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MILANO - Malgrado la lodevole iniziativa promossa dal Ministero dei Trasporti per regolarizzare da quest'anno i monopattini elettrici in Italia (obbligo della targa da maggio 2026 e obbligo della polizza responsabilità civile da metà luglio 2026), la stragrande maggioranza dei mezzi circolanti si muove liberamente senza osservare la normativa.
Secondo le ultime rilevazioni ufficiali, a fronte di un totale stimato di un milione di monopattini elettrici, appena il 16% viaggia con contrassegno identificativo, mentre le polizze assicurative attive risultano essere circa 70.000, Vale a dire che - nel primo caso - sono sulle strade italiane oltre 800.000 monopattini "fuorilegge", mentre - nel secondo caso - la cifra sale ancora, oltrepassando l'incredibile quota di 900.000 unità.
Alcuni hanno individuato fra i motivi di siffatta situazione il costo della polizza (fra i 90 e i 200 euro l'anno). Poca cosa, in verità; appena 7-15 euro al mese per tutelare se stessi e gli altri in caso di sinistro. Il perché di tanta inosservanza non può dunque essere legato agli aspetti economici. Le cause potrebbero essere invece di natura culturale, fattore connesso alla tipologia dei soggetti che fanno uso di monopattini elettrici. 
Secondo alcune statistiche, cittadini stranieri, immigrati regolari o persone in situazione di fragilità economica oppure senza fissa dimora usano questa soluzione di mobilità a basso costo. Sempre più spesso si tratta di soggetti non identificabili: le Forze dell'Ordine (la Polizia locale, in particolare) hanno denunciato ripetutamente la difficoltà ad eseguire controlli effettivi nei confronti di conducenti sprovvisti di documenti personali e senza residenza accertabile.
Chi circola con un monopattino elettrico senza la targa rischia una multa amministrativa da 100 a 400 euro (70€ se pagata entro 5 giorni); in assenza della copertura assicurativa ecco una sanzione pecuniaria e il sequestro del mezzo. Ma cosa accade se il trasgressore non ha reddito, non ha un conto corrente, non ha beni registrati o si tratta di clandestino? In questi casi vige il principio della incedibilità del credito: lo Stato, in buona sostanza, non può aggredire beni inesistenti né può procedere al fermo amministrativo su altri beni di terzi.
Ma c'è di più, il monopattino è spesso l'unico bene mobile del trasgressore (peraltro dal valore esiguo), sicché la confisca non coprirebbe neppure l'importo della sanzione pecuniaria. Difficoltà di notifica o identificazione (ad esempio in assenza di documenti validi da parte del trasgressore) fanno sì che la successiva notifica legale degli atti di accertamento sarebbe di per sé assolutamente complessa (quando impossibile) per le Forze dell'Ordine.
Luigi Giorgetti

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