MILANO - Alla luce dei risultati straordinariamente positivi registrati dall'intero sistema bancario nazionale nel corso del 2025 (utili vicini ai 30 miliardi di euro con un +10% rispetto all'anno precedente), fa da contraltare il crescente fenomeno delle asfissianti pressioni commerciali dei manager degli istituti di credito sui propri dipendenti. Più volte abbiamo denunciato da queste pagine l'incredibile involuzione dell'etica del profitto negli ultimi 20 anni: vale a dire la ricerca spasmodica delle performance da parte di un drappello di soggetti già ampiamente gratificati economicamente, a scapito di coloro che lavorano sul campo per poche centinaia di euro al mese. La ricerca del guadagno smette di essere uno strumento di sviluppo e di benessere sociale, ma si trasforma nel fine unico, riducendo la componente umana a mera risorsa economica.
Ci si pone la domanda: come si è arrivati a tanto disprezzo degli altri?
Secondo alcuni studi "le pressioni commerciali nel settore bancario si manifestano con obiettivi di vendita aggressivi e monitoraggio costante. Il fenomeno, strutturale e acuito dalla digitalizzazione, spinge a proporre prodotti non sempre adeguati, scatenando conflitti etici e morali. Raggiungere budget sempre più elevati sta inducendo i dipendenti del credito a forzare la vendita di prodotti specifici (in particolare, polizze assicurative e fondi)".
Sono di questi giorni le proteste di alcuni sindacati di categoria che lamentano iniziative da parte dei manager di alcune banche atte a pressare psicologicamente i propri sottoposti attraverso call settimanali, frequenti test valutativi e nei casi più gravi minacce di trasferimento ad altra sede, magari a decine di chilometri da casa.
Secondo il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi "sta accadendo quanto abbiamo sempre denunciato e cioè le eccessive pressioni commerciali che inducono troppo spesso i dipendenti bancari a comportamenti scorretti nei confronti dei clienti".
Luigi Giorgetti
Dipendenti bancari sotto pressione, forzature nella vendita dei prodotti assicurativi allo sportello. Demozzi (Sna): Sta accadendo ciò che abbiamo denunciato da tempo
