MILANO - I contorni della vicenda sono davvero poco chiari e forse occorrerà attendere gli sviluppi giudiziari, ma è certo che la compagnia di assicurazioni Axa è dovuta ricorrere alle scuse ufficiali per aver simulato l'incendio ad una batteria durate un crash test di un modello Tesla.
Obiettivo - sembra - fosse quello di mostrare i maggiori rischi delle vetture elettriche rispetto a quelle tradizionali diesel e benzina. Le immagini spettacolari pubblicate da Axa e che vedevano una Tesla in fiamme avevano fatto il giro del mondo, non solo sui social, screditando di fatto la casa automobilistica guidata dal miliardario americano Elon Musk.
“Ci rammarichiamo - si legge in una nota Axa - se abbiamo dato un’impressione sbagliata o causato incomprensioni sulla mobilità elettrica”. A scoprire l'inganno il giornale tedesco online 24auto.de: durante il crash test erano stato utilizzate auto Tesla senza batterie.
"Il test e la comunicazione al riguardo - scrive ancora Axa - potrebbero essere fuorvianti". Ed ancora, "il test, che aveva lo scopo di illustrare uno scenario di rischio ipotizzato, avrebbe dovuto essere impostato in modo diverso”.
Tutto da dimostrare, infine, l'assunto di Axa secondo il quale i conducenti di auto elettriche causerebbero il 50% in più di collisioni con danni ai propri veicoli rispetto a quelli dei motori a combustione convenzionali. Axa, infatti, non avrebbe confrontato i veicoli per segmento, né registrato effettivi incendi delle batterie.
Luigi Giorgetti
