MILANO - Nel corso del 59° Congresso Nazionale Sna, l’intervento di Luana Gentile scuote la platea: una critica serrata all'immobilismo e un invito a rompere la "Sindrome di Stoccolma" che lega gli agenti alle mandanti. Un intervento diretto, a tratti crudo, profondamente orientato al futuro della categoria. Luana Gentile ha preso la parola partendo da una riflessione sulla relazione del Presidente Demozzi. Il punto di rottura è l’immagine del Congresso come "specchio" della categoria: se è vero che ogni iscritto è sullo stesso piano, Gentile si chiede se nella realtà sia davvero così o se il peso dell'azione sindacale gravi solo su pochi.
"Sembra che ci siano solo poche persone a cui è chiesto di metterci la faccia, di essere combattive, lucide e trasparenti", ha esordito Gentile, evidenziando come la squadra di vertice lavori incessantemente, a fronte di una base che spesso resta a guardare. Il fulcro del suo discorso è stato il richiamo alla responsabilità individuale: ogni agente deve smettere di aspettare che qualcun altro agisca al suo posto. "Dobbiamo essere noi, in prima persona, a metterci la faccia". Guardando allo slogan del Congresso, "Futuro e Libertà", Gentile ha spostato l'attenzione sui giovani. In un mercato che cambia a velocità vertiginosa, il rischio non è solo legato alle azioni sbagliate, si deve prestare attenzione soprattutto all'inerzia. "Anche il non fare lascerà un peso", ha ammonito, sottolineando che l'incapacità di comprendere la criticità del momento presente condannerà le generazioni future.
Uno dei passaggi più forti dell’intervento è stato il riferimento a quella che Gentile definisce provocatoriamente la "Sindrome di Stoccolma" nei confronti delle compagnie mandanti. "Sembra che noi, vittime delle nostre compagnie, ci troviamo a dover giustificare il nostro carnefice perché è lui che ci dà da mangiare", ha dichiarato tra il brusio della sala. Una critica rivolta a chi, pur subendo restrizioni, finisce per criticare proprio chi nel sindacato prova a scardinare determinati meccanismi. In conclusione, Luana Gentile ha invitato i colleghi a sfruttare la forza dell’unione sindacale: "Siamo una forza solo se siamo uniti, da soli non siamo nessuno".
L’esortazione finale è stata quella di sostenere attivamente il programma associativo — dalla previdenza professionale alla collaborazione — trasmettendo questi valori alle "giovani menti" e supportando il lavoro dei presidenti provinciali, affinché il sindacato possa continuare a costruire un terreno solido per il futuro della professione.
Tiziano Salerno
Appello di Luana Gentile nel corso del 59° Congresso Nazionale Sna: Basta essere spettatori, siamo noi il Sindacato
