♦ Questa riflessione nasce da un incontro nell’ambito del tour politico e di formazione dei quadri del Presidente nazionale dello Sna Claudio Demozzi. Un incontro dal forte contenuto, durante il quale il Presidente ha toccato alcuni punti che mi hanno particolarmente colpito e sui quali desidero soffermarmi. Voglio riprendere le sue parole, sottolinearne il significato e condividere con voi le riflessioni che ne sono nate.
Rappresentare i colleghi, nel Sindacato nazionale agenti come in un Gruppo Agenti, richiede prima di tutto una qualità fondamentale: il coraggio della coerenza.
Mi spiego. Nel momento in cui rappresenti qualcuno, non rappresenti più soltanto le tue idee, ma quelle di una comunità, non rappresenti i tuoi interessi, ma gli interessi di tutti. E questo, nella vita, ha un prezzo. Perché nulla è gratis. Vuol dire dedicare tempo a studiare, capire, approfondire, negoziare. Tempo sottratto al lavoro e alla propria vita. Ma può voler dire anche perdere affari, opportunità e magari perfino amicizie. Si può perdere molto, ma non la coerenza con i propri ideali e con il mandato ricevuto.
Chi rappresenta gli altri non dovrebbe farlo per ottenere qualcosa: una poltrona, uno sconto, una deroga, un favore o un rapporto privilegiato con il direttore di turno. Chi rappresenta gli altri deve sapersi mettere dietro, perché ciò che conta non è la propria vittoria personale, ma il bene comune. Questa è la coerenza che dobbiamo chiedere a chi fa rappresentanza. Questo è il coraggio di metterci la faccia. Anche quando significa dire di no a un invito, a un pranzo, a un’occasione di vicinanza con qualcuno, se accettarli può far dubitare della nostra indipendenza. Perché quando rappresenti i colleghi devi essere, come si dice, al di sopra di ogni sospetto.
Coerenza significa mantenere la linea. Portare avanti le proprie decisioni fino in fondo, quando ci si crede davvero. Non vendersi e non cambiare idea per l’opportunità del momento. Naturalmente si può cambiare posizione davanti a fatti nuovi, ma non per convenienza. La visione deve essere di lungo periodo, non fermarsi alla prossima occasione utile.
E oggi tutto rimane. Internet conserva parole, promesse, dichiarazioni. Col tempo si vede chi è rimasto coerente e chi no.
Ma c’è un altro punto, forse il più importante. Non basta chiedere coraggio a chi ci rappresenta. Dobbiamo averlo anche noi, quando scegliamo chi votare nei congressi del Sindacato e dei Gruppi Agenti.
Dobbiamo votare persone che si ispirino a questi principi. E dobbiamo avere il coraggio di votare no, di alzare la mano e dire: "Questa situazione non mi va bene. Bisogna cambiarla".
Io non voglio un Presidente di Gruppo Agenti perché è amico del dirigente di compagnia. Voglio un presidente che faccia esclusivamente gli interessi dei colleghi. E voglio poterlo dire apertamente, anche in un congresso, anche quando sarebbe più comodo tacere.
Se ciascuno di noi, nel suo piccolo, avrà questo coraggio, la rappresentanza nel Sindacato nazionale agenti e nei Gruppi Agenti diventerà sempre più forte, più credibile, più libera.
Parlo anche per esperienza personale. C’è chi ha più coraggio e chi ne ha meno. Ma posso dire una cosa: quando si sceglie la strada della coerenza, ci si sente meglio. Si è più liberi, si rispettano di più le proprie idee e, alla fine, si raggiungono anche più obiettivi.
È molto più semplice farlo che stare qui a parlarne.
Per questo ho voluto rimarcare le parole del nostro Presidente: il coraggio non è soltanto una qualità di chi guida. È una responsabilità di tutti noi. Prima nel rappresentare, poi nello scegliere chi deve rappresentarci.
Massimiliano Pro
