MILANO - Qualche giorno fa il sodalizio di Vincenzo Cirasola (Anapa, ndr) ha inviato all'Ania una nuova ulteriore richiesta di apertura di un tavolo di trattativa per la stipula di un Accordo Nazionale Agenti "separato", cioè slegato dall'A.N.A. 2003 e soprattutto fuori dai canoni della contrattazione che vedono inevitabilmente coinvolto, con il ruolo di guida, il Sindacato maggiormente rappresentativo degli agenti, cioè Sna.
La lettera di preghiera, indirizzata all'Associazione delle imprese, l'ennesima di Anapa, è stata sottoscritta e dunque condivisa da 8 presidenti di Gaa, tra i quali due risulterebbero iscritti a Sna. Sull'argomento abbiamo interpellato il Presidente nazionale Claudio Demozzi. Di seguito uno stralcio dell'intervista, che sarà pubblicata integralmente sul prossimo numero de "L'Agente di Assicurazione", la storica rivista degli agenti targata Sna.
Presidente, come legge il documento di Anapa con il quale, ancora una volta, il sodalizio di Cirasola prega l'Ania di aprire un confronto per la stipula di un Accordo Nazionale Agenti, senza peraltro produrre alcuna ipotesi concreta?
Semplicemente lo ritengo un atto sfavorevole, se non pericoloso, per la categoria, che dimostra il fallimento della linea politica di un'associazione nata dieci anni fa con il dichiarato scopo di concludere il nuovo A.N.A. entro "pochi mesi". Il tempo è sempre galantuomo ed ha dimostrato come quelle dichiarazioni fossero totalmente fuori luogo e soprattutto infondate. Sono passati dieci anni e Anapa si trova al punto di partenza, tra l'altro, come ha detto Lei, senza alcuna piattaforma rivendicativa, cioè senza aver prodotto alcuna ipotesi concreta di nuovo A.N.A.. Diversamente da Sna che, come noto, ha prodotto la propria ipotesi di rinnovo e sta lavorando ad alcuni accorgimenti tecnici e giuridici per superare i principali ostacoli alla negoziazione, ed alle famose pregiudiziali che proprio Sna ha posto a difesa dei diritti acquisiti dagli Agenti.
Il documento in parola è firmato anche da 8 presidenti di Gruppo Agenti, questo cosa comporta?
In termini pratici nulla, anche perché i Gaa realmente significativi, sotto l'aspetto numerico, tra quelli firmatari del documento sono la minoranza. Piuttosto si apre la questione di due presidenti che hanno firmato il documento di Cirasola, pur risultando iscritti al Sindacato e questo non è proprio un esercizio di coerenza sindacale, oltre a costituire una vera e propria violazione statutaria ai doveri di ogni Iscritto.
Tra essi anche Ulivieri del GAZ, il gruppo agenti Zurich?
Si, anche Enrico ha firmato il documento di Anapa. Pur risultando iscritto al Sindacato, dopo essere stato Vicepresidente di Anapa ed averla abbandonata proprio per aderire a Sna, alcuni anni fa. Nel caso specifico, l'incoerenza politico-sindacale appare evidente. Ciò che stupisce è che tutto questo possa avvenire senza che i colleghi aderenti al GAZ abbiano qualcosa da ridire su questo percorso politico, che definirei perlomeno altalenante, che non riguarda soltanto la persona di Enrico Ulivieri, ma inevitabilmente trascina con se la collocazione dell'intero Gruppo Agenti Zurich. Con questa mossa Enrico si è chiaramente posto fuori dal Sindacato e questo mi dispiace, sia a livello personale che politico ed associativo. Devo ammettere tuttavia che da alcuni anni la sua partecipazione al Comitato Gaa era discontinua e ben poco costruttiva. Come dire: non tutto il male viene per nuocere...
Perché il documento di Anapa per lei è dannoso alla categoria?
Semplicemente perché dimostra debolezza, perché non si prega per dieci anni la controparte di sedersi ad un Tavolo che evidentemente non presenta ancora le condizioni per un confronto costruttivo. Perché un tavolo che si è rotto su alcuni passaggi strategici, su punti essenziali, non si sostituisce con la richiesta di un tavolino minore, facendo intendere tra le righe che si è disposti a cedere su quei punti essenziali, pur di vedersi seduti a discutere con il "padrone della ferriera"! Queste sono le regole basilari della contrattazione, che evidentemente altri non conoscono.
I presidenti di Gaa firmatari del documento sono Alessandro Lazzaro (AXA), Enrico Ulivieri (Zurich), Donato Lucchetta (Generali), Federico Serrao (Generali), Giuseppe Muollo (Vittoria), Maurizio Baroni (DAS-Generali), Mauro Preatoni (Reale Mutua), Pierangelo Colombo (Allianz Next). In quanto presidenti di Gaa, non dovrebbero essere esperti in queste valutazioni?
Dovrebbero, ma evidentemente sono guidati da altre logiche. Penso inoltre che forse farebbero meglio ad occuparsi delle tabelle provvigionali, della contrattazione aziendale che negli ultimi decenni ha peggiorato gravemente i bilanci agenziali, anziché inseguire l'utopia di poter risolvere i problemi dell'A.N.A. con la strategia della genuflessione ai voleri delle imprese, a volte praticata in altri ambiti.
Effettivamente, la contrattazione aziendale da troppo tempo non riesce ad occuparsi degli aspetti critici che Lei ha menzionato. Eppure dal palco del Congresso nazionale Lei, ormai da anni, sollecita l'azione su questo fronte.
Si, grazie per averlo ricordato. Ormai da diversi anni nella relazione al Congresso inserisco sempre un richiamo ai Gaa affinché siano aperti, finalmente, tavoli per la rinegoziazione delle tabelle provvigionali, i cui livelli remunerativi sono ormai fuori mercato, cioè in alcune imprese sono molto al di sotto della media di mercato. Inoltre, l'impianto normativo di alcuni mandati, negoziati a livello collettivo aziendale, appare vetusto, nemmeno in linea con il Provvedimento Antitrust del 2014. Sono riapparsi vincoli di fedeltà ed ostacoli alla libertà di iniziativa degli agenti, con la firma del Gaa.
Sono lacci e lacciuoli dei quali non si sentiva proprio il bisogno e dei quali dobbiamo sbarazzarci appena possibile. L'unica strada percorribile per porre rimedio a tutto ciò è quella di una seria negoziazione in ambito aziendale, fatta da uomini che prendono sul serio il loro ruolo e che non confondono la rappresentanza aziendale degli interessi degli agenti con la loro smania di affermazione personale.
La Redazione
Trattativa A.N.A.? A tempo debito. E sul documento Anapa... Intervista al Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi
