PADOVA - Oggi 10 settembre a Padova si è svolto un importante convegno dal titolo “Evoluzione dell’intermediazione assicurativa: quale futuro per l’Agente assicurativo da Intermediario a Imprenditore”. Tra le altre cose, il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi sull’argomento ha più volte messo in luce l’importanza di concepire ed introdurre nel settore la nuova tecnologia basata sull’intelligenza artificiale avendo l’accortezza di rispettare determinati criteri, ben identificati dal Sindacato, per la massima Tutela degli Agenti e dei Professionisti in generale, nell’era dell’intelligenza artificiale. “L’avanzata dei sistemi di intelligenza artificiale sta modificando profondamente il mondo del lavoro, con impatti diretti anche sulle professioni intellettuali e di consulenza come quella degli Intermediari assicurativi. È necessario chiarire che l’innovazione tecnologica non può tradursi in un processo di sostituzione degli Agenti, ma deve essere orientata a rafforzarne il ruolo, la competenza e il valore sociale”, sottolinea Demozzi.
I professionisti svolgono funzioni che nessun algoritmo può replicare integralmente:
- responsabilità legale e deontologica, che comporta conseguenze civili e penali;
- relazione fiduciaria con i clienti, basata su ascolto, empatia e personalizzazione delle soluzioni;
- capacità di giudizio critico ed etico, imprescindibile in settori complessi come quello assicurativo;
- tutela dell’interesse collettivo, che non può essere demandata a logiche puramente teoriche, meccaniche, automatiche.
Secondo il Presidente Demozzi “l’utilizzo dei sistemi di AI può rappresentare un supporto utile al lavoro professionale, ma mai un sostituto. I processi automatizzati devono essere strumenti di assistenza e non di sostituzione; ogni decisione finale deve restare in capo all’Intermediario, che ne risponde davanti ai clienti e alle istituzioni; è necessaria una cornice normativa e contrattuale che impedisca derive di sfruttamento tecnologico a danno della qualità del servizio e della dignità del lavoro”.
Il Sindacato rivendica pertanto a) maggiori garanzie contrattuali contro il rischio di sostituzione con sistemi automatizzati, ottenibili attraverso specifiche tutele ottenibili nella contrattazione di secondo livello, senza escludere la possibilità di introdurre un’apposita clausola di garanzia nell’impianto normativo, contrattuale e normativo, di primo livello; b) formazione continua, finanziata e accessibile, per consentire l’uso consapevole dell’AI come strumento di crescita; c) partecipazione sindacale ai tavoli in cui si decide l’introduzione di nuove tecnologie nel settore assicurativo; d) riconoscimento della centralità del fattore umano, che nessuna tecnologia potrà mai annullare.
“Il progresso deve essere un alleato della professionalità, non un pretesto per indebolirla”, conclude Demozzi.
La Redazione
