MILANO - La prossima manovra economica del Governo potrebbe portare a un aumento della tassazione sulle polizze assicurative, in particolare su quelle che coprono gli infortuni del conducente. Attualmente, queste polizze sono soggette a un’imposta del 2,5% sul premio assicurativo, ma secondo alcune interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate, l’aliquota corretta sarebbe quella del 12,5%.
L’ipotesi di revisione della normativa, che il Tesoro starebbe valutando in vista della Legge di bilancio 2026, potrebbe quindi tradursi in un incremento significativo della tassazione, con conseguenze dirette sui costi sostenuti dagli automobilisti. L’obiettivo del Governo sarebbe quello di reperire nuove risorse per coprire una manovra stimata in circa 16 miliardi di euro, in un contesto di conti pubblici sotto pressione e con margini di spesa limitati. Dopo l’intervento sul settore bancario, il comparto assicurativo viene visto come un nuovo fronte di gettito, ritenuto in parte sotto-tassato rispetto ad altri. Tuttavia, la misura non sarebbe priva di rischi: l’aumento dell’aliquota, se applicato anche alle polizze già in essere, potrebbe generare contenziosi e rallentare il mercato, oltre a provocare un effetto inflattivo sui premi assicurativi.
L’Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici (Ania) avrebbe già espresso forti perplessità sul possibile intervento, richiamando l’attenzione sulla stabilità del quadro fiscale e sull’esigenza di non penalizzare gli assicurati. Le compagnie andrebbero a fungere da sostituti d’imposta, trattenendo e versando la differenza dovuta allo Stato, con un aggravio operativo e amministrativo non trascurabile. Si può ipotizzare che la modifica possa essere introdotta in modo graduale o limitata alle nuove polizze, per evitare un impatto retroattivo e contenere l’effetto sui consumatori. In ogni caso, l’eventuale aumento della tassa porterebbe a un incremento dei premi assicurativi complessivi per chi sottoscrive coperture infortuni del conducente.
Un passaggio dal 2,5% al 12,5% dell’imposta significherebbe concretamente un rincaro fino a cinque volte superiore rispetto all’attuale livello. L’ipotesi di un’aliquota intermedia, tra il 5% e il 7%, resta sul tavolo come possibile compromesso politico, mentre nel frattempo prosegue il confronto tra Ministero dell’Economia, Agenzia delle Entrate e associazioni di categoria. La discussione sulla misura è destinata a intensificarsi nelle prossime settimane, con il testo della manovra che sarà portato in Consiglio dei Ministri entro la fine di ottobre. Se confermato, l’intervento segnerebbe un ulteriore aumento della pressione fiscale indiretta, in un momento in cui il Governo dichiara di voler sostenere il potere d’acquisto delle famiglie che diversamente verrebbero danneggiate. Ancora una volta si sceglie di andare a reperire fondi nel mercato assicurativo, non operando un prelievo direttamente nelle casse delle mandanti, ancora una volta si sceglie di gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini.
Tiziano Salerno
Manovra 2026, nel mirino ancora una volta le polizze assicurative
