FIRENZE - Giovedì 5 marzo gli agenti del Ga-Gi si sono riuniti a Firenze nella sala del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino per il Congresso Straordinario indetto per la riforma del proprio Statuto. Il consiglio direttivo dello storico gruppo ha mantenuto l’impegno preso nell'assise straordinaria di Roma dell’ottobre 2024: entro i 18 mesi successivi previsti ha presentato ai propri iscritti la proposta di riforma frutto del lavoro di un’apposita commissione. La massiccia partecipazione dei colleghi ha dimostrato il grande interesse che ruota attorno alla riforma di uno Statuto ormai obsoleto, il cui meccanismo prevedeva l’elezione del presidente non per mandato diretto dell’aula, ma per nomina interna del Consiglio Direttivo (che spesso avveniva abbondantemente dopo la fine del Congresso). Fino al triste epilogo del 2022 - come si ricorderà - con il ricorso alle aule giudiziarie e la conseguente situazione sostanziale di stallo con ripercussioni sull’immagine del gruppo aziendale più importante della galassia Generali.
Ebbene, l’evento di Firenze ha significato un passo avanti - con l’approvazione del nuovo Statuto - se non altro perché, dal prossimo Congresso, ci si alzerà dalle poltrone sapendo esattamente chi sarà il nuovo presidente del Ga-Gi. E' stato, infatti, introdotto il sistema della presentazione di liste elettorali composte da candidati presidenti e dai componenti di quella che dovrebbe essere la giunta. Costoro non prenderanno parte tutti all’organo di governo, in quanto il presidente eletto potrà portare con sé alla guida del gruppo aziendale solamente quattro dei componenti la propria lista. Al contempo, dovrà scegliere gli altri quattro all'interno del Consiglio Direttivo. E questo con l’obiettivo di tutelare la minoranza. Introducendo i lavori congressuali il presidente Federico Serrao ha definito questa riforma “una manovra coraggiosa”, e c’è da credergli, vista la situazione preesistente e l’immobilismo che, gioco forza, ha caratterizzato il gruppo per oltre due anni.
Si poteva fare qualcosa di più? Emiliano Ortelli, agente a Bareggio, presidente della sezione Provinciale Sna di Milano, componente dell’Esecutivo Nazionale di Sna, nonché al vertice di SnaS (la società di servizi del Sindacato), sostiene di sì. In questo Congresso - ha affermato - il Ga-Gi ha fatto un fondamentale passo avanti grazie all'introduzione del voto di lista per l'elezione del presidente e di parte della giunta e del consiglio direttivo. "Abbandoniamo finalmente un sistema frammentato per abbracciare una competizione basata su programmi chiari e squadre definite con un sistema di pesi e contrappesi in cui la lista vincente ottiene la presidenza e 4 seggi in giunta e in consiglio, ma viene garantita una rappresentanza alle minoranze che superano determinate soglie di sbarramento. Semmai sarebbe stato auspicabile un dibattito più approfondito e partecipato, perché si sa - ha aggiunto Ortelli - che le regole sono fondamentali, ma è il confronto umano che crea l'identità”.
Presente ai lavori anche Francesco Libutti, agente a Lido di Ostia e presidente del Fonage: “L’aspetto più importante di questo Congresso straordinario - ha affermato - è stata la grande partecipazione dei colleghi iscritti. Ci siamo spostati da tutta Italia per discutere del cambio di Statuto e per comprendere quale fosse la giusta strada da percorrere. Il sistema di
votazione elettronica ha creato dei disagi, ma porre l’accento su questo problema e su qualche dubbio che queste votazioni hanno lasciato in me, non farebbe del bene alla collettività. E proprio per il bene del Ga-Gi ritengo sia opportuno lasciar terminare questo triennio, evitando polemiche sterili e rimandando valutazioni più approfondite al termine di detto periodo”.
Franco Domenico Staglianò
Ga-Gi, il Congresso straordinario di Firenze approva il nuovo Statuto
