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Un momento del convegno


ROMA - Rcauto, più territorialità o maggiore mutualità? Al quesito ha cercato di dare una risposta il convegno organizzato a Roma dall'on. Andrea De Bortoli, a cui hanno preso parte autorevoli rappresentanti del settore assicurativo: il Presidente  nazionale Sna Claudio Demozzi e il direttore generale dell'Ania Umberto Guidoni; oltre agli onorevoli Paola Boscaini, componente della Commissione trasporti (Forza Italia); Giulio Centemero (Lega) membro della Commissione finanze; Francesco Borrelli (AVS) e Luciano D'Alfonso (Partito Democratico) componente della Commissione finanze.
Seppure partendo da punti di vista diversi, i partecipanti al convegno prima e alla tavola rotonda poi, hanno tutti convenuto sul fatto che l'attuale impianto bonus-malus e la metodologia utilizzata per la formazione delle tariffe Rcauto, non soltanto non vanno più bene e non sono adeguate alle dinamiche attuali ma, pare non accontentino nessuno, a cominciare dagli stessi consumatori sui quali, alla fine della fiera, vengono scaricati gli effetti economici negativi, condizionati anche dal proliferare delle truffe informatiche e dai sinistri fasulli, come più volte denunciato anche dai rappresentanti dei consumatori. Una cosa è evidente a tutti: l’attuale impianto tariffario Rcauto non premia i comportamenti virtuosi degli automobilisti, preferendo operare principalmente sul parametro della territorialità. In pratica il concetto è il seguente: se un automobilista risiede in una regione considerata virtuosa dalle compagnie di assicurazione, pagherà un premio più favorevole, mentre al contrario, se vive in una considerata ad alto rischio, pagherà per la propria autovettura un premio anche 5/6 volte superiore, a prescindere dall’effettiva condotta di guida.
A tal proposito il Presidente Demozzi ha ricordato che lo Sna aveva da tempo denunciato l'irragionevolezza di alcune tariffe Rcauto, discriminanti proprio perché impostate su base territoriale, suggerendo l’adozione di un plafonamento tariffario, allo scopo di limitare quanto più possibile la differenza dei premi richiesti ai neo patentati residenti al Sud, enormemente penalizzati rispetto ai coetanei residenti nel Nord Italia. Una strategia tariffaria doppiamente insopportabile, spesso utilizzata da alcune imprese assicurative per eludere l’obbligo a contrarre.
Oltre al sindacato e ai consumatori, bisogna ammettere che anche l'Ania - per bocca di Guidoni - ha riconosciuto che l'attuale sistema Rcauto non va più bene e necessiterebbe di una revisione, proprio per poter premiare i virtuosi del volante. Tuttavia, ad oggi se questo non accade è perché le leggi attuali, vietano espressamente, alle singole compagnie, di dialogare tra di loro e scambiarsi le informazioni sui singoli assicurati; basta pensare che le stesse non dispongono neanche di un data base comune, da cui attingere notizie sui sinistri precedenti e più in generale, poter svolgere una qualche analisi precontrattuale, prima di assumere il rischio e stabilire un profilo tariffario personalizzato. Oltre alla mancata possibilità a premiare i virtuosi, l'impossibilità a scambiarsi informazioni, finisce anche per favorire il ripetersi di truffe e di falsi sinistri, che inevitabilmente finiscono per appesantire i bilanci delle compagnie.
A questo punto, la palla è stata rimandata nel campo della politica che, almeno in questa occasione, non si è tirata indietro. Tutti gli onorevoli presenti hanno riconosciuto che spetta loro trovare le soluzioni per rimuovere gli ostacoli che impediscono alle compagnie di passare da una tariffa Rcauto impostata sulla territorialità, ad una che tenga in maggiore considerazione lo stile di guida e lo storico del singolo assicurato. Senza tuttavia rinunciare al valore mutualistico, caratteristica irrinunciabile del settore assicurativo, a tutela della collettività e della sicurezza sociale.
Da questo punto di vista c’è da pensare che, la presenza degli onorevoli al convegno - appartenenti sia a forze politiche di maggioranza che di minoranza – sia la prova che da parte della politica vi sia la consapevolezza che il problema va affrontato e risolto quanto prima, come dimostra anche la disponibilità dei presenti ad aprire un tavolo trasversale e una eventuale commissione parlamentare, per mettere a punto nuove regole Rcauto, nell’interesse dei consumatori e dei cittadini tutti. L’auspicio è quello che la riforma si possa realizzare entro l’attuale legislatura.
Giacomo Anedda

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