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MILANO - Arriva dalla Corte di Cassazione una clamorosa sentenza in materia di penali e polizze Rcauto. Secondo gli Ermellini, potrebbero essere "abusive" le clausole che impongono al contraente di recarsi - in caso di sinistro - presso officine in convenzione con le compagnie di assicurazioni. Si tratta, in verità, di una annosa questione, dipanatasi negli anni in numerose aule di tribunale.
La Cassazione è stata chiamata questa volta a pronunciarsi su un caso che vedeva un contratto Rcauto di una compagnia comprensivo di una franchigia del 20% per coloro che avessero deciso di riparare l’auto presso un’officina non convenzionata. Una penalizzazione economica secondo i consumatori, una salvaguardia secondo controparte. L'iter giudiziario, in verità, aveva visto pronunciamenti non univoci: in primo grado il Tribunale aveva dichiarato nulla la clausola perché vessatoria; la Corte d’Appello l’aveva di contro ritenuta legittima.
Il caso, arrivato infine in Cassazione, ha visto i giudici rimandare il tutto al secondo grado per un nuovo esame, ipotizzando gli Ermellini la sussistenza di "clausole limitative della libertà di scelta del consumatore". Secondo la Suprema Corte, infatti, bisogna sempre verificare se il contratto (in questo caso di Rcauto) produca un "significativo squilibrio" tra le parti, penalizzando il contraente più debole, limitandone la sua libertà di accesso al mercato. 
Luigi Giorgetti

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