Venerdì, 02, Ott, 9:35 AM

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Da sx, Silvia Aluffi, Luca Saporito e Maria Teresa Ruffilli


TORINO - Il primo ottobre scorso la sezione Provinciale Sna di Torino si è riunita per la consueta assemblea prima del
Congresso nazionale del Sindacato che si terrà nei giorni 21 e 22 c.m. a Lazise (VR). La giornata si è svolta a Villa Somis ed ha impegnato i presenti per le normali incombenze istituzionali precongressuali, come l'elezione dei delegati, ma non solo: dopo la pausa per il pranzo un docente di eccezione ha intrattenuto i partecipanti con un excursus su “Il lato oscuro dell'intelligenza artificiale”.
La storia professionale dell’oratore Marco Mazzaglia richiederebbe un capitolo a parte, o più propriamente un intero libro, ci limiteremo ad indicare che è docente del Politecnico di Torino di Game Design e Gamification, ma andiamo per ordine.
Il ritrovo fissato per le 10.00 è cominciato con la registrazione dei partecipanti (una cinquantina) e la verifica dei poteri per l’elezione dei delegati; un saluto ed un caffè di benvenuto hanno dato inizio ai lavori con una breve presentazione dell'ordine del giorno da parte del Presidente provinciale Maria Teresa Ruffilli che ha ricordato i punti da trattare. Uno su tutti l’imminente Congresso Nazionale Sna che, pur non essendo elettivo, rappresenta una tappa importante nella vita sociale del Sindacato, tanto più in questo periodo ricco di eventi, innovazioni, modifiche e richieste da parte delle compagnie, che spesso mettono gli intermediari in situazioni a dir poco delicate, per non dire impossibili da esaudire rispettando al contempo leggi e regolamenti, IDD in testa che, ricordiamo, riporta in capo agli intermediari un’ampia responsabilità nei comportamenti con la clientela.
Dopo le raccomandazioni di rito a fare proselitismo per avere un Sindacato sempre più numeroso e forte, si è quindi passati alla elezione dei delegati che sono in funzione al numero degli iscritti, nello specifico per la provinciale di Torino possono essere 13 oltre al Presidente; nella realtà, data la partecipazione che contraddistingue questa provinciale, da Torino partiranno 16 persone (due delle quali senza diritto di voto) per presenziare al Congresso e portare le istanze dibattute nell'anno in corso.
La fine del pranzo ha traghettato i presenti nel vivo del momento formativo; Marco Mazzaglia ha affrontato il tema dell'intelligenza artificiale con una chiarezza ed una semplicità tali da coinvolgere l'intera platea e far dimenticare lo scorrere del tempo. Inevitabili i riferimenti storici che ci hanno riportato al 1943, in cui si stabilivano i fondamenti che avrebbero condotto all’AI attuale, passando per il 1952, anno in cui nel Regno Unito si realizzava la prima macchina (EDSCA OXO) in grado di giocare a Tetris con un umano. Ed è proprio il gioco, campo in cui il formatore si è specializzato ed evoluto (se così si può dire) il fil rouge sia della giornata che del progredire delle applicazioni tecnico scientifiche. E se all'inizio risulta poco immediato, con il progredire delle spiegazioni si capisce appieno: i “programmi" come forse siamo più abituati a chiamarli, hanno bisogno di essere messi alla prova per correggere gli errori (che non mancano mai), e quale terreno migliore dei giochi? Il bacino dei fruitori/collaudatori è immenso e soprattutto gratuito, anzi, li si fa pure pagare: cosa volere di più?
Il settore informatico in materia di intelligenza artificiale prosegue a grandi passi e negli Anni ‘50 e ’60 si fa strada il concetto delle macchine che imparano (machine learning) e che possono risolvere dei problemi in autonomia. Il 1966 vede la nascita di ELIZA, primordiale chatbot, seppur molto limitato, simile a quelli che oggi conosciamo e con cui interagiamo, poi l'avvento di quello che viene definito l'inverno dell’AI: dal ‘74 al ‘99 si segna il passo ed una serie di problemi quali il persistere di errori non sempre risolvibili a breve, la lentezza nell’ottenimento dei risultati, e non per ultimo gli alti costi in un panorama di crisi consequenziali, fanno rallentare i progressi.
Poi IBM mette a punto il Deep Blue, supercomputer in grado di compiere 200 milioni di mosse al secondo (oggi un dato risibile) che nel 1997 raggiunge un risultato inaspettato: sconfigge a scacchi nientemeno che Kasparov.
Dagli anni 2000 ad oggi i passi da gigante: sono sempre i giochi a fare da traino e da test, complice una tecnologia galoppante che mette a disposizione dei computer memorie sempre più performanti e grafiche sempre più accattivanti, che calamitano sempre più giocatori/tester inconsapevoli. Questi anni vedono anche il fiorire di aziende che si cimentano nel settore sviluppandosi e progredendo in specifici ambiti per poi venire assorbite dai colossi informatici che oggi dominano il mercato e che tutti conosciamo.
Difficile anzi impossibile fare un sunto di quello che è stato già un riassunto degli ultimi 80 anni che Mazzaglia ha scorso egregiamente: in un attimo sono arrivate le 19.00 e di certo la giornata ci ha lasciato la voglia di informarci di più, anche e soprattutto di quelle cose che a prima vista consideriamo estranee a noi ed al nostro lavoro, ma che sottintendono le logiche dell'evoluzione della tecnica e soprattutto del mercato che ne fa uso sempre più intensivo. Importante anzi fondamentale per capire e conoscere meglio e dove possibile evitare di cadere nelle trappole manipolative di un uso forse troppo “spavaldo" dell’intelligenza artificiale.
Prossimo appuntamento al Congresso Nazionale Sna di Lazise.
Marco Becchio

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