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Stefano Mannacio


ROMA - Un vero e proprio cambiamento si prepara ad arrivare sul fronte dei risarcimenti Rcauto. Una proposta di modifica alla normativa potrebbe ridurre drasticamente i tempi a disposizione dei cittadini che subiscono un danno a seguito di un incidente stradale. Oggi il termine per chiedere il risarcimento alla propria compagnia assicurativa è di due anni (i termini di prescrizione del diritto al risarcimento del danno: due anni, che possono diventare cinque in caso di lesioni personali - ai sensi di quanto disposto dal comma 3, art. 2947 c.c.), ma gli emendamenti depositati in Senato da Damiani (Forza Italia) e Ancorotti (Fratelli d’Italia) fissano la scadenza a soli novanta giorni (verificare se esteso anche al danno da reato).
Chi non rispetterà questo limite rischierà di perdere definitivamente il diritto al rimborso. La misura fa parte di un pacchetto di circa 450 emendamenti presentati in Commissione Industria al Senato nell’ambito della legge sulla concorrenza. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre le frodi assicurative, considerate tra le principali cause dell’aumento delle tariffe Rcauto. Prima di diventare legge, le proposte dovranno comunque superare il vaglio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero dell’Economia.
La stretta non si ferma però ai tempi di prescrizione. Tra le novità allo studio c’è l’obbligo di indicare i testimoni sin dalla denuncia del sinistro anche nei casi di danni alle persone, e non più soltanto per i danni materiali. Inoltre, le compagnie assicurative avrebbero la possibilità di effettuare controlli diretti sui veicoli riparati nelle officine scelte dai danneggiati, per verificare la congruità dei lavori e dei costi sostenuti. Se approvate, queste modifiche cambieranno profondamente le abitudini degli automobilisti e degli intermediari che dovranno muoversi con maggiore rapidità dopo un incidente e prestare attenzione a nuovi adempimenti formali. La linea scelta dagli on. Damiani e dall’on. Ancorotti sembra orientata a un inasprimento dei controlli per contrastare le truffe, ma il rischio è che a farne le spese siano i cittadini che, tra burocrazia e scadenze serrate, potrebbero vedersi negato un diritto fondamentale come il risarcimento.
Per approfondire questo tema abbiamo contattato Paolo Bullegas, responsabile della Commissione di studio Rcauto di Sna.
Cosa pensi di questa possibile modifica?
Ogni modifica che incide sui diritti dei consumatori e degli utenti dovrebbe essere valutata con particolare attenzione dal legislatore. La proposta di ridurre a soli 90 giorni il termine entro cui un cittadino può avanzare richiesta di risarcimento danni a seguito di un incidente stradale rischia di minare uno dei pilastri del nostro sistema giuridico: il diritto al giusto risarcimento. Seppur motivata da esigenze di efficienza e contrasto alle frodi assicurative, la misura pone il danneggiato in una posizione di estrema fragilità, costringendolo ad agire in tempi strettissimi, pena la perdita del proprio diritto.
In un momento storico in cui si parla di semplificazione e tutela dei cittadini, questa proposta sembra andare in direzione opposta. Chi rischia di più? Le vittime con danni fisici o psicologici, che potrebbero non essere in grado di agire tempestivamente. I cittadini meno informati, che rischiano di perdere il diritto al risarcimento per semplice ignoranza sui termini. Gli intermediari assicurativi, che potrebbero trovarsi a gestire un flusso di richieste più urgente e complesso, con impatti non ancora valutati. Ma a rischiare di più sono certamente coloro che hanno stipulato l’assicurazione online, senza l’assistenza dell’agente che cura gli interessi del danneggiato: dalla denuncia del sinistro fino all’integrale risarcimento.
I numeri delle frodi: un problema reale, ma circoscritto.
Nel 2024, in Italia, sono stati denunciati circa 2,5 milioni di sinistri nel ramo Rcauto. Di questi:
• Il 11,6% (291 mila) è stato oggetto di approfondimento per rischio frode.
• Solo il 12,9% di questi approfondimenti ha portato alla chiusura senza seguito (circa 37.500 casi, pari all’1,5% del totale).
• E appena l’1% ha generato da parte delle compagnie una denuncia querela contro i responsabili.
Il problema delle truffe esiste, ma i dati suggeriscono che la sua incidenza reale è contenuta. Come evidenziato nel paper Sna “50 anni di assicurazione obbligatoria Rcauto”, i sinistri segnalati come sospetti non sempre vengono denunciati all’Autorità giudiziaria per mancanza di prove certe. È auspicabile che, laddove esistano elementi probanti, si proceda con querela, affinché la devianza venga perseguita giudizialmente.
Per avere anche un parere dell’impatto che potrà avere questa modifica sui consumatori, abbiamo interpellato Stefano Mannacio, responsabile del settore assicurativo di Assoutenti e membro del comitato CARD che ha commentato: “Provvedimenti tesi a ridurre le frodi sono sempre i benvenuti, ma le misure proposte rischiano di ridurre in modo significativo i diritti dei danneggiati e appesantire le burocrazie e le attese per ottenere un risarcimento. Se invece si desidera combattere sul serio le frodi il nodo irrisolto resta il risarcimento diretto, che andrebbe abrogato o, in coerenza con la sentenza 180 del 2009, reso facoltativo. Come membro del Comitato CARD che regola i parametri risarcitori, posso confermare che tale meccanismo ha introdotto distorsioni gravi. Senza risarcimento diretto la compagnia può stimare direttamente il veicolo danneggiato e verificare con facilità il veicolo del proprio assicurato responsabile giocano, in termini calcistici “in casa”; con il risarcimento diretto, invece, l’impresa che paga deve basarsi su accertamenti riguardanti un veicolo assicurato da un’altra compagnia, con inevitabili ostacoli, ritardi e contenziosi. In questo caso gioca in “trasferta”. È su questo terreno che il legislatore dovrebbe intervenire, per riequilibrare il sistema e riportare davvero al centro i diritti dei cittadini".
A questo punto vedremo se l’emendamento passerà ed eventualmente se sarà in grado di incidere sul fenomeno delle truffe.
Tiziano Salerno

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