ORISTANO - “Il Fondo pensione oggi è più solido che mai”. Con queste parole il presidente del Fonage Francesco Libutti, ha inteso riassumere oltre nove anni di attività dell’attuale consiglio di amministrazione del Fondo, nel corso di un convegno organizzato in Sardegna dalla sezione Provinciale Sna di Sassari, ma tenutosi ad Oristano per favorire la presenza dei colleghi provenienti da tutte le parti dell’isola.
Introdotti dal presidente Gianuario Poddighe, oltre al presidente del Fonage, hanno preso parte e sono intervenuti all’incontro Paolo Bullegas, componente dell’Esecutivo Nazionale e responsabile della Commissione Rcauto, e Andrea Bonfanti direttore dello Sna.
Grazie a quanto relazionato da Francesco Libutti, i presenti hanno potuto constatare quanto sia stata importante ed opportuna la battaglia sostenuta dallo Sna, che ha portato alla salvezza del Fondo e della previdenza complementare indipendente per gli agenti, contro tutti coloro che invocavano un trasferimento dei contributi a favore dei PIP gestiti dalle compagnie. Ebbene, proprio i risultati finanziari ottenuti in questi ultimi 10 anni, dimostrano l’insensatezza della proposta, stante il fatto che il rendimento finanziario annuale medio, ottenuto dal Fondo Pensione Agenti, è stato del 5,90%, contro un 1,60% delle gestioni separate. Grazie a questi risultati e il relativo utile di gestione ottenuto, anche per l’anno in corso si prevede di aumentare di ulteriori 108 milioni di euro, le prestazioni in essere e quelle future. In estrema sintesi, se lo Sna (e non altri), avesse rinunciato a battersi a favore del Fonage, gli agenti e la categoria sarebbero più poveri.
Da tecnico e profondo conoscitore dei regolamenti e delle norme sull’intermediazione assicurativa, Andrea Bonfanti ha messo in evidenza l’importanza che il legislatore con la IDD, attribuisce specificatamente agli intermediari e non alle imprese di assicurazione. Un ruolo determinante che deve essere sempre rivendicato e difeso, per l’appunto con coraggio consapevolezza, in modo particolare per quanto concerne il valore della consulenza. Non è certamente un caso se le norme attribuiscono grande importanza nella relazione con i consumatori; un rapporto che le compagnie vorrebbero invece incrinare e trasferire a se stesse. La legge lo vieta e bisogna quindi avere il coraggio di riaffermarlo sempre.
Parlando della trasparenza contrattuale, nonostante i ripetuti inviti anche da parte dell’Ivass, Paolo Bullegas ha evidenziato le contraddizioni normative e la poca chiarezza delle condizioni contrattuali predisposte dalle compagnie, proprio a partire dallo stesso linguaggio adottato. Una terminologia al limite dell’incomprensione, come testimoniato da un’apposita ricerca “quali-quantitativa” relativa alla chiarezza dei contratti assicurativi, commissionata dallo stesso Ivass nel 2022 a LPC Research e che ha evidenziato la scarsa intellegibilità delle condizioni contrattuali e delle clausole. A tal proposito, Paolo Bullegas ha fatto presente che, stando all’indice Gulpease, un indice di leggibilità sviluppato per la lingua italiana che misura la facilità con cui un testo può essere compreso, ha sostanzialmente bocciato il lessico adottato dalle imprese.
Giacomo Anedda
Convegno Sna a Oristano, Libutti (Fonage): “Il Fondo pensione oggi è più solido che mai”
