannoso per la categoria degli intermediari assicurativi - è stato affermato - l'ipotesi di far entrare in vigore discipline che potrebbero poi essere cassate dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, presso il quale sarà presto discusso il ricorso Sna. L'udienza, come noto, per la discussione è fissata per l'8 giugno. 
La Redazione

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Vaccini anti-Covid, l'Agenzia del farmaco sospende in via precauzionale la somministrazione di AstraZeneca su tutto il territorio nazionale

MILANO - Dopo che numerosi Paesi europei avevano provveduto nelle ultime settimane a sospendere la somministrazione del vaccino AstraZeneca, arriva in queste ore la notizia secondo la quale l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha deciso di estendere in via precauzionale, in attesa dei pronunciamenti dell'EMA, il divieto di utilizzo del vaccino su tutto il territorio nazionale.
Intanto, i Carabinieri del Nas, su disposizione della Procura di Biella, hanno provveduto a sequestrare le dosi del lotto ABV5811 AstraZeneca che l'Unità di crisi della Regione Piemonte aveva sospeso dopo la morte dell'insegnante Sandro Tognatti avvenuta poche ore dopo la somministrazione del vaccino. Le indagini sono coordinate dal procuratore Teresa Angela Camelio e dirette dal sostituto Paola Francesca Ranieri.
Le attività di sequestro hanno coinvolto tutti gli HUB di distribuzione e i centri di vaccinazione. Si tratta, secondo le prime verifiche, di 393.600 dosi.
Nel frattempo Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, ha chiesto al Governo un provvedimento d’urgenza che preveda una sorta di "scudo penale" per i medici vaccinatori che partecipano alla campagna anti-Covid.
Luigi Giorgetti

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Il Ministro dell'Economia Daniele Franco presenta il calendario del Recovery Plan italiano. Oltre 191 miliardi di euro per modernizzare il Paese

MILANO - La scadenza è quella del 30 aprile. Entro questa data va presentato il Piano italiano di ripresa e resilienza, il cosiddetto Recovery Plan. "Poi - ha affermato oggi il Ministro dell'Economia Daniele Franco - la Commissione Ue valuterà i piani di ciascun Paese. In questa prima fase avrà a disposizione otto settimane. Acquisita l'approvazione del Consiglio europeo, ci saranno ulteriori quattro settimane per la definizione finale''. Dunque, calendario alla mano, entro settembre 2021 dovrebbero essere rese disponibili all'Italia le immense risorse europee di cui si parla da mesi.
Secondo le stime del Dicastero, avremo a disposizione 191,5 miliardi di euro. Un importo leggermente inferiore rispetto a quanto indicato inizialmente.
Obiettivo dell'Esecutivo Draghi è quello di dar corso concreto ad alcune riforme chieste a gran voce dall'unione Europea: ecco dunque la digitalizzazione, la transizione ecologica e l'inclusione sociale. Ma i passaggi chiave saranno, a detta del Ministro Franco "la riforma della pubblica amministrazione e quella della giustizia".
Luigi Giorgetti

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