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NEWS DALL'ITALIA E DAL MONDO

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Facile.it presenta "partner network". Demozzi (Sna): ecco la prova che l'assicurato vuole l'assistenza dell'intermediario

MILANO - Ormai è palese: l’italiano medio quando si assicura pretende l’assistenza di un intermediario specializzato che gli possa fornire quella consulenza che oggi è quanto mai necessaria per comprendere e valutare le caratteristiche di un contratto assicurativo. Dopo autorevoli pareri e studi dei massimi esperti del settore, un’ulteriore prova arriva da quello che in molti definiscono un vero fallimento del progetto delle compagnie dirette ed online, a partire dalla Rcauto: la rincorsa, delle “dirette” appunto e dei comparatori online ad accaparrarsi accordi di collaborazione con agenti e broker, per ampliare un business che altrimenti appare sempre più in via di esaurimento.
Solo alcuni anni fa i manager delle grandi compagnie assicurative profetizzavano la morte degli Agenti, confidando nell’esplosivo sviluppo della vendita online e nelle straordinarie capacità persuasive degli operatori di call center. Ci credevano tanto da investire decine, centinaia di milioni di euro, pagati dagli assicurati per il tramite degli Agenti, in nascenti compagnie dirette, comparatori e broker online. Investimenti che ad oggi non hanno garantito alcun serio ritorno nelle casse delle Imprese e che a distanza di anni dalla loro nascita non hanno saputo acquisire quote di mercato significative, proporzionate agli investimenti milionari effettuati.
Un esempio su tutti: il caso di Facile.it , nato insieme a campagne mediatiche mirate impietosamente a demolire l’immagine professionale degli Agenti professionisti e ad indirizzare gli automobilisti verso l’acquisto online delle polizze Rcauto. Dopo aver sperimentato diverse strategie, mediatiche ed operative, ed aver fatto ricorso a forme di collaborazione diretta con le compagnie ed a scontistiche particolarmente aggressive, i numeri hanno indotto Facile.it a mutare radicalmente natura, rivolgendosi proprio agli agenti ed ai broker.
Con un’azione particolarmente incisiva, Facile.it da alcuni mesi ha messo in atto una campagna di reclutamento con lo scopo dichiarato di costituire una rete di intermediari sul territorio, promettendo loro guadagni (“il mantenimento del portafoglio intermediari è una maggiore opportunità di guadagno rispetto al canale web in virtù del brokeraggio pagato dal cliente”), protezione (“proteggiamo il portafoglio dei nostri collaboratori, inviamo una email ai nostri collaboratori per segnalare se qualcuno dei loro clienti, già nel portafoglio, chiede un preventivo sul sito Facile.it senza il loro intermediario”), convenzioni per ampliare la propria offerta di prodotti assicurativi.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi fa notare che “le compagnie partner di Facile.it sono compagnie dirette come Genialloyd, Quixa, Linear, Zurich connect e Genertel che dunque hanno a loro volta fallito l’obiettivo iniziale cioè quello di disintermediare le polizze Rcauto ovvero fare a meno degli agenti; per la categoria agenziale una vittoria importante, per le compagnie nostre mandanti, che hanno dato vita a tali compagnie dirette, una lezione che dovrebbe indurle ad una seria riflessione sulla bontà delle strategie di lungo periodo che vengono loro suggerite e che spesso non esitano a mettere in atto con eccessiva superficialità”.
La Redazione

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Poste Italiane e il Fondo immobiliare Obelisco. La SGR svaluta le quote del 98%. Demozzi (Sna): la politica dovrebbe intervenire con forza

MILANO - Quanti hanno avuto la buona sorte di non sottoscrivere le quote del fondo immobiliare Obelisco, forse ricorderanno vagamente la vicenda. Chi, di contro, venne incoraggiato ad acquistare le quote di tale strumento (magari presso uno sportello delle Poste Italiane) deve oggi fare i conti con una delle più grandi disavventure finanziarie degli ultimi anni. Era il lontano 28 aprile 2005 e l'allora consiglio di amministrazione di Investire Immobiiliare SGR decideva di collocare sul mercato dei risparmiatori un fondo di investimento alternativo immobiliare chiuso, denominato "Obelisco". Il Regolamento ebbe la regolare autorizzazione della Banca d’Italia (Governatore di allora era Antonio Fazio, dimessosi poi dalla carica il 19 dicembre del 2005 travolto da una inchiesta della magistratura). La durata originaria del Fondo era di dieci anni (scadenza 31 dicembre 2015), oltre un eventuale periodo non superiore a tre anni per completare lo smobilizzo degli investimenti. Anche (e soprattutto) presso gli sportelli delle Poste Italiane vennero collocate quote dal valore nominale di 2.500 euro cadauna e nelle casse del fondo affluirono ben 217 milioni di euro. Nel novembre del 2014, visti i conti palesemente deficitari, il consiglio di amministrazione della SGR decise di estendere la durata del fondo di tre anni, portando la nuova scadenza  al 31 dicembre 2018.
All'approssimarsi della data di fine 2018 arriva la nuova doccia fredda. Con una nota Investire SGR comunica che a causa di un "atteggiamento opportunistico degli operatori sul mercato immobiliare" è stata necessaria "una forte svalutazione degli immobili" in portafoglio al fondo Obelisco chiamato a liquidare le quote inderogabilmente a fine anno. Il fondo, collocato principalmente da Poste Italiane nel 2005, paga una perdita di circa il 98% del proprio nominale iniziale. Secondo i dati pubblicati nella relazione semestrale del fondo, infatti, il valore viene di fatto ridotto a poco più di 3 milioni di euro. Dagli iniziali 250 milioni di euro. In parole semplici - salvo miracoli - quanti ebbero a sottoscrivere nel 2005 una quota minima da 2.500 euro si vedranno restituire (forse) una quarantina di euro.
"Qualcuno immagina - commenta il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi - che gli sportelli postali costituiscano una valida garanzia per il consumatore contro i comportamenti discutibili della distribuzione assicurativa e finanziaria, ma evidentemente si sbaglia di grosso. Questo è solo un altro esempio da valutare con la dovuta attenzione. Simili problemi non dovrebbero mai riguardare una società che, come Poste Italiane, appartiene al Pubblico, cioè ai cittadini stessi. Qualora Poste dovesse entrare anche nel mondo della distribuzione assicurativa rami danni, come la Rcauto, temo che ne potremo vedere delle belle…  La politica - conclude Demozzi -  dovrebbe intervenire con forza per impedirlo o quanto meno per impedirne al minimo possibile i danni".
Luigi Giorgetti

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Demozzi (Sna): attenzione alle manifestazioni di nostalgia verso vecchi vincoli che non hanno più ragione di esistere

MILANO - Il numero luglio-agosto della rivista New Insurance, attualmente in edicola, riporta in copertina la foto del Presidente nazionale Sna e un titolo che non lascia dubbi interpretativi sulla strategia sindacale: “Agenti, professionalità da difendere”. In risposta alla prima domanda dell’intervista che segue nello spazio dedicato ai “Protagonisti”, Claudio Demozzi risponde che “da una prima analisi sommaria, soprattutto del regolamento 5, le cui modifiche interessano direttamente gli agenti, sembra di notare tra le righe una certa nostalgia per vincoli e adempimenti che oggi non hanno davvero più senso. Come, per esempio, l’obbligo per l’agente di seguire le indicazioni della compagnia per rispettare le norme”.
Ecco ritengo sia questo il cuore del Demozzi-pensiero, evitare con ogni azione di contrasto possibile che il recepimento della direttiva europea sia il pretesto per fare un salto nel passato, o per “limitare le prerogative professionali degli intermediari con interventi a gamba tesa” come l’introduzione, nel decreto Gentiloni, del divieto per gli agenti e i rispettivi collaboratori “di intermediari i flussi finanziari dei propri clienti, di incassare le loro polizze, come fanno da decenni, se non da secoli”.
In realtà, dice Demozzi, la Idd “è un atto equilibrato e coerente con le nostre aspirazioni in fatto di professionalità, autonomia, imparzialità e miglior servizio ai nostri clienti”, a dispetto del preoccupante pregiudizio cronico nei confronti dell’intera categoria agenziale” che traspare dai documenti e che “sta assumendo livelli allarmanti, tali forse da richiedere interventi di altra natura”.
A proposito del Pog, il Presidente Demozzi ha concorda con Ivass, la quale esclude che la partecipazione degli agenti alle commissioni tecniche e ai gruppi di lavoro all’interno delle singole compagnie possa determinarne il coinvolgimento, come produttori di fatto, nella realizzazione delle polizze. Ciononostante lo Sna sta “partecipando costruttivamente allo specifico tavolo Ania, aperto da qualche mese, per valutare se esista qualche possibile punto di condivisione, qualche sinergia positiva sul tema”, senza per questo accettare e si tratta di una posizione non negoziabile, l’accollo di ulteriori oneri impropri a carico delle agenzie.
Molto netto il giudizio sulla digitalizzazione e in particolare sulla home insurance, attraverso la quale, secondo il Presidente Sna “le grandi compagnie stanno già sperimentando la disintermediazione, ridimensionando il ruolo e la centralità delle agenzie e privandole di indispensabili occasioni di contatto con il cliente. Occasioni queste che verrebbero sfruttate per azioni commerciali, consulenza, feedback e altri servizi utili sia alle imprese, sia agli agenti, sia agli stessi clienti”.
A proposito di disclosure Demozzi afferma: ”la fiducia dei consumatori si ottiene scrivendo meglio le polizze, rispettandone i termini, pagando correttamente e tempestivamente i sinistri, rispettando i termini di liquidazione dei contratti vita, tutti compiti che spettano alle imprese”, non certo esponendo l’aliquota provvigionale degli agenti. Lo Sna è pronto ad affrontare il tema della fiducia della clientela, “con l’Ania, con le imprese, quando si decideranno a prenderlo sul serio, ma anche con le associazioni dei consumatori, le forze politiche, il governo”.
Quanto alla diminuzione degli agenti e soprattutto delle agenzie, il Presidente rileva che l’eventuale accordo tra Poste Italiane e Generali, UnipolSai o Axa ne raddoppierebbe il numero destabilizzando il mercato. Qualche nota positiva circa l’attrattività della professione e il possibile rinnovo generazionale viene semmai dagli oltre 6mila giovani che hanno preso parte quest’anno all’esame per l’scrizione al Rui.
La sana gestione finanziaria e l’essere riusciti a consolidare la macchina operativa e organizzativa, a rinsaldare la linea politica, a rinforzare i canali istituzionali e diplomatici, a rimettere al primo posto l’attività sindacale propriamente detta, sono secondo Demozzi gli elementi distintivi del suo corso, che ha superato la scissione operata da Anapa senza subire alcun contraccolpo politico o numerico. Anzi la vera riunificazione della categoria è già avvenuta grazie al rientro in Sna di tutti i maggiori Gruppi agenti, tanto che gli incontri del Comitato dei Gaa, sotto la regia del presidente Dario Piana e del Vice presidente Salvatore Palma, si svolgono in un clima di grande condivisione dei temi e delle strategie sindacali. Il Presidente Demozzi conclude la sua intervista, che farà parte dell’inserto dedicato al convegno di Milano organizzato da Le Fonti sulle nuove sfide del settore assicurativo, affermando che la nostra professione “dipenderà da quanto sapremo evolverci, da quanto sapremo combattere per difendere le nostre peculiarità, le nostre prerogative, il nostro rapporto con i nostri clienti, la nostra autonomia commerciale, organizzativa e negoziale”. Ma dipenderà anche “da quanto le imprese sapranno condividere con noi agenti un futuro fatto di maggiore indipendenza, riconoscendo pienamente il nostro ruolo consulenziale, rinunciando a vederci come semplici venditori porta a porta o collocatori di app e di prodotti digitali preconfezionati”.
Roberto Bianchi

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Torna di moda la stretta di mano, crolla il mercato delle vendite via social network. Demozzi (Sna): le compagnie ne prendano atto

MILANO - Da tempo voci insistenti parlavano di un flop delle strategie di vendita basate sui social-network e sull'e-commerce, almeno nel settore dei servizi e più in particolare delle assicurazioni e prodotti bancari. Arriva ora una sonora conferma: il più grande crollo in borsa della storia, da parte di una società americana, leader mondiale dei social-network di nome Facebook.
Dopo l'analisi impietosa di molti esperti del mondo online, che registravano le evidenti difficoltà delle assicurazioni nel collocamento di prodotti per via telematica o telefonica, e che condannavano il ruolo dei social-network a strumenti di socializzazione e di promozione di contatti personali non finalizzati al business, il crollo di Facebook e del numero dei suoi utenti induce ulteriori riflessioni. "Appare sempre più chiaro - commenta il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi -  come nelle attività consulenziali e di servizio, quali la nostra di agenti di assicurazione, il contatto personale, la conoscenza diretta ed il rapporto umano rimangano centrali e non sostituibili da alcuna altra forma di relazione; ci aspettiamo che i super-manager delle grandi compagnie sappiano rivedere le loro strategie e focalizzare nuovamente il loro core-business tenendo conto di quanto appena affermato, per una crescita equilibrata e sostenibile del settore in Italia".
La Redazione

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Kit Digital Agency, prosegue senza sosta l’attività di divulgazione dello Sna per favorire la digitalizzazione dei processi agenziali

MILANO - Prosegue senza sosta l’attività di divulgazione della digitalizzazione dei processi agenziali (progetto Kit Digital Agency). "Sna - afferma Angela Occhipinti, componente dell'Esecutivo nazionale del Sindacato e responsabile del progetto - è al fianco dei colleghi che intendono intraprendere questo cambiamento. Un percorso non solo strutturale della propria agenzia ma anche culturale". Allo scopo, il 5 luglio scorso si è tenuto un incontro a Brescia, organizzato dalle sezioni Provinciali Sna di Brescia, Bergamo e Cremona. Ai lavori hanno partecipato i rispettivi Presidenti: Oreste Masola, Roberto Carrara e Stefano Brambati. Il 6 luglio l'evento si è spostato nelle Marche, a Corridonia, in questo caso organizzato dalla sezione Provinciale Sna di Macerata (Presidente Massimo Pizzichini). Prossima tappa estiva il 20 luglio in Puglia, a Trani, con il convegno organizzato dalla sezione Provinciale Sna di Barletta (Presidente Michele Languino, componente dell’EN Sna).
Il progetto Kit Digital Agency riprenderà in autunno con nuovi appuntamenti.
Luigi Giorgetti

 

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Vicenda Poste Italiane, interviene il sen. Andrea de Bertoldi (Fratelli d'Italia): accordo Rcauto pericoloso per le imprese del settore

ROMA - Sulla spinosa questione dell'ingresso di Poste Italiane nel mercato delle polizze Rcauto interviene il sen. Andrea de Bertoldi. "La possibile alleanza - afferma l'esponente politico di Fratelli d'Italia - tra Poste Italiane e alcuni partner operanti nel settore assicurativo, rischia di essere decisamente rovinosa per le aziende che da sempre operano nel settore della distribuzione assicurativa in Italia. Se Poste Italiane scendesse in campo in questo ambito, potrebbe contare sui suoi 13.000 sportelli postali distribuiti sull'intero territorio nazionale per offrire polizze Rcauto. È evidente - aggiunge de Bertoldi - che ciò arrecherebbe un danno enorme a tutte le piccole e medie aziende che operano nel settore della distribuzione assicurativa e di prodotti finanziari in Italia e che possono contare invece su 12.000 sportelli, 1.000 in meno. Una concorrenza completamente squilibrata fin dal principio".
E' di queste ore l'annuncio del deposito di un'interrogazione per fare luce sulla vicenda. "Poste Italiane - conclude il sen. de Bertoldi - dovrebbe attenersi agli scopi originari per i quali è stata costituita e non rivolgere la propria attività verso servizi assicurativi e finanziari, offerti sul mercato con modalità di azienda privata e potenzialmente in grado di destabilizzare le aziende già operanti nel settore".
Luigi Giorgetti

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Nel 2017 Vita in calo per 3,5 miliardi di euro e Danni in aumento dell’1,1%. Occhi puntati sulla relazione del Presidente Ivass, Salvatore Rossi

ROMA - Le tecnologie digitali applicate al settore assicurativo al centro delle considerazioni sviluppate dal Presidente Ivass Salvatore Rossi in occasione della presentazione alla stampa e al mercato delle attività svolte dall’Istituto nell’anno 2017. L’Insurtech, la parola “passepartout che ha finito con l’abbracciare qualunque uso delle tecnologie digitali nel mondo assicurativo”, merita la massima attenzione in quanto, ha detto Rossi, capace di “ridisegnare l’offerta di prodotti assicurativi e la modalità distributive”. Le compagnie potrebbero infatti “accedere a un flusso, costante a e mai visto prima, di informazioni su abitudini, tendenze di acquisto, stili di vita, salute fisica dei clienti” e accrescere “la loro capacità di penetrazione se pronte ad approfittarne”.
È evidente che ciò pone seri problemi derivanti dal rischio di violazione della privacy, ma sarebbe sbagliato difendere “un piccolo mondo antico fatto di certezze e di rigidità dei ruoli. Sarebbe suicida oltre che sciocco”. Il regolatore deve quindi porsi il quesito su come sia “possibile mantenere un adeguato livello di tutela del mercato e dei consumatori, garantire un equo trattamento regolamentare di vecchi e nuovi operatori, evitando arbitraggi normativi ma senza frenare l’innovazione”.
Con questo passaggio il Presidente Ivass pone diverse questioni che meritano di essere sottolineate, a partire dalla tesi, più volte sostenuta dal nostro Presidente Demozzi e richiamata anche nell’altro articolo pubblicato in queste pagine, che “l’innovazione va bene purché sia buona, eticamente corretta e rispettosa dell’interesse generale” . Attenzione quindi, aggiungiamo noi, a quella tecnologia che reca vantaggio soltanto alle imprese impegnate oggi, come mai in precedenza, nel creare le condizioni ambientali favorevoli alla marginalizzazione degli agenti.
La seconda notazione che riteniamo di evidenziare consiste nella volontà del regolatore di garantire a tutti gli operatori un trattamento regolamentare equo, quasi ad ammettere che oggi il trattamento equo non sia a carico soprattutto degli intermediari professionali rispetto a quelli non professionali o addirittura accessori. Anzi è paradossale che gli agenti, i quali considerano la clientela parte inscindibile del proprio “capitale sociale” siano sottoposti a un impianto normativo che li impegna al punto da limitarne gravemente l’operatività e l’esercizio dell’impresa.
Il terzo aspetto riguarda l’equilibrio con il quale è necessario approcciare all’innovazione senza cedere a tentazioni conservatrici, ma anche senza intraprendere spericolate fughe in avanti come stanno facendo a nostro avviso le compagnie che sognano un mondo perennemente connesso in cui l’offerta professionale venga sostituita dalla domanda diretta della clientela. Questo più che futuro è fantascienza e guai a farsi prendere dalla frenesia virtuale che sta percorrendo i corridoi dei piani alti dell’industria assicurativa.
Il Presidente Ivass ha poi affrontato il tema delle regole internazionali per poi rivolgersi al mercato interno che fa segnare un arretramento significativo del settore Vita, i cui premi sono diminuiti nel 2017 del 3,6% rispetto all’anno precedente, pari a una flessione di quasi 3,5 miliardi di euro. In controtendenza i rami Danni che registrano un incremento si pure modesto del 1,1%, anche grazie allo stabilizzarsi del valore complessivo della RC auto, dopo un quinquennio, 2013-17, durante il quale il premio medio è sceso di oltre 100 euro.
Questi e gli altri argomenti contenuti nelle considerazioni del Presidente Rossi saranno oggetto di maggiore approfondimento all’interno del prossimo numero della rivista L’Agente di Assicurazione, in cui effettueremo anche l’analisi dei dati e dei temi contenuti nella Relazione annuale, allo scopo di trarre gli elementi di valutazione necessari alla corretta interpretazione degli andamenti di mercato e delle valutazioni effettuate dall’Istituto di vigilanza.
Roberto Bianchi

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Poste Italiane, non si limita più a Generali e Allianz la candidatura per la stipula di un accordo distributivo di polizze Rcauto

MILANO - Secondo alcune indiscrezioni, Poste Italiane avrebbe intenzione di selezionare, forse già entro l'estate, il partner Rcauto con il quale entrare nel principale business delle assicurazioni in Italia. La selezione della compagnia partner è alla stretta finale e la trattativa potrebbe essere conclusa a breve. Diverse le imprese, italiane ed estere, che avrebbero manifestato la loro disponibilità alla distribuzione di propri prodotti nei 12.000 uffici postali presenti sul territorio nazionale.
La compagnia prescelta ed il suo marchio - è stato affermato - dovranno essere riconosciuti come degni di fiducia dai risparmiatori e dovranno offrire tariffe particolarmente competitive. Oltre a Generali, Unipolsai e Allianz, si apprende che anche Axa e Zurich avrebbero mostrato interesse all'operazione. Secondo i principali quotidiani finanziari nazionali "l'ostacolo che pare essere stato superato che poteva frapporsi a un'alleanza è la possibile levata di scudi degli agenti, timorosi di essere soppiantati dagli sportelli di Poste".
Secondo il Presidente nazionale Sna, Claudio Demozzi "obiettivamente purtroppo da parte dei Gruppi Aziendali Agenti non si è vista una vera e propria levata di scudi, specie da parte di quei GAA che non partecipano alla vita associativa del Sindacato e che notoriamente hanno un approccio più morbido verso la mandante". Sna nel frattempo, raccogliendo le preoccupazioni della categoria e dei componenti il Comitato dei presidenti di GAA/Sna, ha interessato le principali forze politiche per evidenziare la pericolosità dell'iniziativa di Poste italiane in termini di ricadute sulle microaziende agenziali e di tutela dei consumatori, di livello del servizio, di trasparenza ed adeguatezza.
La Redazione

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Bici con pedalata assistita, in sede comunitaria si pensa all'introduzione dell'assicurazione obbligatoria. Il punto della situazione

MILANO - E' più di una proposta quella avanzata in sede comunitaria: all'orizzonte c'è l’introduzione dell’assicurazione obbligatoria per le bici con pedalata assistita (cd. e-bike). La Direttiva sulle Assicurazioni dei Veicoli a Motore introduce infatti fra questi ultimi anche i “pedelec“, ossia i mezzi con assistenza alla pedalata entro i 25 km/h, una via di mezzo fra una normale bicicletta e un classico motorino. Ne deriverebbe l'applicazione della norma sull'obbligatorietà delle coperture assicurative. E ciò a prescindere dal luogo d’utilizzo (strade pubbliche, sterrate o private, ndr).
Contrari tutti i produttori che stanno forzando la mano in sede europea per limitare i danni. Tuttavia, l'elevato numero di mezzi in circolazione, soprattutto in Paesi come Germania, Svezia, Francia e Danimarca, attrae molto le imprese e i Governi che intravedono una nuova occasione per fare business (i primi) e per nuove fonti di entrate fiscali (i secondi).
Luigi Giorgetti

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Al via in Europa gli stress test per le compagnie di assicurazioni. In Italia coinvolte Generali, IntesaSanPaolo Vita, Poste Vita e Unipol

MILANO - Al via il quarto anno di stress test anche per le compagnie di assicurazioni. Obiettivo resta quello di garantire al comparto una sempre maggiore solidità e credibilità. L'Eiopa, l'autorità europea per le assicurazioni e in fondi pensioni, ha stabilito così i termini minimi di resistenza a condizioni avverse di mercato. Quarantadue i Gruppi assicurativi coinvolti, pari al 78% delle imprese dell'Unione Europea. Per l'Italia sono quattro le compagnie interessate: Generali, IntesaSanPaolo Vita, Poste Vita e Unipol.
Tre gli scenari: il primo, denominato "yield curve up", implica un rialzo dei rendimenti che avviene contestualmente a un incremento dei riscatti delle polizze vita e a un aumento del costo di liquidazione dei sinistri danni dovuto a una crescita dell'inflazione; il secondo, "yield curve down", prevede una riduzione dei rendimenti contestuale a una variazione nel rischio di longevità per le polizze vita; il terzo, "Nat-Cat", è caratterizzato dal verificarsi di eventi catastrofali naturali che colpiscono simultaneamente l'Europa. L'esito degli stress test verrà comunicato nel mese di gennaio del 2019.
Luigi Giorgetti

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