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Articoli filtrati per data: Lunedì, 01 Gennaio 2018

Facile.it cambia pelle e diventa network ingaggiando intermediari. Intervento del Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi

MILANO - Come anticipato da Snachannel qualche mese fa, diventa ufficiale la nuova strategia di Facile.it, il comparatore online nato per promuovere la disintermediazione degli intermediari tradizionali e divenuto recentemente, esso stesso, un intermediario. Si apprende dalle dichiarazioni dell’Ad di Facile.it che la rete di intermediari ingaggiati dall’oramai ex-comparatore online avrebbe raggiunto il ragguardevole numero di duemila e che la strategia adottata sarebbe oggi indirizzata al consolidamento di tale network di agenti, broker e subagenti.
Per il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi, gli accordi stretti da alcune compagnie, negli ultimi anni, con Facile.it, - a volte purtroppo con la benedizione dei rispettivi Gruppi Agenti - hanno contribuito al rafforzamento ed alla diffusione del “metodo Facile.it” che oggi scavalca le stesse compagnie ed ingaggia direttamente i subagenti, gli agenti ed i broker. Sono stato tra i primi a contestare detti accordi, anche se non sempre i colleghi agenti hanno compreso fino in fondo le possibili conseguenze di questi atti ed a volte purtroppo li hanno condivisi tramite i GAA, come nel caso del GAA Reale Mutua qualche anno fa. Oggi si vedono gli effetti e possiamo solo compiacerci del fatto che, ancora una volta, Sna aveva visto giusto, aveva visto lontano. Leccandoci le ferite".
Altro aspetto da rimarcare della vicenda, aggiunge Demozzi, "è che Facile.it si è trasformato da comparatore/broker online ad intermediario dotato di una rete fisica sul territorio e questo conferma un’altra tesi del Sindacato nazionale agenti e cioè che il mercato dei consumatori richiede ancora soprattutto interlocutori in carne ed ossa, intermediari di prossimità, come gli agenti e si mostra poco incline a fidarsi di sistemi online di acquisto delle polizze, contrariamente alle previsioni di numerose imprese assicurative che hanno investito milioni di euro nella disintermediazione anche tecnologica dei loro agenti".
La Redazione

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Il Presidente del Fonage, Francesco Libutti, fa il punto della situazione post-commissariamento: i dati 2017 sono più che lusinghieri

  • Pubblicato in MERCATO

MILANO - Il Presidente del Fonage, Francesco Libutti, ha trasmesso una nota per presentare un primo bilancio dell’attività del Fondo (post-commissariamento). "Il Cda - scrive Libutti - si è insediato da poco più di un anno e ha dovuto affrontare una serie di impegni, alcuni particolarmente gravosi. I risultati sono stati senz’altro confortanti e confermano che la scelta di continuare ad aderire all’unica forma previdenziale gestita pariteticamente da Agenti e Imprese e che riunisce tutti gli agenti di assicurazione del nostro Paese, si è rivelata vincente".
Punto caldo il rendimento finanziario. "Il rendimento delle gestioni ordinaria e integrativa a fine 2017 supererà largamente il tasso minimo di equilibrio del 3,50% richiesto dal Bilancio tecnico. Ciò permetterà a tutti gli aderenti in fase di accumulo di beneficiare - perlomeno sulle quote integrative calcolate ai tassi dell’1,00% - della rivalutazione percentuale pari al tasso di inflazione".
Malgrado i detrattori di turno, cresce il numero dei nuovi iscritti. "La crescita del numero dei nuovi iscritti conferma la direzione positiva già evidenziata all’inizio dell’anno. Grazie alle nuove norme statutarie che hanno consentito l’iscrizione al Fondo senza obbligo di versamento dei contributi pregressi, per la prima volta dall’inizio del 2000 avremo un saldo positivo tra cessazioni ed iscrizioni".
"E’ ormai pronta (si potrà scaricare nei primi giorni di gennaio) - scrive ancora il Presidente del Fonage - la prima versione dell'APP del Fondo Pensione Agenti, da installare su apparati mobili (utilizzando Play Store per Android e Apple Store per IOS). L'APP permetterà di avere accesso a tutte le informazioni sul funzionamento del Fondo e, con la prima implementazione, consentirà agli iscritti attivi di accedere all'area riservata per consultare la propria posizione contributiva individuale ed effettuare preventivi delle prestazioni. Anche il sito internet sarà innovato nei primi mesi del nuovo anno, con un restyling della grafica e l'integrazione di maggiori funzionalità. Il Fondo ormai è risanato e poggia su solide basi tecniche e finanziarie. Possiamo quindi accogliere il nuovo anno con ragionevole ottimismo e con il convinto impegno del Consiglio di amministrazione da me presieduto e di tutto lo Staff del Fondo di continuare a percorrere con determinazione la strada virtuosa già intrapresa, nell’interesse di tutti gli aderenti, iscritti e pensionati".
Luigi Giorgetti

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Polizze Index Linked spacciate dalla banca per prodotti senza rischi. Il Tribunale di Taranto condanna l'istituto di credito al rimborso

MILANO - Ci sono voluti quasi dieci anni ma alla fine il Tribunale di Taranto ha dato ragione ad un cliente di un istituto di credito che aveva a suo tempo sottoscritto una polizza Index Linked spacciata per polizza Vita. L'azione giudiziaria era stata promossa dagli avvocati Antonio Tanza, Vincenzo Laudadio e Serena Camboa dell'Adusbef, agguerrita associazione di consumatori divenuta famosa anni fa per la battaglia contro l'anatocismo.  Il cliente bancario si è visto così riconoscere il diritto al rimborso delle somme versate per l’acquisto della polizza. Il giudice ha infatti dichiarato risolto per grave inadempimento il contratto sottoscritto tra il consumatore, la banca intermediaria e la società emittente il prodotto finanziario.
La vicenda prende il via nel 2007 quando il consumatore si reca presso lo sportello bancario per chiedere consiglio circa un investimento privo di rischi. Il funzionario lo orienta verso un prodotto assicurativo innovativo - a suo dire - (una polizza Index Linked, appunto), dal buon rendimento, a premio unico (100.000 euro). Di lì a poco però la polizza perde valore in ragione di alterne vicende dei mercati finanziari. Il consumatore, non ottenendo ragionevoli e plausibili spiegazioni allo sportello bancario, si rivolge immediatamente all’Adusbef, scoprendo che quanto sottoscritto non aveva i connotati di una polizza Vita quanto quelli di un cosiddetto prodotto finanziario complesso. Di lì il mandato per l’azione giudiziaria.
Dopo una infinita serie di udienze, finalmente il giudice accoglie la domanda dei legali Adusbef, dichiarando risolto il contratto e condannando la banca e la società emittente a risarcire il risparmiatore della somma investita al netto degli utili conseguiti negli anni, pari a circa 90.000 euro, su tre distinti presupposti. Il primo: la polizza Index Linked, spacciata per polizza Vita in realtà era uno strumento finanziario composto da un titolo obbligazionario emesso da una terza banca straniera e da un derivato emesso da una quarta società; il secondo: il rischio, elemento tipico del contratto assicurativo, non era parte del contratto, né era a carico dell’assicuratore, ma era posto esclusivamente a carico del risparmiatore, in violazione dei principi di trasparenza, buona fede contrattuale e assenza di causa negoziale; il terzo: emittente ed intermediario, trattandosi di materia finanziaria, sottoposta alle norme del Testo unico finanza, avevano omesso di informare in modo esaustivo, chiaro e completo il cliente del contenuto del contratto.
Luigi Giorgetti

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