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NEWS DALL'ITALIA E DAL MONDO

NEWS DALL'ITALIA E DAL MONDO

Ccnl dei dipendenti delle agenzie di assicurazione e attività degli ispettorati del lavoro, interrogazione parlamentare del sen. Andrea de Bertoldi (FdI)

MILANO - Il senatore trentino Andrea de Bertoldi (Fratelli d'Italia) ha presentato una specifica interrogazione parlamentare che riguarda l'applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti delle agenzie assicurative in gestione libera firmato da Sna, l'Associazione datoriale di gran lunga maggiormente rappresentativa nel settore, con Confsal, riconosciuta tra l'altro, nel 2014, dal Ministero del Lavoro quale sigla sindacale comparativamente maggiormente rappresentativa in Italia.
"Per noi - commenta a margine della notizia il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi - è importante mettere in evidenza la piena legittimità del nostro operato e soprattutto denunciare come alcuni Ispettori del Lavoro sembrino dare eccessivo peso a pregiudizi storici, culturali, sociali o politici, senza prendere nella dovuta considerazione l'obiettività delle circostanze specifiche, i numeri reali che interessano un determinato fenomeno. Nel caso del CCNL è disarmante leggere in sentenza che vengono prese per buone dichiarazioni delle Parti, basate sul sembra che, parrebbe, risulterebbe, quando proprio l'INPS dispone di dati certi che attestano come la stragrande maggioranza dei Lavoratori agenziali siano soggetti al CCNL Sna/Confsal e come pertanto il nostro sia l'unico contratto leader, maggiormente applicato, nel settore. In attesa che la Giustizia ripristini definitivamente la giustizia per gli Agenti che applicano correttamente il CCNL di riferimento del settore, ringrazio pubblicamente il sen. de Bertoldi per la sensibilità dimostrata e la vicinanza ai problemi che attanagliano la nostra Categoria. Per quanto riguarda Anapa, - conclude Demozzi - il caso del CCNL è solo un ulteriore danno provocato agli Agenti, di cui Anapa ed il suo vertice hanno piena responsabilità politica e di cui prima o poi saranno chiamati a rispondere".
La Redazione

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Il Gruppo Agenti Zurich aderisce al Sindacato Nazionale Agenti. Finita l'esperienza con Anapa e con Vincenzo Cirasola

MILANO - E' una lettera amara e al tempo stesso ricca di speranza quella trasmessa dal Presidente Enrico Ulivieri a tutti gli associati al Gruppo Agenti Zurich. Una missiva con la quale si sancisce l'addio al sodalizio guidato da Vincenzo Cirasola e soprattutto ad un'idea politico-sindacale non più in linea con quella dei vertici del GAZ.
Anapa resta così sempre più isolata, arroccata sulle posizione di un leader che nel corso del tempo ha perso gran parte dei propri fondatori. 
"Come sapete tutti - scrive Ulivieri - circa un anno fa, mi sono dimesso dal ruolo di vice presidente vicario di Anapa-ReteImpresAgenzia in quanto politicamente mi sono trovato in completo disaccordo. L'emorragia dei gruppi agenti usciti da Anapa, la mancanza di una reale e condivisa linea politica rispecchiante gli impegni inizialmente espressi a favore della categoria, mi hanno costretto al doveroso gesto di dimettermi. Le mie dimissioni sono state molto sofferte, tuttavia ad oggi ritengo e confermo che la scelta intrapresa è stata quella giusta.
Non rinnego l'esperienza fatta e l'impegno che ho dedicato per la categoria, insieme ad alcuni colleghi che come me hanno creduto in un modello di rappresentanza finalizzato alla salvaguardia ed alla crescita comune. Quei colleghi, come me, hanno lasciato Anapa, ma ciò non toglie che il nostro impegno ed il nostro coraggio deve proseguire, con la stessa unità di intenti. Nel tempo, abbiamo atteso e valutato con attenzione quali fossero le reali strategie e azioni messe in campo da entrambe le rappresentanze al fine di scegliere quale fosse per noi la strada migliore. Non vi nascondo che l'amarezza di avere ancora due rappresentanze di primo livello non ha reso facile le valutazioni del Consiglio Direttivo. Così come guardare l’orizzonte da una posizione diversa, per certi versi a noi lontana ma certamente oggi più vicina rispetto al passato e rispetto all’alternativa necessiterà di tempo e impegno da parte di tutti.
Pertanto, con votazione espressa a larga maggioranza vi comunico che il Consiglio Direttivo ha deliberato l’adesione del Gruppo Agenti Zurich al Sindacato Nazionale Agenti".
Luigi Giorgetti

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False polizze Rcauto vendute online, anche "Striscia la Notizia" sulle tracce di fantomatici intermediari nel web

MILANO - Truffe online, raggiri, polizze sul web a prezzi stracciati. Il fenomeno è oramai così diffuso che anche "Striscia la Notizia" si è voluta occupare di un caso. Le telecamere sono giunte ad Asti di fronte alla sede di una fantomatica assicurazione che operava in internet proponendo polizze Rcauto. Non è stato difficile constatare che al civico non esisteva alcun intermediario.
Il quadro complessivo è assolutamente sconfortante: basta scorrere le pagine del sito Ivass per accorgersi del numero impressionante di siti oscurati e di denunce alla Polizia Postale. La domanda che si pongono in tanti è la seguente: perché non esiste un monitoraggio istituzionale in rete da parte delle Autorità competenti? E' infatti evidente a tutti che a poco servono le segnalazioni di truffe, quando queste ultime sono state perpetrate. Il danno causato alla collettività da simili fattispecie sta assumendo connotati enormi, impensabili fino a pochi anni fa. Se non si riesce a reprimere tale fenomeno delittuoso con le attuali armi a disposizione delle Autorità - si chiedono in molti - non sarebbe più opportuno vietare la vendita online delle polizze Rcauto?
Luigi Giorgetti

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Generali Assicurazioni, grandi manovre alla presidenza. Due outsider si muovono nello scacchiere della finanza italiana

MILANO - Grandi movimenti in casa Generali, dopo che la riconferma alla presidenza di Gabriele Galateri di Genola non è più così scontata come sembrava all'inizio dei giochi. Le ascese al capitale sociale di queste ultime settimane da parte di Francesco Gaetano Caltagirone (costruttore ed editore) e di Leonardo Del Vecchio (Luxottica) avevano fatto immaginare un rafforzamento della posizione dell'attuale vertice, sotto l'ombrello Mediobanca. Tanto più che una recente modifica statutaria permette ora anche a personalità più anziane di sedere al vertice della compagnia. Tutto sembrava costruito ad hoc per favorire la candidatura/elezione pilotata di Galateri di Genola.
Ma qualche cosa è cambiato nello scacchiere ai piani alti della finanza: nella lista del Cda Tim del finanziere Vincent Bolloré (quest'ultimo "ostile" a Mediobanca) compare ora proprio Galatieri di Genola il quale avrebbe dichiarato in queste ore di non voler rinunciare al prestigioso incarico. E, dunque, ecco affacciarsi l'ipotesi di un outsider alla presidenza Generali. In molti scommettono su Caltagirone (75 anni), senza scartare a priori la clamorosa soluzione Del Vecchio (83 anni).
Luigi Giorgetti

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Internet delle Cose, il decalogo OWASP per aumentare la sicurezza dei nostri dispositivi interconnessi

MILANO - Cosa sia l’IoT (Internet of Things o Internet delle Cose), ormai lo sappiamo e comunque lo spiega la definizione stessa. Si tratta di quel tipo di tecnologia che sviluppa oggetti di uso quotidiano connessi via Internet tra loro, che possono quindi inviare e ricevere dati. OWASP – notissima organizzazione internazionale no profit strutturata come un’open community – ha rilasciato a fine dicembre una "Top Ten" delle principali aree di rischio – in fase di creazione, distribuzione ed utilizzo degli strumenti – che possono esporre i dispositivi interconnessi a diverse tipologie di criticità.
E conviene porre attenzione ai consigli, per due ragioni. La prima è che l’Internet of Things è in rapidissima diffusione anche in Italia (domotica, automotive, dispositivi indossabili, sistemi di videosorveglianza, termostati regolabili a distanza, sensori di varia natura e via dicendo, giusto per fare qualche esempio). La seconda è che OWASP è attiva dal 2001 ed è considerata un’autorità anche nel mondo accademico.
I dieci ambiti nei quali può verificarsi una carenza parziale o totale di sicurezza sono: le password (se deboli, prevedibili e preimpostate), i servizi di rete e le interfacce di sistema, le modalità di aggiornamento del dispositivo, l’utilizzo di componenti software o hardware poco affidabili o antiquate, la protezione della privacy, il trasferimento e la conservazione dei dati, la gestione del dispositivo da parte del produttore, le funzionalità di configurazione se insufficienti a proteggere il dispositivo, la mancanza di difese fisiche anti-manomissione.
I rischi cui i nostri strumenti connessi sono esposti, qualora non si ponga sufficiente attenzione a questi punti, vanno dall’accesso ed alla gestione a distanza del dispositivo non autorizzate alla compromissione degli input ricevuti, dal malfunzionamento all’esposizione a virus e malware, fino al furto e alla manomissione dei dati sensibili e non. Nella convinzione che un corretto ed efficace approccio alla sicurezza informatica possa concretamente migliorare la vita delle persone, i processi e la tecnologia, OWASP – che non dipende economicamente da alcuna realtà commerciale di settore – ha lo scopo di supportare la concezione, lo sviluppo, l’acquisizione e la gestione di applicazioni affidabili, mettendo gratuitamente a disposizione di chiunque sia interessato a migliorare la sicurezza delle applicazioni tutto il materiale e gli strumenti elaborati.
Alessandra Schofield

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Finanziamenti per l'acquisto dell'auto, stangata dell'Antitrust. Demozzi (Sna): ora si faccia luce sulle polizze vendute in concessionaria

MILANO - Multate per 678 milioni di euro, dall’Antitrust, le industrie costruttrici di autoveicoli più note (praticamente tutte tranne Mercedes-Benz, ndr), le società finanziarie “captive” delle medesime che finanziano l’acquisto delle vetture, le associazioni di categoria Assilea e Assofin. L’accusa è quella di aver costituito un cartello, un’intesa restrittiva della concorrenza. Coinvolte Banca Psa Italia, Banque Psa Finance, Santader Consumer Bank, Bmw Bank, BMW AG, FCA Bank, Fca Italy, Fce Bank, Ford Motor Company, General Motors Company, Renault, Toyota Financial Services, Toyota Motor Corporation, Volkswagen Bank e Volkswagen.
L’intesa restrittiva della concorrenza consiste, secondo la tesi dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, in uno scambio di informazioni per alterare le dinamiche del mercato auto. La pratica di offrire finanziamenti personali per l’acquisto a rate delle vetture si è molto diffusa anche in Italia, al punto che addirittura in presenza di un calo del mercato automobilistico del 6,3% nell’ultimo trimestre del 2018, il Barometro Crif registrava un +18,2% nelle domande di prestiti finalizzati all’acquisto di auto. In molti casi, la redditività della filiera distributiva dei veicoli risulterebbe più correlata ai servizi finanziari offerti che al numero e valore delle auto vendute e questo fa in modo che nella predisposizione ed offerta di tali servizi accessori (finanziamenti, ma anche polizze, ndr) siano coinvolte le industrie automobilistiche che in quanto tali sono state ricomprese nella lunga istruttoria.
Per il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi “il lavoro dell’Antitrust è sempre prezioso perché in un’economia di mercato bisogna evitare le note criticità oligopolistiche ed anticoncorrenziali; rimane da approfondire meglio il tema delle polizze assicurative quasi sempre legate a questi finanziamenti e quasi sempre distribuite con modalità e condizioni molto discutibili. Abbiamo più volte dovuto constatare come spesso le polizze incluse nei finanziamenti per l’acquisto rateale di una vettura siano vendute senza la necessaria trasparenza, con modalità a pacchetto, con aree di scopertura e prezzi fuori mercato. Su questo fronte non mancheremo di intervenire ulteriormente, anche con l’Ivass, affinché simili pratiche scorrette possano cessare al più presto”.
La Redazione

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Ondata di revoche antisindacali? Demozzi (Sna): Guai a chi tocca i nostri esponenti. Chi ci attacca verrà trattato come un nemico

MILANO - Stando a notizie appena giunte in redazione, una storica compagnia italiana starebbe attuando una serie di revoche strumentali, parzialmente o totalmente infondate, nei confronti di agenti, tra i quali il Presidente provinciale Sna e Presidente di un noto Gruppo Aziendale Agenti molto vicino al Sindacato. Se le indiscrezioni fossero confermate, si tratterebbe di uno degli attacchi più violenti alla categoria agenziale mai attuati da un'impresa che opera nel nostro Paese, destinato certamente ad attivare le difese sindacali su ogni fronte.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, subito allertato e che segue da vicino ogni singola posizione, si augura "che la Compagnia arresti immediatamente questa inaccettabile strategia, contro la quale siamo pronti ad attivarci sul territorio ed a portare la questione in Parlamento". Ma non basta, per evitare che, in concomitanza con le festività dei prossimi giorni, gli agenti colpiti da revoca possano incontrare difficoltà a contattare il Sindacato per la difesa, il Presidente ha disposto l'immediata attivazione di un numero verde dedicato, chiamato "PRONTO-REVOCA", al quale risponderà un incaricato Sna a qualsiasi ora, in qualsiasi giorno della settimana, Natale e Capodanno compresi. Il numero è 800 200215 e fino almeno al 31 gennaio sarà operativo ininterrottamente.
Demozzi avverte: "Gli esponenti sindacali, a partire dai Presidenti provinciali per finire con i Presidenti dei Gruppi Aziendali Agenti accreditati Sna e rispettive giunte, per noi sono intoccabili sempre e comunque e come tali vanno considerati da tutti! Soprattutto coloro che assumono e difendono posizioni sindacali avanzate. Chi colpisce uno di loro, colpisce al cuore il Sindacato nazionale agenti e l'associazionismo sindacale in generale e verrà trattato da nemico dichiarato, senza se e senza ma!".
Nei prossimi giorni ulteriori dettagli...
La Redazione

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Dipendenti bancari vittime di manager senza scrupoli con l'ossessione del budget. E allo sportello si arriva a vendere di tutto

MILANO - Il numero di reclami e di azioni giudiziarie nei confronti dei dipendenti bancari è aumentato negli ultimi venti anni - secondo una recente rilevazione statistica - del mille per cento. Proteste allo sportello, raccomandate ed azioni legali sono oramai all'ordine del giorno. Ad essere coinvolti - loro malgrado - semplici lavoratori subordinati di istituti di credito, sempre più guidati da manager moralmente spregiudicati. Allo sportello bancario si vende un po' di tutto e le pressioni sui dipendenti è arrivato ad un punto di non ritorno. Tanto è vero che, una recente rilevazione, evidenziava come fra le categorie italiane quella dei bancari fosse la più sottoposta a stress psicologico. Ben l'84% dichiarava di provare disagio nel dover consigliare alla clientela prodotti "spazzatura" soltanto per soddisfare il rispetto dei budget loro assegnati dal management, mentre il 25% sosteneva di far uso di psicofarmaci. I dati sono stati forniti dal Dipartimento di sanità pubblica e malattie infettive dell'Università "La Sapienza" di Roma.
E il mancato raggiungimento degli obiettivi porta, quasi sempre a pesanti conseguenze a carico del dipendente bancario: mobilità territoriale, cambi di ruolo, annullamento dei premi.
Sna, ormai da anni, denuncia le molte pratiche commerciali scorrette messe in atto da troppe banche e da sportellisti bancari spesso indotti a comportamenti sleali nei confronti dei clienti da pressioni commerciali al limite della sopportabilità umana e professionale. "Abbiamo sollevato il problema, ormai da alcuni anni, anche all'Organo di controllo ed al Ministero, ma ad oggi non ci risulta che vi siano stati interventi risolutivi o raccomandazioni specifiche in grado di limitare questi fenomeni, dannosi per i consumatori e per l'intero comparto finanziario ed assicurativo" dichiara il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, che aggiunge "sarebbe meglio per tutti se le banche tornassero a fare solo le banche e gli Assicuratori solo gli assicuratori, premiando qualità del servizio e competenza professionale ormai praticamente sconosciuti in alcune realtà aziendali".
Luigi Giorgetti

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Vendita di polizze attraverso gli sportelli bancari, interrogazione del sen. Andrea de Bertoldi al Ministro dell'Economia

MILANO - Il sen. Andrea de Bertoldi è intervenuto in Senato con una interrogazione rivolta al Ministro dell'Economia per chiedere quale orientamento abbia il Governo in ordine all'accordo siglato di recente fra la compagnia Itas e la Cassa Centrale Banca per la distribuzione sul territorio della regione Trentino Alto Adige di polizze Vita attraverso il canale bancario. "Un fenomeno - sottolinea il sen. de Bertoldi - che sta crescendo" in tutta Italia e che rischia di minare - se non adeguatamente normato - il corretto rapporto competitivo fra il segmento assicurativo tradizionale (agenti, ndr) e quello bancario.
Le recenti vicende che hanno visto coinvolti primari istituti di credito, condannati a pagare pesanti sanzioni per non aver adeguatamente informato la clientela circa i rischi di investimenti come l'acquisto di pietre o metalli preziosi. non sono poi passate inosservate. La Banca d’Italia ha da tempo inviato una comunicazione ufficiale agli istituti di credito per ricordare che essi, anche quando intendono fornire servizi che non hanno natura bancaria e finanziaria, come nel caso della commercializzazione di diamanti effettuata attraverso i propri sportelli, hanno sempre l'obbligo di "prestare la massima attenzione alle esigenze conoscitive dei clienti, posto che tale attività può comunque generare rischi operativi e di reputazione che esse devono presidiare". L’iniziativa della Banca d’Italia segue quelle già assunte da Consob e Antitrust.
E' evidente però che le raccomandazioni non siano più sufficienti. Le costanti violazioni delle più elementari regole di comportamento commerciale da parte di dipendenti e funzionari bancari hanno da tempo superato i limiti. E la richiesta del sen. de Bertoldi di giungere ad una regolamentazione normativa della materia è davvero condizione indispensabile e improcrastinabile se si vuol definire l'Italia Paese civile.
Luigi Giorgetti

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Anagina partner fattivo di Generali? Una cosa che può essere analizzata. La posizione del Sindacato nazionale agenti

MILANO - Nella gara ingaggiata da alcuni Gruppi aziendali per dimostrare la propria prossimità con la mandante, passa prepotentemente in testa Anagina, il Gaa degli agenti Generali ex Ina Assitalia che nel corso della loro Assemblea annuale hanno espresso ampio apprezzamento per il nuovo piano industriale della compagnia del Leone Alato di Trieste presentato lo scorso 21 ottobre a Milano. Una strategia triennale, quella di Generali basata su tre pilastri, il primo dei quali riguarda la crescita di ricavi e utili nelle aree a maggiore potenziale, il secondo è rivolto alla disciplina finanziaria che consentirà di generare 10,5 miliardi di capitale dal 2019 al 2021, il terzo si riferisce all’innovazione e alla trasformazione digitale con un 1 miliardo di euro investito nel triennio.
Tanto è piaciuto il programma della compagnia che Anagina potrebbe entrare, è un’ipotesi che secondo il Presidente Davide Nicolao potrebbe essere analizzata, nel capitale di Generali come “partner fattivo”, al pari di ciò che avvenne ai tempi di Ina quando la rappresentanza degli agenti sedeva nel Consiglio di Amministrazione dell’impresa. Tutto nella norma dell’autonomia operativa e politica di un Gruppo aziendale? Certo, ma difficilmente Sna potrebbe mai accettare che Anagina sieda a un eventuale tavolo di trattativa per il rinnovo dell’Ana, in quanto la “vicinanza” dell’associazione degli agenti ex Ina Assitalia alla compagnia risulterebbe pericolosa nel negoziato generalista che, al contrario, si impernia sull’indipendenza assoluta della rappresentanza agenziale rispetto a quella industriale. 
Roberto Bianchi

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