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NEWS DALL'ITALIA E DAL MONDO

NEWS DALL'ITALIA E DAL MONDO

Trattative con la mandante, si alzano i toni fra Antonio Canu (Gaag Lloyd Italico) e Roberto Salvi (Gaat). Sna invita alla calma

MILANO - Si alzano i toni fra il Presidente del Gruppo aziendale agenti Lloyd Italico, Antonio Canu, e il Presidente del Gruppo agenti di assicurazione Toro, Roberto Salvi. Oggetto della polemica l’operato dei vertici Gaa e soprattutto l'atteggiamento degli stessi nei confronti della mandante durante le attuali delicatissime fasi di trattativa contrattuale. Roberto Salvi, in una sua lettera aperta, aveva chiamato in causa provocatoriamente Socrate con una dotta citazione: ("Io invece credo, o carissimo, che sarebbe meglio che la mia lira fosse scordata e stonata, e che lo fosse il coro che io dirigessi, e che la maggior parte della gente non fosse d’accordo con me e mi contraddicesse, piuttosto che sia io, anche se sono uno solo, ad essere in disaccordo con me stesso e a contraddirmi"). Richiamo filosofico che non è piaciuto affatto ad Antonio Canu: "Per il livello veramente basso di questo gratuito e inaspettato attacco al nostro Gruppo Agenti, credo non fosse il caso di scomodare Socrate seppur con una citazione più da 'Bignami' che da cultore della materia".
A tentare di placare gli animi è intervenuto il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi secondo il quale "sarebbe auspicabile un incontro presso Sna per valutare eventuali possibili intese nel superiore interesse degli agenti rappresentati, fermo restando che entrambi i personaggi sono volti noti nel Sindacato per la loro attività e per la loro coerenza alla linea politica di Sna".
Luigi Giorgetti

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Questionario IDD, interrogazione parlamentare dell'on. Foti (FdI): le disposizioni delle mandanti non siano vincolanti per gli agenti

MILANO - Arriva tra gli apprezzamenti del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi la notizia dell'interrogazione parlamentare presentata dall'on. Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) avente ad oggetto alcuni passaggi del recente Regolamento Ivass n. 40/2018. lo stesso regolamento sul quale Sna ha mosso diverse critiche e che contiene alcuni passaggi che potrebbero risultare di ostacolo all'autonomia imprenditoriale degli Agenti e dunque alla concorrenza. L'Interrogazione riprende diverse posizioni espresse nei giorni scorsi proprio dal Sindacato nazionale agenti e si conclude chiedendo quali provvedimenti il Ministro interrogato intenda assumere "affinché sia appurato che il ruolo di supporto delle imprese assicuratrici all'attività professionale di consulenza del cliente svolta dall'agente si limiti a fornire indicazioni agli intermediari, senza che quest'ultime risultino vincolanti per gli intermediari stessi".
Il Presidente Demozzi, evidenziando l'attenzione riservata alla categoria agenziale dall'on. Foti, nel passato ospite tra l'altro di alcuni appuntamenti Sna sul territorio, ribadisce come "noi agenti siamo qualificati professionisti del settore e non ravvisiamo la necessità di affidare alle compagnie il delicato compito di spiegarci come si debbano rispettare le norme del settore e poi di effettuare le relative verifiche ispettive; proprio non comprendiamo perché al contrario alcune imprese si arroghino questi compiti".
La Redazione

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Ruggero Pogliaghi, neo Presidente GAV: Noi non siamo call center, ci mettiamo la faccia. Impegno forte su accordi economici e titolarità dei dati

MILANO - Ruggero Pogliaghi, nel corso della 57^ Assemblea elettiva tenutasi alla fine di settembre, è il nuovo Presidente del GAV - Gruppo Agenti Vittoria. Riconfermati i Vice Presidenti Giuseppe Muollo ed Antonello Calia. Il Sindacato nazionale agenti di assicurazione guarda con attenzione all’avvicendamento. Abbiamo brevemente intervistato il neo eletto.
Presidente Pogliaghi, con quale spirito si accinge a guidare il Gruppo Agenti Vittoria, in questo momento particolarmente delicato per la categoria degli agenti per numerosi aspetti (modifiche normative, compressione della redditività, pressione competitiva, rischio di disintermediazione connesso alla digitalizzazione della distribuzione...)?
Il piano normativo, la sempre maggior tensione tariffaria con la conseguente riduzione di redditività, i numerosi competitor che si stanno avvicinando al nostro settore sono motivo di grande preoccupazione per l'intera categoria e ovviamente anche per i colleghi di Vittoria Assicurazioni che ho l'onore ed il dovere di rappresentare. Una grossa responsabilità, ma anche una sfida che mi deve spingere a coinvolgere sia i colleghi che la compagnia a trovare le soluzioni migliori ed innovative da applicare nei singoli contesti territoriali. L'intera nostra categoria è l'unica che veramente svolge a trecentosessanta gradi il ruolo di consulenza al cliente, dall'identificazione dei bisogni, alla vendita di una polizza adeguata, alla consulenza e gestione dei sinistri. Questa è la vera sfida che dobbiamo affrontare: l'affermare con i fatti che siamo gli unici, anche utilizzando le nuove tecnologie, ad essere presenti con le nostre strutture fisiche. Noi non siamo dei call center, noi ci mettiamo la faccia.
Quali sono i principali punti programmatici del nuovo Esecutivo?
Ci dobbiamo impegnare su più fronti, dalla gestione del quotidiano per richiedere una migliore collaborazione ed efficienza tra gli uffici assuntivi e le agenzie con sistemi sempre più veloci, alla necessità di impostare commissioni tecniche efficaci tra "produttore" e " distributore", alla verifica e discussione degli accordi economici in essere, al grande tema della titolarità dei dati. Vogliamo, in sintesi, trovare le soluzioni più adatte per accompagnare tutti i colleghi a gestire al meglio il quotidiano ed interpretare ed affrontare il futuro senza lasciare indietro nessuno.
Secondo lei, quanto è importante, per un Gruppo Agenti, poter contare sul supporto e sull'attività quotidiana di presidio dei diritti fondamentali degli Agenti del Sindacato nazionale agenti?
Sono sicuro che sarà fondamentale il supporto delle rappresentanze sindacali per la difesa dell'intera categoria – come ho avuto modo di dire in precedenza – l'unica che può interpretare appieno il ruolo di intermediario assicurativo.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi ha dichiarato: “Accogliamo con favore la notizia del cambiamento intervenuto alla guida di un GAA che negli ultimi mesi aveva creato molte perplessità per posizioni assunte non proprio in linea con la politica sindacale Sna e con quelli che secondo noi sono gli interessi degli agenti”.
Alessandra Schofield

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Compagnie in campo per acquisire info (commerciali) dei clienti per il tramite degli agenti. Demozzi (Sna): interpretazione strumentale della norma!

MILANO - Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi interviene con una missiva a tutti gli agenti di assicurazione in Italia (iscritti o meno al Sindacato). La materia è estremamente delicata e riguarda in particolare l'acquisizione di dati e di informazioni del cliente per il tramite dell'agente. "In occasione dell’entrata in vigore del Regolamento Ivass n. 40/2018 - scrive Demozzi - alcune Imprese di assicurazione stanno impartendo alle Agenzie istruzioni relative all’attività di 'acquisizione dal contraente delle informazioni utili e pertinenti in relazione alla tipologia del contratto offerto', invocando al riguardo l'art. 58 del Regolamento in questione. L’acquisizione di dette informazioni da parte dell’agente sarebbe finalizzata alla valutazione della coerenza della copertura assicurativa alle richieste ed esigenze manifestate dal contraente".
Si tratta di un’attività sostanzialmente corrispondente a quella che nel Regolamento n. 5/2006 era finalizzata all’osservanza degli obblighi relativi alla "Adeguatezza dei contratti offerti”, tant'è che il medesimo concetto di adeguatezza è tutt'ora presente tra gli obblighi a carico dell'Agente (art. 119/ter Codice Assicurazioni). "Il ruolo consulenziale del distributore - prosegue Demozzi - è valorizzato dalla Direttiva europea sulla distribuzione assicurativa e la stessa Ivass ha precisato, nel documento di risposta alla pubblica consultazione, che l’impresa ha una funzione di supporto a un’attività in cui il distributore assume un ruolo fondamentale e di cui è pienamente responsabile. Abbiamo rilevato, in molti casi, che le istruzioni impartite dalle Compagnie sono orientate alla raccolta di informazioni che esulano da quelle strettamente “utili e pertinenti in relazione alla tipologia di contratto offerto”, (rif. art. 58). Ad esempio, in alcuni formulari relativi alle polizze auto, sono richieste informazioni sulle proprietà immobiliari, sull’esistenza di mutui, sul reddito familiare, sull'attitudine ad effettuare acquisto di beni e servizi online, sul possesso di Tablet e di Smartphone e su altre tematiche evidentemente non pertinenti all’oggetto della copertura. In taluni casi l’acquisizione di dette informazioni è addirittura vincolante per l’emissione della polizza.
Riteniamo di trovarci di fronte a un’interpretazione strumentale della norma da parte di imprese che sembrano più interessate all’acquisizione di informazioni utili alla segmentazione dei clienti a fini di marketing, che a fornire agli agenti gli elementi necessari alla valutazione della coerenza del contratto offerto. L’utilizzo dei formulari forniti dalle imprese non è di per sé garanzia del corretto adempimento degli obblighi in tema di coerenza della copertura assicurativa e non esonera l’agente dalla propria responsabilità.  È necessario, dunque, che ciascun distributore valuti con attenzione la rispondenza dei formulari al richiamato principio della utilità e pertinenza delle informazioni da richiedere al cliente. Sarebbe inoltre opportuno, laddove necessario, che ciascun Agente utilizzasse un proprio formulario ad integrazione, se non in sostituzione, di quello proposto dall’impresa mandante".
Spetta infatti ad ogni singolo distributore, quale unico responsabile, valutare quali informazioni acquisire, come, d’altra parte, ha precisato la stessa Ivass nel documento citato, che recita: “In ogni caso il distributore è libero di acquisire tutte le ulteriori informazioni che nella circostanza concreta appaiono necessarie per le valutazioni da effettuare”. Aggiungiamo che la stessa Ivass ha così precisato: "il distributore valuterà caso per caso quali informazioni richiedere, in quanto pertinenti rispetto al tipo di rischio assicurato e alle caratteristiche del contraente" (rif. esiti pubblica consultazione - risposte Ivass - art. 58 - Reg. 40/2018).
"Nel quadro normativo sopra delineato, tenendo presenti i chiarimenti forniti dall'Istituto di Vigilanza e lo spirito della I.D.D, - conclude Demozzi - deve ritenersi che il ruolo di supporto delle imprese assicuratrici all'attività professionale di consulenza del cliente svolta dall'agente non possa andare oltre il fornire indicazioni agli Intermediari, senza che tali indicazioni risultino vincolanti per gli Intermediari medesimi". La struttura Sna di Milano è a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Luigi Giorgetti

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Allianz clusterizza le agenzie e cambia le provvigioni. I Gruppi agenti a difesa dei mandati. Lo Sna si schiera al loro fianco

MILANO - Ferma presa di posizione dei Gruppi Agenti Allianz, in prima fila "AAA" di Umberto D'Andrea, contro la decisione della compagnia di concedere solo alle Agenzie prescelte di ingaggiare trattative per le polizze flotte, riservandosi inoltre di modificare le provvigioni pattuite in base alla percentuale di sconto tariffario applicata. La lettera con cui il Gruppo Aziendale Agenti "AAA" contesta la facoltà del'impresa di intervenire unilateralmente sulle aliquote dei mandati agenziali è chiara e determinata e raccoglie il plauso del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, che tiene ad evidenziare come "in questo caso il Gruppo Agenti ha svolto il proprio ruolo con la dovuta fermezza; la compagnia non può non tenerne conto. In ogni caso Sna è pronto a qualsiasi intervento di supporto al fianco dei colleghi. Tra l'altro con questa iniziativa il Gruppo Agenti del presidente Umberto D'Andrea ha messo in luce una tematica che proprio in questi giorni stiamo affrontando in sede istituzionale. E' ora che tutti gli interventi unilaterali delle compagnie a danno degli agenti cessino. L'unica strada possibile per modificare le regole di ingaggio è quella di una corretta, leale ed equa negoziazione".
Dello stesso avviso il presidente del comitato GAA-Sna Dario Piana, che si dice preoccupato per quanto accaduto ed in linea con la posizione assunta dalla "Tripla A" e dal Sindacato.
La Redazione

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Ingresso di Poste Italiane nell'Rcauto, anche Allianz potrebbe essere della partita. Demozzi (Sna): i GAA battano un colpo

MILANO - Stando alle notizie giornalistiche di questi giorni, Allianz avrebbe confermato le voci di un concreto interesse alla possibile partnership con Poste Italiane per l'accordo distributivo di polizze rami danni di cui abbiamo riferito nei mesi scorsi. Poste starebbe preparando la fase finale dell'asta per l'identificazione della compagnia, o delle compagnie, cioè la stesura di una short list di candidati per scegliere il proprio partner assicurativo, iniziando dalla spesso bistrattata Rcauto.
"A noi naturalmente interessa sempre qualunque opportunità di fare affari nel Paese", ha affermato Giacomo Campora, numero uno di Allianz Italia, a 'Milano Finanza', aggiungendo che "Allianz è molto interessata a partecipare allo sviluppo del settore assicurativo in Italia da qualunque parte venga l'opportunità, anche da Poste naturalmente", con ciò mettendo in allerta la categoria degli agenti assicurativi, un tempo interlocutori privilegiati, se non esclusivi, del grande gruppo assicurativo.
Voci non confermate darebbero tuttavia per favorite nella gara di Poste altre imprese, tra le quali spiccherebbero: Generali  e UnipolSai, vista la quota di mercato rispettivamente detenuta nel settore Rcauto nel nostro Paese.
Per ora i Gruppi Aziendali Agenti delle tre grandi Compagnie pare non abbiano assunto una particolare posizione di scontro sulla questione, forse in attesa di conoscere i veri intendimenti delle rispettive mandanti.
Per il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi "in ogni caso sarebbe opportuno formalizzare alle singole imprese quanto iniziative di questo tipo possano compromettere le buone relazioni e lo spirito costruttivo del rapporto con gli agenti; effettivamente non mi spiego perché a tutt'oggi, nonostante le ripetute notizie di stampa e le dichiarazioni dei vertici delle compagnie coinvolte, i Gruppi Agenti non abbiano chiarito la loro ferma opposizione a queste forme di disintermediazione agenziale. Per quanto ci riguarda, Sna ha prontamente presentato un esposto al Ministero competente, affinché il progetto di Poste possa essere ripensato se non cestinato!".
La Redazione

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Fonage invita al chiarimento i delegati di Anapa nell'Assemblea, dopo le pesanti esternazioni circa la tenuta dei conti del Fondo pensione

ROMA - Il Consiglio di amministrazione del Fondo pensione agenti fa una prima mossa e invita i delegati all'Assemblea in quota Anapa a incontrare gli amministratori per un chiarimento, dopo le pesanti esternazioni dell'associazione presieduta da Vincenzo Cirasola sulla correttezza della gestione e sulla tenuta di conti del Fondo. Lo stesso Fonage lo ha reso noto con una nota pubblicata oggi sul proprio sito internet.
Il CdA di Fonage sembra dunque intenzionato a porre la parola fine alla lunga polemica e per farlo ha scelto la via del dialogo con i Delegati eletti nella lista "Insieme per il cambiamento" composta da candidati legati all'associazione minoritaria Unapass ed alla stessa Anapa, prima che la seconda incorporasse la prima.
"L'invito da parte degli Amministratori - si legge nella lettera di convocazione all'incontro, previsto per il 19 settembre - è stato deciso in quanto non vi è alcuna volontà da parte degli stessi di omettere chiarimenti sull’attività e sui risultati del Fondo, dando, al contrario, la totale disponibilità al dialogo qualora i Delegati ritengano che vi siano ulteriori questioni da chiarire, oltre quelle già affrontate nel corso dell’ultima riunione dell’Assemblea dei delegati". La parola passa ora ai cinque rappresentanti di Anapa in seno al Fondo, i quali potrebbero accogliere l'invito al dialogo oppure rifiutarlo, mantenendo una posizione contraddittoria, che li vede esposti ad alcune critiche anche da parte della propria associazione, sebbene indirettamente. Uno dei leitmotiv di Anapa, infatti, è la critica alle modifiche statutarie introdotte da Fonage nel settembre 2017 che, come è noto, furono votate all'unanimità anche dai propri delegati.
La Redazione

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Facile.it presenta "partner network". Demozzi (Sna): ecco la prova che l'assicurato vuole l'assistenza dell'intermediario

MILANO - Ormai è palese: l’italiano medio quando si assicura pretende l’assistenza di un intermediario specializzato che gli possa fornire quella consulenza che oggi è quanto mai necessaria per comprendere e valutare le caratteristiche di un contratto assicurativo. Dopo autorevoli pareri e studi dei massimi esperti del settore, un’ulteriore prova arriva da quello che in molti definiscono un vero fallimento del progetto delle compagnie dirette ed online, a partire dalla Rcauto: la rincorsa, delle “dirette” appunto e dei comparatori online ad accaparrarsi accordi di collaborazione con agenti e broker, per ampliare un business che altrimenti appare sempre più in via di esaurimento.
Solo alcuni anni fa i manager delle grandi compagnie assicurative profetizzavano la morte degli Agenti, confidando nell’esplosivo sviluppo della vendita online e nelle straordinarie capacità persuasive degli operatori di call center. Ci credevano tanto da investire decine, centinaia di milioni di euro, pagati dagli assicurati per il tramite degli Agenti, in nascenti compagnie dirette, comparatori e broker online. Investimenti che ad oggi non hanno garantito alcun serio ritorno nelle casse delle Imprese e che a distanza di anni dalla loro nascita non hanno saputo acquisire quote di mercato significative, proporzionate agli investimenti milionari effettuati.
Un esempio su tutti: il caso di Facile.it , nato insieme a campagne mediatiche mirate impietosamente a demolire l’immagine professionale degli Agenti professionisti e ad indirizzare gli automobilisti verso l’acquisto online delle polizze Rcauto. Dopo aver sperimentato diverse strategie, mediatiche ed operative, ed aver fatto ricorso a forme di collaborazione diretta con le compagnie ed a scontistiche particolarmente aggressive, i numeri hanno indotto Facile.it a mutare radicalmente natura, rivolgendosi proprio agli agenti ed ai broker.
Con un’azione particolarmente incisiva, Facile.it da alcuni mesi ha messo in atto una campagna di reclutamento con lo scopo dichiarato di costituire una rete di intermediari sul territorio, promettendo loro guadagni (“il mantenimento del portafoglio intermediari è una maggiore opportunità di guadagno rispetto al canale web in virtù del brokeraggio pagato dal cliente”), protezione (“proteggiamo il portafoglio dei nostri collaboratori, inviamo una email ai nostri collaboratori per segnalare se qualcuno dei loro clienti, già nel portafoglio, chiede un preventivo sul sito Facile.it senza il loro intermediario”), convenzioni per ampliare la propria offerta di prodotti assicurativi.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi fa notare che “le compagnie partner di Facile.it sono compagnie dirette come Genialloyd, Quixa, Linear, Zurich connect e Genertel che dunque hanno a loro volta fallito l’obiettivo iniziale cioè quello di disintermediare le polizze Rcauto ovvero fare a meno degli agenti; per la categoria agenziale una vittoria importante, per le compagnie nostre mandanti, che hanno dato vita a tali compagnie dirette, una lezione che dovrebbe indurle ad una seria riflessione sulla bontà delle strategie di lungo periodo che vengono loro suggerite e che spesso non esitano a mettere in atto con eccessiva superficialità”.
La Redazione

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Poste Italiane e il Fondo immobiliare Obelisco. La SGR svaluta le quote del 98%. Demozzi (Sna): la politica dovrebbe intervenire con forza

MILANO - Quanti hanno avuto la buona sorte di non sottoscrivere le quote del fondo immobiliare Obelisco, forse ricorderanno vagamente la vicenda. Chi, di contro, venne incoraggiato ad acquistare le quote di tale strumento (magari presso uno sportello delle Poste Italiane) deve oggi fare i conti con una delle più grandi disavventure finanziarie degli ultimi anni. Era il lontano 28 aprile 2005 e l'allora consiglio di amministrazione di Investire Immobiiliare SGR decideva di collocare sul mercato dei risparmiatori un fondo di investimento alternativo immobiliare chiuso, denominato "Obelisco". Il Regolamento ebbe la regolare autorizzazione della Banca d’Italia (Governatore di allora era Antonio Fazio, dimessosi poi dalla carica il 19 dicembre del 2005 travolto da una inchiesta della magistratura). La durata originaria del Fondo era di dieci anni (scadenza 31 dicembre 2015), oltre un eventuale periodo non superiore a tre anni per completare lo smobilizzo degli investimenti. Anche (e soprattutto) presso gli sportelli delle Poste Italiane vennero collocate quote dal valore nominale di 2.500 euro cadauna e nelle casse del fondo affluirono ben 217 milioni di euro. Nel novembre del 2014, visti i conti palesemente deficitari, il consiglio di amministrazione della SGR decise di estendere la durata del fondo di tre anni, portando la nuova scadenza  al 31 dicembre 2018.
All'approssimarsi della data di fine 2018 arriva la nuova doccia fredda. Con una nota Investire SGR comunica che a causa di un "atteggiamento opportunistico degli operatori sul mercato immobiliare" è stata necessaria "una forte svalutazione degli immobili" in portafoglio al fondo Obelisco chiamato a liquidare le quote inderogabilmente a fine anno. Il fondo, collocato principalmente da Poste Italiane nel 2005, paga una perdita di circa il 98% del proprio nominale iniziale. Secondo i dati pubblicati nella relazione semestrale del fondo, infatti, il valore viene di fatto ridotto a poco più di 3 milioni di euro. Dagli iniziali 250 milioni di euro. In parole semplici - salvo miracoli - quanti ebbero a sottoscrivere nel 2005 una quota minima da 2.500 euro si vedranno restituire (forse) una quarantina di euro.
"Qualcuno immagina - commenta il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi - che gli sportelli postali costituiscano una valida garanzia per il consumatore contro i comportamenti discutibili della distribuzione assicurativa e finanziaria, ma evidentemente si sbaglia di grosso. Questo è solo un altro esempio da valutare con la dovuta attenzione. Simili problemi non dovrebbero mai riguardare una società che, come Poste Italiane, appartiene al Pubblico, cioè ai cittadini stessi. Qualora Poste dovesse entrare anche nel mondo della distribuzione assicurativa rami danni, come la Rcauto, temo che ne potremo vedere delle belle…  La politica - conclude Demozzi -  dovrebbe intervenire con forza per impedirlo o quanto meno per impedirne al minimo possibile i danni".
Luigi Giorgetti

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Demozzi (Sna): attenzione alle manifestazioni di nostalgia verso vecchi vincoli che non hanno più ragione di esistere

MILANO - Il numero luglio-agosto della rivista New Insurance, attualmente in edicola, riporta in copertina la foto del Presidente nazionale Sna e un titolo che non lascia dubbi interpretativi sulla strategia sindacale: “Agenti, professionalità da difendere”. In risposta alla prima domanda dell’intervista che segue nello spazio dedicato ai “Protagonisti”, Claudio Demozzi risponde che “da una prima analisi sommaria, soprattutto del regolamento 5, le cui modifiche interessano direttamente gli agenti, sembra di notare tra le righe una certa nostalgia per vincoli e adempimenti che oggi non hanno davvero più senso. Come, per esempio, l’obbligo per l’agente di seguire le indicazioni della compagnia per rispettare le norme”.
Ecco ritengo sia questo il cuore del Demozzi-pensiero, evitare con ogni azione di contrasto possibile che il recepimento della direttiva europea sia il pretesto per fare un salto nel passato, o per “limitare le prerogative professionali degli intermediari con interventi a gamba tesa” come l’introduzione, nel decreto Gentiloni, del divieto per gli agenti e i rispettivi collaboratori “di intermediari i flussi finanziari dei propri clienti, di incassare le loro polizze, come fanno da decenni, se non da secoli”.
In realtà, dice Demozzi, la Idd “è un atto equilibrato e coerente con le nostre aspirazioni in fatto di professionalità, autonomia, imparzialità e miglior servizio ai nostri clienti”, a dispetto del preoccupante pregiudizio cronico nei confronti dell’intera categoria agenziale” che traspare dai documenti e che “sta assumendo livelli allarmanti, tali forse da richiedere interventi di altra natura”.
A proposito del Pog, il Presidente Demozzi ha concorda con Ivass, la quale esclude che la partecipazione degli agenti alle commissioni tecniche e ai gruppi di lavoro all’interno delle singole compagnie possa determinarne il coinvolgimento, come produttori di fatto, nella realizzazione delle polizze. Ciononostante lo Sna sta “partecipando costruttivamente allo specifico tavolo Ania, aperto da qualche mese, per valutare se esista qualche possibile punto di condivisione, qualche sinergia positiva sul tema”, senza per questo accettare e si tratta di una posizione non negoziabile, l’accollo di ulteriori oneri impropri a carico delle agenzie.
Molto netto il giudizio sulla digitalizzazione e in particolare sulla home insurance, attraverso la quale, secondo il Presidente Sna “le grandi compagnie stanno già sperimentando la disintermediazione, ridimensionando il ruolo e la centralità delle agenzie e privandole di indispensabili occasioni di contatto con il cliente. Occasioni queste che verrebbero sfruttate per azioni commerciali, consulenza, feedback e altri servizi utili sia alle imprese, sia agli agenti, sia agli stessi clienti”.
A proposito di disclosure Demozzi afferma: ”la fiducia dei consumatori si ottiene scrivendo meglio le polizze, rispettandone i termini, pagando correttamente e tempestivamente i sinistri, rispettando i termini di liquidazione dei contratti vita, tutti compiti che spettano alle imprese”, non certo esponendo l’aliquota provvigionale degli agenti. Lo Sna è pronto ad affrontare il tema della fiducia della clientela, “con l’Ania, con le imprese, quando si decideranno a prenderlo sul serio, ma anche con le associazioni dei consumatori, le forze politiche, il governo”.
Quanto alla diminuzione degli agenti e soprattutto delle agenzie, il Presidente rileva che l’eventuale accordo tra Poste Italiane e Generali, UnipolSai o Axa ne raddoppierebbe il numero destabilizzando il mercato. Qualche nota positiva circa l’attrattività della professione e il possibile rinnovo generazionale viene semmai dagli oltre 6mila giovani che hanno preso parte quest’anno all’esame per l’scrizione al Rui.
La sana gestione finanziaria e l’essere riusciti a consolidare la macchina operativa e organizzativa, a rinsaldare la linea politica, a rinforzare i canali istituzionali e diplomatici, a rimettere al primo posto l’attività sindacale propriamente detta, sono secondo Demozzi gli elementi distintivi del suo corso, che ha superato la scissione operata da Anapa senza subire alcun contraccolpo politico o numerico. Anzi la vera riunificazione della categoria è già avvenuta grazie al rientro in Sna di tutti i maggiori Gruppi agenti, tanto che gli incontri del Comitato dei Gaa, sotto la regia del presidente Dario Piana e del Vice presidente Salvatore Palma, si svolgono in un clima di grande condivisione dei temi e delle strategie sindacali. Il Presidente Demozzi conclude la sua intervista, che farà parte dell’inserto dedicato al convegno di Milano organizzato da Le Fonti sulle nuove sfide del settore assicurativo, affermando che la nostra professione “dipenderà da quanto sapremo evolverci, da quanto sapremo combattere per difendere le nostre peculiarità, le nostre prerogative, il nostro rapporto con i nostri clienti, la nostra autonomia commerciale, organizzativa e negoziale”. Ma dipenderà anche “da quanto le imprese sapranno condividere con noi agenti un futuro fatto di maggiore indipendenza, riconoscendo pienamente il nostro ruolo consulenziale, rinunciando a vederci come semplici venditori porta a porta o collocatori di app e di prodotti digitali preconfezionati”.
Roberto Bianchi

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