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MILANO - Con una circolare di alcuni giorni fa, diramata all’intera rete distributiva, la compagnia svizzera Helvetia sancisce l’avvio dell’azione di riforma generalizzata, in pejus, delle polizze sinistrate in portafoglio. Gli agenti sono chiamati a collaborare affinché il maggior numero possibile di contratti in vita siano rimpiazzati, naturalmente a condizioni peggiorative per i clienti, quale unico possibile intervento per evitare la disdetta della polizza e la conseguente cessazione del rapporto professionale con il cliente.
“Da notare che almeno, in questo caso, la compagnia ha optato per l’invio preventivo della disdetta al cliente, procedura rispettosa delle norme contrattuali, diversamente da quanto messo in atto da altre imprese secondo una logica di jus variandi che lascia tutti esterrefatti”, commenta il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, che aggiunge: “Eppure ci risulta che il Gruppo aziendale agenti Helvetia abbia lavorato seriamente ed abbia cercato in ogni modo di limitare comportamenti eccessivi della compagnia su questo fronte; ciò nonostante quando la mandante opta per questo tipo di strategia, la riforma massiva in pejus del portafoglio o di una linea prodotti, a pagare sono sempre gli agenti, che ci mettono la faccia e che si trovano nella scomoda posizione di dover giustificare ai clienti iniziative non sempre in linea con gli andamenti di quei clienti e del settore in generale, che anche nell’anno appena trascorso, nonostante i fenomeni naturali, ha registrato utili molto gratificanti per gli azionisti”.
Sul tema della riforma massiva in pejus delle polizze, il Sindacato ha recentemente interessato anche le principali Associazioni dei Consumatori.
La Redazione

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