Sabato, 03, Ott, 9:29 AM

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Benedetta Bonomo


MILANO - Nel corso del 59° Congresso Nazionale Sna, l’intervento di Benedetta Bonomo, esponente della provincia di Verona, si è distinto per autenticità, riconoscenza e visione prospettica. Aprire il proprio contributo dopo il Presidente e dopo Salvo Lisi – ha ammesso – non è semplice. Eppure, in meno di cinque minuti, Bonomo ha tracciato un quadro denso di contenuti, partendo da una parola chiave: grazie.
Il primo ringraziamento è andato al Sindacato, “che ha investito nella nostra comunità”. Un richiamo importante al lavoro spesso invisibile che si svolge nelle commissioni e nei gruppi di lavoro: colleghi che quotidianamente affrontano questioni tecniche, vertenze e problematiche fondamentali per la categoria. Bonomo ha portato la propria esperienza diretta nelle commissioni , citando in particolare Marco Vagaggini e i circa quaranta colleghi impegnati nel supporto agli agenti colpiti da revoche di mandato da parte delle compagnie. Un’attività delicata, che richiede competenza giuridica, equilibrio negoziale e capacità di tutela sindacale concreta. Il suo intervento ha messo in luce un aspetto spesso sottovalutato: far parte di una commissione non significa solo contribuire al sistema, ma anche acquisire strumenti per affrontare criticità personali e professionali.
Un passaggio significativo è stato dedicato alla commissione nata sei anni fa su impulso di Davide Serrano, con il contributo di Gianni Ferro e Roberto Magotti. Un percorso tecnico complesso, sviluppato anche in collaborazione con l’Università di Firenze, che ha richiesto anni di lavoro per strutturare contenuti e proposte. Da quell’esperienza si è poi evoluta la commissione dedicata alle coperture catastrofali, oggi tema centrale per l’intero comparto assicurativo. Il messaggio è chiaro: le strutture che oggi consideriamo acquisite sono il frutto di progettualità, studio e impegno collettivo.
Bonomo ha poi richiamato un principio etico: il buon esempio. Un concetto già evocato in precedenza da Claudio Demozzi e che lei ha declinato in termini concreti: essere presenti, imparziali, rispettosi, coraggiosi. Mettersi a disposizione di chi è in difficoltà.
Ha condiviso anche un’esperienza personale, ringraziando Barbara Giordanozzi e un collega della propria provincia per il sostegno ricevuto in un momento complesso della sua agenzia. Un passaggio che ha ribadito come la dimensione sindacale non sia solo istituzionale, ma profondamente relazionale.
Guardando al futuro, l’intervento ha toccato tre direttrici strategiche:
1. Ricambio generazionale: ingresso di giovani, nuove energie, entusiasmo e idee innovative.
2. Valorizzazione dell’esperienza: il patrimonio costruito negli anni non può essere disperso.
3. Gestione consapevole dell’intelligenza artificiale: strumento potente di analisi ed elaborazione dati, ma che non deve mai sostituire la componente umana.
Il riferimento all’AI è stato particolarmente significativo. In un settore sempre più orientato a modelli predittivi, analytics e automazione, Bonomo ha ricordato che la vera forza dell’agente resta l’empatia, la relazione e la capacità di comprensione del cliente. Dentro il Sindacato – ha sottolineato – siamo tutti uguali. La competizione si gioca sul mercato; all’interno della categoria devono prevalere coesione e rispetto reciproco. L’intervento si è chiuso con un auspicio: che il nuovo percorso sia guidato da spirito di servizio, unità e responsabilità condivisa. Un contributo breve ma denso, che ha riportato al centro il senso profondo dell’appartenenza sindacale: non solo tutela professionale ma comunità, esempio e visione.
Tiziano Salerno

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