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Articoli filtrati per data: Lunedì, 12 Ottobre 2020
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Articoli filtrati per data: Lunedì, 12 Ottobre 2020

Volete un esempio concreto di disintermediazione? Eccolo servito

♦ Ho ricevuto stamattina dall’Ufficio stampa di HDI un comunicato nel quale l’impresa del Gruppo assicurativo Talanx di Hannover esplicita i vantaggi derivanti dalla sua scelta di adottare il cosiddetto “Payment Collection Engine” di Fabrik. Si tratta di un’artificiosa locuzione traducibile nel linguaggio corrente utilizzato dagli italiani “orgogliosi della propria lingua” in quanto “specchio di una tradizione culturale antica” come direbbe Claudio Marazzini Presidente dell’Accademia della Crusca, in “motore di raccolta dei pagamenti”. Esso costituirebbe, si dice nella nota, addirittura un “fattore chiave e distintivo sia in termini di ritorni economici che di immagine”. Nella pratica HDI, in attesa di fornire alle agenzie un “pos collegato all’applicativo per poter pagare le polizza direttamente alla compagnia” invia una email contenente “un link di pagamento con cui il cliente viene re-indirizzato alla pagina web dove può selezionare carta di credito o strumenti di pagamento alternativi”.
Ammesso secondo quanto affermato nella comunicazione, che le agenzie siano nelle condizioni di ricevere immediatamente le provvigioni di incasso, rimangono sul tappeto tutte le questioni poste da Sna nel consigliare gli iscritti e gli agenti in generale, a non utilizzare formule di pagamento che invertano il flusso del denaro. Innanzitutto perché il peso di un’agenzia agli occhi del mondo bancario deriva dal movimento quotidiano di cassa e quindi limitare l’economia finanziaria di un’agenzia alla sola movimentazione delle provvigioni ne ridurrebbe, gioco forza, la valutazione del merito creditizio. E si sa che questo, secondo l’impianto normativo della Solvency II, è un fattore vitale per le prospettive di investimento e di crescita di qualsiasi impresa.
Inoltre perché l’incasso diretto dei premi si inserisce nel progetto più ampio di HDI consistente nell’implementare i processi di home insurance e di consentire ai clienti la gestione del “rinnovo della polizza in modalità self-service”. Stiamo quindi parlando di eliminare l’intermediazione dell’agente ora dall’incasso e magari domani dalla manutenzione dei contratti, uno dei momenti topici in cui si estrinseca il ruolo consulenziale dell’agente. Paolo Zaccardi, Ceo di Fabrick aggiunge che “Payment Collection Engine risponde in maniera efficace all’esigenza che da sempre hanno le compagnie di gestire la raccolta premi” per riconciliare le “polizze sottoscritte attraverso le reti di agenti” e per liberare “le proprie risorse dall’incombenza di gestire migliaia di flussi in entrata con un vantaggio in termini di maggiore controllo di tutto l’iter”.
Facciamo la sintesi di quanto sopra esposto: HDI intende incassare direttamente i premi per ridurre i costi amministrativi (si noti che il combined ratio è già sceso dal 94,1% del primo semestre 2019 al 90,8% di quello del 2020, nonostante il Covid-19 abbia provocato un calo del 16,9% in termini di incassi) e aumentare il controllo sulle procedure riguardanti la raccolta attraverso il canale agenti. Ma soprattutto vuole intrattenere un rapporto diretto con il cliente che, nel fare ingresso alla pagina web della compagnia, sarà sicuramente tenuto a rilasciare le proprie credenziali, ovvero a fornire una serie di dati personali altrimenti residenti in agenzia, aspirando peraltro a renderlo autonomo dagli agenti nella gestione self-service dei rinnovi contrattuali.
Se non è disintermediazione questa, allora spiegatemi il significato dell’espressione che abbiamo riservato ai vari tentativi messi in atto dall’industria assicurativa allo scopo di appropriarsi del rapporto diretto con la clientela. E se invece lo è, come sono certo che sia, allora il compito del Sindacato consiste nel mettere in guardia la categoria da scelte come quella adottata da HDI.
Ecco quindi che il decreto “ammazza agenti”, uscito dalla porta principale del Parlamento, rientra dalla finestra delle imprese e non me la prendo soltanto con HDI sia chiaro, quanto piuttosto con tutte le compagnie che ne condividono la strategia e sono tante, sotto forma di provvedimento aziendale. Per di più con la complicità, forse involontaria, di chi non capisce, o finge di non capire, che la difesa della nostra centralità distributiva si combatte giorno per giorno prima di tutto all’interno dell’agenzia. Miserabile sarebbe invece rallegrarsi per il risparmio di qualche euro di commissioni bancarie ottenuto utilizzando il pos aziendale e perdere di vista il quadro generale in cui ciò si inserisce.
La nostra indipendenza si tutela in questo senso adottando in massa lo strumento di gestione degli incassi che il Sindacato sta per distribuire sotto la denominazione SnaPay, dedicato a proteggere una delle prerogative principali della categoria: il pieno controllo dei flussi finanziari consistenti nell’incasso e nella rimessa dei premi alle mandanti. Questa infatti è l’unica modalità in grado di evitare sorprese sgradevoli nell’acquisizione dei propri compensi provvigionali e di consentire la libera liquidazione di quelli spettanti alla rete secondaria, ai broker e agli agenti in collaborazione trasversale.
Senza tutto ciò, che agenti saremmo?
Roberto Bianchi

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