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NEWS DALL'ITALIA E DAL MONDO
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NEWS DALL'ITALIA E DAL MONDO

Ramo grandine, allarme assicuratori. Lo Sna chiede l'interessamento del Sottosegretario al Ministero per le politiche agricole sen. Gian Marco Centinaio

MILANO - Ormai da alcuni anni le compagnie di assicurazioni stanno restringendo il loro campo d’azione in un settore, il ramo grandine ed avversità atmosferiche, essenziale per le aziende agricole italiane. Il Governo, tramite il Ministero delle politiche agricole, cerca di porre rimedio in occasione della promulgazione della nuova PAC (Politica Agricola Comune, una delle politiche comunitarie di maggiore importanza, impegnando circa il 39% del bilancio dell'Unione europea, ndr).
Il Sindacato nazionale agenti (Sna) si è prontamente attivato anche grazie all’opera di alcuni colleghi esperti della materia quali Benedetta Bonomo di Verona e Roberto Magotti di Trento. Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi ha interessato il Sottosegretario al Ministero per le politiche agricole sen. Gian Marco Centinaio, chiedendo che gli agenti di assicurazione siano coinvolti nelle scelte che il Governo adotterà per garantire l’adeguato utilizzo delle forme assicurative da parte delle aziende agricole italiane.
La Redazione

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"Generazionando", i valori in evoluzione secondo i vertici Agit. Il punto della Vice Presidente Laura Puppato

MILANO - E’ terminato il terzo appuntamento che incrocia la storia con il futuro della nostra professione, lo abbiamo chiamato “Generazionando” perché è il passaggio del testimone necessario da generazione in generazione; consapevoli di dover contribuire a formare non solo nuovi agenti che si affacciano al nostro mondo, ma anche nuovi rappresentanti e quindi dirigenti sindacali in una realtà in forte evoluzione.
Si sottovaluta troppo il valore assoluto del fare squadra insieme in questo tempo di sfide connesse a rischi… meno evidenti forse, ma presenti come non mai nel mercato assicurativo italiano.
Si potrebbe perciò trarne l’erronea conclusione di sentirsi autosufficienti ad affrontare questo impegnativo ruolo, pensare che basti metterci impegno e  volontà per procedere senza scosse nel cammino di Agente di assicurazione, mentre questa 3 giorni di Generazionando ha reso comprensibile ad una platea di oltre 80 nuovi e aspiranti Agenti come sia sempre stato di enorme rilevanza, confermato anche dall’esperienza dei colleghi più maturi che si sono espressi in questi 3 giorni, l’appartenere ad una comunità, poter contare su un gruppo agenti forte e operativo, a sua volta collegato strettamente a Sna.
I valori che formano e sono stati espressi con dialoghi ed esempi oggi, sono gli stessi che domani dovranno accompagnarli nel lavoro quotidiano, nei rapporti con i clienti ma anche nei rapporti con la loro primaria compagnia Groupama: autonomia, competenza, correttezza, empatia e serietà professionale sono quel bagaglio che rende la nostra professione insostituibile. Professione bellissima, l’ha definita il Presidente di Agit Massimo Annesi, cui ho aggiunto il termine “importantissima” nel mio intervento, ritenendo che il valore sociale e di reale intermediazione a favore dei nostri clienti sia per l’appunto un baluardo di salvaguardia sociale per l’intero mercato italiano.
Non vendiamo prodotti finiti, ma servizi… dunque valore umano e professionale, non siamo delocalizzabili né eliminabili nonostante i tentativi di ridimensionarci siano sempre in corso, il mercato da anni dice “no, voglio un interlocutore in carne ed ossa. Una persona di cui fidarmi e a cui affidarmi”.
Infatti, nonostante gli sforzi compiuti da forti lobby che agiscono in sede politica, nonostante la stessa Autorithy Ivass oggi rappresenti prevalentemente il modello bancario nelle sue disposizioni, non tenendo in adeguato conto il sistema capillare di servizio prestato dalle Agenzie di Assicurazione, nonostante forme pubblicitarie sempre più aggressive e politiche contrattuali tendenti a svuotare di garanzie i prodotti e a renderli standard, spesso taciute dalle compagnie, chi ci mette la faccia, studia e combatte a viso aperto le storture a danno del consumatore si chiama agente di assicurazione associato in Sna e nei gruppi aziendali.
La forza d’essere insieme è un VALORE in sé che si  esplica rappresentando quell’equilibrio dei poteri di cui parla la Costituzione italiana ma che non si rinviene altrimenti nel mercato, in questo caso assicurativo, dove è evidente la “solitudine” e la debolezza del cliente lasciato a se stesso nel momento della verifica della promessa. Sì abbiamo l’ambizione di costituire un porto sicuro, una fonte di fiducia, una rete di uomini e donne mai dome, a salvaguardia di talvolta sprovveduti o almeno inconsapevoli clienti.
Tanti e molto interessanti gli interventi che si sono susseguiti, ex agenti Groupama che hanno portato la loro storia e il supporto ricevuto dall’essere parte di Agit, ad agenti attuali con il Presidente Massimo Annesi e l’ex Presidente Angelo Mangano che hanno relazionato sul valore e la responsabilità d’essere Rappresentanza oggi, a Claudio Demozzi Presidente Sna, che ha posto l’accento sul beneficio che offre la migliore contrattazione di 2’ livello per sostenere anche economicamente la categoria, vigilando però sul mantenimento della contrattazione di 1° livello quale base giuridica e fonte certa per i rapporti agenti/imprese.
Molto utile e gratificante per i giovani in sala, attentissimi e coinvolti nei lavori, la partecipazione attiva dei massimi dirigenti della Compagnia con la presenza di Pierre Cordier Amministratore delegato e Direttore generale e di Roberto Trerotoli Direttore commerciale Groupama, associata in conclusione a tecnici della Compliance come Netti e di una specialista in Comunicazione valoriale come Valentina Cremona di Terziario Donna che ha concluso la 3 Giorni non-stop di Generazionando, interagendo con i giovani e raccogliendone il senso ricavato.
Per tornare al punto di partenza ovvero che l’insieme è la forza, non posso dimenticare i giovani colleghi Agit che si sono prestati ad organizzare in modo tanto professionale e piacevole Generazionando 2022 a Genova, Max Paradiso, Silvia Giordano e Giuliano Melis registi con Michele Lo Presti e Dino Grotti di ogni momento trascorso. “Da soli si corre forse più veloci, ma insieme si fa più strada” questo l’aforisma che ci comunica come la nostra maratona di vita lavorativa che dura 30/40 e oltre anni, deve vederci assieme, convintamente insieme a governare e a vincere le sfide.
Laura Puppato
Vice Presidente Agit

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Il Fondo Pensione Agenti chiude il 2021 con un bilancio record e aumenta le pensioni agli iscritti. Rinnovati CdA e Collegio Sindacale

MILANO - L’Assemblea dei Delegati del Fonage ha reso noti i dati di bilancio relativi all'esercizio al 31 dicembre 2021. Confermate le indiscrezioni delle ultime settimane: l'avanzo di gestione è stato superiore ai 59 milioni di euro, mentre il rendimento contabile si è attestato al 5,93%. Ma non è tutto. Il bilancio tecnico, che mette a confronto il patrimonio disponibile con le riserve tecniche, che costituiscono la previsione di lungo termine degli impegni del Fondo, ha evidenziato un avanzo pari a 195,6 mln di euro. Se ne deriva che il trend di incremento del risultato tecnico attuariale del Fonage negli ultimi 5 anni è stato costante, passando dai 63 milioni del 2016, ai 91 del 2017, ai 129 del 2018, ai 160 del 2019, ai 140 del 2020, fino ai 195,6 milioni dell’ultimo bilancio. "Un margine - si legge in una nota del Fondo - così ampiamente e costantemente positivo, mantenuto anche in periodi di elevata volatilità dei mercati a causa degli eventi degli ultimi anni, dimostra che il patrimonio del Fondo è non soltanto capiente rispetto agli impegni ma che è largamente superiore a quanto previsto per la sostenibilità dalle norme vigenti".
L’Assemblea dei Delegati ha, inoltre, approvato all’unanimità una modifica statutaria – che dovrà essere ora sottoposta alla definitiva approvazione della Covip - che prevede l’aumento delle prestazioni in essere e di quelle future, mediante utilizzo di una parte dell’avanzo tecnico, per un importo complessivo di oltre 70 milioni di euro, come proposto dal Consiglio di Amministrazione.
Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente Francesco Libutti secondo il quale "il risultato raggiunto premia lo sforzo del Consiglio di Amministrazione e dell’intera struttura del Fondo pensione, al quale è stata restituita una solidità strutturale che permette di pensare con serenità al futuro e, finalmente, mediante l’aumento delle prestazioni agli iscritti, di dare una prima risposta positiva alle loro attese".
L’Assemblea dei Delegati, nella stessa riunione, ha proceduto alle elezioni per la nomina degli organi di governo del Fondo, riconfermando il Consiglio di Amministrazione e il Collegio dei Sindaci, che resteranno in carica per altri tre anni. Il CdA risulta così composto: Presidente Francesco Libutti, membri Roberto Pisano e Guido Ferrara (in rappresentanza degli agenti); Stella Aiello, Franco Ellena e Massimo Nicoletti (in rappresentanza delle compagnie). Entrano, infine, a far parte del Collegio dei Sindaci Silvia Carofalo e Omero Martella (per gli agenti); Giuseppe Alpestri e Roberto Munno (per le imprese).
Luigi Giorgetti

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Il Presidente del Fonage Francesco Libutti ospite del giornalista Nicola Porro, 35 minuti dedicati alla previdenza ed ai fondi pensione

MILANO - Un interessante botta e risposta con il Presidente del Fonage Francesco Libutti si è svolto ieri (3 aprile, ndr) nel corso della trasmissione web di Nicola Porro “Zuppa di Porro”, dedicata al tema della previdenza integrativa e dei fondi pensione. Molti i temi toccati, da quelli più generali sulla criticità del sistema pensionistico pubblico e sull'opportunità e necessità di creazione di pensioni complementari private, fino all’argomento del risanamento del Fondo Pensione Agenti, che per il quinto anno consecutivo ha registrato un avanzo tecnico consistente, che permetterà di proporre un piano di redistribuzione agli iscritti, sotto forma di aumento delle prestazioni per le pensioni in essere e quelle future, per un ammontare di quasi 70 milioni di euro.
Potete vedere la trasmissione a questo link.
La Redazione

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Demozzi (Sna) agli agenti: "Non accettate i mandati capestro delle compagnie telefoniche". Sulla stessa linea di pensiero il Gruppo AUA del Presidente Sivori

MILANO - “Gli ingaggi che ci vengono offerti dalle compagnie dirette e dagli intermediari stile Prima.it non hanno nulla a che vedere con i contratti agenziali, cioè con i mandati che ci riconoscono la qualifica di agente con tutti i diritti e le tutele che da questi derivano”. Inizia così l’accorato appello del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, che si rivolge agli agenti italiani, tentati quotidianamente dalle offerte di Facile.it, Prima.it, Allianz Direct, Linear, Genertel. Si tratta di “aggregatori” e compagnie dirette, che propongono ingaggi commerciali che disconoscono la figura professionale dell’agente di assicurazione e prevedono la rinuncia, da parte dell’agente neo-procacciatore/segnalatore, ai diritti ed alle tutele previsti dall’Accordo Nazionale Agenti (A.N.A.) e dal Codice Civile in materia di agenzia.
“Poiché il numero dei colleghi che cadono nella trappola - continua il Presidente Demozzi - è in costante aumento e tale da mettere in pericolo la stabilità del sistema agenziale, il mantenimento dei principali diritti degli agenti, sollecitiamo un energico intervento da parte dei Gruppi Aziendali Agenti, soprattutto di quelli delle compagnie che possiedono una 'diretta'; queste compagnie aggirano l’A.N.A. favorendo la diffusione dei mandati anomali, dei contratti di segnalazione che proletarizzano la categoria”. In effetti, da alcuni anni le cosiddette compagnie-dirette stanno costituendo proprie reti sul territorio, rinnegando il progetto industriale che le aveva viste costituire l’alternativa agli agenti tradizionali. Progetto industriale che evidentemente è fallito. “L’assurdo è che sono proprio i colleghi agenti a ridare ossigeno a queste imprese, accettando di sminuirsi a semplici procacciatori delle 'telefoniche' anche a costo di rinunciare alle tutele ed ai loro diritti”, esclama il Presidente Sna.
Tra i GAA che si sono dimostrati sensibili al tema, si distingue l’AUA (UnipolSai) che con una circolare dello scorso anno, pur consapevole che “tutti noi stiamo attraversando un periodo molto complesso non soltanto per gli aspetti pandemici, ma anche dal punto di vista della tenuta dei nostri portafogli agenziali” dà atto che “in non pochi casi la prima concorrenza proviene dalle compagnie dirette, compresa quella online del nostro Gruppo; la clientela, attratta da pubblicità e mailing incentrati quasi unicamente sul prezzo, spesso sottovaluta l’importanza di ricevere puntuale consulenza anche in ambito auto”.
L’AUA dell’attuale Presidente Enzo Sivori, avverte che “l’Associazione è venuta a conoscenza che i colleghi hanno cominciato a sottoscrivere mandati, o stipulare accordi di collaborazione, con compagnie dirette. Questa tendenza desta una fortissima preoccupazione, poiché sono evidenti gli elementi critici di mandati/accordi di tale tipologia e, come sottolineato da noi in diverse riunioni ed anche in un recente comunicato dal Presidente Sna, c’è il concreto rischio di trasformare la figura dell’agente da professionista a mero procacciatore d’affari, oltre a favorire di fatto il crollo del premio medio e la disintermediazione agenziale. Ricordiamo che i mandati delle compagnie dirette operano fuori accordo A.N.A. 2003, così come le collaborazioni orizzontali, e quindi non garantiscono gli specifici diritti e le tutele derivanti dal mandato di agenzia (cassa previdenza agenti, liquidazione, indennità di risoluzione, ecc.)”.
La circolare conclude tra l’altro che “alla luce di queste considerazioni, il Comitato dei Presidenti ritiene opportuno mantenere alta l’attenzione su questo fenomeno, invitando i colleghi a non sottoscrivere questa tipologia di mandati e accordi, anche per gli impatti che tali tipi di scelte potranno avere al momento della prossima discussione per il rinnovo dell’accordo integrativo, oltre che per non acuire le tensioni tariffarie sulle piazze in cui le nostre agenzie si trovano quotidianamente ad operare”.
La Redazione

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Commissione d'inchiesta sulle banche italiane, De Bertoldi (FdI): Perché gli istituti di credito vendono polizze assicurative?

MILANO - La Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario ha deliberato, a seguito della puntata della trasmissione "Report", trasmessa lunedì 13 dicembre 2021 su Rai3, di svolgere un approfondimento sulla vicenda della vendita di diamanti ai propri clienti da parte dei maggiori istituti di credito operanti sul territorio nazionale. In occasione dell’audizione del presidente della Consob prof. Paolo Savona, il senatore Andrea De Bertoldi ha posto alcune domande, contenenti alcuni passaggi che interessano da vicino gli agenti di assicurazione.
Il senatore trentino chiede testualmente “cosa ne pensate di questa tendenza - quando parliamo di prodotti finanziari atipici, o addirittura di prodotti che non sono neanche finanziari atipici ma addirittura commerciali - di questa tendenza del sistema bancario, anche comprensibile se guardiamo al periodo dei bassi tassi, quindi dei bassi guadagni eccetera, ma questa tendenza ad estendere la propria attività, non tanto a quello che dovrebbe essere il loro core business, quindi il rapporto con l'impresa, con il cittadino da finanziare, quindi comprendere e capire chi è meritevole di credito, o meno, ma di spostarsi spesso su prodotti finanziari, senza arrivare ai diamanti, ma su prodotti finanziari atipici. Penso, ad esempio, a tutto il settore delle assicurazioni. Le banche che diventano agenti di assicurazione facendo peraltro spesso anche concorrenza a quei brillanti agenti di assicurazione che abbiamo rappresentati in tutto il territorio nazionale".
Su questo punto, la risposta data in Commissione dal presidente Consob non si intravvede.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi ha evidenziato come “una parte della politica riesca finalmente a mettere a fuoco alcune criticità nel comportamento delle banche, che il Sindacato nazionale genti segnala da anni e che oltre a costituire molte volte una vera e propria concorrenza sleale per gli agenti, troppo spesso danneggia i consumatori e la credibilità dell’intero settore”.
La Redazione

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Caro energia, un contributo di solidarietà a carico del settore assicurativo? Idea lanciata dall'ex premier Giuseppe Conte (M5s). Ci dobbiamo preoccupare?

MILANO - Intervenuto lo scorso martedì 14 marzo nella popolare trasmissione televisiva "Agorà", Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle nonché ex Presidente del Consiglio dei ministri, ha affermato che "nell'immediato la riduzione del gas russo non è a portata di mano, ma dobbiamo lavorare a forniture alternative". Ha poi aggiunto che c'è “la possibilità di intervenire sugli extra profitti delle società per l’energia e ridefinire le accise che incidono".
Poi, riconoscendo quello che noi di Sna asseriamo e scriviamo con dati alla mano inequivocabili, chiama in causa il comparto assicurativo: e qui gli extra profitti, oggettivamente, ci sono stati soprattutto nell'ambito della Rcauto. Le imprese assicuratici hanno continuato ad incamerare premi anche durante il periodo di chiusura forzata di attività commerciali e imprenditoriali dovuta al cosiddetto lockdown (per la cronaca imposto da una serie di DPCM dello stesso Conte), che ha costretto a casa milioni di italiani e di conseguenza bloccato la circolazione di qualsivoglia mezzo a motore azzerando praticamente i sinistri e i relativi risarcimenti da parte delle compagnie. Per il Presidente Conte, quindi, quello assicurativo rientra tra quei comparti che in questi due anni di pandemia hanno accumulato profitti e per i quali "si potrebbe pensare a dei contributi di solidarietà sostenibili che non compromettano le logiche di mercato”.
Per tradurre dal politichese, linguaggio che non dovrebbe rientrare, almeno a sentire gli stessi interessati, nella filosofia dei Pentastellati, si potrebbe pensare all’applicazione di una patrimoniale anche nel settore assicurativo. Adesso, prima di lanciare un'idea di questo genere, un politico attento, un amministratore vero, che si spende giornalmente per il popolo che lo ha eletto (e anche per quello che non lo ha eletto), dovrebbe eventualmente intervenire presso l’associazione delle imprese chiedendo dei ristorni se non altro per tutti quei cittadini (milioni, come abbiamo già detto) che, per cause indipendenti dalla loro volontà, pur avendo corrisposto il relativo premio assicurativo, non hanno potuto utilizzare i propri veicoli.
Una tale patrimoniale, infatti andrebbe a colpire più o meno direttamente gli utenti/assicurati che, per quanto sopra, hanno contribuito in prima persona a far sì che le imprese maturassero i succitati extra profitti. Le imprese, in verità, non si sono ancora espresse su quanto asserito dall'ex Presidente del Consiglio dei ministri, ma sembra che il governo abbia accolto tiepidamente l’esternazione di Conte, tuttavia consentitemi di rabbrividire al pensiero della reale applicazione di tale contributo di solidarietà (leggi p-a-t-r-i-m-o-n-i-a-l-e): troppo spesso la politica, riferendosi al settore assicurativo, ha tirato nel buglione (termine tipico toscano relativo ad un sugo molto forte pieno di ingredienti) anche quelle microimprese che sono le nostre agenzie, escludendole in prima istanza da vari contributi perché rientranti in un codice commerciale paritetico alle imprese, per poi successivamente ricomprenderle.
Non vorrei mai che, con la scusa degli extra profitti realizzati dai signori dell'Ania, che peraltro hanno tenuto i propri dipendenti in smart working onde preservarli dal contagio, si pensi di tassare le agenzie, che sono rimaste sempre aperte perché considerate erogatrici di servizi essenziali e il cui personale è stato ed è tuttora in prima linea, ma che di extra hanno avuto (e ancora hanno) solo la mole di lavoro ed incombenze burocratiche.
Quanto ai profitti… beh, lasciamo stare!
Franco Domenico Staglianò

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First-Cisl, il Sindacato che vende polizze di assicurazione e fa concorrenza agli agenti è firmatario del CCNL Anapa

MILANO - Stando a quanto pubblicato dal quotidiano "La Verità", nell’articolo intitolato “Gli affari del sindacato: vende polizze agli iscritti”, la First-Cisl (firmataria tra l’altro del CCNL Anapa, ndr) sarebbe entrato nel mondo dell’intermediazione assicurativa attraverso la società assicurativa iscritta al RUI al numero E000500458 Aletheia Assicurazioni Srl e la società di brokeraggio  Aletheia Broker Srl iscritta al RUI al numero B000098469. Le due società risultano effettivamente operative, regolarmente iscritte al Registro Unico degli Intermediari.
La sigla sindacale fa sapere, attraverso un proprio comunicato, che “"come tutti i sindacati del settore finanziario, anche First-Cisl mette dunque a disposizione dei propri iscritti una serie di tutele assicurative, con l’unica differenza che First-Cisl provvede ad offrirle tramite proprie società specializzate, senza quindi fare ricorso a fornitori esterni, allo scopo di massimizzare i vantaggi per gli iscritti. Non nascondiamo pertanto il nostro stupore nel leggere che 'nel mondo sindacale bancario sta crescendo un certo malumore per le manovre della First-Cisl nel terreno delle polizze assicurative'. Non ci risulta, trattandosi oltretutto di servizi erogati, con diversa modalità, da ogni altra organizzazione sindacale, né possiamo pensare che altri sindacati vadano affermando una nostra presunta “superiorità” nella capacità di offerta: è francamente improbabile che possa accadere".
Già nel 2019 la cosa aveva insospettito alcune forze politiche, tanto che che al Ministro dello Sviluppo Economico era stata rivolta la seguente interrogazione del senatore Andrea De Bertoldi (FdI):
“Atto n. 4-01232 - Pubblicato il 12 febbraio 2019, nella seduta n. 90 – sen. De Bertoldi - Al Ministro dello sviluppo economico.
Premesso che:
secondo quanto risulta da un articolo pubblicato lo scorso 21 novembre 2018 dal quotidiano “La Verità”, la First-Cisl (sindacato guidato da Giulio Romani già criticato dal medesimo giornale per essere stato beneficiario di un mutuo ad un tasso molto conveniente) controlla attualmente la holding "Aletheia", che si occupa di vendere polizze agli iscritti dell’associazione di rappresentanza che in realtà dovrebbe tutelare gli interessi dei lavoratori del settore bancario e assicurativo;
al riguardo, nell’ambiente sindacale bancario (in particolare nel ramo assicurativo), evidenzia il medesimo articolo, si manifesta una netta insofferenza per le attività della First Cisl, considerato che, a loro giudizio, non vi è alcuna correlazione tra il settore assicurativo e la sigla del credito, in quanto gli ambiti d’intervento dei contratti di assicurazione stipulati risultano essere molteplici: dalle polizze professionali, a quelle per la sanità, fino agli investimenti per i fondi pensione;
il giro di denaro derivante dalla stipula dei prodotti assicurativi, sostiene ancora “La Verità”, risulta inoltre (per quanto teoricamente) davvero elevato e la First a tal fine (che ha decine di migliaia di iscritti) sembra aver ben compreso l’affare economico, grazie all’attività di intermediazione e di brokeraggio (con le relative commissioni) considerato, fra l’altro, che al lavoratore che decide di iscriversi al sindacato vengono parallelamente proposti contratti di assicurazione, presentati come convenzioni interessanti;
oltre alla holding, l’articolo riporta che sono state costituite altre tre società a responsabilità limitata e una società per azioni e nei consigli di amministrazione figurano professionisti ed esponenti sindacali, tutti collegati direttamente o indirettamente alla First; pertanto a giudizio dell’interrogante quanto riferito appare in evidente contrasto con il codice etico della Cisl (che si applica a tutte le sigle collegate), secondo il quale è vietato a tutti i dirigenti sindacali ricoprire posizioni di lavoro autonomo o imprenditoriale, nonché rappresentare sotto qualsiasi forma interessi delle controparti;
tali osservazioni a parere dell’interrogante destano con riferimento all’attività della First Cisl sconcerto e preoccupazione, se si valuta come tale attività da parte del sindacato sia in netto ed evidente contrasto con la natura e le finalità della stessa confederazione, la quale anziché concentrarsi (come peraltro riportato sul sito web) sul difendere l'avanzamento del lavoro, come leva di promozione umana e civile, rivolge la propria attenzione ad attività finanziarie evidentemente estranee ai propri principi basilari, determinando fra l’altro anche danni economici e finanziari per il settore direttamente interessato,
si chiede di sapere:
1) quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto;
2) se non convenga sul fatto che l’attività assicurativa e finanziaria da parte della Cisl, oltre ad essere in netto contrasto con le finalità di un sindacato, leda anche il settore assicurativo e di intermediazione finanziaria, evidentemente penalizzato da tale condotta scorretta;
3) in caso affermativo, quale iniziativa di competenza intenda intraprendere, al fine di pervenire ad una regolamentazione che vieti l’attività di promozione e di vendita da parte della First Cisl di prodotti assicurativi e finanziari che nulla hanno effettivamente in comune con la funzione storica e tradizionale del sindacato.
“Fermo restando la piena libertà d’azione di un Sindacato su ogni fronte lecito, il fatto che la sigla sindacale firmataria del CCNL Anapa, che dovrebbe riguardare una parte seppure modesta dei dipendenti delle agenzie assicurative, abbia intrapreso un’attività di fatto in concorrenza con gli agenti professionisti, lascia per lo meno perplessi, così come lascia perplessi il silenzio in proposito da parte di Anapa e degli iscritti ad essa”, questo il pensiero del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi.
La Redazione

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Allianz "Ultra", la compagnia scrive ai clienti ed esplode la confusione? Demozzi (Sna): Urgente un confronto con i Gruppi aziendali agenti

MILANO - In questi giorni Allianz ha diramato una nuova comunicazione ai clienti, informando della sostituzione dei contratti “Casa&Cose” ex Milano-Sasa con il nuovo contratto “Ultra casa e patrimonio”. Nella comunicazione sono state allegate le nuove schede di polizza, che riassumono le principali garanzie, le franchigie e le somme assicurate.
Purtroppo però per i clienti, molte di queste comunicazioni sono risultate palesemente errate e le informazioni fornite agli assicurati sono risultate difformi dai contratti originariamente sottoscritti. Alcune agenzie sono state sommerse dalle chiamate dei clienti, alcuni solo incuriositi dalla copiosa documentazione cartacea ricevuta, altri arrabbiati per l’incongruenza di quanto comunicato. Gli agenti hanno altresì scoperto che, in seguito al nuovo sistema di numerazione dei “moduli” di polizza adottato dalla compagnia, nel gestionale agenziale ciascuna singola polizza si è trasformata spesso in una molteplicità di coperture, con diverso numero di riferimento e dunque con la moltiplicazione dei contratti abbinati a ciascuna anagrafica. Ciò ha comportato un aggravio gestionale esteso a tutto il portafoglio clienti.
“Abbiamo ragione di ritenere che questa nuova modalità di gestione dei contratti non sia adeguata a buona parte dei sistemi gestionali agenziali in commercio; stupisce che queste innovazioni siano messe in atto senza il necessario preventivo confronto con gli agenti, ma soprattutto che la compagnia non abbia saputo evitare preventivamente queste gravose conseguenze”, ha detto il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, che sappiamo ansioso di “poterci confrontare su questo tema con i Gruppi aziendali agenti Allianz, al più presto”. 
La Redazione

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Accordo-dati Generali Italia, malgrado lo stop imposto dal Sindacato i Gruppi aziendali firmano il testo con la compagnia

MILANO - Nonostante lo stop imposto dal Sindacato nazionale agenti, il 1° febbraio Antonio Canu (GAAG), Mariagrazia Musto (UNAT) e Roberto Salvi (GAAT) hanno firmato l’Accordo-dati Generali Italia. Secondo il parere espresso dalla Commissione Accordi e Mandati del Sindacato, capitanata da Betty Ferraro, che si è avvalsa tra l’altro del parere dell’esperto avv. Pasquale Santoro e del consulente Domenico Fumagalli, l’Accordo presenterebbe numerose gravi criticità e pregiudicherebbe i diritti e gli interessi degli agenti. Ai Gruppi Aziendali Agenti suddetti, è stato altresì contestato “come lo strettissimo preavviso (due giorni) non permetta la necessaria analisi, anche tecnico giuridica, della copiosa documentazione inoltrata. Si è più volte richiamata l'attenzione dei Gruppi Agenti affinché il coinvolgimento del Sindacato, anche ai sensi dell'art. 16 dello Statuto, avvenga con tempistica adeguata all'importanza dei temi trattati e dei relativi necessari approfondimenti”.
Nel caso di specie, - continua la lettera inviata prima della sottoscrizione ai GAA - la Commissione accordi e mandati, convocata con urgenza, è tuttavia riuscita ad effettuare una prima analisi della documentazione pervenuta, dalla quale sono emerse numerose gravi criticità che saranno oggetto di attenta valutazione entro pochi giorni. Mentre vi invitiamo, conseguentemente, ad astenervi dalla sottoscrizione dell'Accordo così come predisposto, ci riserviamo di fornirvi i dettagli del caso con apposita comunicazione".
E’ stato scritto altresì che “la prudenza e la delicatezza nel caso di specie sono d'obbligo, anche in funzione del fatto che l'Accordo - così come formalizzato - costituisce una Appendice al contratto di agenzia e dunque prevarrà su altre disposizioni che disciplinano gli stessi aspetti (art. 1.2). Da ultimo ricordiamo che, come noto, la gestione dei dati dei clienti rientra tra gli argomenti oggetto della trattativa di primo livello al Tavolo Ania per il rinnovo dell'A.N.A. 2003, come indicato nella piattaforma Sna all'art. 7/bis".
Da parte sua Roberto Salvi (GAAT) ha precisato in una nota che "non posso che dichiararmi più stupito che dispiaciuto poiché ho comunicato allo Sna l’intento di sottoscrivere l’accordo con lo spirito di leale e corretta informativa, ma non certamente perché Sna abbia titolo per richiamare o peggio ancora giudicare i Gruppi Agenti su questa materia. La stessa, infatti, non rientra certamente nelle previsioni dell’art. 16 dello Statuto che prevede la verifica e la ratifica di un 'Accordo integrativo'. "Gli accordi-dati non possono essere considerati integrativi - ha proseguito il presidente del GAAT - poiché l’accordo con Ania non contempla, ahimè, la regolamentazione di questa materia. Gli accordi-dati dei Gruppi Agenti sono proprio figli dell’ingiustificata latitanza Sna, da molti anni, sulla trattativa di primo livello. A oggi non esiste un quadro normativo di primo livello sulla questione, non può pertanto esserci accordo integrativo: è intuitivo. Pertanto almeno finché lo Sna non chiuderà un accordo di primo livello non ha titolo per criticare l’attività dei Gruppi Agenti. Questione chiusa".
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, contattato telefonicamente, alla richiesta di commentare i fatti e soprattutto la dichiarazione del presidente GAAT Roberto Salvi, ha chiarito di non essere interessato ad alcuna polemica: “I fatti si commentano da soli. Lascio ai colleghi giudicare, certo la questione può essere chiusa per Salvi, ma è tutt’altro che chiusa per il Sindacato. Purtroppo c’è chi usa il Sindacato come un autobus, ci sale e ci scende quando gli fa comodo; non si può essere sindacalisti e barricadieri solo quando serve o solo a parole. Bisogna esserlo sempre e nei fatti!”.
La Redazione

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