Sabato, 03, Ott, 5:54 AM

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Giacomo Anedda


♦ Pur non essendo un assiduo frequentatore dei social, mio malgrado ammetto di essere a conoscenza dei molti messaggi, a tema sindacale, che sembrano spopolare in alcune chat, particolarmente vivaci, caratterizzate dalle critiche rivolte soprattutto al Presidente nazionale dello Sna, Claudio Demozzi.
Senza necessariamente disturbare Hevelin Beatrice Hall o tirare in ballo i fondamentali del vivere democratico, dico subito che concordo pienamente con chi sostiene il diritto di ognuno a esprimere la propria opinione, e quindi anche quella di criticare, più o meno aspramente, il buon Claudio Demozzi.

Tuttavia, ciò che mi lascia perplesso (e forse non solo a me), è il fatto che a muovere dette critiche, siano sempre gli stessi soggetti, i quali sostengono che a causa della politica attuata sindacale, dal Presidente Demozzi, lo stato di salute della categoria e dello stesso sindacato, sarebbe fortemente peggiorato se non addirittura compromesso.
Senza voler necessariamente emulare San Tommaso, ho voluto verificare se davvero, gli agenti e il sindacato stanno meglio o peggio di prima, e questo è quanto ho potuto constatare: lascio al lettore il giudizio finale.
• Intervento Antitrust e abolizione delle clausole vessatorie del trilatero;
• Revoca del divieto di collaborazione A con A e istituzione di apposita norma di legge che le disciplina;
• Creazione di un CCNL specifico per la categoria, svincolato dagli obblighi dettati dalla triplice;
• Istituzione di un fondo malattia per i dipendenti d’agenzia;
• Difendere e preservare il fondo pensione degli agenti;
• Scampato scioglimento dello Sna, come invece ipotizzato da altri esecutivi;
• Profondo risanamento del bilancio economico dello Sna;
• Accreditamento dello Sna con tutti gli interlocutori governativi e istituzionali;
• Salvaguardia e mantenimento dei diritti sanciti dall’accordo Ana;
• Messa a disposizione della categoria un canale formativo di altissimo livello;
• Implementazione del servizio di difesa legale per gli associati;
• Accreditamento delle agenzie di assicurazione tra le attività indispensabili (covid);
• Costante aumento degli iscritti al sindacato;
• Mantenimento della facoltà di incassare i premi degli assicurati;
• Azione di disobbedienza civile per sottrarre la categoria dall’obbligo del Preventivass;
• Respingere la proposta di legge che imponeva la contribuzione a favore di Enasarco.
Scorrendo le cose fatte in questi anni, è davvero difficile capire le ragioni delle critiche livorose e, proprio come cantava Francesco Guccini, mi viene da pensare che: ”è difficile spiegare, è difficile capire, se non hai capito già”.
Comincio seriamente a credere che, gli amici che ancora non comprendono le ragioni del successo di Claudio Demozzi, non siano davvero in grado di capire ed è inutile spiegare.
Giacomo Anedda

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