MILANO - Nei giorni scorsi a Milano, Ania ha tenuto un convegno sul tema “Assicurazione obbligatoria Cat-Nat: innovazione tecnologica, modelli predittivi ed efficientamento delle procedure liquidative”. L’incontro ha fatto il punto su una delle novità più significative per il mercato assicurativo e per il tessuto imprenditoriale italiano: l’obbligo di copertura contro i rischi catastrofali.
I dati diffusi mostrano come il 2024 sia stato un anno drammatico a livello globale, con 336 eventi naturali che hanno generato danni per 318 miliardi di dollari, di cui soltanto 137 miliardi coperti da assicurazioni. Il cosiddetto protection gap ha così raggiunto i 181 miliardi, a conferma di quanto sia ancora ampio il divario tra le perdite economiche effettive e quelle rimborsate da strumenti assicurativi. In Europa, le alluvioni hanno rappresentato l’elemento più critico, con l’evento di Valencia passato alla storia come il più costoso mai registrato in Spagna.
Per l’Italia il quadro è altrettanto complesso: circa il 78% degli edifici è esposto a rischio sismico o idrogeologico e i danni subiti negli ultimi decenni collocano il nostro Paese tra i più vulnerabili del continente. Nonostante ciò, la quota di coperture private rimane ridotta e la maggior parte delle risorse per la ricostruzione proviene ancora dallo Stato. Il percorso normativo avviato con la Legge di Bilancio 2024 e completato dai provvedimenti emanati nel 2025 ha segnato una svolta. Le imprese sono ora obbligate a dotarsi di polizze contro terremoti, alluvioni, frane e altri eventi naturali, con premi proporzionati al rischio e la possibilità di cedere parte degli indennizzi a Sace in funzione di riassicuratore pubblico. Le regole sono state dettagliate dal Decreto ministeriale 38/2025, mentre il DL 39/2025, convertito in legge a maggio, ha chiarito aspetti cruciali come l’assicurabilità degli immobili oggetto di sanatoria e la proroga delle scadenze per le Pmi.
Infine, il Decreto Incentivi del MIMIT ha legato l’accesso ai fondi pubblici e agli strumenti di sostegno all’adempimento dell’obbligo, fissando le scadenze: grandi imprese dal 30 giugno 2025, medie imprese dal 2 ottobre e micro e piccole imprese dal 1° gennaio 2026. Resta ora da affrontare la sfida più delicata: garantire che il nuovo sistema funzioni davvero come leva di resilienza. Secondo Ania, sarà necessario migliorare i modelli predittivi per valutare i rischi, rafforzare la collaborazione pubblico-privato e assicurare procedure liquidative rapide, capaci di far ripartire le imprese colpite. Al tempo stesso, diventa prioritario accrescere la consapevolezza diffusa sul valore della protezione assicurativa, così da ridurre progressivamente la dipendenza dagli interventi emergenziali dello Stato. L’obbligo assicurativo non è solo un adempimento normativo, ma un tassello di una strategia più ampia per rendere l’Italia meno vulnerabile di fronte a terremoti, alluvioni e frane. È una sfida culturale, economica e tecnologica che coinvolge imprese, compagnie assicurative e istituzioni, con l’obiettivo comune di ridurre il protection gap e costruire un sistema più solido e sostenibile.
Tiziano Salerno
Dall’alluvione al terremoto, come cambia la protezione delle imprese con le nuove regole. Convegno Ania
