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Giacomo Anedda


♦ Ho paura che non riuscirò mai a capire per quale misteriosa ragione, ci siano rispettabili colleghi i quali, dopo essersi sobbarcati centinaia di chilometri, con qualsiasi mezzo di locomozione, per partecipare e intervenire direttamente ai congressi o ai comitati centrali dello Sna, senza attendere ed ascoltare le risposte ai quesiti da essi stessi posti, o i doverosi chiarimenti alle perplessità politiche espresse sul palco col microfono in mano, lasciano la sala ancora affollata per rimettersi in macchina o sul treno e riprendere la via del ritorno a casa.
Io credo, così come me tanti altri colleghi - ma potrei sbagliarmi - che proprio coloro che pubblicamente e lecitamente ambiscono ad occupare un ruolo apicale nella rappresentanza sindacale, dovrebbero prestare maggiore attenzione ai loro stessi comportamenti. Se davvero si desidera contribuire alla crescita politica della categoria, prendere l'uscita a lavori congressuali ancora in corso e non partecipare fino in fondo al dibattito che, anche a tarda ora, può necessitare di una votazione, non è rispettoso per chi ha impiegato tempo e risorse per organizzare un appuntamento istituzionale come quello tenutosi a Montecatini Terme.
Un appuntamento sindacale peraltro di grande spessore politico, cui hanno partecipato importanti esponenti del mondo economico e politico, ai quali dobbiamo riconoscenza per il loro aiuto a contrastare decisioni estremamente penalizzanti (vedi Enasarco). Un evento - il Comitato Centrale - diventato un vero e proprio biglietto da visita del nostro movimento sindacale, grazie soprattutto all’attività di tutti gli Esecutivi Nazionali succedutisi ed un presidente come Claudio Demozzi, capace di generare consenso e considerazione da tutte le forze politiche del Paese.
Sembra siano trascorsi secoli da quando, riferendosi al C.C, alcuni sostenevano che esso non era più l’organo preposto al controllo dell’attività politica, ma più prosaicamente "appuntamento collettivo, buono per favorire l'Incontro tra vecchi amici, desiderosi di rinverdire i ricordi di quando si era più giovani";. Qualcuno ricorderà anche che fu istituita una apposita commissione per elaborarne l’abolizione o almeno la riforma, a cominciare dal nome stesso, troppo legato al secolo scorso. Una volta interpellata, la Base respinse la proposta e per nostra fortuna non se ne fece più nulla.
Giacomo Anedda

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