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NEWS DALL'ITALIA E DAL MONDO

NEWS DALL'ITALIA E DAL MONDO

Vendita di polizze attraverso gli sportelli bancari, interrogazione del sen. Andrea de Bertoldi al Ministro dell'Economia

MILANO - Il sen. Andrea de Bertoldi è intervenuto in Senato con una interrogazione rivolta al Ministro dell'Economia per chiedere quale orientamento abbia il Governo in ordine all'accordo siglato di recente fra la compagnia Itas e la Cassa Centrale Banca per la distribuzione sul territorio della regione Trentino Alto Adige di polizze Vita attraverso il canale bancario. "Un fenomeno - sottolinea il sen. de Bertoldi - che sta crescendo" in tutta Italia e che rischia di minare - se non adeguatamente normato - il corretto rapporto competitivo fra il segmento assicurativo tradizionale (agenti, ndr) e quello bancario.
Le recenti vicende che hanno visto coinvolti primari istituti di credito, condannati a pagare pesanti sanzioni per non aver adeguatamente informato la clientela circa i rischi di investimenti come l'acquisto di pietre o metalli preziosi. non sono poi passate inosservate. La Banca d’Italia ha da tempo inviato una comunicazione ufficiale agli istituti di credito per ricordare che essi, anche quando intendono fornire servizi che non hanno natura bancaria e finanziaria, come nel caso della commercializzazione di diamanti effettuata attraverso i propri sportelli, hanno sempre l'obbligo di "prestare la massima attenzione alle esigenze conoscitive dei clienti, posto che tale attività può comunque generare rischi operativi e di reputazione che esse devono presidiare". L’iniziativa della Banca d’Italia segue quelle già assunte da Consob e Antitrust.
E' evidente però che le raccomandazioni non siano più sufficienti. Le costanti violazioni delle più elementari regole di comportamento commerciale da parte di dipendenti e funzionari bancari hanno da tempo superato i limiti. E la richiesta del sen. de Bertoldi di giungere ad una regolamentazione normativa della materia è davvero condizione indispensabile e improcrastinabile se si vuol definire l'Italia Paese civile.
Luigi Giorgetti

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Anagina partner fattivo di Generali? Una cosa che può essere analizzata. La posizione del Sindacato nazionale agenti

MILANO - Nella gara ingaggiata da alcuni Gruppi aziendali per dimostrare la propria prossimità con la mandante, passa prepotentemente in testa Anagina, il Gaa degli agenti Generali ex Ina Assitalia che nel corso della loro Assemblea annuale hanno espresso ampio apprezzamento per il nuovo piano industriale della compagnia del Leone Alato di Trieste presentato lo scorso 21 ottobre a Milano. Una strategia triennale, quella di Generali basata su tre pilastri, il primo dei quali riguarda la crescita di ricavi e utili nelle aree a maggiore potenziale, il secondo è rivolto alla disciplina finanziaria che consentirà di generare 10,5 miliardi di capitale dal 2019 al 2021, il terzo si riferisce all’innovazione e alla trasformazione digitale con un 1 miliardo di euro investito nel triennio.
Tanto è piaciuto il programma della compagnia che Anagina potrebbe entrare, è un’ipotesi che secondo il Presidente Davide Nicolao potrebbe essere analizzata, nel capitale di Generali come “partner fattivo”, al pari di ciò che avvenne ai tempi di Ina quando la rappresentanza degli agenti sedeva nel Consiglio di Amministrazione dell’impresa. Tutto nella norma dell’autonomia operativa e politica di un Gruppo aziendale? Certo, ma difficilmente Sna potrebbe mai accettare che Anagina sieda a un eventuale tavolo di trattativa per il rinnovo dell’Ana, in quanto la “vicinanza” dell’associazione degli agenti ex Ina Assitalia alla compagnia risulterebbe pericolosa nel negoziato generalista che, al contrario, si impernia sull’indipendenza assoluta della rappresentanza agenziale rispetto a quella industriale. 
Roberto Bianchi

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Banche, nuove sanzioni per la vendita di prodotti senza adeguata informazione alla clientela. Demozzi (Sna): quadro insostenibile

MILANO - Che in banca si trovi oramai di tutto è fatto certo ed evidente. Basta entrare in una filiale o in una agenzia e, fin dalla cassa, ci si trova immersi in offerte - le più svariate - di investimenti con formule a volte singolari. Questo accade negli istituti di credito, ma anche alle Poste.
La diversificazione dei prodotti collocati alla clientela si è imposta sempre più forte all'indomani dell'entrata dell'Italia nell'euro, coincisa con una progressiva riduzione dei margini di profitto finanziari derivanti dall'applicazione dei tassi di interesse sul denaro prestato. In parole più semplici, le banche hanno via via perduto la capacità di remunerare la propria attività attraverso prodotti tradizionalmente propri come mutui, finanziamenti, ecc. Gli stessi rendimenti sui conti attivi della clientela sono pressoché nulli. E questo perché l'istituto di credito può oggi attingere alla liquidità direttamente alla fonte (Banca Centrale Europea) a tassi prossimi o addirittura inferiori allo zero per cento. Dunque, sollecitare la clientela a lasciare i propri risparmi sul conto corrente risulta oggi per la banca tecnicamente e assolutamente non remunerativo.
In tale contesto definibile come "post ingresso nella moneta unica europea", le banche si sono dovute adattare e hanno puntato l'attenzione su prodotti e servizi finanziari (e non solo) collocabili alla clientela utilizzando la leva del rapporto fiduciario diretto e consolidato. Ecco allora le polizze assicurative, l'oro, i diamanti, le carte di credito, ma anche i fondi d'investimento, le azioni e i bond (anche esteri), le obbligazioni subordinate, fino ai derivati. Un'escalation alla diversificazione senza eguali, se rapportata alle dinamiche commerciali finanziarie del secolo scorso.
Poi, vuoi l'impreparazione e l'incapacità dei dipendenti delle banche al rapido adattamento alle nuove regole del mercato, vuoi le pressioni dei management degli istituti di credito (molti dei quali cresciuti a "pane e profitto a tutti i costi"), ed ecco il proliferare di truffe, elusione delle normative, violazione sistematica delle più elementari regole di correttezza professionale. Chi non ricorda i casi Parmalat, i bond argentini, i famigerati piani finanziari "4You" e "MyWay" del Monte dei Paschi di Siena... La casistica riempirebbe intere enciclopedie. 
Le sanzioni applicate via via nel tempo dalle Autorità di controllo, come quelle recenti a carico di alcuni primari istituti di credito nazionali responsabili della vendita di pietre preziose alla cliente senza aver fornito adeguate informazioni circa la pericolosità delle operazioni, sono pressoché inutili. Perché già messe virtualmente in bilancio da chi le subisce. La più parte dei manager contabilizza i possibili rischi in quota parte nelle commissioni che la clientela paga alla banca. Tanto è vero che i grandi dirigenti bancari macchiatisi in questi ultimi anni di gravi violazioni di legge non perdono affatto la propria reputazione. Anzi, trovano spesso pronta collocazione professionale in altri istituti di credito e con compensi milionari.
In tal contesto, interviene il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi che si chiede: "Quali servizi le "nostre" banche riservano ai clienti? La Banca d'Italia pensa di intervenire? Non è arrivato il momento di vietare alle banche la commercializzazione di qualsiasi bene e merce diversa dall'attività tipica bancaria?".
"Le vicende degli ultimi anni - prosegue Demozzi - depongono per un ritorno alla specializzazione bancaria, cioè alla limitazione per gli istituti di credito alle sole attività tipiche, escludendo la compravendita di beni e servizi tra i quali le polizze assicurative, gli apparecchi elettronici, i viaggi, i servizi di argenteria, i diamanti. La Banca d'Italia pone al primo posto la tutela dei consumatori od i ricavi delle banche?".
Luigi Giorgetti

 

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Delegazione al vertice di Sna incontra a Roma il Viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle assicurazioni on. Dario Galli

MILANO - Ieri pomeriggio (13 novembre, ndr) il Viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle assicurazioni on. Dario Galli ha ricevuto presso il MI.SE. una delegazione al vertice di Sna, la più grande organizzazione sindacale degli agenti assicurativi. La delegazione, composta dal Presidente nazionale Claudio Demozzi, dal Vicepresidente vicario Elena Dragoni e da Roberto Soldati, Roberto Zanirato, ha esposto al Viceministro le principali criticità del settore della distribuzione assicurativa.
Nel corso dell'incontro il Presidente Demozzi ha altresì espresso l'auspicio che il Governo possa presto garantire agli agenti di assicurazione professionisti alcune garanzie di base che possano ridare un minimo di serenità ad una categoria oggetto di ripetuti attacchi che ne minano la libertà imprenditoriale e la redditività. Al termine della riunione, protrattasi fino ad oltre le 19, la delegazione si è detta molto soddisfatta per l'esito del confronto e per l'attenzione con la quale il Viceministro Galli ha approfondito le questioni.
In serata il Presidente Demozzi, il Vicepresidente vicario Dragoni con i colleghi Giuseppe Giardinella (coordinatore regionale Sicilia) e Salvo Lisi (Presidente sezione Provinciale di Catania) hanno incontrato una delegazione del Movimento Cinque Stelle. I temi trattati sono stati analoghi a quelli discussi con il Viceministro Galli. La riunione è terminata poco prima delle 23 a prova del profondo interesse dimostrato dagli esponenti parlamentari agli argomenti posti da Sna.
La Redazione


UN MOMENTO DELL'INCONTRO

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Trattative con la mandante, si alzano i toni fra Antonio Canu (Gaag Lloyd Italico) e Roberto Salvi (Gaat). Sna invita alla calma

MILANO - Si alzano i toni fra il Presidente del Gruppo aziendale agenti Lloyd Italico, Antonio Canu, e il Presidente del Gruppo agenti di assicurazione Toro, Roberto Salvi. Oggetto della polemica l’operato dei vertici Gaa e soprattutto l'atteggiamento degli stessi nei confronti della mandante durante le attuali delicatissime fasi di trattativa contrattuale. Roberto Salvi, in una sua lettera aperta, aveva chiamato in causa provocatoriamente Socrate con una dotta citazione: ("Io invece credo, o carissimo, che sarebbe meglio che la mia lira fosse scordata e stonata, e che lo fosse il coro che io dirigessi, e che la maggior parte della gente non fosse d’accordo con me e mi contraddicesse, piuttosto che sia io, anche se sono uno solo, ad essere in disaccordo con me stesso e a contraddirmi"). Richiamo filosofico che non è piaciuto affatto ad Antonio Canu: "Per il livello veramente basso di questo gratuito e inaspettato attacco al nostro Gruppo Agenti, credo non fosse il caso di scomodare Socrate seppur con una citazione più da 'Bignami' che da cultore della materia".
A tentare di placare gli animi è intervenuto il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi secondo il quale "sarebbe auspicabile un incontro presso Sna per valutare eventuali possibili intese nel superiore interesse degli agenti rappresentati, fermo restando che entrambi i personaggi sono volti noti nel Sindacato per la loro attività e per la loro coerenza alla linea politica di Sna".
Luigi Giorgetti

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Questionario IDD, interrogazione parlamentare dell'on. Foti (FdI): le disposizioni delle mandanti non siano vincolanti per gli agenti

MILANO - Arriva tra gli apprezzamenti del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi la notizia dell'interrogazione parlamentare presentata dall'on. Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) avente ad oggetto alcuni passaggi del recente Regolamento Ivass n. 40/2018. lo stesso regolamento sul quale Sna ha mosso diverse critiche e che contiene alcuni passaggi che potrebbero risultare di ostacolo all'autonomia imprenditoriale degli Agenti e dunque alla concorrenza. L'Interrogazione riprende diverse posizioni espresse nei giorni scorsi proprio dal Sindacato nazionale agenti e si conclude chiedendo quali provvedimenti il Ministro interrogato intenda assumere "affinché sia appurato che il ruolo di supporto delle imprese assicuratrici all'attività professionale di consulenza del cliente svolta dall'agente si limiti a fornire indicazioni agli intermediari, senza che quest'ultime risultino vincolanti per gli intermediari stessi".
Il Presidente Demozzi, evidenziando l'attenzione riservata alla categoria agenziale dall'on. Foti, nel passato ospite tra l'altro di alcuni appuntamenti Sna sul territorio, ribadisce come "noi agenti siamo qualificati professionisti del settore e non ravvisiamo la necessità di affidare alle compagnie il delicato compito di spiegarci come si debbano rispettare le norme del settore e poi di effettuare le relative verifiche ispettive; proprio non comprendiamo perché al contrario alcune imprese si arroghino questi compiti".
La Redazione

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Ruggero Pogliaghi, neo Presidente GAV: Noi non siamo call center, ci mettiamo la faccia. Impegno forte su accordi economici e titolarità dei dati

MILANO - Ruggero Pogliaghi, nel corso della 57^ Assemblea elettiva tenutasi alla fine di settembre, è il nuovo Presidente del GAV - Gruppo Agenti Vittoria. Riconfermati i Vice Presidenti Giuseppe Muollo ed Antonello Calia. Il Sindacato nazionale agenti di assicurazione guarda con attenzione all’avvicendamento. Abbiamo brevemente intervistato il neo eletto.
Presidente Pogliaghi, con quale spirito si accinge a guidare il Gruppo Agenti Vittoria, in questo momento particolarmente delicato per la categoria degli agenti per numerosi aspetti (modifiche normative, compressione della redditività, pressione competitiva, rischio di disintermediazione connesso alla digitalizzazione della distribuzione...)?
Il piano normativo, la sempre maggior tensione tariffaria con la conseguente riduzione di redditività, i numerosi competitor che si stanno avvicinando al nostro settore sono motivo di grande preoccupazione per l'intera categoria e ovviamente anche per i colleghi di Vittoria Assicurazioni che ho l'onore ed il dovere di rappresentare. Una grossa responsabilità, ma anche una sfida che mi deve spingere a coinvolgere sia i colleghi che la compagnia a trovare le soluzioni migliori ed innovative da applicare nei singoli contesti territoriali. L'intera nostra categoria è l'unica che veramente svolge a trecentosessanta gradi il ruolo di consulenza al cliente, dall'identificazione dei bisogni, alla vendita di una polizza adeguata, alla consulenza e gestione dei sinistri. Questa è la vera sfida che dobbiamo affrontare: l'affermare con i fatti che siamo gli unici, anche utilizzando le nuove tecnologie, ad essere presenti con le nostre strutture fisiche. Noi non siamo dei call center, noi ci mettiamo la faccia.
Quali sono i principali punti programmatici del nuovo Esecutivo?
Ci dobbiamo impegnare su più fronti, dalla gestione del quotidiano per richiedere una migliore collaborazione ed efficienza tra gli uffici assuntivi e le agenzie con sistemi sempre più veloci, alla necessità di impostare commissioni tecniche efficaci tra "produttore" e " distributore", alla verifica e discussione degli accordi economici in essere, al grande tema della titolarità dei dati. Vogliamo, in sintesi, trovare le soluzioni più adatte per accompagnare tutti i colleghi a gestire al meglio il quotidiano ed interpretare ed affrontare il futuro senza lasciare indietro nessuno.
Secondo lei, quanto è importante, per un Gruppo Agenti, poter contare sul supporto e sull'attività quotidiana di presidio dei diritti fondamentali degli Agenti del Sindacato nazionale agenti?
Sono sicuro che sarà fondamentale il supporto delle rappresentanze sindacali per la difesa dell'intera categoria – come ho avuto modo di dire in precedenza – l'unica che può interpretare appieno il ruolo di intermediario assicurativo.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi ha dichiarato: “Accogliamo con favore la notizia del cambiamento intervenuto alla guida di un GAA che negli ultimi mesi aveva creato molte perplessità per posizioni assunte non proprio in linea con la politica sindacale Sna e con quelli che secondo noi sono gli interessi degli agenti”.
Alessandra Schofield

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Compagnie in campo per acquisire info (commerciali) dei clienti per il tramite degli agenti. Demozzi (Sna): interpretazione strumentale della norma!

MILANO - Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi interviene con una missiva a tutti gli agenti di assicurazione in Italia (iscritti o meno al Sindacato). La materia è estremamente delicata e riguarda in particolare l'acquisizione di dati e di informazioni del cliente per il tramite dell'agente. "In occasione dell’entrata in vigore del Regolamento Ivass n. 40/2018 - scrive Demozzi - alcune Imprese di assicurazione stanno impartendo alle Agenzie istruzioni relative all’attività di 'acquisizione dal contraente delle informazioni utili e pertinenti in relazione alla tipologia del contratto offerto', invocando al riguardo l'art. 58 del Regolamento in questione. L’acquisizione di dette informazioni da parte dell’agente sarebbe finalizzata alla valutazione della coerenza della copertura assicurativa alle richieste ed esigenze manifestate dal contraente".
Si tratta di un’attività sostanzialmente corrispondente a quella che nel Regolamento n. 5/2006 era finalizzata all’osservanza degli obblighi relativi alla "Adeguatezza dei contratti offerti”, tant'è che il medesimo concetto di adeguatezza è tutt'ora presente tra gli obblighi a carico dell'Agente (art. 119/ter Codice Assicurazioni). "Il ruolo consulenziale del distributore - prosegue Demozzi - è valorizzato dalla Direttiva europea sulla distribuzione assicurativa e la stessa Ivass ha precisato, nel documento di risposta alla pubblica consultazione, che l’impresa ha una funzione di supporto a un’attività in cui il distributore assume un ruolo fondamentale e di cui è pienamente responsabile. Abbiamo rilevato, in molti casi, che le istruzioni impartite dalle Compagnie sono orientate alla raccolta di informazioni che esulano da quelle strettamente “utili e pertinenti in relazione alla tipologia di contratto offerto”, (rif. art. 58). Ad esempio, in alcuni formulari relativi alle polizze auto, sono richieste informazioni sulle proprietà immobiliari, sull’esistenza di mutui, sul reddito familiare, sull'attitudine ad effettuare acquisto di beni e servizi online, sul possesso di Tablet e di Smartphone e su altre tematiche evidentemente non pertinenti all’oggetto della copertura. In taluni casi l’acquisizione di dette informazioni è addirittura vincolante per l’emissione della polizza.
Riteniamo di trovarci di fronte a un’interpretazione strumentale della norma da parte di imprese che sembrano più interessate all’acquisizione di informazioni utili alla segmentazione dei clienti a fini di marketing, che a fornire agli agenti gli elementi necessari alla valutazione della coerenza del contratto offerto. L’utilizzo dei formulari forniti dalle imprese non è di per sé garanzia del corretto adempimento degli obblighi in tema di coerenza della copertura assicurativa e non esonera l’agente dalla propria responsabilità.  È necessario, dunque, che ciascun distributore valuti con attenzione la rispondenza dei formulari al richiamato principio della utilità e pertinenza delle informazioni da richiedere al cliente. Sarebbe inoltre opportuno, laddove necessario, che ciascun Agente utilizzasse un proprio formulario ad integrazione, se non in sostituzione, di quello proposto dall’impresa mandante".
Spetta infatti ad ogni singolo distributore, quale unico responsabile, valutare quali informazioni acquisire, come, d’altra parte, ha precisato la stessa Ivass nel documento citato, che recita: “In ogni caso il distributore è libero di acquisire tutte le ulteriori informazioni che nella circostanza concreta appaiono necessarie per le valutazioni da effettuare”. Aggiungiamo che la stessa Ivass ha così precisato: "il distributore valuterà caso per caso quali informazioni richiedere, in quanto pertinenti rispetto al tipo di rischio assicurato e alle caratteristiche del contraente" (rif. esiti pubblica consultazione - risposte Ivass - art. 58 - Reg. 40/2018).
"Nel quadro normativo sopra delineato, tenendo presenti i chiarimenti forniti dall'Istituto di Vigilanza e lo spirito della I.D.D, - conclude Demozzi - deve ritenersi che il ruolo di supporto delle imprese assicuratrici all'attività professionale di consulenza del cliente svolta dall'agente non possa andare oltre il fornire indicazioni agli Intermediari, senza che tali indicazioni risultino vincolanti per gli Intermediari medesimi". La struttura Sna di Milano è a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Luigi Giorgetti

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Allianz clusterizza le agenzie e cambia le provvigioni. I Gruppi agenti a difesa dei mandati. Lo Sna si schiera al loro fianco

MILANO - Ferma presa di posizione dei Gruppi Agenti Allianz, in prima fila "AAA" di Umberto D'Andrea, contro la decisione della compagnia di concedere solo alle Agenzie prescelte di ingaggiare trattative per le polizze flotte, riservandosi inoltre di modificare le provvigioni pattuite in base alla percentuale di sconto tariffario applicata. La lettera con cui il Gruppo Aziendale Agenti "AAA" contesta la facoltà del'impresa di intervenire unilateralmente sulle aliquote dei mandati agenziali è chiara e determinata e raccoglie il plauso del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, che tiene ad evidenziare come "in questo caso il Gruppo Agenti ha svolto il proprio ruolo con la dovuta fermezza; la compagnia non può non tenerne conto. In ogni caso Sna è pronto a qualsiasi intervento di supporto al fianco dei colleghi. Tra l'altro con questa iniziativa il Gruppo Agenti del presidente Umberto D'Andrea ha messo in luce una tematica che proprio in questi giorni stiamo affrontando in sede istituzionale. E' ora che tutti gli interventi unilaterali delle compagnie a danno degli agenti cessino. L'unica strada possibile per modificare le regole di ingaggio è quella di una corretta, leale ed equa negoziazione".
Dello stesso avviso il presidente del comitato GAA-Sna Dario Piana, che si dice preoccupato per quanto accaduto ed in linea con la posizione assunta dalla "Tripla A" e dal Sindacato.
La Redazione

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Ingresso di Poste Italiane nell'Rcauto, anche Allianz potrebbe essere della partita. Demozzi (Sna): i GAA battano un colpo

MILANO - Stando alle notizie giornalistiche di questi giorni, Allianz avrebbe confermato le voci di un concreto interesse alla possibile partnership con Poste Italiane per l'accordo distributivo di polizze rami danni di cui abbiamo riferito nei mesi scorsi. Poste starebbe preparando la fase finale dell'asta per l'identificazione della compagnia, o delle compagnie, cioè la stesura di una short list di candidati per scegliere il proprio partner assicurativo, iniziando dalla spesso bistrattata Rcauto.
"A noi naturalmente interessa sempre qualunque opportunità di fare affari nel Paese", ha affermato Giacomo Campora, numero uno di Allianz Italia, a 'Milano Finanza', aggiungendo che "Allianz è molto interessata a partecipare allo sviluppo del settore assicurativo in Italia da qualunque parte venga l'opportunità, anche da Poste naturalmente", con ciò mettendo in allerta la categoria degli agenti assicurativi, un tempo interlocutori privilegiati, se non esclusivi, del grande gruppo assicurativo.
Voci non confermate darebbero tuttavia per favorite nella gara di Poste altre imprese, tra le quali spiccherebbero: Generali  e UnipolSai, vista la quota di mercato rispettivamente detenuta nel settore Rcauto nel nostro Paese.
Per ora i Gruppi Aziendali Agenti delle tre grandi Compagnie pare non abbiano assunto una particolare posizione di scontro sulla questione, forse in attesa di conoscere i veri intendimenti delle rispettive mandanti.
Per il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi "in ogni caso sarebbe opportuno formalizzare alle singole imprese quanto iniziative di questo tipo possano compromettere le buone relazioni e lo spirito costruttivo del rapporto con gli agenti; effettivamente non mi spiego perché a tutt'oggi, nonostante le ripetute notizie di stampa e le dichiarazioni dei vertici delle compagnie coinvolte, i Gruppi Agenti non abbiano chiarito la loro ferma opposizione a queste forme di disintermediazione agenziale. Per quanto ci riguarda, Sna ha prontamente presentato un esposto al Ministero competente, affinché il progetto di Poste possa essere ripensato se non cestinato!".
La Redazione

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