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Emiliano Ortelli


MILANO - Il Consiglio di amministrazione di Snas Srl, Società di servizi del Sindacato nazionale ngenti, nominato nella recente Assemblea del Socio Unico, nelle persone dei colleghi Emiliano Ortelli, Maurizio Ragni e Marcello Bazzano, tutti componenti in carica dell’Esecutivo Nazionale Sna, ha eletto il nuovo presidente.
Sarà Emiliano Ortelli, 55 anni, presidente della sezione Provinciale Sna di Milano a ricoprire la carica di verticedel CdA della società di servizi del Sindacato, succedendo a Paolo Soravia.
“Il mio primo pensiero - ha dichiarato il neo presidente - è rivolto a Paolo Soravia, instancabile ed ammirevole collega, per il grande lavoro svolto, spesse volte poco visibile ma di enorme importanza per gli associati, nella rappresentanza legale della nostra società di servizi.  In questo delicato incarico - ha aggiunto Ortelli - sarò affiancato da colleghi che stimo e che conosco da anni, con cui lavoro fianco a fianco in Esecutivo Nazionale, per cui sono onorato della loro fiducia e disponibilità nella conduzione dell’organo di governo di Snas Srl. Mi riferisco agli amici Maurizio Ragni e Marcello Bazzano, con cui sono certo svilupperemo il miglior servizio in favore del Socio Unico Sna e di tutti gli iscritti al sindacato”.
La società di servizi del Sindacato ha lo scopo, tra gli altri, della gestione economica di molte delle attività commerciali di Sna, oltre ad essere una società agente di assicurazione iscritta al RUI, con mandati diretti di Cgpa Europe S.A. e Metlife Europe Designated Activity Company. In particolare, per il tramite di Cgpa viene svolta la distribuzione delle polizze Rc Professionali, con adesione in forma singola, in favore degli iscritti al Sindacato.
Sarà compito del nuovo organo di governo della società, rappresentare al meglio gli interessi del socio unico e di tutti gli iscritti Sna nel prossimo triennio, che potrà contare sulla presenza della risorsa amministrativa Katrin De Villa.
Rimangono invariate le modalità di contatto con la società di servizi:
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel.: 800 200 215 / 350 5639489
La Redazione

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LA LETTERA DEL PRESIDENTE USCENTE PAOLO SORAVIA AGLI ISCRITTI SNA
Nel lasciare l'incarico di Presidente della Snas Srl, ricoperto per oltre dodici anni, Paolo Soravia ha voluto rivolgere un saluto agli iscritti e ai dipendenti del Sindacato.

Gentili colleghe e colleghi e cari dipendenti Sna.
Dopo molti anni di attività per il Sindacato nazionale agenti il socio unico di Snas Srl ha legittimamente chiamato altri colleghi a sostituirmi nei vari ruoli della società di servizi. È arrivato perciò il momento di salutarvi augurandovi buona continuazione nel quotidiano lavoro e nei vostri compiti in Sna.
Dal primo agosto 1990, infatti, quando ho assunto l’incarico di agente ho fatto di Sna la mia seconda casa, rivestendo più volte l’incarico di Presidente Provinciale durate la Presidenza Nazionale di Tristano Ghironi, sono stato anche componente di alcune commissioni di lavoro con l’indimenticato Lucio Modestini, due volte componente dell’Esecutivo Nazionale, Presidente del CdA di Snas Srl, e Delegato dell’agenzia assicurativa di Snas. Ho svolto con grande passione tutti gli incarichi ricevuti, soprattutto quelli a favore dei colleghi e delle popolazioni abruzzesi e dell’Emilia Romagna colpite dai terremoti che si sono succeduti nel tempo. Ho sempre guardato al possibile miglioramento culturale, professionale ed economico dei nostri soci, delle loro famiglie e dei loro dipendenti. Non desidero dunque prolungare oltre misura questo saluto che termino con una storica citazione di Giuseppe Di Vittorio:    
 “Io non sono, non ho mai preteso, né pretendo di essere un uomo rappresentativo della cultura. Io credo di essere rappresentativo di quegli strati profondi delle masse popolari più umili e più povere che aspirano alla cultura, che si sforzano di studiare e cercano di raggiungere quel grado del sapere che permetta loro non solo di assicurare la propria elevazione come persone singole, di sviluppare la propria personalità, ma di conquistarsi quella condizione che conferisce alle masse popolari un senso più elevato della propria funzione sociale, della propria dignità nazionale e umana. La cultura non soltanto libera queste masse dai pregiudizi che derivano dall'ignoranza, dai limiti che questa pone all'orizzonte degli uomini: la cultura è anche uno strumento per andare avanti e far andare avanti, progredire e innalzare tutta la società nazionale”.
I tempi sono cambiati, ma resta questa riflessione che faccio mia!
Cordiali saluti a tutti.
Paolo Soravia

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