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Roberto Pisano


♦ Un passaggio della Relazione del Presidente Nazionale Sna al Comitato Centrale era dedicato ad un’amara considerazione sul comportamento delle compagnie in occasione dell’entrata in vigore dell’obbligo di consultazione del Preventivass, lo scorso 1 marzo. Si potrebbe commentare che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.
Dopo aver ufficialmente sottolineato all’Ivass le difficoltà operative legate all’obbligo di consultazione, chiesto il rinvio dell’entrata in vigore del provvedimento e la riapertura del tavolo tecnico sul contratto base, l’Ania ha segnato il passo, mentre le imprese, comprese quelle rappresentate dalla stessa Associazione, hanno bersagliato le agenzie di circolari e disposizioni amministrative, talvolta ricordando le sanzioni a carico degli inadempienti. Questa mancanza di solidarietà da parte delle “nostre mandanti”, peraltro ben consapevoli delle difficoltà legate all’osservanza di una norma inutile e incomprensibile, è stata definita “spietata” dal Presidente Sna Claudio Demozzi, che ha sottolineato quanto questo comportamento sia “inadeguato, ad un rapporto, quello agenziale, che dovrebbe essere di partnership”.
“Nessuna solidarietà con i ‘propri’ agenti, nessuna forma di condivisione dello sciopero in atto, nessuna esimente in funzione della manifesta involontarietà dell’inadempimento”, è stato il commento amaro del Presidente Sna.
Un altro segnale della distanza che separa gli agenti dalle compagnie, ma anche, forse, un segnale della distanza che separa le compagnie dalla stessa Associazione che le rappresenta, sempre meno capace di fornire alle “proprie” imprese associate un indirizzo politico in un momento in cui ce ne sarebbe un grande bisogno.
Roberto Pisano

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